domenica 23 ottobre 2011

Testimonianza #1




Le parole sono belle, ci fanno sognare. Spesso ci rendono la vita più facile, ci danno la possibilità di crogiolarci dentro di loro, di credere: in un mondo migliore, in un incontro importante, nella soluzione dei nostri mali. Ma allo stesso tempo sono le più grandi nemiche, perché hanno il potere di illuderci, per poi schiaffeggiarci con una dura realtà! Poetiche o meno, le parole seguono sempre una logica e questo, insieme al nostro bisogno, ci induce ad affidarci. Le belle parole sono perfette per conciliare il sonno, ci rilassano e ci portano dei bei sogni, anche a occhi aperti.
Ma io non ho aperto questo blog per farvi dormire, ma per svegliarvi!!! Abbiamo tanto da fare e questo è solo l'inizio. Un buon inizio, direi. Per cui, passo volentieri ai fatti.

Vi confesso che avevo deciso di non scrivere più nuovi post, fino a quando non avessi avuto un caso concreto da presentarvi. Il mio non basta. Per cui, in attesa che i primi semi piantati diano i loro frutti (qualche mese per avere riscontri da chi sta cominciando adesso) e in attesa che chi si è già messo in contatto con me riesca a organizzarsi per inviarmi la documentazione necessaria (senza la quale non pubblico nulla!), ho deciso di coinvolgere mio padre in questa fase di transizione, raccontandovi brevemente la sua storia, per fortuna priva di particolari problemi di salute, tranne una leggera psoriasi localizzata soprattutto sulla cute intorno e sull'orecchio:

Sergio Rubini, classe 1938, ha cominciato la sua nuova alimentazione il 6 luglio 2011 (3 mesi e mezzo fa).
Vi faccio un breve (e divertente, almeno dal mio punto di vista) elenco dei suoi dubbi espressi da quando ne è venuto a conoscenza (circa 2 anni fa) a prima di cominciarla:
  1. "Ma come puoi togliere il pane e la pasta? Tu lo sai che io ero disposto anche a portarmi una pagnotta quando andavo a cena da amici se non avevano pane in casa? Ma come si fa a mangiare senza?!";
  2. "Pasta e patate, pasta e fagioli, il pane tostato nel minestrone..... io sono cresciuto così, i tuoi nonni anche. Mia madre è morta a 92 anni, niente male direi! Io ne ho 71 e sono in ottima forma!" (il padre, mio nonno, è morto a quasi 69 anni di tumore al colon, il fratello, mio zio, a 44 di tumore al cervello e la sorella, mia zia, è stata operata a 57 anni per un tumore al colon e oggi a 78 anni, piena di acciacchi, è ancora gajarda! ndr);
  3. "Figlio mio, sai che alcune sette sataniche usano l'alimentazione per sottomettere i nuovi adepti alla loro volontà?! Ma sei sicuro di quello che stai facendo?".
    Ecco, invece, un breve elenco delle sue osservazioni dall'inizio di questa nuova avventura:
    1. "Ma lo sai che non sento nessuna mancanza del pane e della pasta?! Certo, ogni tanto ne mangio, ma sto benissimo senza!";
    2. "Mi sento una bomba! Ho perso quasi 7 kg e mi sono sgonfiato. Non soffro più di pesantezza e mi sveglio più fresco la mattina";
    3. "La settimana scorsa ho avuto un accenno di psoriasi all'orecchio, ho messo la solita pomatina al cortisone e in 3 giorni è scomparsa. Prima era necessaria almeno una settimana!" (non riesco a fargli diminuire il consumo di derivati del latte, altrimenti, mia personale opinione, sono convinto che non gli tornerebbe proprio. Inoltre, ha preferito usare la pomata al cortisone invece di aumentare le dosi di omega3, ndr);
    4. "Incredibile Leo!!! Sono andato a misurarmi la pressione in farmacia (il 31 agosto, 7 settimane circa dal cambio alimentare, ndr) e avevo 76 di minima, 142 di massima e 69 battiti al minuto. Forse a 30 anni avevo questi valori! Da sempre risultavo circa 95 di minima, 165 di massima e intorno ai 76 battiti al minuto".
    Detto questo, passiamo alle analisi del sangue. Ma prima è d'obbligo un accenno su come sia più corretto leggerle. Evitando di inoltrarmi in spiegazioni scientifiche complesse e piene di nomi "strani" (questo compito lo lascio volentieri a voi, visto che uno degli obiettivi di questo blog è proprio quello di invogliarvi a leggere e a informarvi), mi limito a dirvi che sotto la lente d'ingrandimento di queste analisi c'è il rapporto tra i trigliceridi e il colesterolo HDL, che dev'essere intorno a 1,5. Per chi vuole approfondire subito, consiglio la lettura di quest'articolo mooolto interessante!

    Ecco alcuni valori registrati il 27.11.2009
    Qui abbiamo 2 valori che destano preoccupazione: i trigliceridi a 296 (max 160) e il colesterolo LDL a 177 (max 130). Ancora più preoccupante è il rapporto trigliceridi/HDL, che è pari a 6,88 (cioè 296 diviso 43)!!!

    Ora passiamo al 6.6.2011
    Di nuovo preoccupazione per i trigliceridi a 222 (max 160). Il colesterolo totale è un po' alto e purtroppo manca il valore dell'LDL, però abbiamo sempre un rapporto troppo alto trigliceridi/HDL, che è uguale a 4,93!

    E adesso le buone notizie. Le analisi fatte l'1.9.2011 (meno di 2 mesi dall'inizio della nuova alimentazione!)
    Guardate che spettacolo!!! Trigliceridi crollati a 83!!! Notate il colesterolo totale e l'LDL ancora leggermente sopra i limiti, ma l'HDL salito a 59. Ribadisco, come vi ho spiegato prima, che il valore più importante da controllare è il rapporto trigliceridi/HDL, che adesso è sceso a un fantastico 1,40!!!
    Pensate che ci sono ancora medici che danno farmaci per abbassare il colesterolo, la pressione, nonché i trigliceridi. Pura follia!
    Quindi, complimenti a Sergio, ragazzi, che a 73 anni ha deciso di fare il possibile per vivere di più e meglio.

    Come me e mio padre, ci sono veramente troppe persone in Italia e nel mondo che hanno problemi di salute (o che sono destinate ad averne) legati a una cattiva alimentazione e questo blog vuole dargli voce. Tra l'altro, ma a quanto ammonta il costo sanitario dello stile di vita che si segue oggigiorno? (Sarò grato a chi mi vorrà aiutare a mettere giù un po' di numeri ufficiali relativamente a questi costi: farmaci, ricoveri, giorni di malattia, anche solo considerando i problemi più comuni, come quelli cardiovascolari, ipertensione, malattie croniche, ecc.). Lo scopo principale è che sempre più persone possano arrivare a staccare il "cordone ombelicale" dalla chimica farmacologica (quando questo è possibile) e vivere una vita sana e senza la schiavitù della pasticchetta. Che dite, ne vale la pena?!

    P.S.: mi preme segnalarvi un'iniziativa importante organizzata da “Gerona 2005”, Associazione Etica di Prevenzione, Terapia Nutrizionale e Benessere, della quale sono fiero di essere socio, che si svolgerà il 27 novembre 2011 a Fossano, in provincia di Cuneo.

