sabato 14 gennaio 2012

Ritorno al futuro

 Intervista al prof. Luigi Fontana

Più passa il tempo, più lo provo su me stesso, più testi e ricerche scientifiche leggo e maggiore è la mia convinzione che la dieta dei nostri lontani antenati (era paleolitica, prima dell'avvento dell'agricoltura e della pastorizia) sia la più efficace. Ma il bello è che chi fa ricerca nel campo della nutrizione spesso auspica che nel nostro prossimo futuro la popolazione mangi quegli alimenti tipici dei nostri parenti più primitivi! Ops, scusate il rumore, ora è meglio se spengo la macchina del tempo e vi racconto con calma.....

.....sono appena tornato dal 2065! E' stato un viaggio molto interessante, nel quale ho avuto modo di scoprire che cosa ci aspetta, in termini di cure e prevenzione, nel futuro. Li ho incontrato il prof. Luigi Fontana che mi ha illustrato come e perché gli uomini non si ammalano quasi più e a che cosa servono gli ospedali. Immaginate popolazioni di persone sane, prive di malattie croniche, con un'incidenza di tumori, infarti e ictus pari allo 0,00001%, cioè 1 su 10 milioni di persone. Totale assenza di ipertesi e diabetici. Bambini agili e snelli che corrono e giocano tutto il giorno, senza bisogno di rimpizzarsi di merendine e bibite gasate. Donne che attraversano la menopausa così come una rondine attraversa una nuvola e vola verso l'orizzonte. Il servizio sanitario che spende l'80% del suo badget, che tra l'altro è 1/3 dell'attuale, per la prevenzione, organizzando corsi per i bambini e classi di aggiornamento per gli adulti incentrate sul giusto stile di vita, usando come strutture, appunto, gli ospedali. Quindi, lì dentro, non ci trovi più i malati, tranne i classici reparti di ortopedia o alcuni centri specializzati in malattie genetiche rare, ma persone sane che studiano e si tengono al passo con le nuove scoperte scientifiche in tema di nutrizione.
Quelli che oggi sono dei negozietti per pochi di prodotti naturali, nel 2065 coprono il 90% della distribuzione alimentare. Sono pieni di ogni ben di Dio: verdure di ogni genere e frutta di ogni tipo, in armonia con le stagioni e in accordo con i vari produttori locali. Carni allevate come Madre Natura ha stabilito da millenni, pesce pescato nei nostri mari puliti e tornati incontaminati. Il cemento ha ceduto il passo al ritorno all'agricoltura, nessun lavoratore si occupa oramai del suo impiego a tempo pieno, perché tutti dedicano almeno 3 giorni a settimana a curare il loro orto. Frutteti, oliveti, vigne. E poi è pieno di biciclette, nessuno sopporta più di passare ore in macchina, quando, con lo stesso tempo di una volta, riesce a percorrere la stessa distanza con le proprie forze. Si, perché di energie ce ne sono talmente tante negli uomini e nelle donne del futuro, che la sedentarietà li farebbe uscire fuori di testa! E' praticamente inaccettabile star seduti su un divano a far niente. Certo, la sera ci si rilassa, si spende il proprio tempo con i cari e con gli amici..... ah, il tempo! Quì è la nuova moneta. Si, se porti a termine i tuoi compiti lavorativi, vieni remunerato con il tempo libero. Divertente, mi piace questo futuro!
Mentre andavo all'università per intervistare il prof son dovuto passare per un quartiere malfamato, dato che era la strada più breve e io ero in ritardo. Lì un tipo losco, incredibilmente obeso, con occhi cerchiati e un alito fetente, si è avvicinato per vendermi una polvere bianca, cristallina. Cavolo, me lo sono guardato e gli ho chiesto, giusto per capire: "Ma quanto viene un grammo di cocaina?" e lui: "Ehy smilzo, ma cos'è..... 'sta cochina? Io ho solo roba buona. Questo è zucchero puro, raffinato. Non ne trovi di così buono in giro. Te ne do 100 grammi per un buono di 10 ore del tuo tempo libero". Cose da pazzi, chissà poi che ci fa un tipo così con del tempo libero? Mah, forse lo scambia con dei maritozzi alla panna!
Arrivato all'università ho conosciuto il prof. Luigi Fontana, una persona eccezionale che, nonostante i suoi 105 anni, ancora se ne va in giro per il mondo a seguire congressi, a incontrare altri ricercatori e ad approfondire studi. Pensate che qui ogni individuo usufruisce di un supporto fatto su misura per lui. Viene studiato il suo patrimonio genetico e, in base a questo, gli viene suggerito uno stile di vita composto da un certo tipo di alimentazione, un'attività fisica adeguata e il costante consiglio di dedicare una parte del proprio tempo al relax e alla meditazione.
A questo punto vi starete chiedendo: visto che ci si ammala poco o niente, visto che si campa fino a 150 anni e visto che intorno ai 100 anni sono tutti ancora belli freschi e arzilli, ma come fa a reggere il sistema pensionistico? Semplice, la pensione è roba per vecchi e qui i vecchi non esistono. A un certo punto si smette di vivere e basta. Ma fino a quel giorno si è attivi. Si smette di essere produttivi a livello lavorativo intorno ai 125 anni, poi ci si dedica ancora di più ai propri terreni e alla produzione di alimenti e il resto del tempo è dedicato all'insegnamento. Già, chi meglio di un saggio uomo o di una sapiente donna può introdurre alla vita dei giovani esseri umani?
Non vi sto a raccontare la politica, l'economia, la cultura di questa nuova società, perché siamo su un blog che parla di alimentazione e non vorrei perdermi nel racconto, però vi lascio immaginare il resto, viste le premesse. Anzi, se ne avrete voglia e fantasia, vi lascio tutto lo spazio che volete nei commenti per aggiungere le vostre personali idee su questo futuro. Per ora solo immaginario, certo, ma guardatevi bene l'intervista che ho fatto al vero prof. Fontana, quello dei giorni nostri, ascoltate con attenzione quello che ha da dirci e vedrete che quel futuro ideale che vi ho descritto, non è poi così fantasioso. Fontana è un  ricercatore in tema di nutrizione. Lavora presso l'Istituto Superiore di Sanità e segue degli studi anche presso la Washington University di St. Louis, Missouri. Sta lavorando da anni sulle conseguenze positive che una restrizione calorica  controllata, composta da tutti i nutrienti necessari a mantenere un'ottima condizione psico-fisica, può dare alla salute. Seguite bene l'intervista, perché dirà delle cose che apparentemente non vanno d'accordo con certi concetti espressi da questo blog finora e che sarà comunque mia cura chiarire mano a mano. Questo a dimostrazione del fatto che non ci si deve mai fermare e bisogna sempre rimanere aperti e in ascolto. Continuare a ricercare e a imparare. Ma sia ben chiaro, per ora gli studi del nostro ricercatore italiano non sono ancora conclusi e lui stesso dice chiaramente di non poter fare affermazioni definitive su certi argomenti. Da parte mia, non ho alcuna intenzione di cambiare direzione, per ora. Sono ben consapevole di come stavo 2 anni fa e di come sto oggi. E devo tutto a come mangio. Però mi sentirei un limitato se mi fermassi qui e non approfondissi. Inoltre ho volontariamente deciso di non fare premesse o muovere critiche preventive su alcune dichiarazioni fatte dal professore, affinché ognuno di voi possa ascoltare e farsi una propria idea in modo incondizionato. Non sono qui per fare il lavaggio del cervello a nessuno, a me interessa solo che il dibattito sul tema dell'alimentazione sia il più possibile in primo piano, ma senza che vengano fatte affermazioni prive di fondamento scientifico, giusto per partito preso.

