giovedì 22 agosto 2013

La disinformazione vegana


Voglio assolutamente evitare scontri frontali con personaggi amati da alcuni (pochi, per fortuna) e sterili polemiche. Mi limito a riportarvi dei fatti, poi ognuno farà la propria valutazione.
Ho "interagito" con questo signore una sola volta ed è stata sufficiente per rendermi conto della situazione e lasciar così perdere ulteriori approfondimenti. Quella volta ho sbattuto in faccia a Vaccaro il fatto che lui avesse stravolto gli studi di Boyd Eaton sulle popolazioni di cacciatori-raccoglitori, scrivendo l'esatto opposto di ciò che il noto studioso asserisce e cioè che i nostri progenitori si cibavano di proteine animali in misura adeguata. Mentre invece il vegano più famoso d'Italia affermava testuali parole: "La paleontogia è assai complessa e variegata. La stragrande maggioranza delle ricerche conferma che l’uomo è a tutti i livelli il capostipite dei primati, una categoria di esseri che si è sempre nutrita prevalentemente, se non in modo esclusivo, di frutta, bacche, germogli, semi fiori e radici. I maggiori studi del settore li hanno condotti  dei team statunitensi guidati dal professor Boyd Eaton, una delle massime autorità viventi del settore.". Tra l'altro, aggiungo io, la maggior parte dei primati sono onnivori e vanno anche a caccia!
La mia risposta fu adeguata alla sconvolgente bugia: "...(omissis)... Bisogna essere ignoranti parecchio (senza offesa, ma nel senso di ignorare) per affermare una cosa del genere, significa non sapere che Eaton ha ispirato, con i suoi lavori, Cordain e Sears, padri della Paleo e della Zona. Ho conosciuto personalmente Eaton ad agosto (2012, ndr) a Boston in un convegno, dove ha spiegato che l'alimentazione migliore è quella che Vaccaro tanto contrasta, dato che i suoi studi sulle popolazioni paleo hanno confermato questa tesi. E' semplicemente scandaloso, tutto qui...(omissis)..."

A questo "scambio" di opinioni, seguì un articolo di Vaccaro su di me offensivo e pieno di falsità. Ma non ho certo tempo da perdere con certi personaggi, né voglia di replicare. Ritengo siano energie sprecate e, tra l'altro, che uno mi insulti gratuitamente non fa male a nessuno.
Fa invece molto male dire bugie e ribaltare dei dati scientifici di uno studio autorevole a proprio vantaggio. Fa male alla salute delle persone che lo leggono e che hanno fiducia in chi lo scrive. Questo è grave!
Ma ecco il "fattaccio": una mia follower su facebook mi segnala sgomenta un articolo di Vaccaro che commenta uno studio scientifico di una certa rilevanza, che spiegherò nel merito più avanti. Per essere precisi, in realtà lui risponde alla lettera di un suo lettore, il quale fa tutta una serie di affermazioni sullo studio che Vaccaro avalla in pieno. Per cui, secondo loro, e non, come vedremo, secondo lo studio che citano, i grassi e le proteine animali sono i maggiori responsabili della risposta insulinica. Che è l'esatto contrario di quanto finora la scienza abbia asserito, visto che l'insulina "schizza" in alto con gli zuccheri, con i cereali, con gli amidacei e con alcuni frutti che hanno un carico glicemico particolarmente alto. Per cui questo "signore" va dicendo a centinaia (forse migliaia) di persone che è meglio evitare le proteine animali a favore degli altri alimenti, soprattutto ai diabetici. Be', cari lettori e care lettrici, io sogno un'imminente organo di controllo (che controlli anche me!) sui blog e su quello che viene scritto, perché non è accettabile che ci sia chi si fa bello sulla salute degli altri, cavalcando la sensibilità e il senso di colpa di chi vive una confusione riguardo al cibo animale. Non contrasterò mai la scelta etica di nessuno, ma non si può in nessuno modo cercare appigli o giustificazioni a questa scelta stravolgendo la realtà. Questo è patologico e pericoloso!
Ma entriamo nel merito. A questo link trovate l'articolo di Vaccaro, nel quale afferma, convinto di sé, amenità del tipo: "Questa è una batosta storica per la diabetologia mondiale, per la proteinomania e per la curomania.". Vi consiglio di leggerlo, perché è un ottimo esempio di come si possano capovolgere i risultati di uno studio, senza che nessuno se ne accorga. Se devo dirvela tutta, ho il sospetto che il povero Vaccaro non si sia neanche accorto dell'errore del suo lettore, probabilmente non ha letto lo studio e si è fidato di chi gliel'ha riportato "a modo suo", sentendosi semplicemente orgoglioso della conferma, nella sua cieca arroganza. Certo, la mia è solo un'ipotesi e mi diverte pensare che, in realtà, qualcuno gli abbia giocato uno scherzo! D'altronde, basta leggere lo studio citato per rendersene conto da soli. Lo trovate a questo link.
Dato che so che la maggior parte di voi non conosce l'inglese o non ha voglia di leggere quanto riportato (cosa che mi dispiace, perché il mio obiettivo è quello di stimolarvi sempre ad approfondire e mai a fidarvi, neanche di me!), per questa volta, ma solo per questa volta, vi semplifico la vita con degli screen shots, nei quali vedrete le tabelle riassuntive con i risultati ottenuti.




