sabato 31 marzo 2012

TERREMOTO!!!!


Ecco com'è cominciata la mia giornata oggi:

"il mio gastroenterologo mi ha detto che A.R. (il mio medico, sapete che non metto nomi sul mio blog, ndr) ha avuto delle denunce per interruzione dei farmaci e passaggi a terapie non convenzionali é vero o falso????"

La mia risposta:

"ahahah, siamo arrivati al paradosso ormai. E' assolutamente falso! C'è un metodo molto semplice per scoprire la verità in modo inequivocabile: di al tuo gastro di inserire un commento nel mio blog, naturalmente presentandosi con nome e cognome, e di dichiarare che il dr. A.R. ha avuto delle denunce per interruzione di farmaci e passaggi a terapie non convenzionali, poi vediamo cosa succede in seguito a una ovvia denuncia per diffamazione che si prenderà :-)
Inoltre ti chiarisco un concetto fondamentale del nostro ordinamento: chiunque si può prendere una denuncia, uno con cui ho litigato potrebbe denunciarmi per percosse, anche se non l'ho mai sfiorato, per cui essere denunciati non significa essere colpevoli, quello lo stabilisce eventualmente un giudice. Personalmente non sono mai stato invitato dal dr. A.R. a diminuire o togliere i farmaci, sono io che l'ho fatto autonomamente perché stavo meglio. Anzi, da lui ho ricevuto delle raccomandazioni a stare attento nello scalare le medicine e di rimanere in contatto con il mio gastro per qualunque problema. Ti dirò di più, A. ha telefonato al mio gastro per raccomandarsi di continuare a seguirmi, anche se io non volevo più prendere le medicine, dato che stavo e sto benissimo senza, perché devi sapere che il mio gastro mi ha molto diplomaticamente e gentilmente detto che è inutile che continuo ad andare in ospedale a farmi controllare se non seguo il protocollo. Per loro è importante che prenda le medicine, non sono assolutamente interessati a capire perché sto bene e se il mio caso può essere utile anche agli altri malati!
Ti rendi conto a che punto siamo di bassezze? Per cui mi faresti veramente un grande favore se dici al tuo gastro di mettere nero su bianco la sua dichiarazione nel mio blog e di chiarirgli un concetto molto semplice: non c'è nulla di peggio che prendere in giro le persone e di far incazzare degli ammalati!
Un abbraccio, Leo.
"

Ma non è mica finita qui sapete, no no no. 10 giorni fa ricevo quest'altra email:

"Ciao ti ricordi di me G.? Io comnciato la zona 3 mesi fa e subito dopo 3 giorni ha fatto effetto. Non dico 3 per dire, ma 3 di numero! Vista l'esperianza benefica che sta avendo su di me ho provato a portarlo a conoscenza sul sito crohoniani.it citando anche il tuo blog e la tua esperienza e di altre persone che incontro (dal dottore, ndr). Dopo di che si è scatenato un putiferio. Prima una ha cominciato ad insultarmi, altri tutti commenti di scherno ma anche qualcuno interessato. Poi mi ha scritto l'amministratore del blog invitandomi a non postare più argomenti del genere. Sono allibito, non capisco perchè un regime alimentare possa far così tanta paura. La risposta più immediata che viene è quella della case farmaceutiche, perchè l'humira, che ho fatto per 1 anno e mezzo, costa 1.800 euro per ogni confezione da 2 siringhe. Per il resto sono allibito dalla reazione dei mie compagni di sventura. Scusa lo sfogo. Ciao G."

