giovedì 10 novembre 2011

Vegetarismo: cosa c'è che non va


E' d'obbligo una premessa a questo post, che riconosco essere particolarmente delicato e sucettibile di polemiche potenzialmente inesauribili: chi ha fatto o farà questa scelta ha tutto il mio rispetto e tutta la mia comprensione. Nella maggior parte dei casi è una scelta che avviene per motivi etici e su questo non si può discutere più di tanto. La mia unica intenzione è quella di mettere alcuni puntini sulle "i" e di invitare chi ha fatto questa scelta e si trova a vivere dei problemi di salute, nonostante segua tutti i consigli alimentari dedicati, compresi gli integratori necessari, soprattutto la Vitamina B12 di cui parlerò tra poco, a riflettere ed eventualmente a rivedere la propria posizione. Capisco che di fronte a una scelta di coscienza non è facile, ma si tratta di mettere sul piatto della bilancia la propria salute da una parte e il senso di colpa per la sofferenza altrui dall'altra. Già, la questione è quasi sempre questa: perché per il mio benessere deve soffrire qualcun altro? Senza inoltrarmi in speculazioni filosofiche su che cosa sia la sofferenza, cosa prova un'animale e cosa un uomo, ecc. Probabilmente questo blog è troppo "piccolo" per provare a rispondere a una domanda così vasta, ma mettersi in gioco significa anche esporsi a delle critiche, spero solo che saranno educate e costruttive.

Nel mondo in cui viviamo, l'uomo è l'unica specie animale che si preoccupa delle sorti delle specie che lo circondano. Questo è un bene, visto che la sua capacità intellettiva è chiaramente superiore a qualunque altro essere presente sulla terra. Ma, allo stesso tempo, è un male, perché lo spinge a dei comportamenti assolutamente innaturali. Si sforza di assumere degli atteggiamenti improbabili e, soprattutto, non replicabili in larga scala, a meno che non si instauri un clima dittatoriale su tutti gli esseri umani. Diciamo che combina guai e poi cerca di porre rimedio, solo che entrambi i comportamenti sono generalmente in contrasto con l'habitat che lo circonda. La natura dell'uomo è dominante, predatoria e si pone in cima alla famosa catena alimentare. Per cui si trova inevitabilmente a modificare l'ambiente che lo circonda, a distruggere per ricostruire, a uccidere per mangiare e, allo stesso tempo, una parte del genere umano ne soffre. Inutile dire che questo senso di colpa accade solo e soltanto nelle società evolute e ricche, nessuna popolazione di un paese povero si metterebbe lì a discutere se sia giusto o meno uccidere un animale per vivere. Ma attenzione: chi fa una scelta alimentare che prevede la privazione di qualunque fonte animale dalla propria dieta lo fa quasi sempre per motivi validi dal punto di vista etico, ma che rendono miopi, aggiungo io. Giustamente vedono il marcio che c'è nell'industria agro-alimentare, negli allevamenti, e la loro spiccata sensibilità li spinge a rifiutare questo modello. Come biasimarli? Recentemente ho visto un video (che consiglio di vedere solo a chi ha lo stomaco forte) allucinante! Maiali maltrattati barbaramente, uno schifo! Non esistono parole per giustificare un simile comportamento. A questo bisogna anche aggiungere come gli animali vengono cresciuti, in quali condizioni, mangiando cosa, ecc. E ti credo che un adolescente o un adulto possano decidere di dire "basta" a carne e pesce, a uova e latticini! Ma perché ho definito "miope" questa scelta? Semplicemente perché non è rifiutando questi alimenti, fondamentali per poter vivere una vita sana e naturale, che si risolve il problema. La questione è molto più ampia e riguarda l'intervento che un qualunque consumatore può attuare facendo le proprie scelte quando fa la spesa. Pretendere carni di animali cresciuti in modo il più possibile naturale è una nostra responsabilità. Siamo noi che le mangiamo e che dobbiamo sapere da dove vengono e cosa hanno mangiato prima