    P.P.S.: commuoversi e piangere per la morte di qualcuno che non si conosce è per me un evento molto particolare, ma oggi mi sono sorpreso con il viso inondato di lacrime alla notizia della scomparsa del campione di moto GP Marco Simoncelli, soprattutto vedendo il video sul programma di Italia 1 "Grand Prix" nel quale viene annunciato il suo decesso. Un ragazzo di 24 anni, che non bisognava frequentarlo personalmente per scoprirne le qualità: coraggio, determinazione e forza di volontà. Già ad averne il 10% del suo, si può essere orgogliosi di se stessi! Per quel che vale, dedico questo post a lui e alle persone care che ha lasciato "orfane" della sua presenza. Addio SuperSic!


    giovedì 13 ottobre 2011

    Oltre la soglia


    Oggi ho un po' di respiro e ne approfitto per toccare un argomento a me particolarmente caro, che è stato sollevato da alcuni di voi nelle numerose email che ho ricevuto: se già sto bene, se non ho problemi di salute, che senso ha tutto questo discorso sull'alimentazione? A quale scopo privarmi di certi piaceri culinari?
    Domande più che lecite, le stesse che mi sarei posto io, sono sincero. Ci sono due motivi principali per i quali si decide di cambiare alimentazione:
    1. problemi di salute (nei quali includo anche il sovrappeso);
    2. istinto e curiosità.
    Parliamo del primo gruppo, gli altri non li considero perché mi hanno sempre fatto invidia, sono troppo avanti! :-)
    Del punto 1. fanno parte circa il 97% di quelli che mi hanno scritto (il resto è composto da chi mi ha formulato le domande di cui sopra). Loro, come me, hanno ben chiaro che cosa significhi vivere sotto un'ideale "soglia" del benessere. Dalla classica stanchezza cronica fino ad arrivare al coinvolgimento di organi interni ed esterni, la lista dei malesseri è lunga e varia. Se una persona che soffre ha la fortuna, come l'ho avuta io, di imbattersi in un professionista serio e competente, che non ha nessun altro interesse se non quello di aiutare le persone a guarire, altrimenti nessuno andrà più da lui, allora ci vuol poco a convincersi di quale sia la strada migliore! A proposito, avete mai notato la fila di informatori scientifici (che io chiamo col loro vero nome e cioè rappresentanti farmaceutici) negli studi dei medici di base e negli ospedali in attesa di parlare con il dottore? Curioso, vero?!
    Ma passiamo al restante 3%, che è quello che oggi mi interessa di più, perché è facile sensibilizzare chi ha dei problemi, molto più complicato far arrivare determinati concetti a chi sente di stare già bene. Questa parte minoritaria (che in realtà è la maggioranza delle persone nella vita, per fortuna!) vive sostanzialmente sulla soglia. Qualche volta nella vita gli può essere capitato di superarla e di essersi sentito meglio del solito, ma generalmente non è così. Andare oltre quella soglia significa entrare in una casa apparentemente nuova, mai vista prima, ma sul cui campanello, in realtà, ci sono il nostro nome e cognome! Una volta entrati scopriamo come tutto ciò che c'è lì dentro ci appartenga e realizziamo il fatto di essere rimasti fermi sull'uscio per anni senza mai entrare! E' una casa da sogno, ricca e accogliente, pulita e profumata. Ogni stanza è una sorpresa e ci ritroviamo a correre dentro e fuori i vari ambienti come fossimo dei bambini. In un certo senso, abbiamo ritrovato noi stessi! Ecco, questa casa è riservata a chi sceglie uno stile di vita appropriato.
    Ma il concetto più importante è un altro: non si può rimanere in eterno su quel tappetino. Questo significa che, a un certo punto, o si entra o ci si allontana. Uno stile di vita scorretto, prima o poi presenta il conto. E nessuno sa quale cifra dovrà pagare. Tutti noi abbiamo avuto esperienze personali, o di amici o di parenti, relative a improvvise malattie, stati di malessere continui e inspiegabili, costanti peggioramenti nonostante apparenze del tipo: "possibile, così giovane?", "fino a oggi non aveva mai visto un medico!", "non aveva mai preso neanche un'aspirina in vita sua!", ecc.
    E' come decidere di giocare alla roulette russa con una pistola da 1 milione di colpi invece dei classici 6 e caricarla sempre con 1 solo proiettile. Ci sentiamo sicuri della vittoria, ma ogni giorno che passa aumentano le possibilità di trovare il colpo in canna.
    Adesso vi chiarisco un concetto fondamentale: ci sono persone più o meno fortunate dal punto di vista genetico. Io faccio parte del secondo gruppo, ma paradossalmente mi ritengo più fortunato di chi fa parte del primo! Perché? Semplice, perché il mio corpo ha sopportato per un tempo limitato le mie cattive abitudini ed è stato così gentile da avvisarmi in modo graduale con una malattia cronica. Certo, molto fastidiosa, ma ancora gestibile. Soprattutto ho avuto il tempo per cercare e trovare una soluzione. Altri individui sono invece fortunati dal punto di vista genetico, nel senso che hanno un corpo più resistente, più prestante e più capace di sopportare uno stile di vita sbagliato. Ma attenzione, perché qui si chiarisce il concetto del "mi piego ma non mi spezzo"! Io mi sono piegato, ma non mi sono spezzato. Per altri questa incredibile resistenza potrebbe portare a una rottura irreparabile. Non vi sto portando sfiga :-) vi sto semplicemente dicendo le cose come stanno.
    L'anno scorso ho avuto modo di leggere la trilogia "Millennium" di Stieg Larsson. Per chi non l'ha letta, il protagonista ha uno stile di vita alla James Bond: pranzi frugali, superalcolici, birra, ecc. Visto il mio recente percorso ho subito pensato che le abitudini del giornalista Blomkvist mi avrebbero ucciso in pochi mesi, ma anche che una qualunque persona non avrebbe potuto superare una discreta età senza rimanerci secco o, comunque sia, senza subire dei danni. Nella mia profonda ignoranza ho poi scoperto che l'autore dei romanzi è morto a soli 50 anni di infarto! Inutile dirvi che il mio pensiero è andato subito in quella direzione. Solitamente i protagonisti dei libri hanno profili e abitudini che, in qualche modo, rispecchiano quelle del loro creatore. Così ho approfondito un po', tanto per curiosità, e ho avuto modo di capire che era proprio così! Magari quest'uomo non ha mai avuto il benché minimo problema di salute, mai un ospedale, mai una medicina e poi, all'improvviso, SBAM! Infarto!
    Non sto qui a spegarvi per quale motivo una cattiva alimentazione aumenti di molto le probabilità di avere malattie cardiache, dato che a questo punto avreste già dovuto cominciare a leggere qualche libro sull'argomento, come vi ho suggerito, però una cosa ve la voglio dire: tutto ciò che mangiate va nel vostro sangue, chiaro! E il vostro sangue passa in tutti (ma proprio tutti) i vostri organi. Ora dipende solo da voi se il sangue che vi scorre nelle vene assomigli più a un torrente di montagna che allo scolo di una fogna di città. Fate vobis, come direbbe un antico romano sgrammaticato. E dipende solo dalle vostre, così dette, tare genetiche quale sarà l'organo colpito: i reni? Il fegato? Cuore, polmoni, tiroide? La pelle? Il colon?
    Vi piace giocare alla roulette russa? Accomodatevi pure, ma prima date un'occhiata a questo capolavoro di Michael Cimino!


    video


    martedì 4 ottobre 2011

    Inversione di marcia!



    Nessuno può dire che sia facile o privo di difficoltà, un nuovo percorso richiede sempre un impegno.

    Siete in autostrada e vi trovate alla guida di un mezzo di pronto soccorso, ricevete una chiamata, dovete correre sul luogo di un grave incidente, numerose vite umane sono in pericolo! Lo sapete già, anche se cercate di scacciare il pensiero: alcune di quelle vite dipendono da voi. E' la vostra prima settimana di lavoro e questo non ci voleva proprio. Vi sentite assalire da una sensazione di stordimento e confusione, improvvisamente le 3 corsie dell'autostrada diventano strette. Accendete la sirena e premete sul pedale del gas, anche se vi trovate nel senso di marcia opposto utile per raggiungere la meta. Da esperto automobilista conoscitore della zona sapete che a 100 metri da dove vi trovate c'è un varco nel guard rail che permetterebbe una rapida inversione di marcia, ma siete in autostrada! Numerosi mezzi sfrecciano in entrambi i sensi. Un cartello indica un'uscita a 3 km. Che fare? La scelta più rapida potrebbe salvare qualcuno che altrimenti non ce la farebbe, anche 1 minuto può essere decisivo. Ma a quale prezzo?! Un cambio di direzione così repentino metterebbe a rischio la vita di chi sta procedendo in entrambi i sensi di marcia e anche la vostra! Cosa scegliere?