E pochi giorni fa vengo avvisato che sul sito sopra citato si parla di me. Per chi ne ha voglia, finché non lo faranno sparire (ma tanto ho conservato tutto, da internet non sparisce nulla!) ecco il topic in questione.
Per chi non lo avesse letto, basti sapere che, oltre ad essere stato insultato e diffamato, sono stato anche censurato, dato che non ho avuto modo di esercitare il mio diritto di replica fino in fondo. Poi c'è una cosa che proprio non riesco a capire: che senso ha definirsi crohniani? Etichettarsi in questo modo? Da l'idea di un gruppo chiuso, quasi gli abitanti di un altro pianeta: i crohniani. E' psicologicamente svantaggioso, è un approccio negativo. Personalmente non mi sono mai definito un rettocolitico e non mi sarei mai sognato di creare un sito, tipo rettocolitici.it. Soffrivo di una patologia che non è compresa e che non è inquadrata come dovrebbe, poi ho conosciuto chi sa come trattarla e l'ho messa alle spalle, punto. Uno che si definisce con il nome della propria patologia si sta condannando da solo a tenersela a vita, si è identificato in qualcosa di negativo. Va bene fare gruppo, essere uniti da qualcosa, ma che sia positivo!
Tornando a bomba, non crediate che siamo di fronte a delle semplici scaramucce o a dei battibecchi tra persone che la pensano diversamente. Io sento puzza di ben altro, ma lascerò al tempo, come sempre giudice infallibile, la sentenza. Però un concetto va chiarito: come accennava il ragazzo della seconda email, i malati cronici costano parecchio al SSN e questi soldi vanno nelle casse di chi sappiamo e sono tanti, ma tanti, ma proprio tanti "piccioli"! Poi c'è un altro attore in scena: i venditori di prodotti e integratori vari, che consigliano delle diete, che lodano l'alimentazione, ma poi vi vogliono riempire di schifezze varie. Anche per loro c'è un cospicuo giro d'affari.
Allora il concetto fondamentale da capire qual'è? Che non servono cliniche costose, decine di integratori, proteine in polvere o barrette energetiche e che una corretta alimentazione previene molte patologie e, se portata avanti con costanza, riesce anche a diminuire, se non a eliminare, i sintomi. Il problema è che ci guadagna principalmente solo il medico che la prescrive (essendo un professionista ha la sua parcella), qualche soldo va speso per 2 o 3 integratori indispensabili, e il resto della torta rimane nelle vostre tasche, dato che il SSN pesa nel bilancio delle regioni, e quindi statale, come un macigno, che sta contribuendo a mandarci a fondo!

Concludo dicendo che il terremoto non è accaduto dentro di me a causa degli ultimi eventi, ma sta avvenendo in un sistema marcio, che è così fragile (come tutte le cose che si basano su delle bugie) che basta un blogger per metterlo in allarme. Per ogni malato cronico che decide autonomamente di buttare nel secchio le odiate medicine, dato che ormai sta bene e non ne ha più bisogno, c'è un dirigente di un'azienda farmaceutica che si sente mancare la terra sotto i piedi, per cui allerta chi di dovere, fa le telefonate che deve fare, preme sugli organi di informazione che vivono dei soldi che la sua azienda spende in pubblicità sui media e fa in modo di screditare chi è la causa di questo terremoto. Tutti i mezzi sono buoni, ricordatelo. E' una guerra e non ci sono regole, tutto è lecito.
Tempo fa mi colpì molto venire a conoscenza del fatto che gli sponsor di una onlus che opera a sostegno delle persone affette da malattie infiammatorie croniche intestinali (A.M.I.C.I.) sono tutte case farmaceutiche! E quale sarebbe il motivo per il quale delle case farmaceutiche dovrebbero fare beneficenza in favore di una onlus? Lascio a voi la risposta.

Il quadro appena disegnato manca solo di un elemento, al quale tengo in modo particolare e che dichiaro a scanso di equivoci: i farmaci possono salvare la vita, rappresentano senza dubbio un progresso dell'umanità e sempre sia lodato chi li ha inventati. L'industria, tra l'altro quotata in borsa nel caso di certe multinazionali, il marketing e i profitti non hanno nulla a che fare con tutto questo. Il cancro sta li! E' come l'industria agroalimentare, anch'essa spesso quotata in borsa. Non è che si può dire che il cibo faccia male, figuriamoci, ma l'industria del settore fa di tutto per renderlo veleno, lo lavora in modo da snaturarlo e spinge solo per i prodotti più remunerativi, di facile stoccaggio e a lunga conservazione. Voi mangiate quello che fa comodo a loro, che gli può dare i maggiori guadagni e poi vi ammalate e cadete nelle mani di chi vi vuole curare senza sistemare la vostra alimentazione totalmente sballata, ma solo con altri prodotti, che portano altri impressionanti guadagni. E il cerchio è chiuso!