di arrivare sul banco. E' scioccante sapere che quasi nessuno sa che allevare bovini con le granaglie (cereali, soia, ecc.) è un delitto vero e proprio, anche se sono bio. Dar da mangiare cereali a erbivori! Voi comprate carne bio e pensate che sia naturale, che presa per i fondelli, vero? Ma come si può spacciare per "naturale" la carne di un erbivoro cresciuto in questo modo? Un ruminante, cazzo! Su questo tema è illuminante il libro di Michael Pollan "Il dilemma dell'onnivoro". Aggiungo che il fatto di essere arrivati alla cifra stratosferica di 7 miliardi di abitanti sul pianeta è obiettivamente un problema. Più saremo e più sarà difficile nutrire tutti nel modo giusto. La soluzione "cereali per tutti" ci sta devastando dal punto di vista della salute. La base del libro di Pollan è proprio questa: onnivori che mangiano quasi solo cereali in ogni loro forma (prodotti da forno, pasta, riso, orzo, animali allevati con cereali compresi i pesci, prodotti industriali, ecc.) e che hanno così ridotto il loro potenziale spettro di scelta del 90%!!! Scusate lo sfogo, ma su questi punti io sono arrabbiato quanto e come i vegetariani, anche se io ho scelto una diversa via d'uscita e cioè quella di premere sul mercato affinché allevi i bovini con erba e fieno, per esempio, e li faccia crescere all'aperto e non stipati in spazi angusti. Stesso discorso per gli altri animali, pesci inclusi. Vi sembra utopico o impossibile da realizzare, vero? Certo, finché saremo in pochi a chiederlo, non si realizzerà mai! Ma siete voi a sbagliare non credendoci. Vi faccio un esempio: se le persone non fossero diventate maniache di comunicazione e di gadget ad alto valore teconologico, voi pensate che la Apple sarebbe potuta arrivare a costruire un gioiello come l'iPhone? Voi vi rendete conto di cosa c'è dentro un "aggeggio" del genere? Fina a 64 GB di memoria, un processore da 1 GHz dual-core, dimensioni enormemente più piccole delle vecchie radioline portatili, la possibilità di guardarci dei film, la tv, ecc! Ecco, se siamo arrivati fino a questo punto è solamente perché il consumatore lo ha voluto. Ma non vi fate ingannare, questi prodotti sono soprattutto indotti, ci vedono come dei consumatori passivi, che seguono le evoluzioni del mercato in modo attivo, ma che non sono in alcun modo in grado di controllarlo. Quindi si tratta di cambiare atteggiamento, da passivo ad attivo, mettendo in atto una pressione sul negoziante, che sarà poi costretto a metterla sul distributore, fino all'allevatore. Chiudo qui la parentesi e torno nel merito di questo post: cosa c'è che non va nella scelta vegetariana dal punto di vista biologico.

Oggi un vegetariano, un vegano, un latto-ovo vegetariano, ecc. può permettersi questa scelta solo e soltanto perché negli anni 70 la scienza riuscì a sintetizzare la Vitamina B12 e a renderla disponibile come integratore. Questo avvenne per poter curare delle persone che accusavano seri problemi di anemia, grazie al lavoro di scenziati come R.B. Woodward (premio Nobel per la chimica nel 1965) e A. Eschenmoser.
Senza Vitamina B12 si muore o, comunque sia, si va incontro a una vita ricca di problemi di salute!
Inutile dire, a questo punto, che l'uomo non è mai stato vegetariano nella sua storia. Come poteva un nostro antenato procurarsi questo elemento essenziale? Le farmacie non erano ancora state aperte e neanche i negozietti bio-eco-solidal-siamotuttifratellivolemosebene! L'unica fonte naturale in grado di procurarci la quantità di Vitamina B12 necessaria è quella proveniente dalle proteine animali. Questa vitamina così fondamentale viene sintetizzata da alcuni batteri e da alcune alghe e arriva a noi grazie al "lavoro" degli erbivori che la assimilano nelle loro carni. Anche nei vegetali è presente, ma assolutamente in una quantità insufficiente alle nostre esigenze, così come ormai dimostrato da tutte le ricerche scientifiche.
