sabato 3 dicembre 2011

Il nostro destino non è già scritto!

Credere, avere fede, confidare nel destino. Troppo spesso queste espressioni non sono solamente dei modi di dire, ma un vero e proprio stile di vita. Ci mettiamo in testa che è già tutto scritto e, senza volerlo, immediatamente usciamo fuori dalla nostra vita. Da quel momento in poi tutto ciò che ci accade non è più affar nostro, noi siamo solo degli strumenti nelle mani di qualcosa o qualcuno più grande di noi. La natura, il fato, un Dio. Questo atteggiamento non è altro che il più grande alibi che l'uomo abbia mai saputo inventare in tutta la sua storia.
Voi direte "ma che c'entra con l'alimentazione?". C'entra, eccome se c'entra. Molte persone partono dal presupposto che lo stato di cose nel quale si trovano sia prestaiblito e immutabile, ma è tutta una scusa. La paura del cambiamento è in grado di bloccare le azioni più virtuose. Nasciamo e cresciamo con dei punti di riferimento e, buoni o cattivi che siano, non li vogliamo abbandonare. Il nostro senso critico viene soggiogato da ciò che ci è familiare e, per questo, apparentemente amico. Una persona a me molto vicina, che soffre di una malattia cronica intestinale, nonostante il mio esempio positivo di un ritrovato stato di salute e di una liberazione dai farmaci, dopo due anni non ne vuole sapere di provare il mio stesso percorso. Anche se è stata male in un paio di occasioni in questo periodo, niente! Sono riuscito a convincere decine e decine di persone che neanche conosco a cominciare, e tutte mi stanno ringraziando dei loro primi risultati positivi, ma lei no. Questo è frustrante, ma allo stesso tempo mi ha fatto riflettere. Mi sono domandato "Perché?". Non c'è assolutamente un'antipatia, ne una mancanza di stima, ne altro del genere. Poi, voglio dire, è una questione di salute. Se anche una persona che odio sta percorrendo una strada che mi potrebbe aiutare in un mio problema, sinceramente ne approfitterei, nonostante non vorrei averla come amica. Poi è successo che, in una serata tutti insieme a cena, nella quale, per sua sfortuna, su 6 commensali, 5 seguivamo tutti lo stesso tipo di alimentazione, a un certo punto ha sentito il bisogno di esprimere un concetto a prima vista inconcepibile e inaccettabile, ma, a ben vedere, con una sua logica e da capire. Ha detto: "So di star male, ma sia mio padre che mia madre sono morti di tumore, per cui quello è il mio destino". Non ho saputo resistere a questa frase e la mia reazione di condanna è stata dura e immediata. Ma forse ho sbagliato, perché non ho prima compreso e poi commentato, ma ho giudicato senza capire. Questa persona voleva dire che, per quanto noi ci possiamo sforzare a mangiar bene e a seguire un corretto stile di vita, tanto è inutile, il nostro destino è già scritto. Allora, se la vediamo da questo punto di vista, è del tutto superfluo mostrare dati, parlare di ricerche scientifiche, essere anche d'esempio. Siamo su un altro piano, ci troviamo nel campo filosofico/religioso e li non esiste la possibilità di un confronto e del raggiungimento di una sintesi. Si "ragiona" per dogmi, per assunti. Da una parte la realtà dei fatti, dall'altra la costruzione di una realtà che ha le proprie fondamenta nella paura.
Il nostro destino non è già scritto, se si pensa questo si diventa rinunciatari. I più assidui dicono che è bello lasciarsi andare, abbandonarsi al fato. Certo, è come lasciarsi cullare dalla mamma, sapendo che tanto penserà a tutto lei. Ma questo atteggiamento è infantile, non è il comportamento di una persona adulta e matura. Noi siamo responsabili di tutto ciò che ci succede e, in caso di eventi avversi, siamo responsabili della nostra reazione, di come ci rimettiamo in piedi e di quello che sarà il nostro domani nonostante tutto.
Allora approfitto del blog per dire a questa persona, e a tutte le persone come lei, che non hanno scuse, che essere compatiti non significa essere ne amati ne stimati, che per essere al centro dell'attenzione non è necessario fare pena. Il più grande augurio che vi faccio non è quello di essere fortunati, ma quello di saper costruire la vostra strada, nonostante tutto e tutti, di essere forti e perseveranti, di vivere consapevoli che ci sono, si, un inizio e una fine, ma che nel mezzo c'è una pagina bianca e la penna l'avete in mano sempre voi.
Non perdere mai la speranza!!!



