venerdì 14 dicembre 2012

Prebiotici, probiotici e antibiotici


Bel salto quello di Felix, eh?! Pensate che coraggio, che determinazione e che passione! Ogni volta che un uomo sceglie di provare a superare i propri limiti, in quel preciso istante è un eroe. Non importa per chi, basta che lo sia per se stesso. E oggi, vi sembrerà paradossale, ma di limiti più o meno (auto)imposti ne abbiamo talmente tanti che ogni giorno abbiamo la possibilità di dimostrare a noi stessi che siamo degli eroi! Già il semplice essere comprensivi e compassionevoli nei confronti delle nostre debolezze e, quindi, di quelle degli altri; o il riuscire a dedicare del tempo di qualità a ciò che davvero ci interessa; l'ascoltare qualcuno che abbiamo a cuore; così come il mettere in atto un'azione che ci rappresenta fino in fondo. Questi sono tutti comportamenti oramai fuori dal comune. D'altronde, non serve lanciarsi da 39.000 metri per sentirsi realizzati, basta molto meno.
Nel mio piccolo, per esempio, tutte le volte che scopro qualcosa, soprattutto quando riesco a collegare una serie di elementi che inizialmente mi sembravano disgiunti e che poi, alla luce delle nuove deduzioni, formano una nuova realtà, sento di aver superato un limite, di essermi addentrato in una stanza buia e di aver fatto luce.
Origine di questo post è, ancora una volta, la mia ultima ricaduta (vedi qui, qui e qui), già brillantemente superata. Ovviamente mi auguro che non ricapiti mai più e farò di tutto affinché non succeda, però devo dire che ha portato parecchie informazioni interessanti. Già, perché uno dei suggerimenti che ho ricevuto in quel periodo è stato quello di assumere antibiotici per contrastare un eventuale attacco batterico all'intestino, supponendo che l'origine della ricaduta fosse una gastroenterite. Idea non proprio peregrina, ma da prendere sempre con le pinze. Prima di tutto perché, personalmente, non sopporto tutti quei medici che prescrivono degli antibiotici senza aver prima la certezza della presenza di un batterio. Non ha senso dare un farmaco così pesante senza essere sicuri che serva. Per cui, già partiamo male. Secondo elemento, la medicina ufficiale si deve mettere in testa, una volta per tutte, che i batteri esistono, ci circondano ed è impossibile non venirne a contatto. Se riescono ad aggredirci, evidentemente è perché abbiamo delle difese immunitarie troppo deboli (prima causa) e, nel caso dell'intestino, perché la nostra flora batterica è scarsa (seconda causa, che poi sarebbe la principale!). Allora, vogliamo aiutare i pazienti a rinforzare le difese immunitarie e ad aumentare la presenza di batteri "buoni"?! E basta con questi farmaci che non servono a eliminare le cause, ma che si occupano solo delle conseguenze! Pensate che non mi avrebbe fatto piacere stare bene da subito? Ero anche pronto a fare un ciclo di antibiotici, ma non senza un presupposto valido. Per cui, mi sono armato di tastiera e pazienza e ho fatto le mie solite ricerche. Nel frattempo ero sotto cortisone e avevo migliorato nettamente le mie condizioni togliendo la mesalazina. Ora la mia preoccupazione era quella di aumentare la presenza di batteri "buoni" nel mio intestino e questo è possibile farlo solo con l'assunzione di prebiotici e probiotici. Attraverso gli integratori? No, con gli alimenti. Perché io non sono del tutto convinto del fatto che i prodotti che vendono in farmacia siano così utili. Sia chiaro, ritengo questa mia ultima affermazione del tutto personale, molti di voi li usano e si trovano bene, però mi domando per quale motivo debba spendere decine e decine di euro in prodotti creati in laboratorio, quando la natura ci mette a disposizione il meglio. E poi, nel lungo periodo, saranno più efficaci delle sane abitudini alimentari oppure delle pillole? Nessuno è ancora in grado di spiegare quanto sia efficace l'interazione di una vitamina, minerale o nutriente presente in un alimento e da esso estratto, se paragonato alla complessità dell'alimento stesso nella sua interezza. Mi spiego: se invece di mangiare un'arancia per la vitamina C, prendete semplicemente l'integratore, non potrete mai replicare l'effetto che il frutto ha sulla vostra fisiologia, sul vostro metabolismo, sui vostri ormoni, ecc. Perché l'effetto finale dato da questo agrume non corrisponde alla semplice somma dei suoi singoli elementi, ma vale enormemente di più. Ogni singola parte interagisce con le altre e poi con il vostro corpo, per cui la compressa vitaminica, a mio parere, se la sogna tutta quell'efficacia! Ecco perché sono voluto andare oltre.

