sabato 19 maggio 2012

La storiella di Tito

"Tito, tu t'hai ritinto il tetto, ma tu non t'intendi tanto di tetti ritinti"

Questa è la storia di Tito, un ragazzone un po' ingenuotto e sovrappeso che spinto dagli stimoli della sua amica Daniela, di cui forse era innamorato e pronto a tutto per conquistarla, decise di mettersi finalmente a dieta. L'amica l'accompagnò così in un centro specializzato per la perdita del peso, nel quale venne visitato, misurato e analizzato ben bene. C'era un lavoro non indifferente da fare su Tito, ma nulla di eclatante. Qualche mese e un po' di buona volontà avrebbero portato i risultati sperati. Così Tito uscì speranzoso insieme a Daniela dal centro e se ne tornò a casa convinto della sua nuova strada da percorrere, con in mano la sua lista di pasti da seguire, dalla colazione alla cena.
Tito viveva con la mamma, era figlio unico e veniva in tutto e per tutto accudito e viziato. Inoltre la mamma era anche una brava cuoca ed essendo rimasta vedova dedicava corpo e anima a quel suo gioiellino adorato. Passò così la prima settimana e Tito andò a fare la sua prima visita di controllo al centro specializzato, sempre accompagnato dalla sua amica Daniela, che ormai aveva preso a cuore il dimagrimento di Tito con spirito da vera crocerossina. Ma cavolo! La bilancia misurava 5 kg in più della settimana precedente! Lo stupore fu unanime e Tito venne redarguito dai dietologi del centro, che lo accusavano di non seguire la dieta che gli era stata prescritta: "Signor Tito, questo risultato non è possibile, nessuno ingrassa con le nostre diete dimagranti. Ma lei sta facendo come le abbiamo detto?". Tito era mortificato e si sentiva anche in colpa per la situazione. Il centro costava, la sua amica Daniela cercava di aiutarlo in tutti i modi, i medici si impegnavano per farlo stare meglio, sua madre si era convinta a stravolgere i suoi metodi classici in cucina pur di rendere felice il suo gioiello e lui era ingrassato, nonostante seguisse alla lettera le indicazioni date dai medici. Così si accordò con i responsabili del centro di cercare di essere più attento nella settimana successiva e, magari, di fare qualche passeggiata in più per riattivare il metabolismo. I nutrizionisti erano increduli, ma Tito era stato convincente e non restava che provare ancora.
La seconda settimana volò via velocemente e Tito e Daniela non ebbero modo neanche di vedersi, perché il ragazzone aveva preso molto seriamente il suo compito e nel tempo libero si dedicava al moto con lunghe camminate nel parco. Arrivò il giorno del controllo e Daniela non potè accompagnarlo alla visita, arrivò però in tempo per incontrarlo alla sua uscita dal centro. Tito era in lacrime e con altri 5 kg addosso. Più 10 kg dall'inizio della dieta! I dietologi del centro lo avevano minacciato di non seguirlo ancora se lui avesse preso anche un solo kg in più, ci vuole poco a immaginare che non era una buona pubblicità per gli eventuali nuovi clienti. Così si sfogò con Daniela. Povero Tito, tutta quella fatica e solo brutte notizie! A questo punto l'amica cominciò a insospettirsi e decise di fare alcune domande allo sventurato, del tipo: "Ma non è che tua mamma ti sta viziando come al solito?", ma Tito fu inamovibile: "Scherzi? Sta impazzendo a starmi dietro, questa mia dieta le ha stravolto la vita. Passa le sue giornate tra spesa, cotture, pulizie. Non si è mai impegnata tanto per aiutarmi, eppure lo sai che mi vizia, ma così indaffarata per me non l'ho mai vista!". Daniela non sapeva più cosa pensare, così suggerì all'amico di riflettere su una, pur se remota, possibilità: il sonnambulismo. Tito tornò a casa con questi pensieri nella testa e chiese subito alla mamma di chiudere a chiave la cucina prima di andare a letto. Era disperato, ma deciso a farcela.
Passò così un'altra settimana e i due amici si trovarono davanti al centro per la visita di Tito. Daniela lo vide seduto su una panchina, testa bassa e decisamente più grasso dei sette giorni precedenti. Tito, senza mai alzare lo sguardo, confessò che sua madre era stanca di fargli da mangiare, di chiudere la cucina di notte, di essere arrivata anche a serrare la porta di casa, nascondendo le chiavi, così da togliersi anche l'ultimo dubbio che il figlio potesse sgattaiolare fuori in cerca di cibo in qualche bar. La camera da letto di Tito era stata addirittura perquisita dalla mamma, sotto sua richiesta, e con questo si era arrivati al ridicolo. Ma più di tutto, ripeteva Tito a Daniela, sua mamma era stanca di cucinare per lui. Così Daniela si decise a tentare l'ultima carta, quella della disperazione: ospitarlo in casa sua. La mamma di Daniela era un'ottima cuoca, aveva lavorato anche in un ristorante, per cui non ci sarebbero stati problemi a seguire un menù settimanale per l'amico della figlia. Con questi buoni propositi decisero di entrare nel centro per la terza volta, sapendo già come avrebbero reagito i medici, ma promettendo loro che Tito, dal giorno dopo, sarebbe stato seguito direttamente da Daniela e dalla sua mamma. I medici si rincuorarono a questa notizia, per esperienza sapevano di mamme apprensive che non resistevano a ingozzare i loro figli in tutti i modi, anche se questi dovevano seguire una dieta. Non c'era altra spiegazione per loro. Ma per Daniela, che conosceva bene Tito e la sua mamma, i 25 kg in più in 3 settimane, escluso il sonnambulismo, restavano un mistero paragonabile all'Annunciazione che preannunciò a Maria la venuta dello Spirito Santo (Luca 1,26-37).
Tito tornò a casa e comunicò alla madre la decisione presa. Questa ebbe un momento di sconforto e pianse a lungo, ma capì che forse quella era l'unica soluzione. Ogni mamma ha un senso di colpa intrinseco quando un figlio non è felice o sta male, per questo, nonostante cucinasse sempre e solo quello che era scritto sui fogli che gli aveva portato, seguendoli alla lettera, nonostante questo, in un piccolo antro della sua mente, sospettava di sbagliare in qualche modo. Una mamma d'oro! Ecco quindi che i due si congedarono. A questo punto Tito riprese i fogli della sua dieta e telefonò a Daniela, la quale lo aveva pregato di dettarle il suo programma dietetico per il giorno successivo, così che la mamma potesse fare la spesa e preparare per bene ogni cosa.