    Aprendo questo blog ho fatto una scelta ben precisa, fare il meglio possibile in sicurezza. Ho guidato quell'ambulanza in passato e mi è capitato di passare attraverso il guard rail. Non è andata bene, ci ho rimesso parecchio. Ora siete voi alla guida e, se mi interpellate, avrete sempre la stessa risposta: respira profondamente, sii lucido, guida in sicurezza fino al casello, torna indietro, rientra in autostrada e vai a salvare quelle vite!!!!!
    Non ti devi sentire mancare la terra sotto i piedi, non l'hai avuta finora. Hai solo una possibilità di scelta in più. Se la mia intenzione di metterti in testa dei dubbi è arrivata a buon fine, già questa è per me una vittoria.
    Chi sta decidendo, o ha già deciso, di muoversi nella mia stessa direzione, si deve convincere di un concetto fondamentale: solo usando la testa potrà risolvere i suoi problemi. Con questo intendo dire che non potrà andare da un medico e pretendere che tutto accada magicamente. Il suo contributo è forse più importante delle nozioni e delle indicazioni che quel medico gli darà. Se io non avessi mantenuto un filo diretto con il mio (ancora oggi) con l'atteggiamento di chi vuole capire e imparare a diventare il più possibile autonomo e indipendente nelle mie scelte future sull'alimentazione, non avrei mai potuto raggiungere questo risultato. La chiave è nel mantenere un senso critico, sempre, e allo stesso tempo essere coerenti con la scelta che si è fatta, portandola fino in fondo. Se al mio ritorno di scariche (anche se senza sangue) mi fossi abbattuto e avessi mollato invece di chiamare il mio doc e chiedergli: "Ehy doc, ma come mai ho questi problemi? Ti mando un elenco dettagliato di ciò che ho mangiato l'ultima settimana, mi fai sapere?". Se lui non mi avesse fatto sapere o mi avesse proposto una soluzione che poi non funzionava (ma bisogna metterla in atto come si deve, prima!), certamente mi sarei rivolto altrove. Perché niente e nessuno mi toglierà mai dalla testa che sono nato per vivere una vita degna di questo nome! Posso avere dei difetti congeniti (giusto 10 giorni fa mi sono operato per risolvere la mia sindrome di WPW), ma posso comunque avere il meglio possibile per me. Avere dei problemi non significa doverli vivere come ostacoli, ma come delle opportunità. Questo blog ne è un esempio. Non ringrazierò mai abbastanza la mia rettocolite ulcerosa per avermi aperto gli occhi su così tanti aspetti della vita. Non sarei mai andato così a fondo. Non avrei mai avuto modo di entrare in contatto con tanti di voi, vivendo l'emozione di crescere insieme. Grazie rettocolite ulcerosa, soprattutto adesso che ti ho tolta dai coglioni! :-)

    Non perdere mai la speranza!!!
    Un abbraccio, Leo.

    domenica 2 ottobre 2011

    Il grande "SI"

