venerdì 31 agosto 2012

La favoletta del colesterolo #1




C'erano una volta il colesterolo buono e quello cattivo, per cui tutti i medici del mondo erano preoccupati per i loro pazienti e facevano in modo che mangiassero pochi grassi, poche uova e meno proteine animali possibili, insomma la regola era (ed è!) quella di diminuire tutti gli alimenti contenenti colesterolo. "Ooooohhh", esclamò San Tommaso, "e chi l'ha detto?". Così gli venne spiegato che un giorno, un mago, tirò fuori dal cilindro un coniglio e con quello dimostrò a tutti che il colesterolo fa male. "Un coniglio?", si sorprese San Tommaso, "e che cosa c'entra il metabolismo di un coniglio con quello di un essere umano?". Cavolo, non ci avevano pensato a questo, ma nessuno si scoraggiò e con pazienza spiegarono a San Tommaso che siamo tutte creature di Dio (cosa che lui dovrebbe sapere bene!), per cui se il colesterolo fa male al coniglio, evidentemente farà male anche a noi! Ma Tommaso non mollava e decise di documentarsi: "Ma se a un coniglio viene data una dieta con massicce dosi di colesterolo, mentre lui mangia di solito carote e simili, come potete pensare che il modello animale, da voi preso a esempio per l'uomo, sia affidabile e possa riprodurre fedelmente ciò che accadrebbe a un essere umano, che è invece abituato da milioni di anni a nutrirsi di alimenti anche ricchi di colesterolo?". Ammazza quanto rompe 'sto santo, ma perché non si va a fare un giro?! Ma ormai il seme del dubbio era stato piantato e adesso come la mettiamo con la favoletta del colesterolo?

Nel 1913 Nikolay Anichkov pubblicò uno studio nel quale aveva usato dei conigli come modelli di riferimento per studiare gli effetti del colesterolo, con particolare riferimento ai danni causati da aterosclerosi. Da quello studio nasce la moderna teoria del colesterolo. Conigli..... c'è qualcosa che non mi torna e a voi?

Prima di tutto chiarisco una differenza fondamentale e poco nota a molti: arteriosclerosi e aterosclerosi sono due cose molto diverse tra loro. Nel primo caso stiamo parlando di un fenomeno di indurimento delle arterie, nel secondo di un processo infiammatorio a carico delle arterie, per cui si formano degli ispessimenti al loro interno che causano degli ateromi (placche).

Detto questo, la prima cosa da capire è: che cos'è il colesterolo e qual'è la sua funzione? Siccome sono un pigro, ma soprattutto odio i paroloni e mi voglio far capire da voi nel modo più diretto e semplice possibile, lascio agli appassionati e a chi ha tempo da dedicare all'approfondimento questo link, dove potranno documentarsi in modo esaustivo su vita, morte e miracoli dell'amico "Col".

Il colesterolo è una sostanza "cerosa" in parte prodotta dal nostro fegato e senza la quale non potremmo vivere e, come potete vedere dalla figura qui sotto, non se ne va (e non potrebbe farlo neanche se lo volesse) in giro da solo, ma solo trasportato dalle lipoproteine.


Quella che io ritengo essere l'informazione più importante, che smaschera più di ogni altra la favoletta sul colesterolo che c'è stata finora inculcata nella testa, è che ben il 75% del colesterolo presente nel nostro corpo lo produciamo noi (endogeno)! Il 20% di questo viene sintetizzato dal fegato, il restante 80% da altre cellule del nostro corpo. Quello che assumiamo col cibo è solo il 25% del colesterolo totale (esogeno). E voi che vi preoccupavate delle proteine animali come fonte di colesterolo, quando i veri "fabbricanti" siete voi...... sempre a prendervela con gli altri!
Il concetto più scioccante espresso dal buon Peter Attia nel link che vi ho postato sopra è: "Uno dei più grandi equivoci là fuori (forse secondo solo all'idea che mangiare grassi faccia ingrassare) è che il colesterolo è 'cattivo'.  Questo non potrebbe essere più lontano dalla verità. Il colesterolo è molto buono!" Tutto il colesterolo è assolutamente vitale per la nostra esistenza, dato che è uno dei principali elementi per realizzare membrane cellulari.
E qui crolla il primo pilastro della favoletta: la distinzione tra colesterolo buono e cattivo è assolutamente errata! L'unico risvolto "cattivo" del colesterolo è quando questo si accumula all'interno di un'arteria (coronaria e/o carotide), provocando una cascata infiammatoria che porta all'ostruzione, ma nel momento in cui andiamo a misurare il livello di colesterolo nel sangue, nessuno è in grado di stabilire dove andrà a finire e se diventerà pericoloso o svolgerà semplicemente delle funzioni vitali. Sappiate inoltre che la maggior parte del colesterolo che mangiamo non è assorbito dal nostro corpo, ma viene espulso attraverso l'intestino. Perché? Perché, per essere assorbito, dovrebbe prima subire un processo chimico (de-esterificazione), il quale ha un "costo" energetico ben preciso e, in questo caso, inutile, visto che di colesterolo ne produciamo già noi a sufficienza, per cui lasciamo andare quello che non ci serve, risparmiando su inutili reazioni chimiche. Il nostro corpo è una macchina perfetta, non lo dimenticate, soprattutto sa come ottimizzare ogni cosa, siamo noi a incasinargli la vita con i nostri stili di vita assurdi.
Ma ecco la conseguenza logica di quanto finora detto: mangiare colesterolo ha un impatto minimo sui livelli di colesterolo nel nostro corpo. E siccome in questo blog non ci facciamo mancare nulla e molti medici mi leggono (ma purtroppo solo in pochi si mostrano), ecco solo per voi un bel riassuntino sulle evidenze scientifiche che mettono in relazione il colesterolo nella dieta con le patologie cardiovascolari. Male credere a me, peggio credere al coniglio!
Ok, direi che per oggi basta. Non voglio riempirvi di notizie, preferisco che leggiate due volte di seguito questo post, piuttosto che darvi altri input, vi ho sconvolti abbastanza. Naturalmente non finisce qui, vi parlerò ancora del colesterolo, soprattutto perché vi devo spiegare come mai si accumula nelle arterie, portando a infarti, ictus, sclerosi multipla. Poi, già lo so, a molti di voi (soprattutto le signorine) non sarà sfuggita una frase sopra riportata dove accenno al fatto che i grassi non fanno ingrassare.  Non ci credete? Chiedete allora a Georgia Rose, ginnasta 17enne australiana che ha partecipato a Londra 2012 nonostante un grave danno alla colonna vertebrale e che, nonostante mangi molti più grassi delle sue compagne, è l'atleta del gruppo con la minor percentuale di grasso corporeo (ringrazio Andrea Luchi per avermi fatto conoscere questa incredibile storia). AAAAAHHH!!!!! Abominio! Anni passati a contare i cucchiaini di olio per dimagrire, spazzati via da un blogger incosciente! Be', non è una buona notizia? Vi anticipo solo un concetto, quasi metafisico: gli alimenti portano con loro un messaggio e interagiscono chimicamente con il nostro corpo..... e non sono i grassi a dire alle nostre cellule di accumulare grasso.
STAY TUNED!

