martedì 27 marzo 2012

I cavalli di Troia


Spesso le chiavi di lettura servono a farci capire un concetto in modo da non doverci più tornare sopra e poter così affrontare finalmente un problema in modo risoluto e vincente. Per questo ho scelto di usare la leggenda del Cavallo di Troia.
Per dieci lunghi anni la città di Troia venne assediata dai Greci, ma senza che questi riuscissero a conquistarla. Così Ulisse ideò un piano geniale: costruire un cavallo di legno gigante come tributo di pace e segno di rinuncia alla conquista, abbandonandolo sulla spiaggia e salpando con le navi verso casa, mostrando così la resa. A questo regalo credettero tutti i troiani, tranne Laocoonte e la profetessa Cassandra, i quali cercarono di dissuadere i loro concittadini dal portare dentro le mura lo splendido cavallo. Solo che Laocoonte venne punito dagli Dei insieme ai suoi figli e ucciso da due serpenti giganti, segno che convinse i troiani a far entrare il dono di pace, mentre Cassandra non venne proprio ascoltata, dato che aveva avuto il dono della preveggenza dal Dio Apollo, il quale la voleva al suo cospetto. Al rifiuto di lei, Apollo le sputò sulle labbra, condannandola a non essere ascoltata nelle sue profezie. Che cosa è capace di fare un uomo respinto, altro che stalking!
Quando la notte calò sulla città, Ulisse e i suoi uomini uscirono furtivamente dal cavallo, aprirono le porte e vennero raggiunti dagli altri compagni, che con le navi si erano solo nascosti a poche miglia dalla costa. Troia venne rasa al suolo, data alle fiamme e i suoi abitanti vennero sterminati.

Ma veniamo a noi e ai numerosi Cavalli di Troia che nella vita si affacciano alle nostre porte. Contrariamente ai troiani, noi abbiamo un vantaggio, siamo stati costretti in questi anni a essere meno ingenui. Ma allo stesso tempo i nostri nemici hanno ideato armi sempre più sofisticate e credibili. Questo ci costringe a stare sempre sul "chi va là". Personalmente riservo una sfera molto ristretta di situazioni o di persone delle quali so che mi posso fidare, ma ci sono voluti anni e numerose prove per arrivare a questo risultato. Ciò non toglie che periodicamente verifico che nulla sia cambiato e che ci sia ancora da fidarsi. Il dubbio è, quindi, un mio compagno fedele, senza il quale si rischia di rimanere fregati. Tanto per essere chiari, vi faccio un esempio lampante: quando mi sono trovato dalla vostra parte, consultando altri blogger o articoli su internet, anche trovando la persona più squisita di questo mondo e affidabile, ho sempre fatto in modo di metterla alla prova e di fare una serie di controlli incrociati su ciò che leggevo. Per cui, da parte mia, non mi offenderò mai se dubiterete di ciò che scrivo, anzi sarà per me sempre fonte di riflessione e di confronto.
Detto questo, vediamo quanti e quali sono i Cavalli di Troia intorno a noi, intendendo con questi tutte le situazioni o le persone che si presentano ai nostri occhi come portatori di positività, di vantaggi, mentre invece nascondo dentro di loro una spietata distruzione con la quale rischiamo di venire feriti, se non addirittura uccisi. Poco importa che il Cavallo di Troia in questione sia consapevole o meno del danno che procurerà, quello che deve importare a noi è saperlo riconoscere per evitarne le nefaste conseguenze.
Dalla mia storia personale, non posso fare altro che mettere nell'elenco la maggior parte dei medici. Per esempio, tutti i gastroenterologi ai quali mi sono rivolto hanno sempre negato una relazione tra il cibo e la rettocolite ulcerosa, nonostante poi abbia scoperto il contrario sulla mia pelle e, cosa ancora più grave, nonostante esistano studi scientifici che affermano l'esatto opposto! Eppure tu entri in ospedale, magari dal pronto soccorso, come è successo a me in due occasioni, e sei la persona più fragile e condizionabile di questo mondo. Ti trovi di fronte dei medici e anche il primario, che apparentemente si prendono cura di te, ti fanno stare meglio, poi scopri che ti stavano semplicemente drogando, rendendoti dipendente da vari farmaci e che, nonostante questo, la tua salute va peggiorando. Rotto l'imene della classe medica, per cui la tua verginità in fatto di fiducia nel prossimo è stata ormai persa per sempre, arriva a valanga il resto della truppa. E scopri che gli stessi alimenti sanno essere un perfetto Cavallo di Troia. Prendi i cereali, ad esempio, che fin dalla nostra nascita hanno riempito le noste giornate, dalla mattina alla sera, riempendoci di gioia e tirandoci su il morale in certi momenti. Biscotti, torte, piatti di pasta, pane, pizza, risotti, polentate, ecc. ecc. Ricordate la reclame di una nota marca di biscotti di qualche anno fa? Ecco il testo della canzoncina:

