giovedì 13 ottobre 2011

Oltre la soglia


Oggi ho un po' di respiro e ne approfitto per toccare un argomento a me particolarmente caro, che è stato sollevato da alcuni di voi nelle numerose email che ho ricevuto: se già sto bene, se non ho problemi di salute, che senso ha tutto questo discorso sull'alimentazione? A quale scopo privarmi di certi piaceri culinari?
Domande più che lecite, le stesse che mi sarei posto io, sono sincero. Ci sono due motivi principali per i quali si decide di cambiare alimentazione:
  1. problemi di salute (nei quali includo anche il sovrappeso);
  2. istinto e curiosità.
Parliamo del primo gruppo, gli altri non li considero perché mi hanno sempre fatto invidia, sono troppo avanti! :-)
Del punto 1. fanno parte circa il 97% di quelli che mi hanno scritto (il resto è composto da chi mi ha formulato le domande di cui sopra). Loro, come me, hanno ben chiaro che cosa significhi vivere sotto un'ideale "soglia" del benessere. Dalla classica stanchezza cronica fino ad arrivare al coinvolgimento di organi interni ed esterni, la lista dei malesseri è lunga e varia. Se una persona che soffre ha la fortuna, come l'ho avuta io, di imbattersi in un professionista serio e competente, che non ha nessun altro interesse se non quello di aiutare le persone a guarire, altrimenti nessuno andrà più da lui, allora ci vuol poco a convincersi di quale sia la strada migliore! A proposito, avete mai notato la fila di informatori scientifici (che io chiamo col loro vero nome e cioè rappresentanti farmaceutici) negli studi dei medici di base e negli ospedali in attesa di parlare con il dottore? Curioso, vero?!
Ma passiamo al restante 3%, che è quello che oggi mi interessa di più, perché è facile sensibilizzare chi ha dei problemi, molto più complicato far arrivare determinati concetti a chi sente di stare già bene. Questa parte minoritaria (che in realtà è la maggioranza delle persone nella vita, per fortuna!) vive sostanzialmente sulla soglia. Qualche volta nella vita gli può essere capitato di superarla e di essersi sentito meglio del solito, ma generalmente non è così. Andare oltre quella soglia significa entrare in una casa apparentemente nuova, mai vista prima, ma sul cui campanello, in realtà, ci sono il nostro nome e cognome! Una volta entrati scopriamo come tutto ciò che c'è lì dentro ci appartenga e realizziamo il fatto di essere rimasti fermi sull'uscio per anni senza mai entrare! E' una casa da sogno, ricca e accogliente, pulita e profumata. Ogni stanza è una sorpresa e ci ritroviamo a correre dentro e fuori i vari ambienti come fossimo dei bambini. In un certo senso, abbiamo ritrovato noi stessi! Ecco, questa casa è riservata a chi sceglie uno stile di vita appropriato.
Ma il concetto più importante è un altro: non si può rimanere in eterno su quel tappetino. Questo significa che, a un certo punto, o si entra o ci si allontana. Uno stile di vita scorretto, prima o poi presenta il conto. E nessuno sa quale cifra dovrà pagare. Tutti noi abbiamo avuto esperienze personali, o di amici o di parenti, relative a improvvise malattie, stati di malessere continui e inspiegabili, costanti peggioramenti nonostante apparenze del tipo: "possibile, così giovane?", "fino a oggi non aveva mai visto un medico!", "non aveva mai preso neanche un'aspirina in vita sua!", ecc.