>>>>> Qui la seconda parte <<<<<



lunedì 27 agosto 2012

Insieme nella tempesta


Permettetemi questa digressione, da un lato ho voglia di alleggerire l'atmosfera, dall'altro sento che questo è il momento migliore per dedicare, a chi mi sta fisicamente accanto da quasi 6 anni, a chi vive e condivide con me ogni giorno felicità, soddisfazioni, difficoltà, delusioni, un pensiero. Questo è per te, amore mio, a te che leggi tutto ciò che scrivo e che con pazienza mi consigli, sapendo che non posso pubblicare nulla se prima non mi sono confrontato con te, a te che, in questi giorni un po' bui, mi stai supportando in ogni modo e senza farmi pesare niente. Sei il mio tesoro Luisa, ti amo!


Ieri in mare
navigavo curioso
in cerca di un approdo felice
All'improvviso la luce d'un faro
mi sorprende coi piedi al timone
mentre sognavo una tempesta di passione
Mi guidi al tuo porto
mi lanci una corda
e io ti strappo alla terra
per portarti con me
Il faro ci guida all'aperto
rinunciando al suo monotono giro
solo per noi

Ora siamo capitani e mozzi della nostra nave
esploriamo i mari e gli oceani
nei nostri occhi
A ogni tempesta
segue una festa
a ogni dolore.....

Mio amore
sono qui ferito sottocoperta
non accettammo la terra ferma
per vivere il mare
e il tuo sorriso mi scalda
anche in quest'ultima tempesta
Passerà passerà
per ora mi godo l'ebrezza di affrontare un mare inquieto
e rabbioso
domandolo nel sonno
coi nostri piedi al timone
e la tua mano che stringe il mio cuore

Lerù


domenica 26 agosto 2012

DON'T PANIC


Leggi in fondo al post l'aggiornamento del 29 agosto 2012.