    Ciao a tutti,
    grazie di cuore per i vostri commenti e le vostre email. Spero abbiate un po' di pazienza per le risposte, siete veramente tanti! Con questo post vorrei rispondere alle domande più frequenti, per cui mi auguro che continuerete a seguirmi, se ritenete attendibile la mia esperienza. A questo proposito, ci tengo a fugare sin d'ora qualunque dubbio sul perché io abbia deciso di aprire questo blog e rendere pubblica la mia storia. Prima di tutto è bene chiarire che non ho alcun tipo di interesse in questa situazione, non ci guadagno nulla dal punto di vista economico (anzi, pago un tot l'anno per il dominio e dedico buona parte del mio tempo a curare il blog), ma ci guadagno tantissimo dal punto di vista della soddisfazione personale. Per ciò che ho vissuto, sapere che anche solo una persona possa risolvere le sue problematiche di salute grazie al mio esempio è un'eventualità (per me una certezza!) che nessuna forma di denaro potrà mai sostituire. Grazie al cielo ho il mio lavoro e con quello campo degnamente. Per questo motivo sono reticente nel pubblicare in modo netto e chiaro il nome del mio medico di Brescia con il suo numero di telefono. Innanzi tutto non ho chiesto il suo permesso, anche se non credo che gli possa dispiacere, e soprattutto non voglio in nessun modo che questo spazio pubblicizzi niente e nessuno. Per cui non pubblicherò mai marche di integratori o altri prodotti. Per gli omega3 mi limito a dirvi che esiste un organo internazionale che si occupa di certificare gli oli di pesce "sicuri" e si chiama IFOS (International Fish Oil Standard). Ad oggi è attendibile, spero rimanga imparziale anche in futuro. Molti di noi sanno che i grandi pesci predatori sono pieni di metalli pesanti, per cui l'olio di pesce dev'essere depurato a livello molecolare, altrimenti fa più danni che altro.
     Il dr. Sears, che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente, il dr. Cordain o il dr. Wolf non sono dei romanzieri, ma ricercatori e uomini di scienza. Esistono decine di pubblicazioni, soprattutto di Cordain, che sono, come dire, ineccepibili. Cioè, tu le leggi, le studi e dici: "Cazzo! Ma veramente le cose stanno così?!" Dopo di che applichi a te stesso queste scoperte e vedi che funzionano alla grande. Se poi uno di questi autori, o altri in futuro, scelgono di andare alla deriva (almeno dal mio punto di vista) e stringono accordi per vendere linee di prodotti con grandi aziende, a me questo non interessa. Per quanto mi riguarda distolgo lo sguardo e lo rivolgo verso chi ritengo stia continuando a fare un lavoro onesto, ma, allo stesso tempo, non butto di certo nella spazzatura tutto ciò che di valido ha pubblicato prima. Anche il nostro cantante preferito, magari così alternativo e di nicchia, e proprio per questo da noi amato, a volte ha fatto delle scelte commerciali per guadagnarsi un po' di soldi. Non sto lì a criticarlo, è suo diritto farlo, ma sicuramente non comprerò quegli album. Senza dubbio la storia si complica quando certe scelte impattano con la salute degli altri, ma qui entra in gioco il senso critico di ognuno di noi e la capacità di autodeterminarsi. I prossimi libri dei 3 autori che ho citato prima, ma anche di altri, non li leggerò mai come la Bibbia, dando per scontato che tutto ciò che c'è scritto sia oro colato. Accendo il cervello e uso la mia arma migliore: il dubbio. Se non avessi avuto dei dubbi, oggi starei raccontando un'altra storia. Per cui vi invito a usarmi in questo senso. Capisco che vorreste la pappa pronta e la soluzione in tasca, ma io mi trovo tra voi e la soluzione dei vostri problemi, non sono la soluzione in se.
    A proposito di pappa pronta: molti di voi mi hanno chiesto: "Ok Leo, tutto molto interessante, ma si può sapere cosa mangi? Qual'è la tua giornata tipo? Veramente vivi senza cereali, latticini e legumi?" So già che (e parlo per esperienza personale) se io vi snocciolassi qui il mio menu giornaliero, magari anche con i pesi degli alimenti, automaticamente circa il 50/60% di voi mi emulerebbe, senza aver in nessun modo approfondito l'argomento, ma semplicemente fidandosi di me. Questo mi onora, ma mi inquieta allo stesso tempo. Ho aperto questo blog, forse sono un pazzo, perché vorrei che cambiasse davvero qualcosa intorno a me. Vorrei raccogliere così tante testimonianze certificate da analisi ed esami (mio padre, 73 anni, in 2 mesi ha fatto scendere i trigliceridi da più di 220 a meno di 90!) da poter andare dalla classe medica e interrogarla sul perché funziona. Vorrei finalmente delle risposte, sono 13 anni che aspetto! Ma per fare tutto questo ho bisogno di voi, soprattutto ho bisogno del vostro impegno consapevole e critico e della vostra collaborazione. Già alcune persone mi hanno scritto dicendomi che hanno una storia simile alla mia. Bene! Scannerizzate i vostri esami e le vostre analisi, cancellando i vostri dati personali e anche quelli delle strutture dove li avete effettuati, e inviatemeli autorizzandomi a pubblicarli in forma anonima. Se poi qualcuno di voi volesse palesarsi, come ho fatto io, volentieri metterò delle video interviste o altro per dargli risalto, ma solo dopo una seria verifica di ciò che racconta. Aggiungo che non c'è nulla di più pericoloso del "fai da te". Io ne sono la testimonianza vivente, per chi ha letto la mia storia, quindi non esiste in alcun modo il passaggio della dieta da un soggetto all'altro. Se volete il male di qualcuno, dategli la vostra dieta! Siamo tutti diversi, con esigenze diverse e non funzionerebbe. Ad esempio, io personalmente devo limitare molto le solanacee (patate, pomodori, peperoni, melanzane, ecc.) dalla mia alimentazione, mi danno problemi se le mangio spesso, ergo, se qualcuno mi avesse passato la sua dieta pro Zona, prima di tutto mi sarei tenuto alcuni dei miei problemi, secondo l'avrei abbandonata ritenendola poco funzionale. Doppio danno! E io non sono qui per fare danni.
    Tornando al titolo del post, il mio grande "SI" è per tutti coloro che mi hanno chiesto cose del tipo: ma questa alimentazione può aiutarmi nei miei problemi di tiroide, cefalee, ciclo irregolare, acne, orticaria, ecc.? Assolutamente si! Li risolverà totalmente? In 1 mese, 2, 5? Non lo so. Ma tutto parte da ciò che mangiamo. Noi siamo ciò che mangiamo. Fatene il vostro mantra! Se la vostra pelle soffre, se avete scariche di diarrea, reflussi gastrici, pensate che il cibo non c'entri nulla? Il vostro corpo sta rigettando uno stato di cose sbagliato, vi sta avvisando, chiede aiuto. Ma ci hanno confuso fin dalla nascita con pubblicità ammiccanti ed elaborazioni chimiche nei cibi industriali. Ciò che è buono non è più ciò che fa bene, ma ciò che soddisfa il palato (che ormai è andato in tilt!). Se poi ci uccide piano piano neanche ce ne accorgiamo e, soprattutto, non riusciamo proprio ad associare "quel" buono al male fisico. Ma lo ripeto ancora e ancora, perché questo è il punto focale: ogni specie animale su questa terra ha i suoi cibi ideali, che la natura ha selezionato apposta per lei o ai quali si è saputa adattare nel corso dei millenni. La nostra storia è mooolto più lunga di ciò che crediamo. Nell'ottica evolutiva l'avvento dell'agricoltura e dell'allevamento sono fatti accaduti 5 minuti fa, considerando in 24 ore il tempo intercorso dalla nostra nascita a oggi. E la nostra genetica non si è potuta ancora adattare a questi "nuovi" alimenti. Il nostro patrimonio genetico è pressochè identico a quello dell'uomo vissuto 10/12.000 anni fa. Stiamo vivendo una spinta demografica mai avvenuta prima nella storia dell'uomo (si stima in 7 miliardi la popolazione mondiale entro la fine di questo anno!) e sono perfettamente consapevole che non tutti possono mangiare il "cibo giusto". Ma non sono io ad aver fatto le regole, non sono io a creare i presupposti per questa pazzia e non ho tutto questo tempo a disposizione per combattere contro i mulini a vento. Magari questa fase, lunga millenni, servirà a selezionare individui in grado di vivere con cereali, legumi e latticini in modo sano, oppure porterà a una decrescita demografica e a una presa di coscienza sulla giusta alimentazione, fatto sta che, in entrambi i casi, ne io ne voi abbiamo il tempo per vedere come andrà a finire. Io, molto umilmente, sto cercando di salvarmi il culo!
    Chiudo con un accenno a chi mi ha scritto sollevando la questione vegetariana. Apprezzo molto chi fa una scelta di tipo etico e morale. La questione è molto complessa e la approfondirò in un post dedicato all'argomento. Sono sicuro che sarà un confronto in grado di arricchire tutti, come accade ogni volta che si ha un approccio critico, oggettivo e aperto. A me non interessa sposare un principio per partito preso e difenderlo a tutti i costi. Oggi, dopo anni di tentativi anche di tipo alimentare, ritengo questa alimentazione la più efficace, ben vengano miglioramenti. Carni magre (pollo, taccchino, animali selvatici, pesce, poche uova, ecc.), frutta e verdura, grassi (per l'elenco date un'occhiata ai miei precedenti post). Facevo colazione come la maggior parte di voi, dolce, ora è salata (anche se la frutta non è affatto salata:-) E così via per tutta la giornata (3 pasti e 2/3 spuntini, mangio tanto ma assumo una media di sole 1.400/1.500 calorie al giorno). E' stato un sacrificio fare questo cambiamento? Solo mentale per i primi giorni. Torneresti indietro? No, sarebbe un sacrificio sia fisico che mentale!
    Auguro a tutti una buona domenica (a proposito, una volta a settimana "sgarro" senza problemi, mangio quello che mi va, qualunque cosa! Poi mi sento un mezzo straccio e la volta dopo istintivamente evito di esagerare. Ma com'è che quando mangio come mangiavo prima mi sento uno schifo? Avrà una relazione col cibo o sarà solo un fattore psicologico?! ;-).

    Non perdere mai la speranza!!!
    Un abbraccio, Leo.



    sabato 1 ottobre 2011

    La mia storia

    A causa della rettocolite ulcerosa, dal 1997 al 2010 (13 anni!), sono stato preoccupato per la mia salute. In alcuni periodi poco, altri disperatamente. Arrivare a pesare 63 kg avendo fino a 10 scariche di feci e sangue al giorno mi ha inevitabilmente portato a un ricovero d’urgenza col rischio di un’operazione di asportazione del colon. Era il 2004 e quello è stato il periodo più duro della mia vita. Me ne sono reso conto solamente dopo, a distanza di tempo. Duro non solo per le sofferenze, ma soprattutto perché sentivo di aver perso ogni speranza, mi sentivo sconfitto, un malato cronico designato, senza appello, col rischio di ben più gravi epiloghi! Ecco, rassegnarsi è il male peggiore, non la malattia in se. Questo ho capito nella mia vita. Nessuno può pensare di vivere senza soffrire dalla nascita alla morte, per cui il mio impegno è diventato quello di lottare, di non perdere mai la fiducia in un futuro migliore, che fondamentalmente dipende solo da me.
    Il secondo elemento che ha contribuito alla mia salvezza è stato il dubbio. Ho sempre avuto un tarlo nella mia testa: come possono avere ragione i medici se non sono in grado di rispondere alle mie domande? Come possono curarmi se agiscono solo sugli effetti e si dichiarano confusi sulle cause? Così è iniziata la mia avventura, che mi ha portato a provare varie possibili soluzioni, quasi tutte fallite: agopuntura, omeopatia, terapie sperimentali, fino ad arrivare a pratiche di dubbia efficacia. In tutte queste esperienze ho capito una cosa importante: va bene sperimentare, ma bisogna sempre mantenere un punto di riferimento valido. Spesso ho fatto l’errore di abbandonare la medicina ufficiale e affidarmi ad altre soluzioni senza sapere prima se l’alternativa sarebbe stata valida e questo mi ha portato a subire dei danni, con drammatiche ricadute. La medicina ufficiale, almeno nel mio caso, non cura le cause, però fa qualcosa sugli effetti, per cui non va mai abbandonata se non si è arrivati concretamente a un’alternativa valida.