Oggi si può essere vegetariani grazie alla scienza, ma se il caposaldo che ho espresso qui sopra (il problema della B12) non viene smentito (sfido qualcuno a farlo con dati scientifici alla mano), va da se che è una scelta non naturale.
Oh cavolo! Ho appena detto che i vegetariani seguono un'alimentazione innaturale! Si, signore e signori, è così! Come ho premesso, non ho nessun motivo di polemizzare con chi ha deciso o deciderà di seguire questa strada. Come si può discutere su una scelta etico-morale che una persona fa per se stessa? Però, per favore, cerchiamo di essere chiari una volta per tutte: mangiate come vi pare, ma non mi venite a raccontare che lo stile alimentare vegano/vegetariano rappresenta l'uomo nelle sue caratteristiche primitive. Un nostro parente neanche tanto lontano, tipo 50 anni fa, se non mangiava una quantità minima di proteine animali per assimilare B12, si ammalava fino ad arrivare alla morte! Per cui, non poteva essere vegano/vegetariano.
Perché ho scritto in rosso questa frase? Perché è un cardine di questo post. Il resto è contorno e chiacchiere, per cui chiedo, a chi ne avrà voglia, di entrare nel merito con email e commenti in modo scientifico solo sulle frasi che troverà scritte in rosso.

Ecco, ora un bel respiro, perché sono solo all'inizio delle mie considerazioni. Diciamo, quindi, che oggi vi potete permettere di essere vegetariani grazie ai progressi della scienza, giusto? Bene! Ma non esiste solamente il problema della B12. Per non morire di stenti bisogna comunque mangiare proteine. Non se ne esce mica, eh! Siamo sempre lì: proteine, carboidrati e grassi. Allora, da dove prende le proteine un vegetariano? Sappiamo tutti che esistono delle fonti proteiche anche nel mondo vegetale, per esempio i legumi. La soia è uno di questi e viene spesso mangiata per questo motivo. Quindi la soia è un legume. Perfetto! "A posto così", direte voi, "la B12 ce l'ho, le proteine pure, sono a cavallo!". Premetto che "ambasciator non porta pena", per cui non vi scatenate contro di me. Mi limito a proporvi ciò che ho avuto modo di leggere e studiare.
Così come i cereali (a cui dedicherò un post a parte) e i latticini, anche i legumi abbondano di sostanze dannose come le lectine, le saponine e gli inibitori della proteasi, i cosidetti antinutrienti. Mi raccomando, non vi fate confondere da alcune parole difficili, l'importante è capire il concetto, per questo vi aiuterò con un esempio chiarificatore poco più avanti. Questi antinutrienti devastano il sistema ormonale e immunitario e provocano un pericoloso aumento della permeabilità intestinale, la quale risulta essere promotrice di un gran numero di malattie autoimmuni! Per chi mastica l'inglese (altrimenti potete usare google traduttore) ed è invogliato ad approfondire entrando nei particolari, lo invito a leggersi un articolo pubblicato da L. Cordain (e altri) sul British Journal of Nutrition nel 2000. Naturalmente, queste tre categorie di alimenti, cereali, latticini e legumi, provocano delle conseguenze negative attraverso meccanismi diversi tra loro, ma in sostanza agiscono in modi molto simili: praticamente ingannano il nostro sistema immunitario. Con questo non voglio dire che sono alimenti da bandire in modo assoluto e per sempre, solo che vanno limitati e non possono essere alla base del nostro menù quotidiano. La loro abilità consiste nel riuscire a far superare la barriera gastrointestinale e a far entrare in circolo patogeni intraepiteliali e proteine intatte, che non sono ancora state "smontate" dagli enzimi preposti a tale lavoro. Per cui vanno in circolo una serie di elementi pericolosi che, prima o poi, faranno danni. Come la maggior parte di voi sapranno, la digestione consiste in un'efficientissima catena di smontaggio che ha come obiettivo quello di mettere in circolo e stipare in delle riserve le cose utili e, contemporaneamente, accompagnare gentilmente fuori dal nostro corpo quelle inutili o dannose. Se il meccanismo non funziona a dovere, e certi alimenti sono in grado di provocare questo tilt soprattutto con l'accumulo nel tempo, allora sono guai, perché avremo come conseguenza un cattivo assorbimento degli elementi positivi e una messa in circolo di quelli negativi.