L'intervista dura circa 45 minuti, per cui ho deciso di dividerla in varie sezioni, anche perché gli argomenti sono tanti e meritano di essere approfonditi uno per volta. Poi non vorrei annoiarvi, non sono tutti malati come me, che passerebbero giornate intere ad ascoltare certi concetti. Comunque sia, alla fine posterò l'intervista per intero, giusto per correttezza e per completezza dell'informazione.

Voi provate a immaginare la mia emozione nel poter intervistare una fonte primaria di notizie. Eh si, perché finora ho potuto raccontarvi i libri che ho letto, scritti da medici o da ricercatori; vi ho riferito del lavoro sul campo di altri medici, tra cui il mio, e dei risultati raggiunti. Ma quasi tutti, alla fine, basano il loro lavoro e le loro scelte sugli studi che fanno persone come Luigi Fontana. E' stato come bere da un ruscello di montagna! Ma adesso basta, torniamo a valle e godiamoci questa chicca.


 


P.S.: al di là dei commenti nei quali vi vorrete divertire a descrivere un ipotetico futuro, così come introdotto dal mio post, chiedo a chi volesse fare osservazioni sull'intervista di specificare a quale punto del video si riferiscono (es.: frase detta a 2 minuti e 20 secondi), così sarà più facile per tutti capire il senso dell'intervento, grazie.