    • AGOPUNTURA

    Circa 5 sedute, nelle quali l’operatore mi pose anche dei test psicologici. Nessun miglioramento e parecchi dubbi sull’utilità di questi test.


    • NATUROPATIA

    Con questo termine, che richiama la natura, molte persone si fanno fighe ed è pieno di operatori che hanno fatto dei percorsi formativi decisamente lacunosi che si propongono anche con la pretesa di “curare” malattie. Alla fine vendono loro stesse e le "pasticchette", gli integratori e altre diavolerie totalmente inutili (parlo per me e in riferimento a una malattia come la rettocolite ulcerosa, non voglio offendere chi si fa le tisane drenanti). Comunque sia, una naturopata mi disse che il problema era il mio carattere e che dovevo andare da uno psicologo perché ero troppo nervoso e irascibile, per cui il colon, che è il nostro secondo cervello, soffriva di questo mio atteggiamento. Vorrei tanto incontrare di nuovo questa "scienziata" oggi e farle notare che una persona che ha 6/8 scariche al giorno con sangue, che è malata da tempo, ed è ancor di più stremata dal caldo, dato che in quel momento eravamo in piena estate, difficilmente potrà avere un atteggiamento rilassato e privo di rabbia, a meno che non si chiami Gesù Cristo e non si trovi sulla croce nell’atto di invocare il Signore di richiamarlo a Se!
    Altra esperienza con un'erboristeria, condotta da una coppia di coniugi, dove ho speso circa € 500 di prodotti e alimenti e, non me lo dimenticherò mai, il marito ha usato il pendolo sulla confezione di un mio medicinale (la mesalazina) per capire se poteva influire negativamente sulle cure che mi stavano dando loro!!!!! Ma all’epoca ero abbastanza disperato. Eppure, da questa gente c'è la fila fuori!



    • GUARITORI

    A proposito di disperazione: ho conosciuto un medico di origini olandesi, grande sostenitore di quel guaritore filippino che è stato beccato da Striscia la notizia “operare” con le mani poveri disperati come me (se non di più), che utilizzava anche lui metodi decisamente discutibili per guarire le più svariate malattie. Tranquilli, non sono arrivato fino a quel punto, ma mi ci sono avvicinato parecchio. Lui era molto simpatico e quando passava per Roma mi chiamava sempre per andare a berci una birra, che mi offriva. Io lo provocavo, dicendogli di guarirmi lì nel pub! Non dimenticherò mai il giorno in cui l’ho conosciuto. Me lo presentò un’amica, li ospitai a casa mia per un caffé e lui tentò di affascinarmi col trucchetto dello zucchero. Ve lo spiego subito: la teoria è che lo zucchero raffinato tolga energie, mentre quello di canna no. Per cui mi fece mettere in piedi, tenendo il braccio sinistro alzato verso l’esterno all’altezza della spalla e il destro lungo il corpo, nella cui mano stringevo dello zucchero raffinato. A questo punto si poggiò con una mano sulla spalla destra, dove tenevo lo zucchero, e con l’altra mano spinse verso il basso il mio braccio sinistro, invitandomi a resistere. Mi ricordo che mise molta forza e gli ci volle poco per farmi cedere. Successivamente, sempre nella stessa posizione, dovevo tenere nella mano destra dello zucchero di canna. Lui fece la stessa prova, solo che era evidente che stava scaricando più forza sulla spalla destra che non sul braccio da abbassare, per cui io resistetti più a lungo e la sensazione che mi sarebbe dovuta rimanere è che fossi più forte. Io avevo già inquadrato il personaggio e quando ero andato in cucina a prendere lo zucchero di canna, riempii la mano sempre con quello raffinato e tornai già col pugno chiuso. Alla fine della seconda prova, con lui tutto soddisfatto della mia maggiore resistenza, aprii il pugno e gli mostrai che conteneva zucchero bianco. Dopo un attimo di esitazione scoppiammo tutti a ridere e nacque così una simpatia reciproca (tra furbi ci si intende!) che sottintendeva un mio concetto basilare: a me non mi freghi! Così, in una delle nostre chiacchierate, una sera mi disse che aveva una collaboratrice che aveva fatto guarire più di una persona semplicemente parlandoci al telefono. Tu la chiamavi e lei ti ascoltava, dopodichè ti diceva di fare una cosa che ti avrebbe portato a guarigione certa! E mi diede il suo numero di cellulare.
    Passarono settimane e io quel numero l’avevo memorizzato sul telefonino e mi ero persino dimenticato di averlo. In un momento difficile, nel quale la malattia si faceva sentire senza pietà, cedetti alla debolezza. Usai la scusa della curiosità per celare a me stesso una speranza irrazionale. Di fondo c’era comunque il tarlo che qualcosa non andava in me, a livello psicologico. Un pensiero ricorrente era: perché proprio io sto male? Eppure conducevo una vita come tanti altri. Forse mi trascinavo dietro dei traumi o dei problemi (più o meno è così per tutti, ma non tutti sono malati, ovviamente. Ma all’epoca non ero molto lucido) e quindi, rimuovendoli, sarei potuto guarire. Ecco, con quella esperienza riuscii a comprendere chi e perché era caduto tra le grinfie della Wanna Marchi di turno! Vi assicuro che la disperazione, unità alla solitudine, che spesso ci autoinfliggiamo isolandoci, può fare brutti scherzi, anche nelle menti più razionali.
    Una sera d’estate, verso le 9, chiamai questa donna. Le raccontai a grandi linee di cosa soffrivo e la mia vita familiare. Ovviamente il rapporto contrastato con mia madre venne subito individuato da lei come causa del mio male (chi non litiga con i propri genitori?!). Per cui mi disse: “Prendi una foto di tua madre e quando hai uno dei tuoi attacchi e devi correre in bagno, falla lì sopra!”. Non mi vergogno a confessare che eseguii (scusa mamma!). Presi una foto e..... Non ho mai raccontato a nessuno questo episodio, ma credo che ora possa essere molto utile per mettere in guardia chi è in un momento di debolezza e cerca disperatamente aiuto. Pensate a me che la faccio sulla foto di mia madre e cogliete l’assurdità e l’inutilità del gesto, anche alla luce di ciò che vi racconterò più avanti e cioè di come ho risolto la mia malattia togliendo farmaci e sintomi.