"Daniela? Sono Tito. Ho parlato con la mamma. E' stata dura, ma ha capito. Anzi ti saluta e ci tiene a ringraziare te e la tua mamma per l'aiuto che mi state dando. Sono sincero, da un certo punto di vista ho notato che era sollevata, non ce la faceva proprio più a cucinare per me!"

Daniela sorrise tra se e se, non capiva tutta questa fatica e difficoltà a seguire una dieta in cucina, ma forse lei era abituata fin troppo bene dalla sua mamma ex cuoca e non si rendeva conto di quanto potesse essere complicato cucinare per qualcuno. Lei non era molto pratica di fornelli. Così rispose, fingendo un po' di comprensione:
"La posso capire, Tito, non dev'essere stato facile per lei, anche perchè doveva cucinare pure per se stessa, quindi doppia fatica. Dai, vedrai che adesso si sistema tutto. Cos'hai per domani a pranzo? Così mia mamma esce a fare la spesa, intanto."
"80 grammi di riso in bianco, 70 grammi di pasta con pomodoro al basilico senza olio e un cucchiaio di parmigiano, 60 grammi di pane arabo, 4 gallette di riso e 60 grammi di cuscus con verdure. Per secondo: 100 grammi di petto di pollo al limone senza olio, 120 grammi di merluzzo, 100 grammi di prosciutto crudo, una mozzarella light da 70 grammi e un etto di arrosto di vitella al forno, preferibilmente cucinato con la carta da forno sulla teglia............... pronto?............. Daniela, mi senti?............ pronto???..............."

Solamente lo specchio in camera di Daniela sa che faccia fece lei a quelle parole, ascoltando quella lunga, interminabile e inconcepibile lista di piatti. La mamma di Tito aveva scambiato la lettera "O" con la lettera "E"! Così cucinava ogni giorno, per ogni pasto, 4, 5, 6 primi e altrettanti secondi, che il figlio, solerte, ingurgitava tutti. Daniela si sentì morire, le mancava il fiato, non rideva così da quando in terza media, durante la gita scolastica, vide l'odiata professoressa di matematica scivolare culo a terra sulla cacca di un cane! Grazie Tito, pensò tra se, mi hai fatto tornare indietro di 15 anni in un attimo! Intanto continuava a contorcersi dalle risate sul letto, con la cornetta del telefono abbandonata e Tito dall'altra parte che continuava a chiamarla: "Daniela, ci sei? Ma mi senti?!".

Morale della favola:
  1. imparate a essere autonomi e indipendenti, la vostra salute è una vostra responsabilità;
  2. siete sicuri di aver capito bene le indicazioni del medico? Se le cose non vanno come dovrebbero, fate una lista di TUTTO quello che mangiate per una settimana e fatela vedere a chi vi segue. E' probabile che stiate sbagliando qualcosa o che ci siano degli aggiustamenti da fare, ma siate sempre attivi e propositivi, i misteri della Fede non esistono nell'alimentazione.

Parafrasando lo sketch di Vianello e Tognazzi: "Tito, tu te hai seguito una dieta, ma non è che hai capito molto bene come si fa!".


2 commenti:

  1. Marta Molinari25 giugno 2012 17:23

    Complimenti per lo stile e l'ironia!! Se permetti prenderei a prestito questa storiella per i miei pazienti "quelli che"..... Grazie! Marta

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    1. Cara dottoressa, Lei è più che autorizzata :-) Poi se mi citi, allora sarò ancora più contento assai.....

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