domenica 22 gennaio 2012

Kramer contro Kramer

Un film drammatico e crudo, che descrive in modo spietato i meccanismi che possono scattare in una causa di divorzio e le conseguenze che può vivere un bambino, soprattutto se piccolo, trovandosi in una situazione così pesante, dove vede i propri genitori in guerra e non capisce..... non capisce, già! Dentro di se pensa: "Loro dicono che vogliono il mio bene, ma tutto quello che stanno facendo mi fa male!" Quello che fa più male, e lo dico per esperienza diretta, anche per l'età che avevo all'epoca simile al bimbo del film, è lo stato confusionale! Improvvisamente spariscono i tuoi punti di riferimento e queste due figure si contendono un'inesistente vittoria, usandoti. Lacerante!
Ecco, questo meccanismo accade spesso nel pianeta "Diete", fateci l'abitudine. Per fortuna voi non siete dei bambini, anche se chi ha dei problemi di salute, a volte anche invalidanti come avevo io, si sente fragile e indifeso proprio come se lo fosse. E così ci troviamo spesso a leggere o ad ascoltare voci contrastanti nel campo della salute, dove tutti dicono che vogliono il nostro bene, ma contemporaneamente si fanno la guerra tra di loro. Poi sanno usare argomentazioni convincenti, apparentemente inequivocabili, solo che scavando, scavando..... Per cui il mio consiglio rimane sempre lo stesso: informatevi! Studiate, se necessario. D'altronde stiamo parlando della nostra salute, se non ci pensiamo noi, chi dovrebbe farlo? E non prendete mai per oro colato nulla, neanche quello che scrivo io, per carità! Nessuno è infallibile e nessuno ha la verità in tasca. Provate quello che vi sembra più ragionevole e non smettete mai di confrontarlo. CONFRONTO: questa parola meravigliosa, magica, senza la quale non ci sarebbe crescita, consapevolezza di se stessi e di ciò che ci circonda. Ecco, cercate sempre il confronto, non ne abbiate paura, neanche se farlo mette a rischio le vostre certezze. Altrimenti finirà che vi chiuderete sempre di più nelle vostre convinzioni e non saprete più distinguere ciò che ha un senso da ciò che non ce l'ha e non ce lo può avere neanche se ci mettete dentro tutta la razionalità di questo mondo per argomentarlo. La vita è un viaggio che non ha termine neanche con la nostra morte.
Perché questa premessa alla seconda parte dell'intervista al professor Fontana? Per dirvi che risponderà a delle domande esponendo concetti che non appoggiano completamente il mio percorso e quello che alcuni di voi hanno intrapreso seguendo le mie orme. Ma è giusto che voi ascoltiate anche punti di vista diversi. Noterete che il prof usa spesso frasi del tipo "secondo me", "non sappiamo ancora tutto", "gli studi suggeriscono"; ecc. Personalmente ho apprezzato molto questo suo modo di porsi, serio e sincero. C'è da dire anche che non è corretto mettere nello stesso calderone, come fa lui, approcci dietetici enormemente diversi, come la Atkins, la Dunkan e la Zona. Ma bisogna pure ammettere che gli interessi economici esistono e sono davvero enormi. D'altronde, la corsa alla salute non si ferma mai ed è sempre più dimostrato che l'alimentazione ha un ruolo fondamentale per il raggiungimento e il mantenimento di questa, per cui bisogna anche aspettarsi che chi ha finora macinato miliardi di dollari con le medicine, potrebbe volersi ritagliare un'apertura anche in questo mondo. Sia perché entrambi tirano, sia perché "non si sa mai"!
Teorie a parte, vi lascio a questa seconda parte. Come nella prima non voglio fare commenti che possano influenzare quello che sentirete (quelle sopra erano solo delle precisazioni) e mi riprometto di dedicare un post alle male/benedette proteine animali. Già, perché troppo spesso se ne parla come se fossero una categoria unica e mai nessuno entra nel merito e spiega perché alcune fanno male, se mangiate frequentemente, mentre altre fanno più che bene, sempre nella giusta quantità.
Buon ascolto!


Qui la prima parte.
Qui la terza parte.

6 commenti:

  1. Anonimo Rettocolitico23 gennaio 2012 10:41

    Fantastico! Assolutamente interessante!! Grazie per queste informazioni di prima fonte! Ho pochissimo tempo per rispondere come vorrei. Ma sto facendo delle ricerche e preparando dei documenti da mostrare al doc. Confrontiamoci e studiamo, falsifichiamo quello che pensiamo di sapere perché è l'unico modo logico di progredire.
    Ti manderò via mail dei documenti su cui mi piacerebbe confrontarmi. Se la Rettostronza ulcerosa ha deciso di vivere nel nostro colon dovrà sudarsi ogni minuto di permanenza!!
    Non perdiamo mai la speranza!
    Anonimo Rettocolitico.