    • CORTISONE

    Ma torniamo alla medicina ufficiale. Spesso ho dovuto prendere massicce quantità di cortisone per arginare gli effetti della rettocolite ulcerosa. Nonostante fossi già imbottito di farmaci, tra cui l’azatioprina (un immunosoppressore, e già questa parola mi fa venire i brividi!), che venne inserita proprio in questa fase. Ad un certo punto, ogni volta che cominciavo a scalare il cortisone, come da protocollo medico, i sintomi tornavano a colpirmi. Per cui il gastroenterologo mi classificò come suo dipendente. Che bello!!! Peccato che il cortisone non paghi stipendi e non versi contributi all’INPS!
    In quel periodo utilizzavo molto internet per le mie ricerche su cure alternative e mi imbattei in un articolo che descriveva una cura sperimentale con buoni risultati che prevedeva la somministrazione di cortisone attraverso un’autotrasfusione. In sostanza, prelevavano il sangue e lo lavoravano con un macchinario speciale, inserendo minime dosi di cortisone all’interno dei globuli rossi, i quali, una volta infuso di nuovo il sangue nel paziente, lo veicolavano e lo rilasciavano nell’organismo nell’arco di 3-4 settimane. La dose era inferiore ai 10mg e, per me che ne assumevo anche 50mg al giorno, passare a meno di 10mg al mese non era male. Così mi presentai in questo ospedale, feci una serie di colloqui e venni inserito nel programma. Devo dire che i risultati furono soddisfacenti e così riuscii a togliere il cortisone per bocca e a sostituirlo con questo veicolato dai globuli rossi. Il gastroenterologo che mi seguiva non ne fu particolarmente felice, ma, in questo caso, dall’altra parte c’era comunque una struttura ospedaliera e dei medici gastroenterologici, per cui mi sentii in diritto di essere io a scegliere senza la paura di camminare su un terreno pericoloso. In più ne approfittai per eliminare l’azatioprina, che ho sempre odiato. Devo dire che l’idea di sopprimere il mio sistema immunitario per diminuire la sua risposta aggressiva sul mio colon non mi ha mai convinto e l’ho sempre paragonata al sistema della chemioterapia. Meglio di niente, forse, ma avete presente i bombardamenti su Roma da parte degli alleati? Ecco, nonostante fosse già stata dichiarata città aperta, venne bombardata fino alla definitiva liberazione. Avevamo i tedeschi in casa (le ulcere nel mio colon) e gli alleati (immunosoppressori) bombardavano per cacciarli. Ma il territorio (il mio corpo) era quello italiano!
    In questo modo passarono parecchi mesi, nei quali il mio stato di salute era discreto (e ti credo io, col cortisone in vena!), ogni mese andavo in ospedale a passare questa mezza giornata e a ridere e scherzare con le “mie” simpaticissime infermiere. Ma questo “idillio” non durò a lungo. Dopo circa 18 mesi ricominciai ad avere problemi (scariche frequenti con presenza di sangue, questo è!) e tornai dal gastroenterologo, dove comunque andavo con frequenza regolare per controlli.


    • IL PRIMO PASSO VERSO LA SVOLTA

    A questo punto il mio gastroenterologo mi convinse a tornare ad assumere l’azatioprina (gli “alleati” che ti bombardano!). Ubbidii perché privo di alternative. Intanto il medico mi introdusse la possibilità di provare con l’infliximab, che per usare il paragone di prima, somiglia alla bomba atomica utilizzata per concludere la seconda guerra mondiale!
    Comunque sia la situazione non migliorava, passando in continuazione da periodi pessimi a periodi mediocri. Intanto le mie ricerche proseguivano incessantemente, finché un giorno mi imbattei in un post di Grillo sul suo sito. Parlava della storia di un ragazzo, Matteo Dall’Osso, malato di sclerosi multipla e riuscito ad eliminare tutti i sintomi (era arrivato alla sedia a rotelle e quasi a perdere la vista da un occhio) seguendo una terapia di chelazione dei metalli pesanti dal corpo, attraverso trasfusioni di EDTA e assunzione di vari integratori. Leggendo la sua storia mi imbattei anche in quella di un ragazzo, Riccardo, che stava seguendo la stessa via cercando di superare i sintomi della sua rettocolite ulcerosa. Cavolo! Che fosse questa la strada giusta? In fondo non mi sembrava tanto insensata la teoria. Metalli pesanti che non riuscivo a espellere minavano la mia salute. Il mio sistema immunitario reagiva a questo attacco prendendosela anche con il mio colon, creando così una risposta autoimmune. Suonava bene!
    A questo punto scrissi un’email a Matteo e al medico di Bologna che li seguiva entrambi. In quel periodo la mia malattia era attiva e così il medico di Bologna mi rispose che non potevo iniziare la terapia, se non in una fase di remissione. Che sfiga! E adesso? Nella stessa email mi parlò di omega 3 ad alto dosaggio. E che roba è?! Così feci alcune ricerche su internet e gli risposi inviandogli un link di un articolo che sostanzialmente non parlava bene di questi omega 3. La sua risposta fu semplice e senza la presunzione di avere la verità in tasca, ma solo di stimolare la mia curiosità: “Può leggere il libro di Barry Sears "La Zona Omega 3 Rx”. La Terapia Chelante nella RCU va iniziata in fase di quiescenza e quando non c'è sangue occulto nelle feci!”. Ok doc, affare fatto!
    Una settimana dopo avevo già letto 3 libri di Barry Sears ed ero così pieno di entusiasmo che non potei trattenermi dal cominciare a seguirne i consigli dietetici! Nel frattempo, le coincidenze della vita, la mia compagna rivide una sua vecchia conoscenza, un uomo trasformato da un semplice cambio di alimentazione. Dal tipo paffutello e un po’ spento che avevano tutti in mente, era diventato asciutto e in forma. Uno sguardo più vispo, la pelle luminosa ed energie dalla mattina alla sera! “Ma che hai fatto?”, gli chiese la mia compagna. “Ho iniziato la Zona”, rispose lui. Ma era proprio il regime alimentare di Barry Sears! Così si fece dare il numero del medico di Brescia che lo seguiva e io, a sole 2 settimane dalla risposta via email del medico di Bologna, ero nello studio del dottore di Brescia, il mio salvatore!!!


    • COME FARSI DEL MALE

    Quando arrivai nello studio del medico era già una settimana che avevo cominciato la Zona con il “fai da te”. In quella sede, dopo una visita e circa 3 ore di corso insieme ad altre persone, capii come aggiustare il tiro e tante altre cose. Da sottolineare il fatto che stavo vivendo un periodo in cui il mio stato di salute era precario, anche se non grave. Fatto sta che me ne tornai a casa pieno di entusiasmo e con quella punta di sano scetticismo che mi spingeva a mantenere comunque un dubbio critico, soprattutto dopo che il medico mi disse: “Non ti preoccupare, sono sicuro che ci sentiremo entro un mese e mi dirai che stai meglio”.
    “Sono sicuro”??? Avevo sentito bene??? E chi gliela dava tutta questa sicurezza? Erano 12 anni che cercavo una spiegazione e, soprattutto, un modo per non stare più male e adesso questo signore è sicuro che migliorerò! Fatto sta che in me sentivo una carica energetica impressionante, mai provata prima, neanche dopo le autotrasfusioni con il cortisone, tanto da spingermi, nel viaggio di ritorno in treno, a fare avanti e indietro tra le carrozze e, addirittura, andare in fondo all’ultima per sfogarmi con delle flessioni. Io che facevo flessioni!!! In treno, di sera, al ritorno da una giornata impegnativa e con la stanchezza cronica che spesso ha caratterizzato le mie giornate?!
    A questo punto ho fatto la più grande stronzata che potevo fare. Tanto era l’entusiasmo e tanta era la mia esasperazione per cure, farmaci e, soprattuto, clismi notturni, che mi misi in testa di fare un passo da gigante, rivelatosi poi sbagliato ed enormemente dannoso per la mia salute. Riporto cosa scrissi la notte del mio rientro a casa, 6 ottobre 2009, ore 4,45: “Sono sveglio dalle 3. Ho passato quasi un'ora in bagno. Ora ho bevuto un bicchiere di latte e mi sono rimesso a letto. Ho fatto molto sangue, diarrea e, verso la fine, un po' di feci meno liquide. Ho provato dei dolori e delle fitte molto intensi, sembrava quasi un travaglio! Adesso sento il mio intestino leggermente più rilassato, anche se comunque affaticato. La lingua ha un bell'aspetto, nonostante tutto e diversamente dal solito. Mi sento in forze. Questo mi stupisce molto, dato che, viste le mie condizioni attuali, dovrei strisciare come un moribondo e sentirmi uno straccio. Ieri lunedì 5 ottobre 2009 era il primo giorno ufficiale di inizio alimentazione in Zona, anche se erano già 7 giorni che avevo cominciato col 'fai da te'. Da ieri sera ho smesso tutte le medicine. Oggi a colazione prenderò i primi omega3rx. Il dottore mi ha detto di cominciare con 2,5g al giorno e, dopo una settimana, di passare a 5g, ma io ho deciso di cominciare subito con 5, mi sento veramente in necessità di un efficace antinfiammatorio! Ora provo a dormire un altro po'. Buonanotte.”