Detto questo, premetto che, dal mio punto di vista, uno degli interventi più importanti ed efficaci che ognuno di noi deve compiere per assicurarsi uno stato di salute ottimale e un rapido recupero da qualunque tipo di malattia si basa sulla ricchezza e vitalità della nostra flora batterica. Lì, nel profondo e misterioso tratto intestinale, lungo fino a quasi 10 metri, vivono tra le 500 e le 1.000 differenti specie di microorganismi, tra queste le più numerose sono rappresentate dai batteri. Tanto per capirci, stiamo parlando di circa 100.000 miliardi di cellule in un adulto, per un peso totale di 1,5 kg! Tante quante sono le cellule presenti nel corpo umano e, giusto per farvi capire di cosa stiamo parlando, aggiungo che il numero dei geni totale del microbiota umano è 100 volte superiore a quello del nostro genoma. Possiamo affermare che stiamo descrivendo un vero e proprio organismo che vive dentro di noi? Be', non esageriamo, però alcuni scienziati lo definiscono come un vero e proprio organo: "Il microbiota può essere considerato come un organo metabolico squisitamente convertito alla nostra fisiologia che svolge funzioni che non siamo in grado di svolgere altrimenti.". Siamo agli albori della conoscenza di questa materia ed è questo uno dei motivi principali per cui mi sento di affidarmi più alla natura che alla sintesi creata dall'uomo. Adesso capite perché l'intestino è così importante? Da lì nasce tutto, dalla sua integrità dipendono tutti gli altri organi.
La genesi del microbiota umano avviene durante il parto e, successivamente, dall'allattamento. Infine, dai cibi che si ingeriranno durante la vita. Capite da soli che l'imprinting iniziale è fondamentale, per cui una madre sana e che allatta darà alla propria prole molte più possibilità di una vita lontana dalle malattie. Ecco perché, abbassandosi sempre di più la qualità del cibo, stiamo peggiorando di generazione in generazione, e perché oggi molte patologie croniche hanno la loro origine in soggetti di età sempre più precoce e si fa molta fatica a ripristinare uno stato di salute, nonostante la nostra buona volontà. Poi, come vedremo più avanti, in questo senso i farmaci non possono essere d'aiuto, anzi contribuiscono a distruggere la nostra flora batterica..... e si ricomincia da capo!
Prima di proseguire, ci tengo a darvi un prezioso suggerimento: provate a mangiare le verdure crude. Naturalmente non parlo della solita insalata o, al massimo, dei soliti spinaci, carote, finocchi, ecc. Ma di verdure come i cavoli, i broccoli, gli asparagi, i carciofi, seguendo sempre la stagionalità. Prima di tutto, così come è successo a me e a tutte le persone alle quali le ho fatte assaggiare la prima volta, scoprirete che vi piaceranno tantissimo, a volte più di quelle cotte! Vanno lavate al massimo con il bicarbonato e poi sciacquate, dopo di che consumatele tagliate sottili oppure a morsi, come il pinzimonio. Il vostro intestino ringrazierà, così come tutto l'apparato digerente e, a cascata, il resto del corpo. Vitamine, minerali e altre sostanze benefiche verranno assorbite sotto una forma chimica e in quantità decisamente più favorevoli. Inoltre ingeriremo batteri "buoni" che con la cottura (o un lavaggio troppo aggressivo) verrebbero distrutti.
Tra i tanti che mi hanno segnalato l'argomento e che mi hanno spinto a provare le verdure crude, ringrazio Enrico. La questione mi era nota da tempo, ma ancora non mi ero deciso a provare, avendo quella classica ritrosia che hanno tutti di fronte a un broccolo crudo ("lo mangi crudo? Ma dai!?".....e poi: "mmmmmhhh, ma lo sai che è proprio buono?!") e avendo paura che potesse darmi fastidi o problemi, soprattutto venendo da una ricaduta. Macché!!! Tutto il contrario. Da quando ho introdotto le verdure crude il mio intestino ha fatto un salto di qualità notevole!!! Le consiglio anche in fase di malattia.
Come sempre in queste situazioni, introducete nuovi alimenti o nuove abitudini in modo graduale, verificando la risposta che il vostro corpo avrà. Ascoltatevi, questo vale sempre e per tutto!
Prima di andare avanti, vi ricordo che nei malati di MICI (malattie infiammatorie croniche intestinali) è presente una forte carenza di flora batterica, questo è uno dei motivi per i quali certi medici danno gli antibiotici, dato che si suppone che uno dei fattori scatenanti possa essere un attacco batterico. Peccato che con gli antibiotici vengono distrutti tanto i batteri "buoni" quanto quelli "cattivi". Per cui il segreto è sempre quello: aumentare la propria flora batterica, in modo che sia in grado di cavarsela egregiamente da sola, senza bisogno di "bombe" esterne.


