venerdì 31 agosto 2012

La favoletta del colesterolo #1




C'erano una volta il colesterolo buono e quello cattivo, per cui tutti i medici del mondo erano preoccupati per i loro pazienti e facevano in modo che mangiassero pochi grassi, poche uova e meno proteine animali possibili, insomma la regola era (ed è!) quella di diminuire tutti gli alimenti contenenti colesterolo. "Ooooohhh", esclamò San Tommaso, "e chi l'ha detto?". Così gli venne spiegato che un giorno, un mago, tirò fuori dal cilindro un coniglio e con quello dimostrò a tutti che il colesterolo fa male. "Un coniglio?", si sorprese San Tommaso, "e che cosa c'entra il metabolismo di un coniglio con quello di un essere umano?". Cavolo, non ci avevano pensato a questo, ma nessuno si scoraggiò e con pazienza spiegarono a San Tommaso che siamo tutte creature di Dio (cosa che lui dovrebbe sapere bene!), per cui se il colesterolo fa male al coniglio, evidentemente farà male anche a noi! Ma Tommaso non mollava e decise di documentarsi: "Ma se a un coniglio viene data una dieta con massicce dosi di colesterolo, mentre lui mangia di solito carote e simili, come potete pensare che il modello animale, da voi preso a esempio per l'uomo, sia affidabile e possa riprodurre fedelmente ciò che accadrebbe a un essere umano, che è invece abituato da milioni di anni a nutrirsi di alimenti anche ricchi di colesterolo?". Ammazza quanto rompe 'sto santo, ma perché non si va a fare un giro?! Ma ormai il seme del dubbio era stato piantato e adesso come la mettiamo con la favoletta del colesterolo?

Nel 1913 Nikolay Anichkov pubblicò uno studio nel quale aveva usato dei conigli come modelli di riferimento per studiare gli effetti del colesterolo, con particolare riferimento ai danni causati da aterosclerosi. Da quello studio nasce la moderna teoria del colesterolo. Conigli..... c'è qualcosa che non mi torna e a voi?

Prima di tutto chiarisco una differenza fondamentale e poco nota a molti: arteriosclerosi e aterosclerosi sono due cose molto diverse tra loro. Nel primo caso stiamo parlando di un fenomeno di indurimento delle arterie, nel secondo di un processo infiammatorio a carico delle arterie, per cui si formano degli ispessimenti al loro interno che causano degli ateromi (placche).

Detto questo, la prima cosa da capire è: che cos'è il colesterolo e qual'è la sua funzione? Siccome sono un pigro, ma soprattutto odio i paroloni e mi voglio far capire da voi nel modo più diretto e semplice possibile, lascio agli appassionati e a chi ha tempo da dedicare all'approfondimento questo link, dove potranno documentarsi in modo esaustivo su vita, morte e miracoli dell'amico "Col".

Il colesterolo è una sostanza "cerosa" in parte prodotta dal nostro fegato e senza la quale non potremmo vivere e, come potete vedere dalla figura qui sotto, non se ne va (e non potrebbe farlo neanche se lo volesse) in giro da solo, ma solo trasportato dalle lipoproteine.


Quella che io ritengo essere l'informazione più importante, che smaschera più di ogni altra la favoletta sul colesterolo che c'è stata finora inculcata nella testa, è che ben il 75% del colesterolo presente nel nostro corpo lo produciamo noi (endogeno)! Il 20% di questo viene sintetizzato dal fegato, il restante 80% da altre cellule del nostro corpo. Quello che assumiamo col cibo è solo il 25% del colesterolo totale (esogeno). E voi che vi preoccupavate delle proteine animali come fonte di colesterolo, quando i veri "fabbricanti" siete voi...... sempre a prendervela con gli altri!
Il concetto più scioccante espresso dal buon Peter Attia nel link che vi ho postato sopra è: "Uno dei più grandi equivoci là fuori (forse secondo solo all'idea che mangiare grassi faccia ingrassare) è che il colesterolo è 'cattivo'.  Questo non potrebbe essere più lontano dalla verità. Il colesterolo è molto buono!" Tutto il colesterolo è assolutamente vitale per la nostra esistenza, dato che è uno dei principali elementi per realizzare membrane cellulari.
E qui crolla il primo pilastro della favoletta: la distinzione tra colesterolo buono e cattivo è assolutamente errata! L'unico risvolto "cattivo" del colesterolo è quando questo si accumula all'interno di un'arteria (coronaria e/o carotide), provocando una cascata infiammatoria che porta all'ostruzione, ma nel momento in cui andiamo a misurare il livello di colesterolo nel sangue, nessuno è in grado di stabilire dove andrà a finire e se diventerà pericoloso o svolgerà semplicemente delle funzioni vitali. Sappiate inoltre che la maggior parte del colesterolo che mangiamo non è assorbito dal nostro corpo, ma viene espulso attraverso l'intestino. Perché? Perché, per essere assorbito, dovrebbe prima subire un processo chimico (de-esterificazione), il quale ha un "costo" energetico ben preciso e, in questo caso, inutile, visto che di colesterolo ne produciamo già noi a sufficienza, per cui lasciamo andare quello che non ci serve, risparmiando su inutili reazioni chimiche. Il nostro corpo è una macchina perfetta, non lo dimenticate, soprattutto sa come ottimizzare ogni cosa, siamo noi a incasinargli la vita con i nostri stili di vita assurdi.
Ma ecco la conseguenza logica di quanto finora detto: mangiare colesterolo ha un impatto minimo sui livelli di colesterolo nel nostro corpo. E siccome in questo blog non ci facciamo mancare nulla e molti medici mi leggono (ma purtroppo solo in pochi si mostrano), ecco solo per voi un bel riassuntino sulle evidenze scientifiche che mettono in relazione il colesterolo nella dieta con le patologie cardiovascolari. Male credere a me, peggio credere al coniglio!
Ok, direi che per oggi basta. Non voglio riempirvi di notizie, preferisco che leggiate due volte di seguito questo post, piuttosto che darvi altri input, vi ho sconvolti abbastanza. Naturalmente non finisce qui, vi parlerò ancora del colesterolo, soprattutto perché vi devo spiegare come mai si accumula nelle arterie, portando a infarti, ictus, sclerosi multipla. Poi, già lo so, a molti di voi (soprattutto le signorine) non sarà sfuggita una frase sopra riportata dove accenno al fatto che i grassi non fanno ingrassare.  Non ci credete? Chiedete allora a Georgia Rose, ginnasta 17enne australiana che ha partecipato a Londra 2012 nonostante un grave danno alla colonna vertebrale e che, nonostante mangi molti più grassi delle sue compagne, è l'atleta del gruppo con la minor percentuale di grasso corporeo (ringrazio Andrea Luchi per avermi fatto conoscere questa incredibile storia). AAAAAHHH!!!!! Abominio! Anni passati a contare i cucchiaini di olio per dimagrire, spazzati via da un blogger incosciente! Be', non è una buona notizia? Vi anticipo solo un concetto, quasi metafisico: gli alimenti portano con loro un messaggio e interagiscono chimicamente con il nostro corpo..... e non sono i grassi a dire alle nostre cellule di accumulare grasso.
STAY TUNED!