 P.S.: come sono andate le 4 settimane di PaleoZona?
All'inizio pesavo 75,4 kg, alla fine 74. Apparentemente avrei perso solo 1,4 kg, ma misuriamo meglio. Il dato più significativo è il girovita. Infatti è passato da 88,5 a 86 cm. Facendo i calcoli con le tabelle risulta che sono passato da una percentuale di massa grassa del 17,5% a una del 15,95%. Ora tiriamo le somme e scopriamo che ho acquistato 1,1 kg di muscoli e, quindi, alla fine della fiera ho perso in tutto 2,5 kg di grasso. Sono sincero, mi aspettavo di più, circa 4 kg, ma sono comunque soddisfatto, soprattutto di una cosa: le mie energie sono notevolmente aumentate e sono riuscito ad andare 3 volte a settimana in palestra, per quasi 1 ora e mezza al giorno, facendo un lavoro specifico sull'aumento della massa magra. Per me prima era impensabile farcela, per non parlare di 2 anni e mezzo fa, quando anche fare una semplice rampa di scale era per me uno sforzo e non perché fossi un obeso o un pigrone incallito, ma perché stavo sempre male e la stanchezza cronica ormai faceva parte di me, anche considerando che mi è stata riconosciuta un'invalidità civile del 60%!
Ora ho un problema, non riesco a uscire dalla Paleo, sto troppo bene e non mi va di tornare indietro. L'ostacolo maggiore è quello sociale: le cene, le feste, gli amici, ma l'80% di chi frequento ormai segue la mia stessa alimentazione, anche se non così ristretta, per cui possono capirmi benissimo e sono solidali. Quindi vado avanti, anche se mi concederò uno strappetto a settimana. Il mio obiettivo è quello di arrivare al 10% di massa grassa. Ho quasi 39 anni, avevo smesso di fare sport a 20 e non ho mai visto gli addominali sul mio corpo. Vi assicuro che non lo faccio per fanatismo, semplicemente vedere il mio fisico sempre più in piena salute equivale a mettere sempre più distanza con il passato, fatto di ospedali, medicine e colonscopie!
Forse sono troppo ambizioso, ma per giugno conto di vedere un risultato soddisfacente. Chi vivrà, vedrà.....

martedì 27 marzo 2012

I cavalli di Troia


Spesso le chiavi di lettura servono a farci capire un concetto in modo da non doverci più tornare sopra e poter così affrontare finalmente un problema in modo risoluto e vincente. Per questo ho scelto di usare la leggenda del Cavallo di Troia.
Per dieci lunghi anni la città di Troia venne assediata dai Greci, ma senza che questi riuscissero a conquistarla. Così Ulisse ideò un piano geniale: costruire un cavallo di legno gigante come tributo di pace e segno di rinuncia alla conquista, abbandonandolo sulla spiaggia e salpando con le navi verso casa, mostrando così la resa. A questo regalo credettero tutti i troiani, tranne Laocoonte e la profetessa Cassandra, i quali cercarono di dissuadere i loro concittadini dal portare dentro le mura lo splendido cavallo. Solo che Laocoonte venne punito dagli Dei insieme ai suoi figli e ucciso da due serpenti giganti, segno che convinse i troiani a far entrare il dono di pace, mentre Cassandra non venne proprio ascoltata, dato che aveva avuto il dono della preveggenza dal Dio Apollo, il quale la voleva al suo cospetto. Al rifiuto di lei, Apollo le sputò sulle labbra, condannandola a non essere ascoltata nelle sue profezie. Che cosa è capace di fare un uomo respinto, altro che stalking!
Quando la notte calò sulla città, Ulisse e i suoi uomini uscirono furtivamente dal cavallo, aprirono le porte e vennero raggiunti dagli altri compagni, che con le navi si erano solo nascosti a poche miglia dalla costa. Troia venne rasa al suolo, data alle fiamme e i suoi abitanti vennero sterminati.