PREBIOTICI

Dal punto di vista etimologico, il termine prebiotico indica una sostanza "causa prima della vita", cioè, nel nostro caso, in grado di stimolare in modo selettivo la crescita o l'attività di un gruppo di batteri del colon, nello specifico parliamo di vitalità del microbiota intestinale, la nostra flora batterica. Per cui, in natura, esistono degli alimenti che sono in grado di favorire la formazione dei probiotici che colonizzeranno il tratto finale del nostro apparato digerente. Sono dei carboidrati e quelli che ci interessano maggiormente sono i frutto-oligosaccaridi (FOS) e l'inulina. Ma andiamo al sodo e vediamo un breve ma efficace elenco di cibi da mettere spesso e volentieri a tavola:
  • topinambur
  • cicoria (in fase acuta di MICI, meglio evitare le verdure a foglia)
  • tarassaco
  • aglio
  • cipolla
  • carciofi (occhio che mandano in bagno!)
  • porri
  • asparagi
  • banana (da consumare con parsimonia, dato l'alto carico glicemico).
Seguendo la stagionalità, fate in modo di consumare questi alimenti più o meno quotidianamente, così aiuterete il vostro intestino ad arricchirsi di batteri utili e avrete questi vantaggi:
  1. aumento dei bifidobatteri fecali;
  2. miglior assorbimento di calcio e magnesio;
  3. diminuzione dei livelli di glicemia a digiuno e di apolipoproteina B nei pazienti affetti da diabete di tipo 2;
  4. aumento della produzione di acidi grassi a catena corta nell'intestino;
  5. in uno studio è stato dimostrato come alcuni prebiotici abbiano migliorato i sintomi nei pazienti con la sindrome del colon irritabile;
  6. sono stati dimostrati effetti inibitori sulle lesioni precancerose nel colon dei ratti.
Una curiosità: il latte materno è ricco di prebiotici, nella quantità di 1g/100, così come di probiotici.