Lo so, aspettavate un articolo sul convegno a Boston, ma per ora dovete avere pazienza, c'è stato un cambio di programma a causa di forza maggiore ed è molto più importante che ora vi parli di questo.
La rettocolite ulcerosa, come tante altre patologie, può essere scatenata da una serie di concomitanze, per questo è definita multifattoriale. Data una certa predisposizione, se nella vita si verifica un particolare evento, questa malattia può esplicitarsi e, a seconda dei casi, avere un determinato decorso. Tutto sta a fare in modo che il terreno non sia fertile per far attecchire questa gramigna e per questo motivo, come tutte le piante infestanti, il nostro terreno richiede cura e attenzione a 360°. Per fare un esempio classico, il nostro stato di salute è come un tavolo a 3 gambe, con 2 sole non può stare in piedi. Ma quali sono questi 3 pilastri del nostro benessere? In primis, come già sapete, la nutrizione, poi abbiamo il controllo dello stress e, infine, l'attività fisica.
Barry Sears, e non è il solo, spiega molto bene che le altre due gambe che sorreggono il tavolo, oltre alla nutrizione, sono si percentualmente meno impattanti, ma pur sempre indispensabili. Ecco, in quest'ultimo mese ho capito fino in fondo, e come al solito sulla mia pelle, cosa succede se una delle due gambe viene meno.
Sono all'inizio di una ricaduta e, giusto 2 giorni fa, ho deciso in accordo con il mio medico di iniziare a prendere il cortisone e a fare dei clismi, anch'essi con cortisone, per correre ai ripari.
Questo blog è nato sulla mia esperienza ed è cresciuto grazie al patto di sincerità e collaborazione che ho implicitamente stipulato con voi. Non ho alcuna vergogna, alcuna delusione, non sto vivendo nessun dramma per gli ultimi eventi. Posso solo dire che era meglio se non succedeva, ovvio, e che mi rende un po' triste questo ulteriore ostacolo alla mia quotidianità.
Ma ora vi spiego come sono tornato ad avere problemi con la rettocolite ulcerosa, nonostante un'ottima alimentazione, così che ne facciate tesoro, come state facendo per il resto. I miei errori possono così essere utili ed evitare a voi di farne di simili. La situazione è questa: vivo in una casa, come capita alla maggior parte di noi, che ha uno scarsissimo isolamento con l'esterno e in più sono all'ultimo piano, sotto il tetto. Nonostante viva in una zona dove c'è molto verde e la sera è ventilato, la qualità e quantità del mio sonno, da inizio estate a oggi, sono state scarse. Per scarse intendo 4, 5, 6, a volte miracolosamente 7 ore di sonno, non sempre pieno e soddisfacente. Poi, i primi di luglio c'è stato un incendio nel prato di fronte e ancora adesso l'odore di bruciato, misto all'umidità serale, si fa sentire con fastidio. Non ho l'aria condizionata (ultimo anno che faccio questo errore!) e dormire con le finestre aperte è d'obbligo, ergo alle 5,30 comincia a entrare la luce in camera da letto, che è orientata proprio a levante. Così, da metà luglio ho cominciato ad avere qualche fastidio, niente di che, feci poco formate, ma nulla più. Per settimane sono andato avanti così e ho fatto l'errore di sopravvalutare l'alimentazione, nel senso di pensare di poter compensare tutto mangiando sempre meglio, trascurando così una gamba del tavolo, quella del controllo dello stress, appunto. Pensavo tra me e me: "Poi recupero, stanotte andrà meglio, sono in forma e me lo posso permettere, ecc.". Poi sono andato a Boston e il jet lag, 18 ore di andata e altrettante di ritorno, l'emozione per il convegno, la vita frenetica di quei giorni, il tutto concentrato in soli 5 giorni, mi ha dato la botta finale. Destino beffardo ha voluto che per la prima volta dopo quasi 3 anni, proprio al convegno sull'alimentazione più importante dell'anno, nel bagno del mio albergo, rivedessi delle tracce di sangue. Il mio medico era con me, sa come mangio e mi ha potuto vedere anche in quei giorni, per cui non c'era altra spiegazione: stress. Cazzo Leo, che stupido che sei stato! E' quasi un anno che parli a tutti di nutrizione, di alimenti, di integratori, bla bla bla e ti sei fatto sfuggire gli altri insegnamenti, hai trascurato una delle 3 gambe del tavolo. Shit (and blood)! Per cui ho realizzato che il messaggio da registrare dall'esperienza del convegno, in questo momento della mia vita, era duplice:

  1. ho potuto riscontrare con i miei occhi e le mie orecchie che tutto ciò di cui finora vi ho parlato, e di altri concetti di cui vi parlerò più avanti, è reale, concreto ed è sostenuto da una fitta rete di studiosi che fanno parte delle maggiori realtà scientifiche mondiali;
  2. l'alimentazione non è tutto. Riprendendo l'esempio del tavolo con 3 gambe, potremmo dire che la nutrizione ricopre un'importanza del 70%, il controllo dello stress un 20% e l'attività fisica un 10%. Ma tutte e 3 sono indispensabili per tenere in piedi il tavolo, con tutto ciò che c'è sopra!

Rientrato a Roma, sapete come vanno queste cose una volta che la bestia si è risvegliata, la situazione è peggiorata. Inizialmente il sangue è, almeno apparentemente, sparito. Aumentato il dolore al colon, aumentate le scariche di diarrea e l'inappetenza. Tanto che per alcuni giorni mi sono illuso di avere un virus intestinale, dato che in passato non avevo mai avuto un decorso di questo tipo, e ho pensato che il sangue fosse stato un episodio infiammatorio, magari provocato da ragadi o emorroidi. Ma ieri ho visto le mie analisi e la PCR a 18 (dove il massimo è 0,800), insieme al referto che conferma la presenza di sangue occulto nelle feci. E' stato un colpo. BUM! Ormai la cazzata l'ho fatta, ho cronicamente stressato il mio corpo per troppo tempo e questo è il risultato. Ma il bello è che lo sapevo pure. Tra l'altro, tanto per conferma, mi sono andato a rivedere il mio storico dal 2004, anno del primo ricovero, fatto i primi di settembre (estate). Stessa cosa per la mia seconda volta in ospedale, luglio 2005, e per altre ricadute negli anni successivi. A me il caldo eccessivo non fa bene, perché mi fa dormire poco e male. Senza contare il resto del giorno. Tra l'altro, a proposito delle ultime analisi, un virus l'ho trovato, ma ve ne parlo in fondo al post.