"Hai mai visto il grano?
E' come un mare biondo che si muove
e fino nel profondo ti commuove
e giorno dopo giorno
non ci sarà mai giorno senza grano,
finché il mondo amore avrà"

Commovente, vero? Come fai a non amare il grano dopo una pubblicità così? Con quelle immagini di una bambina che corre tra i campi, il sole, la felicità..... E' proprio così che ci fregano! Ma il grano, come il mais e come tutti i cereali, non è nato per noi, ma per gli uccelli. Non è il nostro cibo, è entrato nella nostra dieta da un battito di ciglia, solo 10.000 anni. Ma la nostra specie vive su questa terra da milioni di anni e il nostro DNA non ha avuto il tempo di adattarsi a questo alimento. Per questo oggi sorrido quando le persone mi dicono che hanno speso soldi in test di intolleranza o che devono fare gastroscopie con biopsia per sapere se sono celiaci, ecc. E' come lavorare in una miniera di carbone e poi andare a fare le analisi per capire "Come mai questa tosse?". Uscite dalla miniera e tornate a respirare all'aria aperta! Togliete i cereali dalla quotidianità, ci sono frutta e verdura in abbondanza per tutti!
Insomma, di Cavalli di Troia ne è pieno il mondo e a tutti i livelli, a volte una persona che credevamo amica, altre addirittura un genitore. Ma cosa possiamo fare per difenderci? La salvezza risiede in una sola parola: conoscenza! E' nostro dovere conoscere come siamo fatti e qual'è il cibo che fa per noi, sia come specie che come individui, così da evitare quelli dannosi. E' nostro dovere sapere che persone siamo e quali sono le nostre esigenze, perché troppo spesso chi si vuole approfittare ci conosce meglio di noi stessi e sa quali sono i nostri punti deboli e come trarne vantaggio. La nostra fiducia deve avere un valore assoluto, guadagnarsela deve costare caro, per questo invito tutti su quella spiaggia dove i greci hanno lasciato il loro Cavallo di Troia per farne un bel falò, così ci cuciniamo un po' di pesce e selvaggina, da accompagnare a un bel piatto di verdure e un po' di frutta. Poi balliamo tutta la notte al suono delle percussioni, mentre il nemico finisce di bruciare nella sua stessa trappola!

P.S.: chi ha voglia, racconti il suo Cavallo di Troia, qui nei commenti, su facebook o in privato, sono curioso di conoscerlo :-)

8 commenti:

  1. IL mio cavallo di troia? Tentazioni e vizi a parte è stato il riso... 
    La RCU si faceva sentire? "Mangia un bel piatto di riso bianco leggero leggero..." ...e a quel punto,da ignorante in materia,ti convinci sempre di più che lo star male ,"persino dopo quel piatto", sia indice che non c'è nulla da fare e quindi,come dicono i medici "è la genetica...".

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  2. Tonnellate di cortisone fin da piccolo..........
    Diagnosi eczema atopico diffuso......
    Eliminato il riso...... puffff.
    Tutto sparito.

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  3. Emanuel Zicari31 marzo 2012 02:10

    il mio gastroenterologo mi ha detto che il dottor aronne romano ha avuto delle denunce per interruzione di farmaci e passaggi a terapie non convenzionali...è vero ? o sono balle ?