7 commenti:

  1. Ciao a tutti. Non ho ancora finito di ascoltare l' intervista (mere ragioni di tempo :-( ) però voglio indicare questo link, perchè l' ho trovato su www.repubblica.it, e la cosa mi ha sorpreso. Sembra quasi che certe idee comincino a non essere più solo di uno sparuto gruppo di 'talebani' del viver sano.

    http://www.repubblica.it/salute/alimentazione/2012/01/14/news/dieta_non_contano_solo_le_calorie_le_proteine_fanno_la_differenza-27624341/?ref=HREC2-15

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    1. L'articolo è interessante, la ricerca anche, ma come al solito viene commesso lo stesso errore: QUALI proteine. Non viene mai specificato in modo corretto e si usa la solita immagine della bistecca ricca di grasso. Le proteine animali salutari sono quelle derivate da carni bianche magre, carni rosse di selvaggina, pesce e poche uova. Meno consigliate le carni rosse da allevamento, a causa dell'elevata quantità di grassi saturi derivati dal tipo di alimentazione con la quale vengono cresciuti i capi, cereali!

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  2. "...non sono tutti malati come me, che passerebbero giornate intere ad ascoltare certi concetti..."
    Salve,
    Ho deciso, dopo una notte di riflessione, di commentare questa frase, che esula quasi totalmente dall'oggetto della intervista, ma che introduce un nuovo elemento di riflessione.
    Io (ripeto, malato di RCU e SM) ho passato i miei ultimi 14 anni ad approfondire le tematiche legate al benessere. Sotto tutti i punti di vista (fisiologico ma anche psicologico). E posso dire che (secondo me) lo stato di malattia è una condizione psico-fisica. Cioè riguarda tanto l'aspetto materiale, fisico che quello spirituale , psichico.
    Mi piacerebbe iniziare discussioni tendenti a distrigare questa matassa, ma per ora mi limito ad affermare un concetto:
    Non tutti i malati di malattie definite autoimmuni e croniche, si pongono la domanda se e quanto questa affermazione possa essere vera. Ma la prendono per dogma (nel senso di verità non ponderabile) e proseguono nel proprio cammino di 'malati cronici'.
    Quindi, sono disposti a cure assolutamente e scientificamente non risolutive, ma semplicemente coadiuvant allo stato di malessere. Perchè? Perchè secondo me lo 'status' di 'malato' è mentale. Diciamo semplicemente che ci sono persone a cui (coscientemente o meno) questa condizione va bene così come è. Lo pone in un livello diverso da quello in cui si trovava prima della malattia. Ripeto, il più delle volte non coscientemente.

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    1. Sono d'accordo con te Renato. Anch'io ho vissuto un periodo nel quale star male mi faceva comodo. Certo, l'ho capito solo dopo, ma per alcuni mesi ho remato contro me stesso senza rendermene conto. Credo che l'obiettivo sia sempre lo stesso: avere attenzioni dalle persone che ti circondano, soprattutto alcune. Poi un giorno ho capito che avrei potuto avere lo stesso queste attenzioni, ma stando bene e potendo aiutare altri come me. Così la vita mi ha fatto conoscere la soluzione e il medico con il quale metterla in atto e da li è nata l'idea del blog.
      Per questo ti ringrazio dell'osservazione, perché bisogna sempre ricordarsi che ci sono due modi per avere le attenzioni dagli altri: uno negativo e distruttivo (spesso autodistruttivo) e l'altro positivo e costruttivo.

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  3. Leonardo, grazie per il video.... aspetto con molto interesse la parte restante.
    Ma una domanda te la faccio subito, cosa ne pensa lui della Zona, delle teorie di Sears e soprattutto dei volumi di "calorie" e quindi di cibo che noi mangiamo in questo regime alimentare?
    Immagino che tu glielo abbia chiesto.....(vero????)
    A volte in effetti ho come l'impressione di mangiare troppo, ma ormai sono giunto da solo alla conclusione che devo anche sentire il mio organismo e se ci sono dei giorni che il mio corpo chiede meno cibo (ho meno fame in generale ecc.) diminuisco le quantità 8cioè i blocchi) se invece mi chiede di più aggiungo. Del resto è anche quello che mi ha detto di fare Aronne.
    Inoltre, mi interesserebbe molto sapere che cosa intende lui per "alimentazione ideale", loro danno ai pazienti degli integratori? Vitamine, proteine ecc.? Oppure sono tutti alimenti naturali e dosati nelle giuste quantità? Sento da moltissime parti che la frutta e verdura che mangiamo oggi è molto diversa da quella che mangiavano i nostri nonni...
    e che cioè contiene dei livelli di nutrienti molto bassa, meno vitamine, sali minerali ecc.
    Che dice lui di questo? ciao!!!

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    1. ........ho paura che dovrai aspettare le prossime parti per avere le risposte :-)
      Stay tuned!

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  4. Ciao Leonardo ti faccio i complimenti i tuoi articoli sono sempre interessanti, continua cosi non mollare perché io grazie a te, dopo quasi tre mesi dall'inizio della dieta posso dire di stare sempre meglio e non oso immaginare più avanti, GRAZIE  : )

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