E' come decidere di giocare alla roulette russa con una pistola da 1 milione di colpi invece dei classici 6 e caricarla sempre con 1 solo proiettile. Ci sentiamo sicuri della vittoria, ma ogni giorno che passa aumentano le possibilità di trovare il colpo in canna.
Adesso vi chiarisco un concetto fondamentale: ci sono persone più o meno fortunate dal punto di vista genetico. Io faccio parte del secondo gruppo, ma paradossalmente mi ritengo più fortunato di chi fa parte del primo! Perché? Semplice, perché il mio corpo ha sopportato per un tempo limitato le mie cattive abitudini ed è stato così gentile da avvisarmi in modo graduale con una malattia cronica. Certo, molto fastidiosa, ma ancora gestibile. Soprattutto ho avuto il tempo per cercare e trovare una soluzione. Altri individui sono invece fortunati dal punto di vista genetico, nel senso che hanno un corpo più resistente, più prestante e più capace di sopportare uno stile di vita sbagliato. Ma attenzione, perché qui si chiarisce il concetto del "mi piego ma non mi spezzo"! Io mi sono piegato, ma non mi sono spezzato. Per altri questa incredibile resistenza potrebbe portare a una rottura irreparabile. Non vi sto portando sfiga :-) vi sto semplicemente dicendo le cose come stanno.
L'anno scorso ho avuto modo di leggere la trilogia "Millennium" di Stieg Larsson. Per chi non l'ha letta, il protagonista ha uno stile di vita alla James Bond: pranzi frugali, superalcolici, birra, ecc. Visto il mio recente percorso ho subito pensato che le abitudini del giornalista Blomkvist mi avrebbero ucciso in pochi mesi, ma anche che una qualunque persona non avrebbe potuto superare una discreta età senza rimanerci secco o, comunque sia, senza subire dei danni. Nella mia profonda ignoranza ho poi scoperto che l'autore dei romanzi è morto a soli 50 anni di infarto! Inutile dirvi che il mio pensiero è andato subito in quella direzione. Solitamente i protagonisti dei libri hanno profili e abitudini che, in qualche modo, rispecchiano quelle del loro creatore. Così ho approfondito un po', tanto per curiosità, e ho avuto modo di capire che era proprio così! Magari quest'uomo non ha mai avuto il benché minimo problema di salute, mai un ospedale, mai una medicina e poi, all'improvviso, SBAM! Infarto!
Non sto qui a spegarvi per quale motivo una cattiva alimentazione aumenti di molto le probabilità di avere malattie cardiache, dato che a questo punto avreste già dovuto cominciare a leggere qualche libro sull'argomento, come vi ho suggerito, però una cosa ve la voglio dire: tutto ciò che mangiate va nel vostro sangue, chiaro! E il vostro sangue passa in tutti (ma proprio tutti) i vostri organi. Ora dipende solo da voi se il sangue che vi scorre nelle vene assomigli più a un torrente di montagna che allo scolo di una fogna di città. Fate vobis, come direbbe un antico romano sgrammaticato. E dipende solo dalle vostre, così dette, tare genetiche quale sarà l'organo colpito: i reni? Il fegato? Cuore, polmoni, tiroide? La pelle? Il colon?
Vi piace giocare alla roulette russa? Accomodatevi pure, ma prima date un'occhiata a questo capolavoro di Michael Cimino!