Ma vediamo un esempio per farvi capire come alcuni antinutrienti sono in grado di sfruttare la loro somiglianza con determinati elementi che hanno il permesso di andarsene in giro per il corpo e come, una volta scoperti dal nostro sistema immunitario, sia molto difficoltoso eliminarli senza che ci siano conseguenze importanti. L'intento è quello di cercare di rispondere alla domanda: perché il nostro sistema immunitario non si limita a reagire in modo misurato, quel tanto che basta per eliminare il nemico, e invece si accanisce su di noi, magari attaccando un organo?

Non molto tempo fa mi trovavo per strada con il mio scooter e, improvvisamente, una macchina mi superò e mi tagliò la strada bloccandomi. Purtroppo Roma ultimamente non è una città molto tranquilla, per cui mi allarmai decisamente. Scesero 3 persone, 1 col mitra e 2 con le pistole. Avendo un fratello militare e finanziere mi resi subito conto della situazione, per fortuna. Erano dei poliziotti in borghese che stavano cercando un criminale con il mio stesso scooter e vestito in modo simile. Probabilmente c'era appena stata una rapina in zona. Controllate le mie generalità, mi lasciarono andare. Fine della storia.
Ora, immaginate che quei poliziotti sono il sistema immunitario e che io, insieme a un altro centinaio di scooteristi, tutti quasi identici, che si erano dati appuntamento in una piazza enorme per un evento particolare, siamo gli elementi autorizzati a circolare nel corpo. Quella piazza è un organo, per esempio il colon. Tra di noi ci sono una decina di terroristi che stanno trasportando i pezzi necessari per assemblare una bomba atomica e distruggere Roma, uccidendo milioni di persone, e questi sono gli antinutrienti. Voi capite che questa squadra speciale, incaricata di vigilare sull'incolumità dei cittadini, avuta la notizia della presenza di alcuni terroristi vestiti in un modo così simile e che viaggiano su uno scooter uguale a quello dei partecipanti al raduno, caratteristiche queste che li rendono indistinguibili, non ha molta scelta: senza neanche pensarci su, comincia a sparare per ucciderci tutti. Amici e nemici si assomigliano troppo e non c'è modo di separarli, per cui i poliziotti scelgono il male minore: 100, 200, 1.000 morti, a fronte di milioni di vittime e della distruzione della città! Inoltre non sanno a che punto sia l'assemblaggio della bomba atomica, per cui non possono valutare l'idea di prendere tempo. Ogni minuto che passa potrebbe essere l'ultimo. Nel frattempo continuano ad arrivare altri scooteristi per il raduno, nessuno sa se siano dei terroristi o dei poveri diavoli.
A un certo punto i terroristi sono già tutti morti, ma la squadra speciale non può saperlo, a causa delle somiglianze, per cui continua a uccidere e uccidere. A volte succede che qualcuno avvisa gli altri poliziotti che il lavoro è terminato e che possono smetterla di sparare (remissione spontanea), mentre altre volte c'è talmente tanta confusione e paura che ammazzano, ammazzano e ammazzano ancora, non si fermano più. Pericolo!!! In una situazione del genere c'è solo una soluzione, visto che la squadra speciale è ormai fuori controllo e che il comando non è in grado di stabilire se ci siano ancora terroristi vivi: inviare l'aviazione e sganciare bombe su tutto e su tutti, risolvendo così il problema in modo drastico (remissione farmacologica). Inutile dire che danni che rimarranno! Però, almeno, Roma e i milioni di cittadini che la abitano sono salvi! Migliaia di morti a fronte di 3 milioni e mezzo, i danni sono stati così limitati. Ma esiste un'eventualità ancora peggiore: pare che quella piazza, negli anni, continui ad essere frequentata da scooteristi che si radunano e che altri terroristi abbiano trovato proprio in quel luogo un punto di riferimento importante per la loro attività. Non rimane che eliminare la piazza per evitare il problema (soluzione chirurgica).