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  2. Renato Pontefice24 gennaio 2012 10:01

    Ciao, dopo aver ascoltato la seconda parte dell' intervista, sono a cercare di dibattere sui concetti sentiti.
    Quello che mi ha più colpito è (intorno al decimo minuto mi sembra, ma sarò più preciso) il concetto espresso (abbastanza palesemente) che la cosa più importante è la restrizione calorica. Le diete (quelle citate) sono puri strumenti di marketing. voglio iniziare dicendo questo:
    a mio parere (sto leggendo alcuni libri in merito, ma certo non posso nemmeno lontanamente arrivare alle conclusioni ponderate del Professore intervistato) chi intraprende un percorso del genere, riesce a fare una restrizione calorica in pieno equilibrio fra gli elementi nutritivi assunti. (é questa forse la novità che vale la pena reclamizzare). Perchè è a questo che bisogna puntare: restrizione calorica. Inoltre (ma questo non so se è soggettivo o meno), l' equilibrio nutritivo che si crea con il famoso 40-30-30, dà un senso di sazietà non trascurabile che alla fine permette a quasi tutti di attuare la restrizione senza vivere "traumi" nutrizionali, che l' ancestrale stimolo della fame (o sazietà) può dare. E già questo non mi sembra male, cioè: trovare un 'protocollo'  che permetta al maggior numero di persone possibile di applicare la restrizione calorica.

    Altra cosa che mi ha colpito (ovvero ha destato la mia attenzione, per ragioni di cui parleremo) è il fatto che questo regime di restrizione sembra prescindere da un uso così regolare delle proteine animali. 

    Che dire?

    Renato  

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  3. Ciao leonardo, non gli hai chiesto la cosa più importante, cioè se il controllo dell'insulina è davvero così importante..... da come parlava della Zona, si vede che la mette nel calderone con le altre "iper-proteiche" ma non la conosce abbastanza.... parlava di mangiare pane per il 40% ecc. non credo che sappia che la zona si basa sul controllo dell'insulina. Glielo hai chiesto in seguito nell'intervista? Devo dirti che la zona è ottima per me, però è indubbiamente impegnativa da realizzare, è un costante pensiero per reperire i giusti pasti, seguire gli orari ecc. Se risultasse che il controllo dell'insulina non è così fondamentale mi farebbe piacere saperlo!
    Ad Aronne hai fatto vedere questa intervista? Ciao a presto!!!

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  4. LeonardoRubini2 febbraio 2012 10:20

    Ciao Lucio,
    ho volontariamente evitato di approntare l'intervista su questo o quell'approccio alimentare. Mi interessava più conoscere lo stato degli studi ai quali sta lavorando. Per quanto riguarda l'insulina non gli ho fatto una domanda specifica, ma puoi dare per scontata la risposta, su questo tutti concordano, come si potrebbe dire il contrario, ormai è chiaro quanto sia importante tenerla sotto controllo.
    Ho già ricevuto osservazioni critiche su certe considerazioni del prof. Fontana, ma non amo mettere energie nella polemica, piuttosto preferisco lavorare su un post nel quale potrò spiegare certi meccanismi interessanti di interazione dei cereali con il nostro sistema immunitario.
    Un'ultima considerazione: fare le cose fatte bene è sempre impegnativo, ma porta i migliori risultati sul lungo periodo ;-)

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  5. A quanto pare il professore sembra molto scettico sulla quantità di proteine ideale (causa fondamentale di tumori!) e sulla formula 40-30-30.
    Comunque voglio mettere l'accento su un fatto certo che unisce la dieta a zona agli studi del professore:
    MIMUTO 12:13 "40% di carboidrati, cosa significa? 40% di pane bianco?" Direi proprio di no, visto che la dieta a zona di Sears parla di 40% di carboidrati che se presi da scelte ottime sono solo verdura e frutta. Il concetto introdotto da Sears, della PIRAMIDE con alla base le VERDURE e poi la FRUTTA, è la prima pietra verso la salute alimentare e questo viene rimarcato anche dal professore che però non lo riconosce come merito della dieta a zona perchè probabilmente non la conosce bene. Comunque primo passo certo, verdura (intesa come tutte le verdure e non solo insalate) e frutta. Per le proteine, invece, almeno 0,8 g per kg al giorno, in attesa di migliori certezze, che purtroppo scarseggiano!! :)

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    Risposte
    1. Se vuoi capire meglio il ruolo delle proteine animali, del perché siano così benefiche nella giusta quantità e di quali siano le migliori e quali quelle da evitare, potrai trovare tutte queste risposte leggendoti Loren Cordain (in inglese) o Robb Wolf, suo "allievo" (in italiano). Non essendo masochista, anch'io volevo essere sicuro della mia scelta alimentare, dato che l'ho fatta per motivi di salute.

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