In questa prima diapositiva potete vedere, a sinistra, gli alimenti che provocano la risposta insulinica più alta, mentre a destra la più bassa. Naturalmente i grassi (olio d'oliva, avocado e noci), com'è noto, danno la risposta insulinica più bassa. Per questo, come vi dico spesso, mangiando grassi "buoni" in abbondanza e tenendo bassi i carboidrati, si dimagrisce invece di ingrassare. Non è un paradosso, è biochimica!
Poi, sempre a destra, abbiamo tonno e pollo, che danno una risposta insulinica bassa, come tutte le proteine. L'insulina si attiva con le proteine solo quando ne mangiate troppe (qualcuno dice oltre i 30g in un pasto, cioè meno di 150g di carne o pesce), perché un eccessivo carico nell'organismo fa trasformare l'eccedenza in zuccheri ed ecco che dal pancreas parte l'insulina per trasformare il "troppo" in trigliceridi e, quindi, in grasso.
Sulla sinistra della diapositiva troviamo ovviamente dolci come le caramelle (le Jelly Beans sono queste) e i pancakes, frutta come il melone (che ha un carico glicemico medio-alto), amidacei come le patate e i classici cereali da colazione. Quindi, l'esatto opposto di quanto affermato da Valdo Vaccaro!

Ma andiamo avanti con la prossima.




Ed ecco un bel grafico esplicativo. Leggendolo da sinistra verso destra, troviamo una lista che va dagli alimenti che danno la risposta insulinica più bassa a quelli che la danno più alta (comincio a sospettare che quei "geni" abbiano letto il grafico al contrario!). Curioso il fatto che i cereali per la colazione siano i peggiori, eppure in televisione ne parlano così bene.....

Chiudo la serie con le conclusioni di chi ha fatto lo studio.




  • La maggior parte delle verdure producono una risposta insulinica trascurabile, come misurato dal FII* (ma va!).
  • Anche i grassi e le fonti di proteine producono, in gran parte, una risposta insulinica variabile, come misurato dal FII (Mi sa che Vaccaro ha saltato questa diapositiva...).
  • Cereali raffinati, dolci e patate producono la più grande risposta insulinica, come misurato dal FII (arimava!)
Insomma, lo studio conferma quanto già sapevamo, e cioè che Valdo Vaccaro, sicuramente negli articoli che ho citato in questo post, è un millantatore**!
Quando un vegano sconfina dalla sua rispettabilissima scelta etica e si avventura nella scienza, trovo molto più interessante e costruttivo leggere l'oroscopo!