C'è da dire che esistono sistemi più efficaci per evitare tutto questo caos e questi fanno parte della prevenzione. Per esempio, controllando con attenzione alla "frontiera" chi entra, per evitare l'ingresso di "terroristi della salute". Naturalmente, alla base della prevenzione c'è la conoscenza che mi porta a mangiare in un certo modo. Ma attenzione, non sempre abbiamo la "fortuna" di ammalarci, a volte siamo colti di sorpresa da problemi di salute ormai difficilmente recuperabili, se non addirittura fulminanti (vedi infarti, ictus, ecc.). Su tutto questo discorso c'è da sottolineare il fatto che non è mia intenzione arrivare a demonizzare certi alimenti come i cereali, i legumi e i latticini, consiglio solo di mangiarli con parsimonia e, possibilmente, solo cereali integrali. Di certo demonizzo tutti quei prodotti industriali che sono ricchi di zuccheri e grassi di pessima qualità. Ma questo, in genere, i vegetariani lo sanno molto bene, dato che anche loro coltivano una particolare attenzione al cibo.

Tornando a noi, provate a parlare con il vostro medico di questi aspetti, anzi, propongo una cosa molto più interessante, una bella provocazione: stampatevi quell'articolo in inglese del British Journal of Nutrition che menziono sopra e portateglielo. Il loro primo ostacolo sarà la lingua, molti non sanno l'inglese! Poi, se in buona fede, si troveranno completamente spiazzati, cadranno quasi dalle nuvole. A questo punto, se intelligenti e curiosi, approfondiranno, altrimenti vi liquideranno con un "è ancora tutto da dimostrare!". Forse non è ancora stato dimostrato tutto tutto tutto, per carità, ma qualcuno è in grado di spiegarmi cosa può succedere di così grave se per un mese uno prova a mangiare in questo modo (sempre seguito da un medico!)? Se poi avete di fronte qualcuno in cattiva fede, beh, ve ne accorgerete subito dalle sue risposte, non voglio rovinarvi la sorpresa :-)
Ricapitolando: un vegetariano, oltre a dover integrare la vitamina B12, sarà costretto ad assumere le proteine da alimenti altamente dannosi al suo sistema immunitario, se consumati frequentemente.
Ecco, dopo questa seconda affermazione sempre in rosso, penso sia saggio fermarmi qui. Ho messo già troppa carne al fuoco (ops, scusate il lapsus! :-p ) e, probabilmente, dedicherò un secondo post a questo argomento, aggiungendo nuove informazioni e approfittandone per rispondere alle eventuali domande che mi perverranno.
La questione più importante e a cui tengo di più, come ho già detto, è che sia chiaro che qui non si sta consumando uno scontro tra ideologie e che l'obiettivo non dev'essere quello di prevalere a ogni costo. Se la scelta migliore per la mia salute fosse quella crudista, per esempio, non mi farei problemi a seguirla e a consigliarla. Ci sono tanti siti internet e blog che trattano questi argomenti e ognuno dice la sua, come se ogni opinione fosse quella corretta. Bisogna saper distinguere tra il fascino di una teoria e le basi scientifiche che la supportano. Sarebbe bello vivere senza dover uccidere, ma non siamo noi che stabiliamo le regole, però possiamo metterle in atto nel modo più rispettoso e naturale possibile. Questa si che è una bella sfida e, veg o non veg, la nostra più grande responsabilità!


martedì 1 novembre 2011

La fabbrica delle malattie




"Visto che tu i tuoi film te li crei da solo..... sei un total film-maker, come fai?"