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  4. Sono contento per lei che ha risolto un problema importante e qualcuno la ringrazierà dell'aiuto e sostegno che da a chi si trova nelle sue stesse condizioni ma, le sue generalizzazioni sono molto semplicistiche. Gli eschimesi mangiano pressoché carne e bevono grasso disciolto.... quando arrivarono i "civilizzati" in Australia impedirono ad alcune popolazioni indigene di cibarsi dei cadaveri dei defunti, conseguenza malattie e morte per donne e bambini i quali non avevano altro accesso a proteine per tradizioni e cultura. I giapponesi mangiano molto pesce, cosa ben difficile nella steppa o agli indigeni delle praterie, in Africa vi furono ere di abbondanza di carne che favorirono alcune popolazioni ed ere di penuria di carne che ne favorirono altre ecc. ecc. Se l'animale umanoide non fosse così ben adattabile all'ambiente ed alle risorse alimentari che offre, non saremmo in 7 miliardi nonostante che l'hobby principale sia lo sterminio dei propri simili.....  Forse sono stato meno fortunato di lei e fin da piccolo molto povero e con la sola possibilità di mangiare pane, pasta, legumi, verdure e frutta e pochissima carne, cioè la dieta mediterranea. Oggi continuo mangiando molta frutta e verdura legumi e pochi cereali raffinati. Un uso abbondante di cereali sempre più raffinati di certo non è buona cosa e difatti tutti i dietologi li sconsigliano. Come è sconsigliato mangiare molta selvaggina, Lorenzo il Magnifico docet... Ma se tutti consumassero pesce e selvaggina come dice lei per quanti ce ne sarebbe. Lei non sa quello che dice. Se consiglia a chi ha il suo problema di provare ad alimentarsi come ha fatto lei per risolverlo è un conto, il resto sono sue errate conclusioni uguali a quelle a cui era giunto prima quando si alimentava così male come dice lei da farsi del male da solo...
    Un piatto di ottima pasta di farina integrale o meno di grano duro di Sicilia con lenticchie o ceci o fagioli condita con ottimo olio extravergine di oliva è quanto di meglio possa esistere, poi della verdura e della frutta come spuntini. Però se lei ha intolleranze ai cereali mi pare ovvio che è meglio che mangi altro. 

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  5. LeonardoRubini12 aprile 2012 09:52

     Non amo il pressappochismo e chi fa minestroni inconcludenti mescolando quà e là. E' un peccato usare tutte queste parole per dire tutto e per non dire nulla, ma ognuno fa la sua scelta e io la rispetto. Solo una cosa non tollero proprio, chi giudica una determinata esperienza senza averla mai provata. Quando avrà seguito un mese di PaleoZona nel modo corretto, allora sarà il bentornato per qualunque tipo di considerazione vorrà fare, dando a tutti un contributo costruttivo e scevro da "si dice che".

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  6. Marco Alberico3 maggio 2012 00:58

    soffro di RCU da circa 2 anni, tutti i giorni prendo mesazalina e altro...sono io ci credo davvero che siamo ciò che mangiamo, ma sinceramente non so come iniziare , quali cibi devo provare ad eliminare e quali sicuramente non eliminare. Può darmi un consiglio, almeno per intraprendere la giusta strada ed eliminare questi inutili farmaci?

    Grazie

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  7. LeonardoRubini3 maggio 2012 15:22

     Ciao Marco,
    ho aperto questo blog per stimolare un confronto sull'argomento e per fare in modo che le persone che hanno questi problemi sappiano che esistono anche altre strade da percorrere. Non entro mai nel merito, questo è un compito che spetta al medico. Se avrai modo di leggere meglio il mio blog troverai dei libri che consiglio che possono esserti utili per capire meglio. Se hai bisogno di un contatto per un medico che ti segua, scrivimi a rubini.leonardo@gmail.com

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  8. Viviamo in una società "malata" dove regnano il nonsenso, le cattive abitudini, l'indifferenza e l'omertà,  e dove tutto è business, sulla pelle degli altri...

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Verranno esclusi tutti i commenti off-topic, volgari e privi del rispetto necessario per un sereno confronto sul tema discusso. Chiedo un po' di pazienza per la loro pubblicazione, dato che li modero personalmente e non sono sempre davanti al pc.