    Ecco quà, un vero cretino! Comprensibile, ma veramente sciocco. Sostanzialmente ho fatto totalmente di testa mia. Addio alla medicina ufficiale e mia interpretazione di quella “alternativa”. Le conseguenze? In 3 settimane sono peggiorato in modo pericoloso, ho vissuto 2 mesi atroci, nei quali ho rischiato un ricovero d’urgenza e ho passato circa un mese a casa in malattia! Geniale, eh?!
    Inutile dire che quando il mio medico di Brescia è venuto a conoscenza della mia mossa si è incazzato parecchio (e come dargli torto?), per cui ho dovuto riprendere tutte le mie vecchie medicine con gli interessi, in accordo col gastroenterologo di Roma, così le dosi di cortisone somministrate furono massime, circa 50mg al giorno, e i clismi con cortisone dentro furono inizialmente 2 al giorno. Yuhhhuuuuu!!!
    La mia mancanza di pazienza iniziale mi è costata cara, per cui ho dovuto ricominciare quasi da capo e ho vissuto giorni di puro terrore.
    A questo punto, tornato dal mio medico a Brescia, stabilimmo un piano da seguire, nel quale, comunque sia, io volevo arrivare a togliere tutti i farmaci. Lui, giustamente, non è che poteva obbligarmi a prenderli, per cui mi ha detto una cosa molto semplice e cioè di non scalare neanche 1mg di nulla se prima non mi fossi stabilizzato fino al punto di veder sparire il sangue dalle feci e di proseguire seguendo un criterio ragionevole, cioè scalare in modo graduale un farmaco per volta di settimana in settimana, ma solo se continuavo a rimanere stabile, nel caso di peggioramenti chiamare il gastroenterologo e riprendere la terapia secondo le sue indicazioni.
    Sono sincero, in quei giorni continuavo ad essere speranzoso, ma anche molto scoraggiato. Mi ero proprio dato la zappa sui piedi! In quel periodo andai anche in ospedale dal gastroenterologo a fare una visita che si era preannunciata urgente, visto il mio stato di salute, nella quale mentii spudoratamente. In fondo a me stesso ci credevo davvero tanto alla soluzione alimentare correlata all’assunzione di alte dosi di omega3, per cui non gliene volevo ancora parlare. Avrebbe facilmente potuto dirmi che la mia condizione era la dimostrazione che non funzionava. Con, in più, l’aggravante di togliere tutti i farmaci dalla notte al giorno e senza consultarlo? No, era troppo. Per cui mi inventai che ero andato in vacanza tre settimane all’estero e mi ero dimenticato la borsa con i farmaci a casa.

    Nota:    vi consiglio vivamente di seguire la mia stessa strada, quella che vi descriverò più avanti, ma, per carità, usate un maggiore buonsenso, siate intelligenti nell’agire e, soprattutto, abbiate più pazienza di me!

    Fu in quella visita che mi propose di iniziare il temibilissimo Infliximab! Cavolo, continuavo a sentire la terra che mi si sbriciolava sotto i piedi e che una crepa sempre più grande si stava aprendo, nella quale rischiavo di sprofondare. L’infliximab sarebbe, più o meno, l’ultima spiaggia. Nel senso che se non funziona neanche quello, allora si va sotto i ferri. ZAC!
    Me ne andai con la coda tra le gambe, ma ancora deciso e battagliero. Da quel momento in poi ci vollero alcuni mesi per scalare tutti i farmaci, ma se li stavo scalando significava che mi ero stabilizzato e, in più, continuavo a togliere un pezzetto di settimana in settimana. Adesso, ditemi se stavo vivendo un miracolo oppure no!? Ma quale miracolo! Era semplicemente logico quello che stava succedendo. Che senso poteva avere venire da un periodo di grave ricaduta, stabilizzarsi con i farmaci e poi continuare a stare bene nonostante li stessi scalando?
    A Brescia andai altre tre volte in quei mesi, ogni volta felice di rivedere il mio dottore e di mostrare dei lenti ma inesorabili miglioramenti. Aggiustammo il tiro su alcuni alimenti, nello specifico eliminai le solanacee (patate, pomodori, peperoni, melanzane, ecc.), dato che continuavo ad avere delle scariche frequenti, senza sangue, molto fastidiose. E infatti, dopo un paio di settimane, la situazione migliorò. Ma tu dimmi quanto è importante ciò che mangiamo! Fino a che punto abbia a che fare con la nostra condizione fisica!
    Ogni cosa si stava rimettendo al suo posto e la fatidica frase del dottore di Brescia (“vedrai che ci sentiremo presto e mi dirai che stai meglio”) si stava avverando (certo, se non avessi fatto solo di testa mia, sarebbe accaduto nei tempi previsti, ma ormai chi se ne frega!!!).
    Ricapitolando: da alcuni mesi seguivo un’alimentazione pro Zona, nel mio caso ristretta (semplicemente perché non tutti possiamo mangiare tutto, è chiaro ‘stu fatto?! Mettetevi l’anima in pace, non siamo noi a decidere, ma la natura, il nostro DNA e alcuni fattori ambientali), il tutto con il fondamentale supporto di alte dosi di omega3 concentrato e purificato (10g al giorno).


    • LA SVOLTA

    “E quindi uscimmo a riveder le stelle” (Inferno XXXIV, 139)

    Lo posso tranquillamente dire! Così mi sono sentito anch’io il giorno in cui ho preso l’ultima compressa dell’ultimo farmaco che avevo pazientemente scalato in quei mesi. RINATO!
    Per concludere ed essere il più possibile chiari, almeno in questo breve riassunto della mia vita, perché poi approfondiremo tanti argomenti interessanti (non vi libererete facilmente di me!), la chiave di lettura per una vita sana e il più possibile lunga è: NOI SIAMO CIO’ CHE MANGIAMO!
    In questo concetto bisogna tener conto:

    1. degli alimenti che mettiamo nel nostro corpo;
    2. di come li associamo tra di loro;
    3. della quantità di acqua che beviamo.

    Per quanto riguarda il primo punto, fondamentalmente c’è da sapere che una monoposto di Formula1, e ognuno di noi lo è potenzialmente dalla nascita, per andare alla grande deve essere rifornita con la benzina giusta. Altri tipi di carburante o la rallentano o la bloccano. La nostra benzina ideale è data da:
    • proteine di origine animale (carni magre, pesce, poche uova),
    • carboidrati a basso carico glicemico (frutta e verdura),
    • grassi (monoinsaturi come l’olio extra vergine d’oliva, le noci, le mandorle, le nocciole, ecc., polinsaturi come gli omega3 per bilanciare l’assunzione di omega6 sempre troppo presenti negli alimenti di oggi e saturi come l’acido stearico che troviamo nelle carni degli animali selvatici ricchi anche di omega3, ma non in quelli di allevamento ricchi invece di omega6, dove purtroppo abbondano i grassi saturi più dannosi come l’acido laurico, l’acido miristico e l’acido palmitico).