"Anche tu in un mondo di paralitici risulteresti miracoloso,
perché cammini, parli, guardi, ascolti, fai tutto tu, capisci? .....
Per i costruttori di bambole è impensabile che lo stesso operaio
faccia sia gli occhi, che le mani, che la bocca, che i piedi.
Ma per una donna, che perpetua la vita e che crea l'essere umano,
è impensabile il contrario. E cioè fa tutto lei!
Fa lei gli occhi, le orecchie, la bocca, il cuore, il sentimento del bambino.
E allora anche i miei film sono delle piccole creature vive,
addirittura grottesche se messe vicino alle bambole
che produce l'industria cinematografica."
Intervista del 1995 a Silvano Agosti su Radio Città Futura


Oggi stavamo facendo un po' d'ordine in casa, svuotando alcuni scatoloni e sistemando le cose sulla nostra nuova libreria (in fondo sono solo 7 mesi che abbiamo traslocato!). E così mi ritrovo davanti una cassetta di una registrazione che effettuai nel 1995 durante una trasmissione radiofonica dedicata al cinema su Radio Città Futura. Non ho saputo resistere nel riascoltarla e le parole di Silvano Agosti, che ho avuto la fortuna di conoscere proprio in occasione della proiezione del film che stava uscendo in quei giorni "L'uomo proiettile", hanno inevitabilmente ispirato questo post.
Mi permetto di interpretare la poesia di Agosti, che lui mette in questa tanto semplice quanto illuminante risposta al suo intervistatore, riportandola all'argomento di questo blog, dato che il "male dei tempi" è lo stesso e cioè quello di frammentare le cose per trarne maggior profitto. Così come le industrie suddividono il lavoro esclusivamente per aumentare l'efficenza e il guadagno, dimenticandosi di chi lavora alla catena di montaggio, allo stesso modo, ci dice Silvano, l'industria del cinema ha trasformato degli artisti in semplici capo settore (montaggio, fotografia, trucco, ecc.), sostituendo di fatto la figura dell'artista-creatore con quella dell'artista-esecutore. Un pezzo di libertà in meno in nome della perfezione tecnica e della produttività! Ma vediamo come sono arrivato, partendo dal cinema, all'alimentazione.

Hanno cominciato convincendoci che "anima" e "corpo" sono due elementi ben distinti di noi stessi, fino ad arrivare a dirci che ogni singolo organo del nostro fisico è un mondo a se! Per cui abbiamo gastroenterologi, pneumologi, cardiologi, ecc., che sono tutti piccoli "operai" che, spesso senza volerlo, fanno l'interesse dei "costruttori di bambole (noi pazienti)", cioè le case farmaceutiche. Se tu adotti semplicemente un corretto stile di vita, che identifico con la "donna-creatrice" delle parole di Agosti, tutto verrà da se in modo naturale. Avrai le energie giuste per vivere una vita piena e i tuoi organi non avranno problemi. Sarai in grado di svegliarti la mattina pieno di forza e di arrivare alla fine della giornata avendo fatto un numero incredibile di cose. Sentirai di essere di nuovo l'artefice della tua vita e tornerai a volare. Ma il passaggio non sarà semplice, dovrai superare la dipendenza che ti è stata finora inculcata. Il mondo che ti circonda non ti vuole libero, indipendente, senza bisogni. Altrimenti come potrà influire su di te, limitarti nei movimenti e continuare a venderti prodotti inutili? E così vivrai l'esperienza del rifiuto: parenti, amici, medici, (quasi) tutti cercheranno di dissuaderti. Solamente i risultati ti spingeranno a continuare e a dare ascolto solo al tuo corpo.