>>>>> Qui la seconda parte <<<<<



3 commenti:

  1. Lo pensavo già che i grassi non fossero il demonio che tutti dipingono. Grazie a te per l'informazione scientifica sull'argomento. Aspetto il prossimo. Ciao!

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  2. Leonardo, ho letto cose simili su un bel libro chiamato Deep Nutrition che le spiega facendo riferimento ai danni causati dai carboidrati da quelli semplici a quelli complessi (compresi quelli contenuti nella frutta).

    Il problema però è che, nonostante faccia sport (corro dai 6 ai 10km 3 volte a settimana da circa 2 mesi) non riesco a perdere molto peso, quindi mi sorge la domanda: come si fa ad attivare il consumo delle "riserve di grasso"? C'è qualche accorgimento metabolico per fare in modo che il corpo preferisca bruciare grassi?


    Detto ciò vorrei fare un piccolo appunto alla classe medica. Lo scorso anno facevo lo stesso parecchia attività sportiva e il dottore che mi segue, nonostante il mio colesterolo fosse sceso a livelli del tutto sotto la zona di rischio, non ha ritenuto di dover sospendere l'assunzione del Crestor (pillola contro il colesterolo). Per quale ragione se non la chiara volontà di volerci vedere come malati a vita?


    Leonardo, sarebbe interessante approfondire il discorso dei carboidrati per gli sportivi perché per quel che ne so io i muscoli hanno bisogno di carboidrati da bruciare prima di arrivare alla soglia che consente al corpo di fare il cambio da benzina (i carboidrati) a metano (i grassi) come le macchine a doppia alimentazione altrimenti non fanno altro che bruciare se stessi e finiscono per grippare :)

    A volte mi sono trovato a correre in carenza di zuccheri e la fiacca si è fatta subito sentire manifestandosi come mancanza di forza e concentrazione nel fare un gesto atletico corretto e il rischio di inciampare.

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  3. Chi dice alle cellule di bruciare grasso? Il glucagone, attivato dall'assunzione di proteine. Mentre l'insulina, attivata dai carboidrati, suggerisce di farne scorta. E' da questo equilibrio che nasce tutto, non solo il dimagrimento, ma il nostro stato di salute.
    I tuoi problemi prestazionali sono sicuramente legati a un errato apporto dei macronutrienti, oltre ad altre ipotesi come l'acqua, il poco riposo, la carenza di minerali e/o vitamine, ecc. Ma questa, come dico sempre, è materia di nutrizionisti e medici, non di blogger o trainers. Ognuno deve fare il suo lavoro, il mio è quello di dirti che se vuoi migliorare le tue prestazioni, perdere peso e aumentare il tuo stato di salute, devi rivolgerti a un professionista e lasciar perdere il "fai da te".
    Sul comportamento dei medici e su quello che l'industria farmaceutica fa pur di mantenere o aumentare i propri profitti, stendo un velo pietoso. C'è anche da dire che pure noi siamo dotati di cervello e di parola, per cui possiamo sempre invitare il medico di turno a prendersi lui il Crestor, anche se non ha il colesterolo, giusto per prevenzione, hai visto mai che così capisce l'antifona?!

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