    Ma sappiamo benissimo che intorno a noi ci sono tante tentazioni e che esistono cibi in grado di darci un appagamento psicologico incredibile. Ottimo! Vi dico che, dopo un solo mese di alimentazione corretta, la vostra dipendenza (già già, è proprio una dipendenza, come le droghe, ve lo assicuro per esperienza diretta e tante altre indirette!) nei confronti di pane, pasta, riso, polenta, dolci, pizza, biscotti, marmellate, ecc., ecc. sarà sparita e passerete davanti al bar che espone un fantastico maritozzo con la panna (a questo proposito vi suggerisco il video di Gioele Dix che prende in giro i cosiddetti salutisti, è esilarante!), o quel che preferite voi, snobbandolo con una nonchalance inimmaginabile (detto da me che mi facevo fuori i cabaret di pasticcini alle feste!).
    Per cui, passiamo ai cibi che rallentano la nostra monoposto:
    • tutti i prodotti caseari (formaggio, parmigiano, latte, yogurt, ecc.),
    • le carni grasse di animali allevati (pensate che in 100g di bistecca da allevamento ci sono 9,1g di grassi, mentre nella stessa quantità di carne di bisonte solo 0,9g! E non perché i bisonti vanno in palestra, ma grazie a ciò che mangiano. Pensate che i bovini da allevamento crescono coi cereali!!! Erbivori che mangiano cereali! Tutto per farli ingrassare prima, appunto ingrassare e non crescere di peso, e poterli macellare in tempi brevi, anche perché se passa troppo tempo muoiono per una serie di malattie legate alla loro cattiva alimentazione, come noi! Stesso discorso vale per i pesci da allevamento, come le trote e i salmoni, imbottiti di farmaci. Pensate nelle mani di chi siamo! Scusate la parentesi infinita. La chiudo chiedendovi di ricordarmi, se vi interessa, di parlarvi delle frequenti ondate di E.coli killer, le ultime in Germania legate ai germogli di soia),
    • tutti i cereali (grano, riso, mais, orzo, farro, ecc. Fa eccezione l’avena per il fatto che ha un carico glicemico basso, ma rimane nel gruppo per altri aspetti che caratterizzano tutti i cereali in generale, relativamente alle implicazioni che danno al nostro organismo in seguito alla loro assunzione),
    • tutti gli zuccheri raffinati e i dolcificanti,
    • il sale (tranquilli, io non mangio sciapo!),
    • tutti i succhi di frutta, le bibite in lattina, gomme, caramelle, ecc.

    Infine, cosa può bloccare la vostra formidabile macchina? Semplicemente il fatto che gli alimenti che ho elencato nel gruppo precedente facciano parte della vostra quotidianità, invece di essere una rarità.
    Inutile dire che, chi mangia senza seguire un criterio sano e non ha problemi di salute, se ne fregherà altamente di questo blog e, anzi, cercherà anche di boicottarlo (mette in pericolo la sua dipendenza da certi alimenti). Però gli consiglio comunque di darci un’occhiata, almeno è consapevole. Anche perché i cosiddetti mali stagionali sono noti pure a lui. Poi per me che avevo i problemi di salute che sapete, erano sempre in agguato. Ora non fanno più parte della mia vita e, se mi capita un raffreddore, in 2 giorni è sparito e non mi atterra come faceva prima.
    Per tutti coloro che, invece, hanno dei problemi di salute, più o meno gravi, di QUALUNQUE natura, non aspettate altro tempo a mettervi in salvo! Come avete capito, NON abbandonate mai le vostre attuali cure e rivolgetevi a un medico zonista (serio!) per imparare a mangiare nel modo corretto. Lo so, molti di voi penseranno che sanno già qual’è il modo corretto. Purtroppo c’è troppa ideologia e molta disinformazione in giro (io ero uno di questi) e questo atteggiamento fa molto comodo a chi vuole un’opinione pubblica spaccata e bisognosa di essere indirizzata seguendo la pancia invece della testa (a chi fa comodo? Multinazionali agroalimentari e farmaceutiche in testa. Per la mia esperienza personale posso dire che le prime hanno contribuito a un mio stato di salute pessimo, mentre le seconde si sono preoccupate di tenermi in vita, ma in uno stato di malattia cronica. Un perfetto consumatore consumato!).
    Per quanto riguarda il secondo punto, come associare i cibi, a grandi linee sappiate che proteine, carboidrati e grassi vanno assunti a ogni pasto (3 al giorno) e spuntino (2/3 al giorno) insieme. Non li dissociate mai. Solo questo vi garantirà di rimanere nella corretta Zona ormonale. Già, perché la base di questa alimentazione è proprio il controllo ormonale attraverso il cibo. Fare in modo che insulina e glucacone si trovino in un equilibrio il più possibile favorevole al nostro corpo.
    Infine, il terzo punto riguarda l’acqua. Se avete un po’ di pazienza, tra qualche tempo condividerò con voi un articolo molto interessante sulle acque minerali. Per ora mi limito a dirvi che, se è potabile, la vostra acqua del rubinetto va benissimo, volendo anche filtrata con le attuali caraffe in commercio. Comunque sia, il punto importante è che se non bevete almeno 2 litri d’acqua al giorno (3 quando vi allenate) state facendo un gran bel danno al vostro corpo e, anche mangiando in Zona, state dando un duro colpo al vostro lavoro. Senza la giusta quantità di acqua non potete espellere le tossine accumulate, le vostre cellule faticano a fare il loro lavoro e subirete una serie di conseguenze negative sulla vostra energia, idratazione, lucidità, ecc.
    Per onestà intellettuale è mio dovere farvi sapere che il mio personale percorso nasce con Barry Sears e sta proseguendo anche con altri ricercatori, come Loren Cordain o Robb Wolf. Il mio approccio critico è sempre presente e sono perfettamente consapevole del fatto che nel "mondo delle diete" girano veramente tanti soldi e interessi inimmaginabili. Non si tratta solo delle vendite dei libri e di chi sponsorizza integratori o piatti pronti, ma soprattutto della pressione che le multinazionali, attualmente padrone del mercato, attuano nei confronti dei "nuovi arrivati". Ho personalmente letto studi e ricerche pubblicate su riviste riconosciute dalla comunità scientifica che ribalterebbero l'attuale approccio alimentare, come d'altronde vi sto comunicando anche io con questo blog. Stiamo parlando di salute pubblica! Se gli organi di informazione ufficiali non fossero largamente sovvenzionati dall'industria agroalimentare e farmaceutica attraverso gli spazi pubblicitari e questi ultimi dessero il giusto risalto alla verità su ciò che mangiamo, avverrebbe una vera e propria rivoluzione, non solo degli usi e costumi, ma della qualità della vita di milioni di persone. Ma questo sarebbe a discapito di chi oggi ottieni formidabili guadagni e un immenso potere. Per cui vi invito a seguirmi (spero di riuscire a viaggiare sulla media di almeno 2 post al mese, il tempo a disposizione è, purtroppo, limitato!) sia su questo blog, sia su Facebook e Google+.
    Per concludere, se state male (ma anche bene!), pure se soffrite solo di ricorrenti raffreddori, datevi una possibilità: 1 mese! In un solo mese sentirete i primi cambiamenti, talmente incredibili da convincervi ad andare avanti e a non fermarvi più (per la mia esperienza personale questo succede a 9 persone su 10, ma io, con le mie poche conoscenze, non faccio statistica, per adesso!). D’altronde, ragionate, mangiare bene non potrà che darvi dei vantaggi e, se vi farà guarire o diminuire l’assunzione dei farmaci oppure anche solo farvi sentire bene non potendoli interrompere, cosa vi è costato? Il nostro corpo è una macchina perfetta, dategli la possibilità di risvegliarsi. Per un mese mangiate carni magre, frutta, verdura e i grassi giusti, bilanciate nel modo corretto e con la giusta frequenza nell’arco della giornata (per questo fatevi aiutare da un medico zonista!) e anche voi, come è stato per me e per Dante:

    “...uscirete a riveder le stelle!”