Parliamo della mia patologia, la rettocolite ulcerosa: resto ancora incredulo nel confrontarmi con altri col mio stesso problema e nel constatare che tutti i vari medici gastroenterologi che li seguono, così come è stato per me, continuino a dire loro che l'alimentazione non c'entra nulla! Voi capite l'assurdità della questione: un individuo peggiora drammaticamente negli anni per quanto riguarda il suo intestino, fino a sanguinare, e il cibo non c'entra nulla! Sapete cosa risponde un gastroenterologo in ospedale alla domanda: "Va bene dottore, prenderò queste medicine, ma per quanto riguarda l'alimentazione, come devo comportarmi?". Risposta: "Mangi ciò che vuole! Magari eviti le fibre quando è in fase acuta, ma per il resto non si deve preoccupare. E' dimostrato che non c'è correlazione tra l'alimentazione e le malattie infiammatorie croniche intestinali". Ecco quà, beccatevi questa perla di saggezza! Anch'io non mi dimenticherò mai quando ero ricoverato e il primario dell'ospedale si incazzò letteralmente alla mia domanda sull'alimentazione, dicendo che quei medici che ne parlano dovrebbero essere denunciati!
Faccio una piccola riflessione: perché l'OMS continua a dettare delle linee guida, giuste o sbagliate che siano, relativamente all'alimentazione, valide per tutti? E per i malati no? A quelli ci deve pensare solo l'industria farmaceutica?
Ma voi lo sapete quanti esami ha svolto un laureato in medicina (dietologia esclusa) relativamente all'alimentazione durante il suo lungo percorso di studi? 1, forse 2! E allora non chiediamo a questi poveri dottori di andare oltre il loro piccolo orticello! Anche volendo, non sarebbero in grado. Un endocrinologo si occupa delle ghiandole a secrezione interna, punto! Non ha nessun interesse a correlare la risposta ormonale del paziente che segue un'alimentazione scorretta come base dei suoi problemi alla, per esempio, tiroide. Al massimo gli vieterà alcuni alimenti, ma senza seguire una logica d'insieme, solo perché segue un protocollo standardizzato. Ma standardizzato da chi? Bella domanda, vero?
In genere, secondo voi, chi si occupa di fare ricerca, di sovvenzionare studi, di formare la classe medica una volta che opera sul campo? Chi è che sponsorizza? Chi paga alberghi, catering, hostess di sala? Qualche anonimo benefattore? Enti statali? Forse le case farmaceutiche?! A voi l'ardua risposta. Faccio un esempio, tanto per non parlare sempre dell'industria farmaceutica. Passiamo a quella alimentare: ma se una nota multinazionale della pasta organizza un convegno, investendo parecchio denaro, sui benefici dei cereali nell'alimentazione umana e invitando noti medici e ricercatori, secondo voi, cosa verrà detto in quel contesto? Che pane, pasta, merendine, ecc. fanno male? Cioè, loro pagano per parlarne e poi se ne parla male? No no no, non ci siamo proprio. Io pago e voi dite quello che fa comodo a me, chiaro? E poi c'è anche chi pubblica questi risultati, si si. E chi sarà a pubblicarli? Una nota e indipendente (ma ce ne sono?) rivista scientifica oppure un quotidiano o una rivista nella quale la stessa azienda pubblicizza i propri prodotti versando fior di milioni a quell'editore? Lo so, anche qui non sapete qual'è la risposta giusta. Vi capisco, certi dubbi non ce li toglieremo mai!
Io sono troppo piccolo per fare nomi ed esprimere in modo molto più diretto certi concetti, verrei spazzato via in un battito di ciglia, però posso continuare a stimolare dei dubbi, delle perplessità e invitarvi ad approfondire e a ragionarci sopra. Pensate che perfezione di meccanismo che si è evoluto nel secolo passato: l'industria alimentare contribuisce a far ammalare le persone e quella farmaceutica le cura. Dalla padella alla brace! Ma nessuna delle due parlerà mai male dell'altra. Avete mai letto comunicati di case farmaceutiche che, oltre a promuovere il loro farmaco per la lotta contro il cancro e a continuare a sovvenzionarne la ricerca, dichiari anche che il consumo di dolcificanti artificiali è correlato con la comparsa di tumori? La fabbrica delle malattie è un'industria molto ben rodata, però a noi resta sempre la scelta: continuare a essere delle bambole o diventare finalmente degli esseri umani?