venerdì 2 marzo 2018

La Costituzione del 1948 è il nostro faro


"Non basta parlare di sovranità se non c'è dentro
tutta la nostra Costituzione del '48."
Stefano Rosati - Candidato Presidente

"A questo tipo di sovranità io tengo"
Lelio Basso - Padre Costituente

Con oggi, si chiude questa campagna elettorale, la nostra prima esperienza. Abbiamo cercato in tutti i modi di riempirla di contenuti programmatici, che potessero dare l'idea di ciò che vogliamo realizzare e fossero in grado di farvi capire in cosa consiste il nostro progetto, non solo a livello regionale, ma nazionale. Se non lo avete ancora fatto, vi invito a leggere il nostro programma completo.

Dato che le parole scritte sono in grado di trasmettere solamente una parte del contenuto, ho inserito qui in alto il video della conferenza stampa del nostro candidato Presidente alla Regione Lazio, Stefano Rosati, così che possiate farvi un'idea della serietà, competenza e visione di Riconquistare l'Italia, la nostra lista che concorrerà a una decina di elezioni regionali da qui al 2020, con lo scopo di poterci presentare alle politiche che verranno.

Questa programmazione è stata concertata fin dall'inizio, non essendo noi un partito costruito sul marketing, ma che ha un progetto a lungo termine, il quale è ovviamente inconciliabile con realtà che non siano radicate nei vari territori e non conti su una base di militanti ampia e volenterosa. Per cui, prendete queste mie parole come un invito a unirvi a noi, dopo averci conosciuti, apprezzati e ritenendo almeno l'80% del nostro programma condivisibile. Vi assicuro che la militanza politica è un'esperienza meravigliosa e vi sentirete molto più liberi che restando chiusi e rancorosi verso un sistema che non vi piace, rimanendo dietro a una frustrante tastiera.

Veniamo al voto di domenica 4 marzo per le elezioni regionali nel Lazio e a cos'è il voto disgiunto.


Come vedete dal fac-simile sopra (cliccate sull'immagine per ampliarla), la scheda verde che riceverete al seggio sarà per votare il vostro candidato Presidente, più una lista, potendo anche esprimere una preferenza. Quindi, potete apporre due croci, ed è ammesso che quella per la lista non corrisponda al candidato Presidente collegato. Per capirci, potete scegliere Zingaretti, la Lombardi, Parisi o altri candidati Presidente e, contemporaneamente, mettere una croce sul simbolo della lista Riconquistare l'Italia, scrivendo Rubini accanto.
Certo, il voto migliore è quello nel quale sceglierete Stefano Rosati come candidato Presidente, insieme a me come candidato Consigliere! Ma, essendo consapevoli della distanza che ci separa dagli altri per la Presidenza e avendo come nostro chiaro obiettivo di fare un primo fondamentale passo dentro le Istituzioni, abbiamo considerato di sfruttare l'opzione del voto disgiunto, così da superare la soglia del 3% e far entrare in Consiglio un nostro militante. La base della politica è il buon senso, i mitomani e gli esaltati li lasciamo ad altri.

Auguro buon voto a tutti e, soprattutto, di avere dei referenti che vi soddisfino, non di votare il meno peggio. È un approccio che porta a un inevitabile declino e, infatti, dopo decenni di menopeggismo i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Per questo, abbiamo deciso di impegnarci personalmente, così da costruire una vera alternativa all'attuale politica, che vede schieramenti tutti europeisti, liberisti e contro la nostra amata Costituzione.

L'UNIONE EUROPEA È LA MALATTIA, LA COSTITUZIONE DEL 1948 È LA CURA

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giovedì 22 febbraio 2018

Il Lazio per un turismo "esperienziale". Non solo Roma


Anche se sono nato a Roma, riconosco il territorio laziale come formidabile. Un'esperienza che non ha nulla da invidiare ad altre Regioni. Ed è un peccato che al turista, soprattutto straniero, non venga data l'opportunità di vivere certe emozioni.