PROBIOTICI

Se vi è piaciuto il paragrafo precedente, questo vi manderà in brodo di giuggiole!
La prima cosa da dire è che associando alimenti ricchi di prebiotici con quelli ricchi di probiotici otterrete il massimo dei risultati.
Riprendendo per un attimo il discorso sugli integratori, devo dire che gli studi che ho letto finora sulla loro efficacia non mi hanno mai convinto fino in fondo. L'ambiente gastrico è assolutamente ostile, i succhi gastrici sono potentissimi, per cui la quantità di probiotici in forma di integratori in grado di arrivare indenni fino all'intestino e di colonizzarlo è davvero esigua e non tutti i ceppi ce la fanno. D'altronde lo stomaco serve anche a questo, annientare batteri pericolosi. Per cui, vi domanderete, cosa mi fa supporre che i probiotici ingeriti con gli alimenti riescano ad arrivare fino all'intestino? Be', prima di tutto perché ho verificato sulla mia pelle una cambiamento positivo e poi perché, sempre grazie al mio medico che mi ha dato questa ipotetica chiave interpretativa, è facile che i probiotici riescano a percorrere tutta la strada essendo legati alle fibre insolubili, quelle che poi espelliamo perché non digeribili, per cui superano l'ostacolo dei succhi gastrici.
Detto questo, ora dobbiamo preoccuparci di aumentare la nostra flora batterica e di renderla anche varia, cioè farla colonizzare da più varietà di ceppi possibile. Nel nostro passato remoto, è stata proprio l'assenza di un'eccessiva sterilizzazione dell'ambiente nel quale viveva l'uomo primitivo a determinare un arricchimento funzionale relativamente alla presenza di batteri nel corpo. Gli stessi di cui oggi siamo carenti, essendoci distaccati in modo eccessivo dall'ambiente naturale. Non vi sto proponendo di vivere in un porcile, ma voglio farvi capire che è impossibile non venire a contatto con i batteri, per cui ci dobbiamo preoccupare più di avere un sistema immunitario forte ed efficiente, piuttosto che una casa linda e pinta, arrivando a lavare la frutta o la verdura con dei prodotti sterilizzanti o di aggiungere in lavatrice dei detersivi che garantiscono l'eliminazione totale dei batteri. E che è?!
Passiamo ora agli alimenti ricchi di probiotici:

  • kefir (possibilmente non fatto con il latte di animali. Va bene quello con il latte di mandorle o di cocco, ecc.);
  • le verdure fermentate, come i crauti, sono ottime fonti di batteri "buoni" per la nostra flora intestinale. Si usano il cavolo cappuccio (appunto i crauti), i cetrioli, la zucca, le rape, la barbabietola rossa e la cipolla. Qui trovate una delle tante ricette per prepararle.
Evitate di mangiare yogurt, soprattutto quelli industriali. E' vero che presentano fonti di batteri utili, ma gli svantaggi di questo alimento superano i meriti. Se lo tollerate, uno yogurt ogni tanto non uccide nessuno (il migliore è quello greco, ma l'originale!), ma non fatene un'abitudine, davvero non vi conviene. Se volete approfondire il discorso "yogurt", questo link vi sarà utile.
A proposito di approfondimenti, vi consiglio l'interessante blog del dr. Art Ayers (usate google traduttore se non sapete l'inglese), che basa i suoi studi sul fatto che una flora intestinale compromessa sia alla base di (quasi) tutte le patologie più comuni. In particolare vi consiglio questo articolo nel quale ci spiega meglio alcuni aspetti e dove fa un elenco delle fonti utili per migliorare la qualità e la quantità dei batteri "buoni" nel nostro intestino. Oltre a quelli da me elencati, merita una particolare menzione una tecnica relativamente recente (ma che dà risultati incoraggianti) che si chiama trapianto fecale. Su questo metodo sto da tempo preparando un post, perché potrebbe davvero essere una chiave di volta per molti di noi, nel senso di cambiare radicalmente la qualità della nostra vita. Essendo l'argomento decisamente delicato e non volendo creare aspettative in nessuno (prima di tutto in me stesso), datemi ancora un po' di tempo per confrontare le fonti alle quali mi sto rivolgendo (sia studi scientifici, sia medici sparsi per il pianeta con i quali sono in contatto) e poi vi esporrò i risultati ai quali sono arrivato.