* Food Insulin Index
** Il millantatore è colui che ha atteggiamenti boriosi e vanagloriosi in pubblico, facendo ricorso a menzogne iperboliche o a clamorose esagerazioni, o ancora si attribuisce qualità o titoli non propri. (cit. Wikipedia)

3 commenti:

  1. Daniela Pelotti23 agosto 2013 21:00

    Sono perfettamente d'accordo! Sono una ginecologa che ha verificato che la mastopatia fibrocistica è causata appunto da una alimentazione con eccesso di zuccheri in pazienti geneticamente predisposte! E' sufficiente una dieta proteica aglutinata ipoglucidica per risolvere sintomi e aspetti tipici ecografici della malattia! L'origine del tumore al seno infatti è una alimentazione scorretta Una dieta proteica e con vegetali crudi e l’ eliminazione dei carboidrati soprattutto quelli composti come gli amidi dei cereali, fa regredire completamente la sintomatologia e i noduli cistici, ad un riscontroecografico, si riducono fino a scomparire.

    Una alimentazione scorretta con eccesso di carboidrati iperstimola infatti le ovaia ad una ipersecrezione estrogenica con rischio di sviluppare patologia benigna della mammella che col tempo può portare ad una patologia tumorale. Tenere sotto controllo una patologia seppur benigna, non serve, occorre eliminare la vera causa: in questo consiste la prevenzione primaria!

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  2. Ciao Leonardo, sono Adalberto Caccia, siamo anche amici su Facebook, ma purtroppo devo qui farti notare alcune inesattezze di questo tuo scritto:

    1) Intanto sono io l'autore dell'articolo divulgativo sull'indice insulinico, come post sul mio blog (http://perladieta.blogspot.it/2012/09/lindice-insulinico-degli-alimenti.html) che poi un lettore del blog di Valdo ha copiato ed inviato per i suoi commenti nel post di Valdo da te citato.

    2) In questo articolo tu citi erroneamente l'origine del testo scientifico che è invece questa: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9356547, mentre il pdf che hai linkato tu non è altro che un testo analitico, scritto sì da persone che lavorano in un'Università, ma non esattamente per commentare l'originale articolo scientifico.



    3) E' chiaro a tutti, credo, il funzionamento di glicemia ed insulina, anche se dalla confusione che vedo in questa pagina sento la necessità di ribadirla: quando mangiamo carboidrati, il corpo li scinde in glucosio che, pasando nel sangue, stimola la produzione di insulina per il suo utilizzo, riportando a alori normali la sua concentrazione nel sangue.


    Ebbene, ecco il problema fondamentale di questo tuo articolo: già in passato è stato definito un Indice Glicemico (IG) degli alimenti, ovviamente definito solo per gli alimenti contenenti carboidrati, che misura quanto velocemente essi siano convertiti in glucosio dal nostro organismo, in rapporto al glucosio stesso.


    Ma la novità contenuta nell'articolo scientifico da me citato, e dvulgato nell'originale post del mio blog, è ben diversa: è stato possibile misurare una risposta insulinica anche in relazione all'assunzione di alimenti privi di carboidrati, come carni, formaggi e uova! E' questo il contenuto nuovo dell'articolo!
    Il fatto che "i grassi e le fonti di proteine producano una risposta insulinica variabile" è di per sè notevole, dato che tali alimenti, secondo la teoria dell'IG sopra vista, dovrebbero produrre risposta insulinica nulla!! E da qui è stato definito il nuovo concetto di Indice Insulinico (IS), che ho ritenuto importante divulgare.


    Spero di averti così chiarito l'argomento, altrimenti contattami pure e sarò sempre disponibile ad argomentare meglio.
    Intanto, però, ad onor del vero, ti prego di modificare questo post per "scagionare" Valdo dalle accuse infamanti che gli rivolgi in questa pagina: come puoi, infatti, iniziare un post dicendo che non vuoi lo scontro frontale, quando subito lì sopra metti una foto di Valdo?!?
    Inoltre, come ti ho già dimostrato linkando il mio blog, l'intero testo è mio, quindi nel merito dei contenuti dovresti attaccare me e non lui!


    Sperando di aver dato un contributo al chiarimento della faccenda, ti saluto cordialmente.
    Adalberto Caccia

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  3. LeonardoRubini29 agosto 2013 11:45

    Ciao Adalberto.