Il Lazio non è certamente un territorio avaro di attrattività, e la contrazione della spesa media dei turisti stranieri negli ultimi anni è il segnale evidente che le carenze rilevate nella redditività delle imprese sono da ricercare sul lato dell’offerta di esperienza turistica. Il patrimonio culturale non si esaurisce di certo con la sola capitale, potendo contare su una ricchezza di luoghi iconici e storici e su siti archeologici che, come detto, sorgono anche nelle aree interne. È altresì rilevante il patrimonio naturalistico, che richiama una domanda di turismo legato al godimento delle bellezze paesaggistiche, e configurabile in un piano di sviluppo della promozione dell’enogastronomia e della valorizzazione dei prodotti tipici per quel tipo d’utenza che vede nella vacanza un momento distensivo; o, in alternativa, inquadrabile in un progetto di sostegno di percorsi naturalistici impegnativi dedicati agli escursionisti e a quell’utenza che cerca il soddisfacimento del bisogno di una vacanza avventurosa o sportiva. Allo scopo di diffondere la conoscenza di questa attrattività che può esprimere il territorio regionale e che vede nei bacini di prossimità un mercato di sbocco notevole, sarà necessario proseguire il percorso intrapreso di identificazione e tipizzazione del territorio con un marchio regionale che identifichi i luoghi oltre i prodotti tipici, sulla falsariga di quanto sperimentato in altre regioni, con la realizzazione di marchi che identifichino i “prodotti topici” di fianco ai “prodotti tipici”.

Sarà utile istituire, con la definizione del prossimo Piano Triennale del Turismo che andrà adottato entro l’estate, un “tavolo permanente del turismo” che accompagni un confronto costante con i rappresentanti degli operatori di settore e che si riunisca periodicamente a scadenze prefissate con il vertice politico regionale; esso avrà il fine di modulare in itinere l’offerta e la pianificazione territoriale, concentrando le risorse sugli esperimenti che dimostrano di produrre un ritorno e al contempo interrompendo o rimodulando gli investimenti che tradiscono le aspettative prefigurate nella fase programmatoria. Uno strumento che dovrà costituire un superamento e un avanzamento di quello che si è prodotto con la realizzazione del portale visitlazio.com, attraverso l’ideazione e la promozione di percorsi tematici che accompagnino i visitatori raccontando storie e suscitando emozioni. Con la collaborazione di agenzie specializzate che non dovranno limitarsi al focus sulle destinazioni e sui servizi e le attività accessibili in uno specifico luogo, ma che mettano al centro del piano di promozione le storie e i personaggi del passato, elaborando filoni narrativi che ridisegnino il territorio consentendo agli utenti che manifestano esigenze di fruizione diverse di trovare sempre un percorso confacente ai propri desideri, e che propongano conseguentemente pacchetti turistici personalizzati in accoglimento a quella domanda di turismo “esperienziale” che si sta delineando anche a livello internazionale. Questo progetto di ridefinizione delle mappe concettuali che guidano la scelta del visitatore e di proposte di percorsi personalizzati potrà essere realizzato internamente con le risorse dell’Agenzia regionale del Turismo, che vanta competenze quantitativamente e qualitativamente consistenti. Il Lazio potrà e dovrà essere comunicato ad ogni potenziale visitatore come meta ideale per il turismo religioso, sportivo, naturalistico, enogastronomico, culturale, realizzando legami tra le macroaree compatibili per il target definito e cercando di intercettare quel 97% del totale che limita la sua visita alla capitale e alla provincia. La realizzazione di questi percorsi personalizzati dovrà partire dall’analisi della domanda: chi viene nel Lazio e perché? Quali sono le aspettative, il tempo di permanenza medio, la spesa media, le mete prescelte da coloro i quali utilizzano la regione solo come hub? La risposta a queste domande consentirà di intercettare i passanti, costruendo ove possibile un’offerta che li incentivi a valutare l’opportunità di non spostarsi e a capitalizzare finalmente quella formidabile mole di turisti che si limitano a visitare Roma o a toccare il suolo laziale per mere ragioni logistiche.