Intanto, approfitto di questa occasione per rispondere a un amico, Marco, conosciuto da poco e con il quale si disquisiva sulla metafora del tavolo a 3 gambe. Lui mi faceva notare una cosa interessante, cioè che se noi rafforziamo tantissimo una gamba (l'alimentazione) così tanto da rendere le altre due, o almeno una delle altre due, non strutturalmente determinanti, allora possiamo andare avanti senza problemi. Seguendo questo ragionamento, idealmente potremmo formare anche un tavolo con una sola gamba centrale, larga e forte, lasciando alla nutrizione tutto il peso del nostro benessere. Be', ho capito una cosa, Marco, e ci tengo a condividerla con te e con tutti gli altri, dato che spesso non ce ne rendiamo conto, ma la nostra mente ci inganna: quando si costruisce un esempio per spiegare uno stile di vita, poi non si può lavorare sull'immagine che abbiamo creato al solo scopo esemplificativo, per poter trasformare lo stile di vita a nostro piacimento. Questo si chiama sofisma o, nel tuo caso, direi più un paralogismo, visto che non ho alcun dubbio sulla tua sincerità e buona fede, nonché sulla tua integrità morale e la tua totale mancanza di volontà di voler ingannare il prossimo. Spero che chi può, gli faccia arrivare questo messaggio, dato che non ho i suoi contatti. Per tutti gli altri che stanno leggendo, cerco di spiegarmi in modo più chiaro, evitando di confondere le idee con parole di uso poco comune: spesso costruiamo delle metafore, delle immagini, per spiegare un concetto o per rappresentare una realtà. Il modello che abbiamo costruito serve a rendere l'idea e basta, non si può agire su di esso per cambiare la realtà. E' come disegnare il mondo a forma di mela morsicata, per far capire che stiamo esaurendo le nostre materie prime, e poi pensare che ridando la forma di mela intera al mondo nel disegno, il problema del consumo delle riserve naturali sia così risolto. Il tavolo in questione deve avere 3 gambe, altrimenti non funziona, punto.


Arrivati qui, riassumo: il termine "Zona", usato da Barry Sears per descrivere la sua geniale intuizione nutrizionale, ha un significato ben preciso, come molti di voi già sanno. Nasce in farmacologia e indica il corretto dosaggio di un principio attivo contenuto in una medicina grazie al quale si riesce a far raggiungere al paziente una "zona terapeutica", dove si possano avere i maggiori benefici e i minori effetti collaterali possibili. Questo principio è stato trasferito nel cibo da Barry Sears, prendendo spunto anche dal padre della medicina moderna, Ippocrate. Così, lo scopo principale è quello di mantenere l'insulina in una certa Zona, affinché tutto il complesso ormonale lavori in equilibrio e generi uno stato di salute profondo e duraturo al nostro corpo e alla nostra mente..... a meno che non perdiate per settimane ore di sonno, allora sono guai! Già, perché come spiega molto chiaramente questo studio pubblicato nel 2010 dal The Journal of Clinical Endicronogy and Metabolism, basta una sola notte in cui si dormono 4, invece di 8 ore, e la resistenza insulinica, quella che cerchiamo di combattere mangiando bene e che Barry Sears fa di tutto per riuscire ad abbassare con la Zona, aumenta fino al 25%! Tantissimo!!! E ora mi spiego anche perché non riuscivo a tirare giù un paio di chiletti scarsi. Le ore di sonno vere e utili sono solo quelle notturne, vivere o lavorare di notte per dormire di giorno è, purtroppo, la cosa peggiore da fare. Per cui, anche se sto curando da quasi 3 anni la mia alimentazione seguendo i migliori metodi oggi conosciuti,  anche se ho dedicato una parte sufficiente del mio tempo all'attività fisica e pure se sto vivendo un periodo soddisfacente della mia vita, tutto questo non ha potuto evitare un, per ora, blando ritorno della malattia, visto che una serie di eventi mi hanno portato a trascurare per troppe settimane consecutive una delle 3 gambe del tavolo: il controllo dello stress. Dormire poco e male può avere effetti dannosi su chiunque, ma su un soggetto predisposto a determinate patologie è un rischio che può facilmente condurre a una ricaduta.

Concludo: anche se state seguendo la PaleoZona alla lettera, se subite uno shock improvviso, acuto (un incidente, la morte di un caro, la perdita del posto di lavoro, ecc.) o vivete uno stress cronico per troppo tempo (molte ore nel traffico, eccessivo tempo al lavoro, tensione in un rapporto famigliare, ecc.), il vostro stato di salute molto probabilmente ne risentirà (anche se una corretta alimentazione sarà sempre in grado di attutire il colpo), per cui, se siete predisposti a determinate patologie, state tranquilli che queste vi verranno a bussare alla porta. A quel punto potrebbe non bastare rimettere a posto alcuni tasselli, ma magari dovrete chiedere aiuto alla farmacologia, visto che la situazione è diventata d'emergenza. I farmaci sono molto utili in certi casi, questo lo ribadisco, anche perché non l'ho mai negato, ma sono assurdi se usati nella quotidianità per risolvere patologie croniche. Il loro scopo è quello di tamponare gli effetti, ma voi, ora che ne sapete di più, dovete lavorare sulle cause, prevenendo. E le cause principali possono essere: cattiva alimentazione, errato controllo dello stress, mancanza di attività fisica.
Che mi serva da lezione!