Ma veniamo a noi e ai numerosi Cavalli di Troia che nella vita si affacciano alle nostre porte. Contrariamente ai troiani, noi abbiamo un vantaggio, siamo stati costretti in questi anni a essere meno ingenui. Ma allo stesso tempo i nostri nemici hanno ideato armi sempre più sofisticate e credibili. Questo ci costringe a stare sempre sul "chi va là". Personalmente riservo una sfera molto ristretta di situazioni o di persone delle quali so che mi posso fidare, ma ci sono voluti anni e numerose prove per arrivare a questo risultato. Ciò non toglie che periodicamente verifico che nulla sia cambiato e che ci sia ancora da fidarsi. Il dubbio è, quindi, un mio compagno fedele, senza il quale si rischia di rimanere fregati. Tanto per essere chiari, vi faccio un esempio lampante: quando mi sono trovato dalla vostra parte, consultando altri blogger o articoli su internet, anche trovando la persona più squisita di questo mondo e affidabile, ho sempre fatto in modo di metterla alla prova e di fare una serie di controlli incrociati su ciò che leggevo. Per cui, da parte mia, non mi offenderò mai se dubiterete di ciò che scrivo, anzi sarà per me sempre fonte di riflessione e di confronto.
Detto questo, vediamo quanti e quali sono i Cavalli di Troia intorno a noi, intendendo con questi tutte le situazioni o le persone che si presentano ai nostri occhi come portatori di positività, di vantaggi, mentre invece nascondo dentro di loro una spietata distruzione con la quale rischiamo di venire feriti, se non addirittura uccisi. Poco importa che il Cavallo di Troia in questione sia consapevole o meno del danno che procurerà, quello che deve importare a noi è saperlo riconoscere per evitarne le nefaste conseguenze.
Dalla mia storia personale, non posso fare altro che mettere nell'elenco la maggior parte dei medici. Per esempio, tutti i gastroenterologi ai quali mi sono rivolto hanno sempre negato una relazione tra il cibo e la rettocolite ulcerosa, nonostante poi abbia scoperto il contrario sulla mia pelle e, cosa ancora più grave, nonostante esistano studi scientifici che affermano l'esatto opposto! Eppure tu entri in ospedale, magari dal pronto soccorso, come è successo a me in due occasioni, e sei la persona più fragile e condizionabile di questo mondo. Ti trovi di fronte dei medici e anche il primario, che apparentemente si prendono cura di te, ti fanno stare meglio, poi scopri che ti stavano semplicemente drogando, rendendoti dipendente da vari farmaci e che, nonostante questo, la tua salute va peggiorando. Rotto l'imene della classe medica, per cui la tua verginità in fatto di fiducia nel prossimo è stata ormai persa per sempre, arriva a valanga il resto della truppa. E scopri che gli stessi alimenti sanno essere un perfetto Cavallo di Troia. Prendi i cereali, ad esempio, che fin dalla nostra nascita hanno riempito le noste giornate, dalla mattina alla sera, riempendoci di gioia e tirandoci su il morale in certi momenti. Biscotti, torte, piatti di pasta, pane, pizza, risotti, polentate, ecc. ecc. Ricordate la reclame di una nota marca di biscotti di qualche anno fa? Ecco il testo della canzoncina:

"Hai mai visto il grano?
E' come un mare biondo che si muove
e fino nel profondo ti commuove
e giorno dopo giorno
non ci sarà mai giorno senza grano,
finché il mondo amore avrà"

Commovente, vero? Come fai a non amare il grano dopo una pubblicità così? Con quelle immagini di una bambina che corre tra i campi, il sole, la felicità..... E' proprio così che ci fregano! Ma il grano, come il mais e come tutti i cereali, non è nato per noi, ma per gli uccelli. Non è il nostro cibo, è entrato nella nostra dieta da un battito di ciglia, solo 10.000 anni. Ma la nostra specie vive su questa terra da milioni di anni e il nostro DNA non ha avuto il tempo di adattarsi a questo alimento. Per questo oggi sorrido quando le persone mi dicono che hanno speso soldi in test di intolleranza o che devono fare gastroscopie con biopsia per sapere se sono celiaci, ecc. E' come lavorare in una miniera di carbone e poi andare a fare le analisi per capire "Come mai questa tosse?". Uscite dalla miniera e tornate a respirare all'aria aperta! Togliete i cereali dalla quotidianità, ci sono frutta e verdura in abbondanza per tutti!
Insomma, di Cavalli di Troia ne è pieno il mondo e a tutti i livelli, a volte una persona che credevamo amica, altre addirittura un genitore. Ma cosa possiamo fare per difenderci? La salvezza risiede in una sola parola: conoscenza! E' nostro dovere conoscere come siamo fatti e qual'è il cibo che fa per noi, sia come specie che come individui, così da evitare quelli dannosi. E' nostro dovere sapere che persone siamo e quali sono le nostre esigenze, perché troppo spesso chi si vuole approfittare ci conosce meglio di noi stessi e sa quali sono i nostri punti deboli e come trarne vantaggio. La nostra fiducia deve avere un valore assoluto, guadagnarsela deve costare caro, per questo invito tutti su quella spiaggia dove i greci hanno lasciato il loro Cavallo di Troia per farne un bel falò, così ci cuciniamo un po' di pesce e selvaggina, da accompagnare a un bel piatto di verdure e un po' di frutta. Poi balliamo tutta la notte al suono delle percussioni, mentre il nemico finisce di bruciare nella sua stessa trappola!