Leggi a questo link l'intero punto programmatico dedicato al turismo nella Regione Lazio.


Il nostro programma completo per la Regione Lazio è a questo link.

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mercoledì 21 febbraio 2018

La monnezza è ricchezza


A Roma c'è il quartiere Testaccio (dal latino testae = cocci), dove si trova il famoso monte dei Cocci. Una discarica di epoca romana, alta 36 metri, dove vennero gettate 53 milioni di anfore olearie. Anche sui rifiuti, gli antichi romani erano in grado di creare qualcosa di interessante per i posteri.
Vuoi mettere il "capolavoro" di Malagrotta?!

L’imposizione di direttive europee relative all’argomento specifico della gestione dei rifiuti, in concomitanza con l’impostazione liberista dell’Unione Europea, che vede con favore l’impresa privata al posto di quella pubblica, hanno favorito clientelismi a danno della qualità della vita dei cittadini laziali, nonché una perdita economica notevole all’interno del tessuto regionale. La lista Riconquistare l’Italia si propone pertanto un completo riassorbimento della gestione dei rifiuti nelle competenze della Regione, e dunque di tipo integralmente pubblico, procedendo all’esproprio dei terreni adibiti a discarica.

Leggi a questo link il punto programmatico relativo alla gestione dei rifiuti.


Puoi leggere l'intero programma per le Regionali del Lazio a questo link.

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venerdì 16 febbraio 2018

Trasporti e viabilità: in attesa del teletrasporto nel Lazio?


Secondo me, Enterprise, Voyager e Discovery sono state costruite con soldi pubblici. Non mi ricordo di multinazionali nelle varie puntate di Star Trek, ma di una Federazione dei Pianeti Uniti.
Oggi abbiamo l'Unione Europea, che le aziende private le preferisce a quelle pubbliche, con notevoli ricadute negative sulla qualità dei servizi e sul loro costo per la collettività.


La rete ferroviaria del Lazio è in parte di proprietà statale, gestita da Rete Ferroviaria Italiana (RFI), e in parte di proprietà regionale, gestita da ATAC. Mancanza di investimenti e liberalizzazione del mercato sono le cause principali anche della situazione delle linee ferroviarie laziali, in particolar modo le linee complementari, quelle più utilizzate da studenti e lavoratori pendolari. Su undici di esse solamente quattro sono a binario doppio, del tutto insufficienti a soddisfare i bisogni degli utenti. È significativo che per ognuna di esse esista un’associazione di pendolari che chiede un servizio di trasporto pubblico dignitoso, denunciando continui ritardi e disservizi.

Nel Lazio la liberalizzazione del trasporto ferroviario, iniziata con l’emanazione della direttiva 440/1991 (recepita in Italia con il D.lgs 146/99), si è parzialmente attuata con la rete di proprietà in parte statale gestita da RFI e in parte regionale gestita da ATAC. Nonostante la sentenza della Corte Costituzionale 199/2012 abbia dichiarato incostituzionale l’obbligo di ricorrere esclusivamente a procedure di gara per l’affidamento dei servizi pubblici locali, il sacro dogma della concorrenza non viene messo in discussione da nessuno. La nascita e le finalità della AREMOL (Agenzia Regionale per la Mobilità della Regione Lazio) sono state salutate da tutto l’arco politico e sindacale come un grande passo in avanti per il futuro del trasporto pubblico regionale. Molti hanno indicato nella costituzione dell’azienda unica dei trasporti una risposta vincente nelle future gare con il lotto unico. Si ricorda che la AREMOL, tra le altre cose, cura le procedure per l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico e la predisposizione degli schemi di bando, dei capitolati e contratti tipo e gestisce i contratti di servizio relativi ai servizi di trasporto pubblico di competenza della Regione, verificando il rispetto della parità e dell’uguaglianza di trattamento degli utenti.