N.B.: esistono anche altri fattori che possono scatenare la malattia in soggetti predisposti. Sono noti casi di persone che, in seguito a una terapia farmacologica, hanno visto i primi sintomi. Anche l'assunzione di certi medicinali come l'aspirina è vietata nei pazienti che soffrono di RCU. Non ultimo, c'è una certa casistica, riconosciuta dalla letteratura scientifica, che ha appurato che alcuni casi hanno un legame con la presenza di batteri e/o virus all'interno del soggetto interessato, tra questi c'è il cytomegalovirus, del quale la dott.ssa Criscuoli parla in una sua tesi molto interessante nella quale riassume una serie di studi fatti (compreso il "suo"), e dice: "Quello che si sa è che il virus, nel momento in cui interagisce con l’ospite scatena un’attivazione di citochine ad azione pro-infiammatoria che probabilmente mantengono o talvolta innescano un’infiammazione persistente". Ecco, appunto. Io questo bastardo di virus ce l'ho, per cui, a dirla tutta, posso ipotizzare di avergli creato un terreno fertile aumentando il mio stato infiammatorio, abbassando anche le difese immunitarie, a causa di uno stress indotto da mancanza di sonno ristoratore cronico. E, con questa, il quadro è completo.

P.S.: non mi sono mai sentito così vicino a questo cavallo, descritto in modo così poetico da Jaques Prevért.

Place du Carrousel
al tramonto di un bel giorno d'estate
il sangue di un cavallo
ferito e senza redini
scorreva
sul lastrico
E il cavallo era là
ritto
immobile
su tre piedi
E l'altro piede ferito
ferito e lacerato
ciondolava
Proprio a fianco
ritto
immobile
vi era anche il cocchiere
e la carrozza anch'essa immobile
inutile come un orologio rotto
E il cavallo taceva
il cavallo non si lagnava
il cavallo non nitriva
egli era là
aspettava
ed era così bello così triste così semplice
e così ragionevole
che non era possibile trattenere le lagrime.

Aggiornamento del 29 agosto 2012
Ringrazio Matteo per la segnalazione: secondo uno studio osservazionale svizzero l'alta quota (viaggi aerei o gite oltre i 2.000 metri) ha avuto un'incidenza su 21 pazienti su 52 (40%) per quanto riguarda una loro riacutizzazione, questo significa che intervistando 52 pazienti che non erano proprio in forma già da prima e che avevano da poco avuto una ricaduta, il 40% di loro aveva fatto un viaggio in aereo oppure avevano soggiornato a più di 2.000 metri. "Considerato che già in precedenza altri ricercatori avevano identificato una depressione del sistema immunitario e una maggiore vulnerabilità delle mucose intestinali in topi che avevano respirato aria più povera di ossigeno e un aumento degli indici di infiammazione circolanti nel sangue in soggetti sani volontari che avevano soggiornato a più di 3400 metri, il dato è stato ritenuto interessante e concordante." Sia chiaro, è uno studio osservazionale retrospettivo, da prendere con le molle, ma conferma la multifattorialità della malattia e il fatto, aggiungo io, che noi che soffriamo di malattie croniche e/o autoimmuni dobbiamo coccolarci e prenderci cura più degli altri della nostra salute. Non la vivete come una condanna, ma come l'occasione per vivere una vita alla ricerca del benessere e del meglio per noi stessi, imparando anche a pretendere più rispetto da chi ci circonda, conseguenza del rispetto che impariamo, per forza, ad avere per noi stessi. Non tutto il male viene per nuocere, se preso dal verso giusto.
Ultima nota sul cytomegalovirus: le analisi definitive dicono che sono venuto a contatto con questo virus, ma che non è in fase attiva, per cui la mancanza cronica di sonno per settimane, fautrice di uno stato di stress e di depressione del sistema immunitario, ha facilitato una ricaduta, molto probabilmente innescata da un abbassamento dei livelli di ossigeno nell'aria respirata ad alta quota, con conseguente "esplosione" degli indici di infiammazione nel sangue (PCR 10.8, quando il massimo dovrebbe essere 0.800!).
Suggerimento finale: dedicate questa bellissima canzone di Battiato a voi stessi!!!
".....e guarirai da tutte le malattie, perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te."



lunedì 6 agosto 2012

Facciamo ordine



AGGIORNATO A OTTOBRE 2014

Sono in partenza. Non sarà proprio una vacanza, ma un viaggio di studio. Sto andando a Boston per seguire l'Ancestral Health Symposium 2012. Li conoscerò e seguirò i più importanti studiosi che attualmente si stanno occupando di alimentazione. Con mio sommo dispiacere non ci saranno ne Barry Sears ne Loren Cordain. Il primo ho già avuto il piacere di conoscerlo, mentre il secondo dovrei incontrarlo in autunno a Roma. Tornerò con una vagonata di informazioni e dedicherò un po' di tempo allo studio, per cui, prima di congedarmi da voi per qualche settimana (ma sarò sempre disponibile via email), vorrei fare un po' d'ordine nel mio blog.
Mi sono reso conto che chi mi segue più o meno dall'inizio non ha problemi particolari, ma i nuovi arrivati si destreggiano con fatica tra i vari post che ho scritto finora e alcuni si lamentano della mia mancanza di chiarezza. Dato che so benissimo di essere stato lapalissiano, capisco che è arrivato il momento di fare il punto della situazione. Per cui questo post servirà ai nuovi arrivati per orientarsi meglio e lo aggiornerò ogni volta che sarà necessario farlo.