4 commenti:

  1. Grazie Leo delle tue parole. Spero tu possa trovare il tempo necessario per aiutarci in un percorso così difficile come è quello di prendere in mano la propria vita. Non è facile, si incontrano molte resistenze, sia dentro di noi che da parte di chi ci vive a fianco ed è abituato a vederci agire in un certo modo.

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  2. Ottimo articolo, devo dire che è ineccepibile.
    Aggiungo solo una cosa molto importante per me:

    Non bisogna diventare paranoici!!!
    E ve lo dice uno che sulla salute lo è abbastanza (per il motivo che ho diversi problemi e quindi ci penso spesso).
    Lo dico nel senso che ognuno di noi dovrebbe cambiare stile di vita e fare tutto il possibile per stare meglio, come dici tu Leonardo e sono d'accordo al 100%.

    Però è anche vero che siamo nelle mani di Dio (per chi crede come me) oppure del destino, come volete voi.
    Nel senso che magari io sono super salutista e poi mi schianto in macchina a 30 anni (non necessariamente per colpa mia).
    Cosa voglio dire con questo? Semplicemente di non diventare paranoici (come me).
    Facciamo il nostro dovere meglio che possiamo verso il nostro corpo, ma non esasperiamo il tutto. Non avremo mai il controllo al 100%. E neanche al 50%. Il controllo è un'illusione in fondo. Non mi ricordo chi è che ha detto questa frase in punto di morte:
    "Ho passato la maggior parte della vita a preoccuparmi di cose che non sono mai avvenute".

    Questa frase mi prende in pieno (e forse anche molti di voi). Forse dovremmo (una volta ripeto fatto il meglio che possiamo) invece che passare il tempo a preoccuparci con fobie e paure, stare per esempio più tempo con le persone che amiamo. Fare cose davvero importanti. La vita è breve...... non sprechiamola alla ricerca dell' assoluta perfezione.
    Impariamo ad apprezzare anche i momenti tristi e dolorosi (non è facile certo) insieme a quelli belli e gioiosi. La vita è questo. Non sono solo rose e fiori, che siano sofferenze fisiche o sentimentali (basta pensare a una ragazza che ti lascia ecc.)bisogna prendere tutto il pacchetto.

    In questa vita sulla terra avremo sempre gioie e dolori unite insieme, il bianco e il nero. Per chi ci crede c'è il paradiso per questo. Con gioia perfetta e senza fine. Non qui, è un'illusione, mi dispiace ma è così......
    Altrimenti basterebbe essere tutti ricchi e famosi e in salute per essere completamnete felici (e in fondo tutti noi pensiamo che basterebbe questo) ma non è così.
    Altrimenti non ci sarebbero tutti questi divi di Hollywood e miliardari che si suicidano, si drogano, bevono e vivono una vita inquieta e sempre incazzati. Poi magari guardi delle immagini di bambini in africa che non hanno nulla e hanno un sorriso in faccia grosso così.....

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  3. beh Lucio ha aggiunto quanto di più ovvio sia immaginabile! Non andare in paranoia, stare il meglio possibile con chi ci circonda, ecc.... ma tutto questo a mio modesto parere non lega con ciò che dice Leonardo: stare bene per conto proprio, con il proprio corpo, perchè lo si associa a paranoia? Forse perchè quando ci sediamo a tavola in famiglia ci faranno sentire dei diversi, o per l'appunto dei paranoici? Oppure quando ci prepareremo ad addentare un succulento dolce alla crema penseremo alla miriade di grassi che stanno per invadere il nostro organismo? Oppure quando non riusciremo ad allenarci come si deve ci sentiremo degli sconfitti a cospetto di chi segue rigidamente il suo piano di allenamento ed ha un corpo invidiabile? Niente di tutto questo è paranoia, a mio avviso, se il fine è quello di cercare il proprio benessere, perchè che lo vogliamo ammettere o no, se non stiamo bene con noi stessi, se non ci piacciamo, se non ci sentiamo bene, non andremo d'accordo con nessuno!! Dunque priorità alla NOSTRA salute, e non potremo che avere vantaggi, non ultimo l'umore che...aiuta anche a stare con gli altri!!
    Saluti a tutti e grazie LEONARDO!
    Daniele

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  4. mi chiamo antonio ho la rettocolite ulcerosa e sono stato presidente di a.m.i.c.i.(associazione malattie infiammatorie croniche intestinali) abruzzo, il 2 dicembre 2011 ore 14:30 abbiamo un convegno a pescara presso l'aula magna ospedale civile di pescara. verranno molti pazienti e gastroenterologi e anche dei dietisti. sarebbe opportuno se puoi venire a far sapere di questa tua dieta particolare se puo' far bene a noi tutti, in quanto devo confessarti mi chiamano molte persone disperate che hanno la rettocolite ulcerosa da tanti anni e non va mai in remissione pero' non posso consigliare questa dieta paleozona..... io non ne so niente, se ti senti di fare del bene e sai che questo funziona cerca di venire. il mio indirezzo email e' 8210990@gmail.com nel caso vuoi dirmi qualcosa in particolare ciaoooo

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