mercoledì 16 gennaio 2013

Le medicine sono una cosa seria


Bisogna dirlo una volta per tutte: le medicine sono una cosa seria, servono a curare le malattie! Che cosa vi siete messi in testa di usarle per compensare gli stili di vita sbagliati delle persone?! Un medico, prima di tutto, dovrebbe avere una cultura personale su come si sta al mondo, dovrebbe essere un esempio, dovrebbe sapere come ci si nutre in modo corretto. Come può un paziente sentirsi al sicuro con un medico con la pancia? E' come andare a fare lezione da un personal trainer come Ciccio di Nonna Papera! Ma che senso ha curare con le medicine gli effetti, senza avere idea di quali siano le cause? Ancor di più se con terapie "croniche". Ogni giorno 1, 2, 5, 10 pillole e via così per tutta la vita.
Io accuso la classe medica attuale, tolte poche eccezioni, di incompetenza, di ignoranza, di quel fenomeno che può essere descritto con il nome di "accanimento terapeutico"! Già, perché questo non ci viene imposto solo in punto di morte, senza considerare la nostra eventuale volontà prestabilita, quando non siamo più in grado di intendere e di volere, ma anche nella quotidianità, con somministrazione di farmaci per ogni tipo di disturbo. Farmaci, farmaci, farmaci! Ciò che fa ammalare il nostro corpo è dovuto a uno stato infiammatorio cronico e ciò che ci porta a vivere con questa croce addosso è semplicemente il nostro stile di vita sbagliato!
Ma come può un medico non informarsi sul proprio paziente: cosa mangia, come dorme, che tipo di attività fisica fa e se vive o meno in uno stato di stress? Come si possono dare le statine a un soggetto in evidente sovrappeso e lasciarlo lì, così, nella convinzione che lui sta facendo tutto quello che deve fare e che i suoi problemi di salute sono dovuti all'età oppure perché "pure mamma soffriva dello stesso problema" o anche perché "è la vita, e prima o poi capita a tutti". Questo è un Medioevo, i nostri nipoti ci ricorderanno come dei Tafazi che non facevano altro che darsi le mazzate da soli.
Le medicine sono una cosa seria, da usare per le urgenze, così come la chirurgia, altro che storie! Tutto il resto, ad esclusione di casi rari, è business.

6 commenti:

  1. già hai detto bene, business, e ciò avviene anche per patologie gravi, come nella cura dei tumori, somministrando chemioterapici quando non ce n'è bisogno. quindi non sfruttano questo modo di fare business solo incatenandoci alla classica pillola per il diabete o colesterolo, che benchè patologie serie le definirei meno gravi del cancro, ma anche proprio su queste ultime. e un dare chemioterapici prolungatamente è molto ma molto peggio di dare la pillola per diabete.. ti distrugge quasi sempre..

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  2. Sagge parole Leo, anch'io come te ho intrapreso la strada della "Zona", poi ho portato i miei...poi sono andati alcuni amici, adesso siamo circa una decina ad essere in Zona e i cambiamenti in positivo sono stati radicali anche per chi come me, non aveva particolari problemi, mia mamma ha tolto la pastiglia della pressione (e tutte le sue controindicazioni), amici con problemi cronici come il mal di testa (da dover vomitare e fare iniezioni di non ricordo bene quale porcheria di farmaco) che nel giro di un mese l'hanno visto sparire...quello che posso dire è...provate un mese, se vi sentite peggio tornate alla vita di prima...fino ad ora non ha molato nessuno anzi...mi è anche stato detto...questa "dieta" è una figata per uno come me che gli piace mangiare (era 20Kg sovrappeso con tutti i conseguenti problemi).

    Dal canto mio caro Leo, ti posso solo ringraziare per avermi portato su questa strada!!!

    Un abbraccio

    F.

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  3. ciao a tutti, la mia opinione a riguardo, e ne parlo con cognizione di causa perchè sono abbastanza dentro il mondo della medicina, è che una buona parte degli studenti di medicina, e quindi futuri medici, decidono di intraprendere questa strada solo per una questione economica (il medico guadagna bene) e di approvazione sociale (fare il medico dà prestigio personale), quindi non spinti da quella "vocazione" che dovrebbe caratterizzare ogni futuro medico, e per vocazione intendo la voglia di conoscere il corpo umano, il suo funzionamento, il modo per curarlo, il desiderio di aiutare la gente a star bene. un vero medico, che ha a cuore la salute del corpo umano, dovrebbe conoscere e mettere in relazione tutte le funzioni del corpo, e non trasformarsi in uno specialista d'organo, che è a conoscenza solo di quello che compete il proprio settore. ad esempio, un allergologo non può non essere interessato e non può essere totalmente ignorante in merito a quali possano essere gli sport dannosi per il corpo, e quali siano le modalità giuste per eseguirlo (non parlo di tecnica sportiva, ma di frequenza di pratica ecc..), oppure un pediatra non può non sapere, ad esempio, che si possono sostituire le sigarette stimolando in altra maniera i centri cerebrali del piacere, oppure un neurologo non può ignorare le conseguenze di un'errata alimentazione o stile di vita, anche se sembrerebbero essere argomenti che non competono al suo indirizzo di specializzazione.
    un medico deve curare e guarire l'intero corpo, a 360 gradi. ne ho conosciuti di medici davvero ignoranti, il cui livello culturale è pesantemente basso, incapaci di comunicare, capaci di applicare di default le linee guida che gli sono state suggerite, e totalmente lontani dalle informazioni sulle ultime scoperte della ricerca.
    credetemi, nella scienza, e ancor più nelle discipline biologiche, un effetto non è mai dovuto ad una singola causa.
    un saluto a tutti

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  4. Spesso quello che noi chiamiamo Rettocolite. Morbo di Crohn, Diabete, etc etc identificandole come malattie, per altri sono ne più ne meno che un mercato.......

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  5. Articolo molto condivisibile, così come l'impostazione di base del blog, che ho aggiunto ai feed rss. Anche io, pur non avendo patologie specifiche, sono rinato dopo aver semplicemente cambiato alimentazione, eliminando alimenti che poi ho scoperto essere, almeno per me, dannosi. È ora di svegliarsi e di capire e diffondere sempre più queste cose. Buona giornata.

    –
cordialmente,

    tiziano solignani, da  Mac

    http://blog.solignani.it

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  6. Non tutti sappiamo curarci e informarci da soli. Il medico dovrebbe essere molto più vicino, quasi un personal (alimentare, medico, sportivo). Invece prescrivono le ricette per telefono. Dovrebbe esserci un medico preparato ed informato ogni quindici persone al massimo. Non si ammalerebbe più nessuno. Fantascienza?

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Verranno esclusi tutti i commenti off-topic, volgari e privi del rispetto necessario per un sereno confronto sul tema discusso. Chiedo un po' di pazienza per la loro pubblicazione, dato che li modero personalmente e non sono sempre davanti al pc.