  1. medici formati sul protocollo Coimbra: ecco i medici che trattano le patologie autoimmuni con alte dosi di vitamina D (di cui leggerete sotto). Un passo fondamentale per migliorare decisamente lo stato di salute di chi ha questo genere di problematiche. Qui trovate i contatti.
  2. indicazioni dietetiche specifiche: NO, N+O = NO. Tranquilli, non sto parlando di nobelio oppure  di monossido di azoto, ma è proprio un "no". Come spiego spesso a chi mi scrive lamentandosi che, appunto, non sono chiaro, visto che non spiego cosa bisogna o non bisogna mangiare, come fare colazione/pranzo/cena/spuntini, ecc., in genere rispondo con un esempio: vi imbattete in una persona che è rimasta in panne con l'auto, avendo fuso il motore, e voi non siete dei meccanici. Cosa fate? Suggerite a questa persona di collegarsi a internet o di comprare un libro per imparare a ripararsi la macchina, vi improvvisate voi esperto e gli smontate la testata oppure gli date il numero del vostro meccanico di fiducia, che sapete essere bravo e onesto? Non ho dubbi sulla vostra scelta di buon senso, se avete abbastanza vit. B12 in circolo, il cervello ancora vi funziona a dovere. Ergo, se mi scrivete, sappiate che non faccio il meccanico ;-)
  3. letture consigliate: (aggiornamento 2013: consiglio vivamente "La PaleoZona" di Aronne Romano) Barry Sears, Robb Wolf, Loren Cordain (solo in inglese!), Michael Pollan, ecc. Purtroppo il meglio disponibile è in inglese, ma già i primi due autori tradotti in italiano possono sconvolgere le menti di chi è cresciuto, come me, con latte e biscotti. Potreste piangere, vivere la sindrome dell'abbandono, avere attacchi isterici oppure capire improvvisamente che la natura ha un suo disegno ben preciso che va avanti da qualche milione di anni e che, se vi affidate a lei, sarete ben ripagati. Altri libri e siti internet, tipo blog, ce n'è quanti ne volete, basta cercare. Mi sono limitato a darvi le fonti, il resto, me compreso, sono solo dei ripetitori;
  4. i miei post: ora vi darò la mia personale hit parade, dicendovi quelli che per me sono i post più importanti da leggere: leggere assolutamente questo post sulla vitamina Dla mia storia, questo se volete capire meglio come mai si sviluppano certe malattie, considerazioni sul vegetarismo (vedi anche punto 4), intervista a un ricercatore parte prima, seconda e terza, (quì l'intervista integrale), osservazioni sul libro The China Study e alcune interessanti testimonianze qui, qui e qui. Da non perdere anche la mia ultima ricaduta, per capire che una corretta alimentazione non basta, ma ci vuole anche uno stile di vita sano a 360°.
  5. veg: vegani, vegetariani, ovo-latto vegetariani, crudisti, macrobiotici, ecc. ecc. ecc. La mia personalissima opinione è che tutte queste persone hanno delle motivazioni etiche più che condivisibili. Questo movimento è nato nel mondo occidentale ufficialmente il 1 novembre 1944 con The Vegan Society, grazie all'opera di Donald Watson e altri. Non è una caso che sia nato in Inghilterra, i paesi anglosassoni sono stati i primi ad adottare un sistema di allevamento industriale (o intensivo). Ricordo a tutti che questi tipi di allevamento sono una catastrofe e che il 90% delle carni in commercio vengono da li. Gli animali vengono maltrattati, il prodotto finale è di scarsa qualità ed è ricco di grassi infiammatori e producono una quantità di inquinamento seriamente preoccupante. Detto questo, non ho altri punti in comune con il mondo veg e trovo il loro approccio scientifico all'alimentazione davvero pericoloso. Per cui non mi scrivete per dimostrarmi concetti improponibili, perderemmo tempo in due. Se volete vivere in salute, dovete mangiare proteine animali. Se volete sentirvi a posto con la coscienza, dovete boicottare chi vende carni da allevamenti intensivi e ricominciare a fare quello che si faceva fino a qualche decennio fa: guardatevi intorno e troverete allevatori locali, a quel punto accertatevi che trattino bene i loro animali e che li nutrano in modo naturale (grass fed). Sarà un po' faticoso all'inizio, ma non dovrete andarci tutti i giorni, sono sicuro che anche voi avete un freezer e molti potrebbero decidere di comprarsi un pozzetto per conservare a lungo molto cibo. Vi assicuro che ne gioverà sia la vostra salute che la nostra economia.
  6. altre patologie: questo blog è nato dalla mia esperienza personale di malato di rettocolite ulcerosa. Approfondendo in questi anni ho scoperto che l'alimentazione sbagliata è alla base di tantissime altre malattie: diabete, ipertensione, cardiopatie, malattie autoimmuni, depressione, emicrania, ecc. L'elenco è infinito, ma il principio è sempre lo stesso: se hai la sfiga di avere una predisposizione a una determinata patologia (un buon 75% ce l'ha!) e mangi male, ti stai scavando la fossa da solo. Butta la pala e prendi in mano la zappa, meglio un orticello che una tomba!
  7. raccolta fondi: in questo post trovate le modalità per sostenermi e, soprattutto, il perché.
Per ora non mi viene in mente altro, nel caso farò delle aggiunte più avanti. I vostri suggerimenti sono sempre i benvenuti, ma non vi offendete se alcuni non li seguirò. D'altronde un blog non è democratico per natura, spetta a me l'onore e l'onere di filtrare, pur sapendo che alcune volte posso sbagliare. Tranne quando metto nel cestino commenti deliranti, tipo "cattura una gazzella con le tue mani, sbranala coi denti e mangiala cruda, allora potrai dire che la carne è un cibo naturale!". Ecco, in questi casi suggerisco sempre un TSO.

