sabato 21 aprile 2012

Il giuramento di Ippocrita!



«Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo, giuro:
• di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento rifuggendo da ogni indebito condizionamento;
• di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;
•  di curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, prescindendo da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica e promuovendo l'eliminazione di ogni forma di discriminazione in campo sanitario;
• di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di una persona;
•  di astenermi da ogni accanimento diagnostico e terapeutico;
• di promuovere l'alleanza terapeutica con il paziente fondata sulla fiducia e sulla reciproca informazione, nel rispetto e condivisione dei principi a cui si ispira l'arte medica;
•  di attenermi nella mia attività ai principi etici della solidarietà umana contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze;
•  di mettere le mie conoscenze a disposizione del progresso della medicina;
• di affidare la mia reputazione professionale esclusivamente alla mia competenza e alle mie doti morali;
• di evitare, anche al di fuori dell'esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il decoro e la dignità della professione;
•   di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;
•   di rispettare e facilitare il diritto alla libera scelta del medico;
•   di prestare assistenza d'urgenza a chi ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità, a disposizione dell'autorità competente;
•  di osservare il segreto professionale e di tutelare la riservatezza su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell'esercizio della mia professione o in ragione del mio stato;
• di prestare, in scienza e coscienza, la mia opera, con diligenza, perizia e prudenza e secondo equità, osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione.
» *

Questo è il Giuramento di Ippocrate, al quale tutti i medici prestano fede, o almeno dovrebbero. Ognuno di voi ha avuto abbastanza esperienze con questa categoria per poter affermare tranquillamente che, visto il Giuramento, qualcosa non torna o, perlomeno, stona. A me ha colpito molto il concetto di alleanza terapeutica, è veramente una gran bella cosa. Se penso che il mio gastroenterologo mi ha detto che è inutile che torno da lui se non prendo le medicine, anche se mi ha visto migliorare e anche se ho trovato un metodo alimentare che aiuta me e altre persone, mi viene solo che da ridere! Per quale motivo tra me e il mio medico ci devono essere per forza i farmaci di mezzo? Secondo quale principio lui si dice costretto a seguire solo e soltanto quella strada, senza impegnarsi prima a trovare una soluzione naturale, che effettivamente esiste? La reciproca informazione è molto importante e un medico non dovrebbe sentirsi superiore a nessuno solo perché tale. Personalmente frequento anche un gruppo su Facebook di persone malate di psoriasi, gli amministratori hanno creato delle linee guida in base alle loro esperienze e stanno aiutando altre persone come loro. I risultati sono buoni, nonostante seguano il "fai da te". Internet è una risorsa spettacolare e questi casi dimostrano una volta di più il potenziale insito nella cosiddetta "intelligenza collettiva". Questo concetto lo abbiamo sentito ripetere spesso anche da Grillo in questo periodo di tour elettorale, condivisibile o meno che sia il suo lavoro. Se metti in rete un problema, ci saranno molte persone che lo analizzeranno, tecnici, normali cittadini, persone più dotate, ecc., per cui sarà molto alta la probabilità che si arrivi a una rapida soluzione, tra l'altro condivisa. Ancora più interessante è il fatto che si potrà perfezionare un modello già vincente, grazie al fatto che ognuno contribuirà con la propria esperienza e darà un feedback costruttivo per indirizzare ancora meglio le energie di tutti. D'altronde questo sarà il futuro, già in parte presente, al quale l'elite di oggi si sta opponendo con tutte le sue forze, pur di mantenere il suo status quo. Per questo mi auguro che i medici capiscano il prima possibile l'importanza del loro ruolo nel cambiamento che sta avvenendo, perché il loro contributo è e sarà sempre fondamentale, ma solo se esercitato nell'ottica descritta così bene nel Giuramento di Ippocrate. Fino a quando avranno come interlocutori privilegati le case farmaceutiche, fin quando gli informatori scientifici (che sono più che altro dei venditori, dei rappresentanti) avranno questo continuo accesso negli ospedali e negli studi dei medici e finché i dottori non si decideranno a rimettersi a studiare, seguendo le numerose novità che la scienza propone in campo alimentare, fino a quel giorno il rischio di perdere definitivamente la loro credibilità è molto alto e questo sarebbe un danno per tutti, dato che lascerebbe campo aperto ai venditori di fumo, che sono una vera piaga già oggi.
Concludo raccontandovi una storia interessante e molto significativa su che cosa sia la medicina oggi e a quali principi si ispiri veramente. Riguarda i due simboli che trovate in alto, osservateli bene e poi leggete il seguito.