La lista Riconquistare l’Italia individua tre direttive fondamentali per una nuova politica del trasporto pubblico locale della regione Lazio:
  1. incremento del trasporto su rotaia;
  2. maggiore integrazione tra mezzi pubblici e privati;
  3. rifiuto del concetto di concorrenza.
Riteniamo che si debba realizzare una maggiore integrazione tra la rete ferroviaria e il trasporto pubblico su gomma (COTRAL, in parte ATAC per la città di Roma e i servizi comunali), con l’obiettivo di far diventare quest’ultimo complementare e non concorrenziale al primo.

Tutti i tratti della rete ferroviaria ancora a singolo binario devono essere raddoppiati e il numero delle corse incrementato soprattutto durante le fasce orarie più affollate dai pendolari. I percorsi dei pullman locali e regionali devono favorire il raggiungimento delle stazioni ferroviarie poste al di fuori dei centri abitati.

Ci opponiamo quindi con decisione alla realizzazione di nuove strade, come ad esempio l’autostrada Roma-Latina. Questo tipo di opere, dalla dubbia utilità, hanno un notevole impatto ambientale su di un territorio già molto segnato e dove il consumo di suolo negli ultimi anni è cresciuto a ritmi vertiginosi. I fondi a disposizione devono essere usati per la messa in sicurezza e la manutenzione dell’attuale rete stradale. L’obiettivo deve essere quello di diminuire il traffico su strada, non aumentarlo.

Si deve puntare a diminuire progressivamente e in maniera significativa l’ingresso delle automobili nei centri urbani. Per far ciò si dovrà favorire la creazione di grandi parcheggi, anche a sviluppo verticale, al di fuori delle città ma serviti in maniera capillare dal trasporto pubblico locale.

Rifiutiamo poi in toto il principio della libera concorrenza che discende direttamente dalla normativa europea. Vista la sentenza della Corte Costituzionale 199/2012 e la facoltà dell’affidamento diretto che ne deriva, riteniamo che si debba favorire il più possibile la capacità “in house” delle attuali aziende concessionarie per il trasporto pubblico. Intendiamo inoltre promuovere la proprietà completamente pubblica delle aziende concessionarie (ATAC, COTRAL e RFI). Crediamo infatti in una gestione politica del trasporto pubblico, avulsa da logiche di mercato, di lungo respiro e stabile nel tempo. Per ciò che riguarda l’agenzia regionale, auspichiamo una radicale trasformazione del suo ruolo, che dovrebbe diventare di armonizzazione e coordinamento dei sistemi di trasporto regionali e delle politiche tariffarie, con promozione di biglietti unici integrati a livello regionale, e di realizzazione di sistemi di informazione che rendano più facilmente fruibile il trasporto pubblico regionale sia dai residenti che dai turisti.



La nostra proposta per la Sanità nel Lazio.

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mercoledì 14 febbraio 2018

Rimborsopoli e altre sciocchezze


Il macigno che sta schiacciando la Costituzione italiana, e con essa la nostra economia e il nostro stato sociale, nasce col trattato di Maastricht; ma da quel 7 febbraio 1992 non si parla d'altro che di corruzione e di costi della politica.

È come se dal 31 ottobre 1922 si fosse discusso delle amanti di Mussolini.


Permettetemi di spendere poche righe per questo gossip politico delle "restituzioni non restituite". Lo chiamo "gossip" perché la politica di una nazione, e relativo dibattito, deve vertere su altre tematiche e non sugli spiccioli che cadono di tasca a gente che si è ritrovata in mano il numero vincente della lotteria, venendo eletta in Parlamento. E parlo di spiccioli a ragion veduta, perché per un bilancio statale lo sono.