giovedì 2 agosto 2012

Tiramisù

Questo post dimostrerà scientificamente che circa il 50% delle persone, vista la foto qui sopra, faranno in modo di mangiare un tiramisù entro le prossime 48 ore, salvo vedere questa percentuale scendere drasticamente una volta arrivati in fondo alla lettura!

Un'immagine, un nome, un sapore e il gioco è fatto.

Uno dei miei dolci preferiti, insieme alla sachertorte, è proprio il tiramisù e l'altra sera, dopo parecchi mesi, l'ho mangiato. Era buono? Di più! E qui entra in gioco il fattore "sapore".
Su questo elemento si basa tutta l'industria alimentare. Quando un marchio vuole mettere sul mercato un nuovo prodotto ha a disposizione una serie di professionisti inimmaginabile. Tra questi troviamo il chimico, colui che sa come dosare determinati elementi, tra cui gli additivi, e conosce il modo per rendere il gusto di un prodotto così tasty (saporito) da creare una dipendenza. A questo riguardo vi consiglio la lettura di questo interessante articolo, dal quale vorrei estrarre alcuni punti per rifletterci insieme:
  • "Oltre alla loro dieta usuale, a base di cibi leggeri e sani, ai ratti sono stati offerti stuzzichini appetitosi a base di bacon, salsicce, dolci e cioccolato. Gli animali hanno più che gradito l'integrazione, cominciando ad assumere molte calorie e a prendere peso. In poco tempo è precipitata la loro sensibilità alla ricompensa, proprio come avviene in chi è dipendente da droghe."
Però! Mica male! Questa storia non mi è nuova e a voi? Mi ricorda quando andavo a scuola a piedi alle medie e, al ritorno, mi fermavo al bar e compravo ogni giorno una confezione di barrette al cioccolato al latte della kinder. All'inizio ne mangiavo 2, 3 e il resto lo portavo a casa, poi 4, 5, fino a finire l'intero pacchetto. Finché arrivò il giorno in cui uscì il nuovo formato, praticamente il doppio delle barrette. E la storia si ripeté. Sempre di più, ancora, non basta! Questo meccanismo inizia quando siamo bambini, quindi più indifesi e senza una capacità di autoregolazione. Un bambino non ti dirà mai "basta!", a meno che non si senta male. Avendo ben pochi freni inibitori, non si fa troppi problemi e va avanti finché ce n'è. L'adulto non è altro che il risultato di quegli anni e quelle che erano delle semplici abitudini, diventano delle scelte irrinunciabili. E' così, secondo la mia opinione, che si sono affermate alcune pessime tradizioni culinarie. Gli adulti, "drogati" da alcune associazioni di alimenti, arrivano a imporre culturalmente dei piatti, facendoli diventare tipici. E quello che, una volta, era lo strappo della domenica, è diventato un'abitudine quotidiana. Vedi pasta, pane, pizza, dolci, ecc. Ma andiamo avanti con l'articolo.
  • "E come in questi casi, il ritorno alla normalità non è stato semplice ne rapido: solo dopo due settimane dalla scomparsa degli stuzzichini dalla loro dieta nel cervello dei ratti si è ripristinato il meccanismo della ricompensa."
Be', questa è un'ottima notizia! Perché vi dico sempre di provare almeno per un mese a mangiare in un certo modo (vedi PaleoZona)? Perché darete al vostro cervello il tempo per disintossicarsi da determinati input che lo rendono dipendente dagli alimenti tasty e al vostro corpo di vivere quella meravigliosa trasformazione energetica che vi farà sentire di nuovo degli animali, perché questo siamo! Gli animali, in natura, non hanno le nostre malattie (cardiopatie, tumori, degenerazioni, ecc.), ma quelli domestici si. Chi ha animali in casa lo sa. Ma vi siete mai chiesti perché? Vi sembra normale dare i croccantini a cani e gatti, che appartengono alle famiglie dei felidi e dei canidi? Pazzia pura! Così come il consumo che facciamo noi di cereali, legumi e latticini. Contro natura. Questa si chiama "discordanza evolutiva", ne parla il dott. Ongaro in questo articolo, dove spiega che è "un fenomeno che emerge quando l’ambiente per cui un organismo è programmato cambia a velocità troppo elevata non permettendo all’organismo stesso un efficace e adeguato adattamento." Chiaro, no? Il nostro genoma è ancora fermo ai tempi in cui eravamo cacciatori-raccoglitori ed è un po' stravagante trovarci oggi sedentari, cronicamente stressati e con pizza e panini tra le mani. Siamo circondati da cibi che ingannano la nostra percezione grazie al sapiente dosaggio di grassi e zuccheri, ma che non potranno mai prendere in giro il nostro corpo, "solo" devastarlo! A questo proposito, concludo con le riflessioni sull'esperimento fatto sui ratti. Tenetevi forte, perché c'è da aver paura!
  • "I ricercatori hanno poi voluto capire che cosa accade quando, nei ratti come nell'uomo, la dipendenza impedisce di interrompere l'assunzione di una sostanza anche quando è chiaro che questa è pericolosa per la salute. Hanno così associato il consumo dei cibi ipercalorici alla comparsa di un segnale luminoso e a un dolore ad una zampa: non appena si accendeva la luce i ratti normali rinunciavano volentieri allo stuzzichino pur di non provare dolore, mentre i ratti obesi e dipendenti continuavano a mangiare."
Nulla potrà fermare un drogato dal procurarsi la sua dose! Non convincerete mai qualcuno a seguire una corretta alimentazione se prima non capisce questo meccanismo. E non è detto che sia sufficiente, anzi. Ho un mio caro amico che ha dei problemi ai reni abbastanza seri e al quale basterebbero le famose 4 settimane di prova per rendersi conto che tutto può cambiare, in meglio, e che può tranquillamente vivere senza quei cibi che per lui sono oggi irrinunciabili. In pochi mesi ritroverebbe la salute e si assicurerebbe una longevità che oggi è a rischio. Ma in ospedale gli hanno riempito la testa e il corpo di inutilità, per cui si è convinto (per comodità, ovvio) che lui ha un'anomalia per la quale produce troppo calcio, quindi deve bere tanta acqua e prendere le medicine. Qualche vago accorgimento dietetico, tipo di evitare i fritti (ma va?!) e via con un ricovero all'anno. Bella vita, è?! Dipendenza a 360°: cibo, medicine, ospedale..... mi ricorda qualcuno.....