Se andate in farmacia, quale simbolo trovate sull'insegna tra i due raffigurati in alto? Sempre quello sulla destra, giusto? Beh, a quanto pare la medicina moderna ha confuso il Bastone di Asclepio, simbolo greco della medicina, con il Caduceo, legato al commercio. Per intenderci, la definizione del primo è questa:

•    "Il Bastone di Asclepio è un antico simbolo greco associato alla medicina. Consiste in un serpente attorcigliato intorno ad una verga. Asclepio era il dio della salute nell'antico pantheon greco. Il bastone di Asclepio simboleggia le arti sanitarie, combinando il serpente – che con il cambiamento della pelle simboleggia la rinascita e la fertilità – con la verga, un semplice strumento. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che una volta il simbolo rappresentasse un verme arrotolato intorno ad un bastone; vermi parassiti come il "verme della Guinea" (Dracunculus medinensis) erano comuni nei tempi antichi, e si estraevano da sotto la cute arrotolandoli lentamente intorno ad un bastoncino." *

Mentre, nel secondo caso, abbiamo:

•    "Il caduceo era un simbolo del commercio ed è associato con il dio greco Hermes (Ermete-Mercurio). Ordinariamente era un bastone di araldo, a volte con ali, con due nastri bianchi attaccati. I nastri col tempo diventarono serpenti in forma di otto. Attualmente è spesso utilizzato scambievolmente con il Bastone di Asclepio, associando il caduceo con la medicina, specialmente negli Stati Uniti. Storicamente i due simboli ebbero significati distinti. Il simbolo è inoltre usato in Italia come emblema dell'Ordine dei Farmacisti." *

Simbolismo e semantica sanno sempre sorprendere. Approfondendo certi usi e costumi si ha modo di capirne il loro vero significato. Non so a voi, ma a me incute un po' di timore il pensiero che oggi venga utilizzato come simbolo della medicina quello del commercio. Sarà una semplice confusione o un messsaggio voluto?
Lascio a voi la risposta, ma a me rimane una strana sensazione e cioè che spesso molti medici (come certi militari che gridano "L'ho duro!" invece di "Lo giuro" al momento del loro giuramento militare) recitino il Giuramento di Ippocrate avendo in cuor loro quello di Ippocrita!

* Fonte: Wikipedia

7 commenti:

  1. Ma mi leggi nel pensiero!!!! Proprio pochi giorni fa ero da Aronne per il terzo incontro sulla Paleozona e gli ho proprio accennato al giuramento di Ippocrate.... :) ormai le nostre menti sono unite.... ah ah

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  2. Michelrevolution30 giugno 2012 21:20

    Leonardo mi fa piacere che tu abbia avuto esperienza positiva con una particolare dieta, però ti devo dire che alcune cose che hai scritto non sono esatte

    I cereali integrali non sono dannosi per l'intestino anzi, basta mangiarne pochi, anche per chi ha colite ulcerosa è sufficiente mangiarne pochi, poi le sostanze di cui parli esterne dei cereali non sono affatto dannose per la salute, non è corretto definirle antinutritive, perchè servono a ripulire le pareti intestinali dalle feci, dove lo hai letto?

    Se poi si toglie la parte esterna dei cereali (consideriamo pure la loro forma cosiddetta decorticata) il rimbalzo glicemico è migliore di quello che si ha nel nostro organismo dopo aver mangiato una qualsiasi pietanza abitualmente consumata nelle nostre tavole, come pizza, pasta di grano duro, che contenendo glutine con gli anni tendono a peggiorare il filtro di sostanze nocive (tossine) da eliminare, ammassandosi come una colla sulle pareti del'intestino, per favore non diffondere ulteriormente notizie errate, io sto finendo studi in naturopatia e conosco abbastanza bene l'argomento, prova a leggere gli studi della dottoressa kousmine, dove hai trovato le notizie pubblicate sul tuo blog?

    ho commentato qui perchè dal post a cui mi riferisco

    http://www.leonardorubini.org/


    cliccando su commenti rimanda a questa pagina

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  3. LeonardoRubini2 luglio 2012 20:30

    Ci sono pagine e pagine di bibliografia sull'argomento. Puoi consultare L. Cordain se vuoi approfondire il discorso dei cereali.

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  4. Michelrevolution4 luglio 2012 20:57

    Non conosco questo autore, comunque ti ripeto ciò che hai scritto non è esatto, sinceramente se provi a prenderti un libro di un qualsiasi naturopata con esperienza ti potrà confermare che i cereali non contengono affatto elementi antinutritivi, probabilmente hai cercato in testi di pesone non attenbili, comunque sei libero di continuare a credere ciò che vuoi

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    1. Naturopati? Testi di persone non attendibili? Ma su cosa ci stiamo confrontando? Stai paragonando un naturopata con un biochimico che lavora al MIT, ti rendi conto!? Io non credo in qualcosa, la scienza non è una religione! Ma te che fai se ti si rompe il motore della macchina, vai da un gommista? :-)

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  5. LeonardoRubini10 luglio 2012 10:15

    Io non CREDO, ma VERIFICO. Prova a fare uno sforzo anche tu ;-)

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