5 commenti:

  1. Stavo guardando la tv, mi sono alzato e sono venuto al pc. Trovo questo post di Leonardo, che interpreto come una invito a tutti (ma in particolare alla sua amica che spero ci stia leggendo)a lasciar stare i fatalismi, i destini e tutte le menate del genere. La nostra vita, ognuno di noi, se la vive come vuole, come decide di viverla, giorno per giorno. Ogni azione del giorno precedente ha una reazione nel giorno seguente. Se la sera lascio aperto il rubinetto dell' acqua, molto probabilmente la mattina dopo avrò la casa allagata. Non è una magia, nessuna azione sopranaturale,nessuna spiritualità... è idrauilica.
    ah, per chiosare, il programma che stavo guardando, è quello condotto da Alessandro Zanardi. Altro da dire?

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  2. Io sono cristiano e credo nel fatto che Dio provvede a me e vuole il meglio per me. So anche che se vuole qualcosa la fa punto e basta.... ma non per questo ci ha tolto la responsabilità delle nostre azioni....
    Secondo me la verità sta nel mezzo Leonardo, non avete ragione nè tu nè la tua amica al 100%.
    Dio mi ha creato e dato la vita, ma mi ha anche lasciato completamnete libero di abbracciarla oppure di farne un uso sbagliato sia verso me stesso che verso gli altri. Dio ci dà la vita (dal mio punto di vista certo) e magari vorrebbe farci campare fino a 100 anni ma noi ci mettiamo a fumare 3 pacchetti di sigarette al giorno oppure diventiamo degli alcolizzati e moriamo a 40 anni di tumore o perchè ci si spappola il fegato.
    Questa non è la volontà di un piano prestabilito da Dio (o chi volete voi) ma una nostra scelta, stessa cosa se ci buttiamo dalla finestra. Oppure se uccidiamo qualcuno! Noi abbiamo un'enorme potere, quello di amare gli altri e noi stessi, oppure quello di uccidere noi e gli altri. Chi non ha rispetto del proprio corpo e fa questi dicorsi "tanto di qualcosa si deve morire" non ha davvero capito niente secondo me. E' vero che domani mattina possiamo uscire di casa, facciamo un incidente e ciao, verissimo, ma la nostra parte la dobbiamo fare, poi solo allora, quando abbiamo fatto la nostra parte possiamo "delegare" il resto a Dio. Non prima. E' come se uno si sposasse e il giorno dopo dicesse "è inutile che io voglia bene e tratti con amore mia moglie, tanto se è destino che mi lascia per un'altro non posso farci niente" ma che cazzo di discorso sarebbe? Stessa cosa per la nostra salute. Io ho iniziato felicemente la Zona da una settimana e qualche miglioramento lo vedo già, spero di stare davvero meglio. Ciao!!!!!!