Ma torniamo al nostro caro tiramisù. Abbiamo parlato del sapore e di come questo sia in grado di influenzare il nostro comportamento, spingendoci a una coazione a ripetere, rendendoci dipendenti e pronti anche a soffrire pur di non rinunciare a questo "paese dei balocchi". Ora entriamo nel merito dell'immagine. Dopo il gusto, la vista. Qui ho ben poco da dire, nel senso che è fin troppo chiaro quanto la nostra società sia improntata sull'immagine. Ma vorrei anche uscire da questo luogo comune, perché tutto il mondo animale punta molto sull'immagine. Mi viene subito in mente il pavone, che usa il suo affascinante piumaggio per attirare sessualmente la femmina o il camaleonte che inganna i suoi predatori diventando tutt'uno con la superficie sulla quale si trova. E così via. Per cui gli animali usano l'immagine sia per difendersi che per attaccare, per conquistare, per sottomettere..... per vendere prodotti che ci fanno male e di cui non abbiamo alcun bisogno per essere veramente felici ;-) E ho detto tutto!

Concludo con il nome. Dopo il gusto e la vista, l'udito (per il tatto e l'olfatto lascio a voi l'immaginazione).
"Tiramisù", un nome, un programma. Stessa tecnica usata nel mondo pubblicitario per vendere. Dare un nome che crea un'aspettativa, ma che nasconde un prodotto privo delle reali caratteristiche sottintese. "Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità.Joseph Göbbels.
Come dicevo all'inizio, quello che ho mangiato l'altra sera era davvero buono, ma non mi ha tirato su, decisamente no. La nottata è stata pessima e il giorno dopo non ho potuto fare tutto quello che avrei voluto, tornandomene mesto a casa, con la coda tra le gambe. Certo, qualche anno fa, quando mangiavo come mangiavo (meglio di tanti, almeno nell'ultimo periodo) mi avrebbe esaltato psicologicamente, facendomi godere come un riccio e facendomi pensare che avevo fatto la cosa migliore possibile per il mio benessere psico-fisico (gli inganni della mente!). Ma ormai so bene che è una gran menzogna, che ne il mio corpo ne il mio cervello hanno bisogno di questa roba, anche senza considerare i risvolti patologici che ho vissuto in passato.
Perché l'ho mangiato pur sapendo tutte queste cose? Perché non c'è problema a fare uno sgarro ogni tanto e perché era un ottimo tiramigiù!

P.S.: possibili reazioni a questo post: "Ma vai a cagare, fissato!" (già fatto, 3 volte dopo il dolce); "Interessante, devo approfondire..... mi mangio un bel tiramisù così poi mi concentro meglio!"; "Ma lo sanno tutti che i dolci fanno male!"; "Effettivamente mi è venuta voglia, adesso. Mmmmmhhh che bella foto! Si, ma io sono più forte, per cui resisto. Niente tiramisù, vado a farmi un gelato, tiè!"