    1) Se rubano gli articoli e li inviano ad altri senza citare la fonte non credo che io ne abbia responsabilità. Tu che ne dici?

    2) Se chi ruba gli articoli non sa neanche linkare lo studio originale, anche questo non credo sia mia responsabilità.

    3) Ma andiamo al sodo. La confusione credo sia solo la tua. Qui nessuno ha mischiato glicemia e insulina. Ma ti siamo immensamente grati per esserci venuti a portare questa "ventata" di novità di uno studio del 1997! Ha davvero rivoluzionato la scienza dell'alimentazione se in 16 non lo ha considerato nessuno. E ti spiego rapidamente il motivo.

    Prima di tutto, il mio post non è entrato volutamente nel merito dello studio, ma si è limitato al messaggio di base: la "scienza" vegana è una contraddizione in termini. Esiste l'etica vegana, ma le basi scientifiche per questo tipo di scelta ve le state inventando mano a mano e sempre con risultati davvero ridicoli. Ma entriamo nel merito dello studio che tanto ti ha colpito.

    Prima di tutto, basare uno studio prendendo come riferimento i kJ o le kcal è anacronistico (ma lo studio è del 1997, per cui ci sta. Il problema è che tu lo hai preso come riferimento nel 2012! Magari aggiornati....), visto che si è dimostrato da anni che nell'alimentazione le calorie sono quanto di più relativo esista.

    Il nostro corpo non è una centrale a carbone, ma un laboratorio chimico, per cui l'interazione con gli alimenti non si basa su meri calcoli quantitativi, ma qualitativi. 100 calorie di riso e 100 calorie di pesce sono due mondi completamente diversi, con risposte diametralmente opposte. E adesso ti do la notiziona!

    Devo dire che provo tenerezza e quasi commozione per il tuo entusiasmo. Scoprire che alimenti privi di carboidrati stimolano una risposta insulinica dev'essere stato avvincente come un romanzo di Ken Follet, immagino. Quella notte lì, hai dormito oppure hai girato per casa saltando di gioia? Scusa l'ironia, amico mio, ma devo dire che ve la cercate proprio. Ma perché vi piace coprirvi di ridicolo? Perché non siete un pochino umili e ricominciate a studiare seriamente, magari non con le tesine di Vaccaro. Ah scusa, dimenticavo di spiegarti perché alimenti "privi" di carboidrati danno una risposta insulinica, a volte anche forte. Se rileggi bene lo studio, scoprirai che per dare 1.000 kJ di pesce (questa è una conferma di quanto sia privo di senso basarsi sulle calorie) hanno dovuto far mangiare 333g di questo alimento, che corrispondono a 56,3g di proteine pure. Ecco. Secondo te il nostro corpo è in grado di gestire una tale quantità di proteine in un colpo solo? E dove le mette, se non sei Arnold Schwarzenegger?! Te lo spiego subito. Le smonta e le trasforma in..............................................................................................(suspence) ...........................................................................................................................................................................

    ZUCCHERI!!! TA DAAAAA'!


    Quindi, per ribadire per l'ennesima volta che fare esperimenti basandosi sulle calorie è sbagliato, ANCHE alimenti privi di zuccheri possono dare una risposta insulinica se assunti in quantità ESAGERATA.
    Per concludere, caro Adalberto, sappi che metà mattinata l'ho persa per risponderti nel merito. Ma è stato utile, ho avuto modo di dare altre informazioni. Però basta così, direi.
    Sai, prima di permettermi di criticare certe posizioni, mi sono preso la briga di leggere i libri che scrivono i vegani e di fare delle verifiche. Tu hai letto altro oltre quelli? Nel caso non l'avessi fatto, visto che hai padronanza con l'inglese, ti consiglio "Primal Body Primal Mind" della Gedgaudas. Fai un atto di umiltà, come ho fatto io leggendo The China Study. Poi ci confrontiamo davvero, lo faccio volentieri. Ma tieni fuori l'ideologia dalla scienza, grazie.

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