P.S.: chi ha voglia, racconti il suo Cavallo di Troia, qui nei commenti, su facebook o in privato, sono curioso di conoscerlo :-)

lunedì 5 marzo 2012

Attenti al lupo!


Spesso mi capita di parlare con gli altri, soprattutto da quando ho aperto questo blog, di alimentazione e di abitudini a tavola. Gira che ti rigira esce sempre fuori un malanno da parte dell'interlocutore: macchie sulla pelle, disturbi gastro-intestinali, problemi riproduttivi, ma anche semplice stanchezza. Così arriva la fatidica domanda: "Ma tu cosa mangi?" Io rispondo sempre: "Principalmente carni magre, pesce, uova, tanta verdura, frutta e frutta secca, più olio extra vergine d'oliva". A questa mia breve descrizione segue una manciata di secondi di silenzio e subito dopo: "Ma sei in punizione?!"
Ecco, con questo post mi piacerebbe chiarire un concetto molto importante a riguardo ed è un pensiero costante nella mia mente, di ogni giorno, grazie al quale non arretro di un millimetro nella mia scelta, tolto il fatto che non tornerei indietro comunque, visto che a ogni pasto e spuntino sono sempre appagato dalla qualità e dalla quantità di ciò che mangio: in che cosa consisterebbe essere in punizione? Mangiare saltuariamente pasta e fagioli, così come una pizza, le lasagne, i dolci, i bucatini all'amatriciana, ecc. invece che nella quotidianità, a fronte di una piena salute oppure non limitarsi con questi alimenti, dando sempre soddisfazione all'impulso della gola, ma vivendo una vita "ristretta"?
Io vi ascolto, e sempre molto volentieri, per cui lo so com'è dura la vita quando ci si alza la mattina e già ci si sente a pezzi (d'altronde, ci sono passato anch'io) oppure si arriva alla sera distrutti, come se uno avesse fatto una maratona. Per non parlare degli incontri ravvicinati del terzo tipo in bagno, della mancanza di lucidità mentale, degli stati depressivi, la pelle che fa schifo, ecc. ecc. ecc.
Detto questo, voglio rammentare che anche io mangio certe leccornie, solo che ho imparato a limitarle senza sentirne il sacrificio. Anch'io ho dei periodi nei quali mi capita di frequentare di più i dolci, ma poi so quando dire basta e dedicarmi un periodo di pulizia. Questo per dirvi che io non sono Superman, non ho una volontà di ferro e, nella mia vita, non sono mai stato un costante. Il segreto sta nel fatto che la mia alimentazione quotidiana è comunque gustosa, ricca, varia e molto sfiziosa, per cui non mi manca nulla e sono sempre soddisfatto. A dirla tutta adesso soffro quando vado a mangiare fuori, perché difficilmente trovo quello che più mi piace. Una volta ero felice con pizza, birra e tiramisù (felice si fa per dire, visto che poi non dormivo la notte :-), ora sono più esigente, dato che so cosa c'è in quello che mangio e come mi fa stare dopo.
Chi imparerà a mangiare bene, potrà solo giovarne da tutti i punti di vista, e no, non si sentirà mai in punizione. Tutt'altro! Paradossalmente comincerà a guardare gli altri con un sentimento nuovo, tipico di chi, da lontano, vede uno che sta attraversando il bosco distrattamente, senza accorgersi dell'arrivo di un lupo affamato. Vorrebbe tirarlo via da li, avvisarlo, ma il tipo procede incurante con le cuffie al massimo del volume, la testa bassa e nessuna intenzione di ascoltare gli altri.
Il lupo è morto, viva il lupo!

P.S.: grazie Lucio!