Da una ricerca nel web (quello che non perdona), risulta irraggiungibile l'URL originale del sito di Beppe Grillo (errore 404 - la pagina richiesta non esiste):
http://www.beppegrillo.it/movimento/codice_comportamento_parlamentare.php
Ma sicuramente è un problema tecnico momentaneo oppure non sono capace io di fare ricerche in rete. Va be', comunque sul sito della Camera c'è depositato lo Statuto del M5S (2016) con allegato a margine il famoso "Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento". Che, nella parte di attuale gossip politico, recita (i neretti sono miei):
L'indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili, il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all'assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l'esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo.
Quindi, oltre al fatto che a breve ogni parlamentare pentastellato dovrebbe restituire in modo completo l'assegno di fine mandato di circa 40.000 euro (giornalisti di Novella 3000, avete drizzato le antenne?!), appare evidente che qui il problema non è relativo ai soldi, ma a una incapacità di dare seguito a un proprio codice di comportamento e al non saper tenere sotto controllo per 5 anni i propri parlamentari. Sono presupposti inconciliabili con il governare un Paese importante come l'Italia e che denotano pressappochismo, nonché semplice marketing politico. Certo, questo se fossimo nella posizione di poterci scrivere le regole economiche sulle quali costruire e migliorare la nostra nazione; ma così non è. Per ciò, nonostante il clamore mediatico, oggi sulle restituzioni mancate del M5S, ieri sulle politiche renziane e l'altro ieri sui bunga bunga di Berlusconi, capite bene che le fondamenta dell'attuale pessima situazione non vengono neanche lontanamente scalfite. Possiamo "permetterci" politici di basso rango perché tanto le decisioni vere le prendono altri fuori dall'Italia. Arlecchino o Pulcinella poco importa. Chi comanda è Mangiafuoco e non ha a cuore i nostri interessi.

Da qui, da questi presupposti, nasce il Fronte Sovranista Italiano (FSI), dopo più di 4 anni di Associazione Riconquistare la Sovranità (ARS), che promuove la lista Riconquistare l'Italia per le prossime elezioni regionali che si svolgeranno negli anni a venire, della quale faccio parte qui nel Lazio, circoscrizione di Roma. Nasce, appunto, da una premessa tanto ovvia quanto indispensabile: nessuna forza politica può incidere sulla vita del proprio Paese senza avere in mano gli strumenti fondamentali, che sono la moneta e l'autonomia legislativa sui temi chiave. Va da sé che questo presuppone la disintegrazione dell'Unione Europea, che coi suoi trattati (ratificati da politici traditori) è in evidente e netto contrasto con la nostra Costituzione. Quella che noi vogliamo ripristinare nella sua forma migliore, quella del 1948! Non siamo per un'altra Europa, siamo per un'Italia che persegua il proprio interesse, nel rispetto degli altri Paesi e con accordi su ogni utile argomento, facendo pesare la propria forza, ma senza alcuna mira colonizzatrice. I confini vanno rispettati, tanto i nostri quanto quelli degli altri.

Per questo, vi invito non solo a dare il vostro voto alla nostra lista per le elezioni regionali nel Lazio del 4 marzo, ma ad approfondire chi siamo e cosa proponiamo, partendo da questa premessa al programma per le regionali, che mano a mano vi sto illustrando:


In questo post vi ho parlato della nostra proposta per la Sanità nel Lazio. Al prossimo vi spiegherò la nostra idea per i trasporti e la viabilità.
In conclusione, vi ricordo che il voto disgiunto ha un senso ben preciso. Sappiamo che si può votare per un candidato Presidente e, sulla stessa scheda, dare una preferenza di lista. Usatelo bene! Cominciamo a contarci e a capire quanti abitanti del Lazio vogliono, desiderano e scelgono la sovranità del popolo italiano!

lunedì 12 febbraio 2018

La Sanità nel Lazio: come uccidere una Regione


L’operazione è perfettamente riuscita, ma il paziente è morto.