ANTIBIOTICI

I fattori che, più di tutti, sono in grado di decimare la nostra flora intestinale e, di conseguenza, possono destinarci a una vita di salute precaria, sono: il parto cesareo, l'allattamento artificiale, l'eccessiva pulizia e la mancanza di contatto con i batteri da piccoli (giocando con la terra, rotolandoci sui pavimenti, leccando di tutto, ecc.), lo stress, un'alimentazione sregolata e gli antibiotici. Dobbiamo sempre ricordarci che la nostra storia come esseri umani è antica, per cui tutti i recenti cambiamenti (sia alimentari che sociali) sono lontani dalle predisposizioni alle quali il nostro DNA si è dovuto adattare per sopravvivere (per recenti intendo gli ultimi 10.000 anni). L'uomo nasceva solamente in modo naturale, veniva sempre allattato al seno, non viveva in un ambiente sterilizzato e gli stress che subiva non erano cronici come oggi, ma acuti e di rapida soluzione (combatti o fuggi). Non c'è ombra di dubbio sul fatto che gli antibiotici siano stati una salvezza e che abbiano contribuito, insieme ad altre "novità", ad allungare la vita dell'essere umano. Ma, come sempre, si tratta di un compromesso.
Con l'agricoltura e l'allevamento, l'uomo ha avuto accesso al cibo molto più facilmente, ha potuto mettere radici nei territori e si è così sempre più sganciato dal suo nomadismo e dall'incertezza del domani. Però ha perduto molto in questo scambio: vita più breve, individui più deboli, nuove malattie, ecc. Poi la medicina del XX° secolo ha fatto passi da gigante, riuscendo a debellare mali prima incurabili e aumentando così l'età media in modo impressionante. Anche prima del neolitico l'età media era molto alta, se sottraiamo le morti per parto o nel primo anno di vita, ma soprattutto una volta si moriva raramente per malattie e le patologie croniche erano pressoché sconosciute.
Ecco che, riassumendo, il quadro che si prospetta sembra essere più chiaro: prima dell'agricoltura la specie umana era più forte e longeva, viveva di caccia, pesca e raccolta, aveva accesso a varietà vegetali di gran lunga superiori ad oggi e utilizzava rimedi naturali per curarsi. Tolte le morti per traumi, durante la caccia e nella lotta con un predatore, un uomo e una donna pre-neolitici avevano un'aspettativa di vita di tutto rispetto. Dal neolitico in poi, l'uomo è potuto crescere di numero in modo esponenziale, ha cibo in abbondanza, vive nel comfort e abita spazi puliti, ma senza i rimedi chimici della moderna farmacologia sarebbe spacciato. Detto questo, avendo consapevolezza del passato e del presente, va da sé che potremmo unire i vantaggi che entrambe le ere hanno e riuscire a vivere alla grande! Con uno stile di vita e un alimentazione adeguati, avendo comodità, farmaci di emergenza e chirurgia all'avanguardia, l'uomo contemporaneo potrebbe davvero e finalmente godersela!!!
Tornando agli antibiotici, parlavo recentemente con la mamma di un bambino di neanche 2 anni, che ha anche il marito medico, del fatto che ha dato questo medicinale devastante al figlio perché sono 3 giorni che ha la temperatura a 39°! Ecco, questo è il modo migliore per contribuire a distruggere la flora intestinale di un individuo e far si che si ammalerà sempre più facilmente, nonché sarà esposto a malattie croniche con molte più probabilità. Ma si può dare un antibiotico senza sapere se è in atto un attacco batterico e di che tipo? Tra l'altro, gli antibiotici non curano i virus!!! Lo dico perché questa mamma, con il bene placido del pediatra, ha pensato di contrastare così un eventuale virus. Eppure sono tantissimi i bambini che prendono antibiotici (ma anche altri farmaci), senza che i genitori si domandino come mai si ammalano così facilmente, anzi dando per scontato che sia normale. Be', non lo è. Cominciate a imparare a interpretare certi segnali, anche da adulti: frequenti raffreddori, febbre, spossatezza, emicrania, acne, debolezza in generale, sono solo l'anticamera di qualcosa che, prima o poi, si paleserà. Intervenite subito con una corretta alimentazione e il giusto stile di vita e vedrete che, (non) magicamente, tornerà una salute di ferro, a prova di bomba! Come sempre, non dovete credermi sulla parola, ma sperimentare sulla vostra pelle, sempre col supporto di un medico capace, cioè di un professionista che vi sappia spiegare le cose e vi dia le armi giuste per affrontare le vostre difficoltà.