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  3. Apprezzo molto il tuo post nei suoi contenuti. Mi sarei risparmiato solamente questo pezzetto "Allora approfitto del blog per dire a questa persona, e a tutte le persone come lei, che non hanno scuse, che essere compatiti non significa essere ne amati ne stimati, che per essere al centro dell'attenzione non è necessario fare pena".
    Purtroppo molte volte non possiamo farci nulla, personalmente. Non possiamo arrivare a toccare determinati punti della psiche di qualcun'altro e riuscire a cambiarli. E' molto significativo e determinante, per noi stessi, provarci, ma non bisogna sentirsi avviliti se non ci siamo riusciti.
    Ed è proprio per quel principio di cui parlavi: noi siamo i padroni di noi stessi e siamo liberi di decidere qualsiasi cosa della nostra vita.
    Fidarsi degli altri non è facile (anche se nella vita di qualcuno bisogna pur fidarsi); fidarsi di se stessi è più semplice, ma fin troppo facile.
    Invece non è facile ACCETTARSI, questo è certo. Da questo dipendono tutte le nostre scelte di vita. Cavillare su questo significa avvicinarsi sempre di più alla vera essenza che ci forma e che ci sostiene, combattere quelle nostre conflittualità che ci accompagnano sin dalla nascita e le altre che ci portiamo dentro nel nostro DNA e sconfiggere la paura. Qualsiasi paura, come la malattia che è la risposta perfetta del cervello ad essa. Ma non tutti riescono a farlo...
    Apprezzo molto le tue condivisioni e ti seguo su Facebook.
    Un saluto.

    Max P.

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  4. Sant'Agostino diceva "Prega come se tutto dipendesse da Dio, agisci come se tutto dipendesse da te". L'esistenza di un piano superiore non ci esautora dalla responsabilità di operare delle scelte, che tralaltro possono rivelarsi cruciali e modificare inaspettatamente il corso di una vita. Di fatto, abbandonarsi alla presunta ineluttabilità del destino e non agire è anch'essa una scelta.

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  5. IL DESTINO NON E' ALTRO CHE UN SUSSEGUIRSI DI CAUSE ED EFFETTI, UNA CONSEGUENZA DI QUELLO CHE ABBIAMO PENSATO..CREDUTO

    "Così come tu semini raccoglierai; così come tu misuri agli altri sarà misurato a te, disse "Gesù di Nazareth".
    Tutto quello che siamo è il risultato di ciò che abbiamo pensato.(Siddhartha Gautama - "Budda")
    Ogni pensiero che abbracciate, ogni fantasia che avete per provare una qualche emozione, crea un sentimento nel vostro corpo che viene registrato nella vostra anima. Questo sentimento crea poi il presupposto per gli avvenimenti della vostra vita, perché attirerà a voi quelle circostanze che corrispondono al sentimento già registrato nella vostra anima ed esse lo ricreano.
    E sappiate che ogni parola che pronunciate crea i vostri giorni futuri, perché le parole sono solo suoni che esprimono i sentimenti della vostra anima i quali, a loro volta, sono nati dal pensiero.
    Pensate che le cose vi accadano semplicemente per caso? Non esiste il caso o la coincidenza in questo mondo e nessuno è una "vittima"; della volontà o dei piani altrui. Voi avete pensato e sentito tutto ciò che vi accade nella vostra vita. Lo avete prodotto fantasticando sul "come sarebbe? se...", o temendo qualcosa, o accettando come verità ciò che qualcun altro vi ha detto.
    Tutto ciò che accade, accade come atto intenzionale del pensiero e delle emozioni. Tutto!
    Ogni pensiero che avete abbracciato, ogni fantasia a cui avete permesso di diventare vostro sentimento, tutte le parole che avete pronunciato, o sono già accadute o attendono di accadere.
    Perché il pensiero è il vero donatore di vita che non muore mai, che mai può essere distrutto e che voi avete usato per creare ogni momento della vostra vita; è l'anello che vi collega con la Mente di Dio.
    Dio è legge e non punirà mai coloro a cui ha donato la vita. Sono le trasgressioni alla legge che hanno creato la situazione attuale, in cui esistono la sofferenza, la miseria e malattie.
    Nessuno è felice se non pensa di esserlo...
    Con Amore Teo.

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Verranno esclusi tutti i commenti off-topic, volgari e privi del rispetto necessario per un sereno confronto sul tema discusso. Chiedo un po' di pazienza per la loro pubblicazione, dato che li modero personalmente e non sono sempre davanti al pc.