I proclami elettorali che sono seguiti alla certificazione da parte del Consiglio dei Ministri del raggiungimento degli obiettivi di riequilibrio finanziario e contabile, che da dieci anni imponevano il “pilota automatico” alla programmazione sanitaria regionale, e le conseguenti promesse di nuovi investimenti e spese per l’assunzione di personale medico recentemente annunciate da Zingaretti, stridono al cospetto dei dati ufficiali sulle performance misurate in ambito sanitario. I numeri reali rappresentano un’offerta di servizi alla salute totalmente inadeguata – per usare un eufemismo – e lesiva del prestigio di una regione che resta comunque la seconda realtà territoriale del paese per popolazione, contando 5.897.526 di residenti e per PIL con 182,6 miliardi di euro.

Negli ultimi otto anni il comparto sanitario ha perso 45.000 unità tra personale medico e infermieristico, 15.000 solo tra il 2014 e il 2016 (fonte Ragioneria Generale dello Stato). Questo arretramento progressivo e inesorabile è il frutto di politiche di contenimento della spesa che sono rivolte evidentemente a virare verso un modello sanitario sempre più “statunitense”, con una polarizzazione dell’offerta che promuove un sistema pubblico rivolto agli indigenti e un parallelo sistema di erogazione privata che offre il diritto alla cura tempestiva e qualitativa previo pagamento.

Sul lungo periodo Riconquistare l’Italia considera necessario rivedere il processo che ha consegnato autonomia programmatoria e organizzativa nel campo sanitario alle Regioni. Lo Stato che ha abdicato ai compiti di programmazione della spesa e gestione del servizio sanitario nazionale ha prodotto crescenti disparità territoriali, divergenze progressive e non le convergenze auspicate. È necessario fare il punto della situazione, tirare le somme di quanto fatto e quanto ottenuto negli ultimi venticinque anni e avviare una stagione di controriforme che pongano di nuovo al vertice dell’ordinamento la Costituzione Italiana e non i Trattati europei. È un passo ineludibile se si vuole riportare il Paese su un orizzonte di crescita economica socialmente sostenibile.

Leggi la nostra proposta completa:

http://riconquistarelitalia.it/sanita-programma-di-riconquistare-litalia-per-la-regione-lazio/


venerdì 9 febbraio 2018

Riconquistare l'Italia, un atto d'amore


Cari amici, questo blog evolve con me. Inizia la corsa per le Regionali del Lazio e, con la lista Riconquistare l'Italia del FSI - Fronte Sovranista Italiano, dopo essere riusciti con successo a raccogliere più di 4.000 firme in un solo mese per poterci candidare alle elezioni, cercheremo con tutta la nostra caparbietà di entrare in Consiglio regionale.

Immagino lo shock per chi finora mi ha seguito per motivi legati a tutt'altro argomento, per cui sarà più che comprensibile la scelta di alcuni di cambiare strada. Ciò che posso dirvi è che, se mi ritenete una persona valida e avete avuto stima del mio lavoro e del mio percorso, la cosa migliore da fare è di continuare a seguirmi. Ho curato molto poco questo blog e la pagina facebook da molti mesi proprio perché ho lavorato intensamente alla realizzazione di questo nuovo obiettivo.

In qualunque modo la pensiate e qualunque sia il vostro orientamento politico, il buon senso ci dice di confrontarci per capire e per, eventualmente, crescere come individui e come società. Questa fase storica verrà certamente ricordata e, tra 20 anni, avremo tutt'altra percezione di ciò che sta accadendo in Italia e in Europa. Noi vogliamo iniziare il nostro lungo percorso, nato nel 2011, facendo eleggere un nostro militante in Regione, per poi presentarci a tutte le prossime elezioni regionali da qui al 2022-2023, quando saremo pronti per entrare in Parlamento.

Grazie per l'affetto che finora mi avete mostrato in tutti questi anni e che spero continuerà nei futuri. Lavoro e lavoriamo per ridare dignità a un Paese che amiamo e per rimettere la Costituzione del 1948 all'apice. Questo sarà possibile solo ricostruendo un partito popolare di ampio respiro, con regole, ruoli e una visione.
Per questo, sono convinto che grazie al lavoro di tutti


Spero che nessun pregiudizio escluda la possibilità di conoscerci e capire chi siamo, cominciando da qui:

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