sabato 23 novembre 2013

Vitamina D per i secchioni



Come promesso, ecco un interessante approfondimento sulla vitamina D da parte del dott. Paolo Antolini, biochimico.
Ne approfitto per ricordarvi che sabato prossimo, 30 novembre, si svolgerà ad Assago (Milano), presso l'Holiday Inn, un interessante convegno organizzato da noi pazienti, nel quale si parlerà anche di vitamina D. Avete due modi per partecipare e sostenere questa importante iniziativa:

  1. a questo link trovate il programma e le modalità per partecipare;
  2. a quest'altro link trovate invece le indicazioni per sostenere il nostro lavoro, prenotando il DVD.
E adesso, buona lettura.



"Dopo aver scritto un ottimo articolo su questa fondamentale vitamina, il buon Leonardo mi ha chiesto di approfondire ulteriormente l'argomento per cercare di scavare il più a fondo possibile il ruolo e il funzionamento dell'ORMONE D in tutte le dinamiche che ci riguardano più da vicino, cioè la patologia autoimmune.
Premetto che il pezzo sarà piuttosto tecnico, pure se cercherò di renderlo comprensibile anche alla "casalinga di Voghera". Per capire a fondo come la vitamina D può rivelarsi un prezioso alleato, occorre conoscere i vari componenti del sistema immunitario e come interagiscono tra loro, proprio perchè il colecalciferolo è una sostanza immunomodulatrice. Immunomodulazione significa capacità di agire sul funzionamento  del sistema immunitario, di modificare cioè il suo funzionamento e la sua capacità di risposta verso le aggressioni esterne e nel nostro caso contro il self.
Più che un articolo ci si potrebbe scrivere un libro, ma veniamo ai punti salienti. Individuiamo nella prima parte i protagonisti della risposta immunitaria, soprattutto quelli che vengono influenzati dalla vitamina D, e vediamo come essi modificano il loro comportamento in assenza o in presenza della vitamina.
Il sistema immunitario è molto ben organizzato, è composto da numerosi tipi di cellule diverse che sono in grado di produrre e secernere centinaia di sostanze che portano alla morte della cellula bersaglio, e un sistema così complicato prevede una struttura a piramide dove alcune cellule controllano e si coordinano per adattare l'esercito immunitario a rispondere nella maniera più efficace ai più disparati tipi di attacchi esterni. Sappiamo anche che qualche volta il nostro sistema fa cilecca e non è più in grado di distinguere il self dal non-self causando tutta la catena di patologie che ci affliggono.
In tutto questo complicato sistema la vitamina D entra in maniera determinante proprio nel sistema di comunicazione tra i vari componenti del sistema, up-regolando o down-regolando la moltiplicazione, l'attivazione o lo spegnimento dei nostri soldati difensori.
Il timo, i linfociti T, le cellule dendritiche, le cellule APC, oltre che ogni cellula del nostro organismo, presentano sulla loro membrana un recettore per la vitamina D (VDR), capace di legarsi alla forma attiva della vitamina D, che per brevità chiameremo da ora in poi 1.25 OHD.
La nostra specie si è evoluta in una grande abbondanza di vitamina D, i nostri antenati passavano all'aperto la maggior parte della loro giornata e grazie alla sintesi solare avevano valori altissimi di forma attiva nel sangue. Tra l'altro non utilizzavano nemmeno creme solari che oggi impediscono ai raggi ultravioletti di promuovere la sintesi della vitamina D...
La epidemiologica carenza di vitamina D ritengo sia una delle più importanti cause dell'aumento così preponderante delle patologie autoimmuni avvenute in questi ultimi 50 anni proprio per la perdita di capacità della coordinazione immunitaria, che in pratica fa funzionare la complessa macchina. Come stare nel caotico traffico di Roma con i semafori spenti...
Il nostro sistema per poter essere così adattabile ad ogni forma di aggressione è composto da cellule pluripotenziali che, a seconda degli stimoli che ricevono, possono evolversi in una forma o in un'altra e di conseguenza tutta la cascata immunitaria che ne deriva può cambiare radicalmente.

Linfociti T - Cellule dendritiche - Macrofagi
Il linfocita T è una delle cellule più importanti del sistema, è  il responsabile dell'immunità cellulo-mediata, quella di tipo adattivo.
Nasce nel midollo osseo come cellula non differenziata, ma viene poi mandato nel timo per la sua conversione in linfocita T nudo, cioè vergine al contatto con l'antigene.
Sia il timo che la cellula in sé sono avidissimi di vitamina D, in mancanza della quale la creazione e la maturazione del linfocita maturo diventa assai più complicato, e di conseguenza il sistema immunitario perde enormemente di efficacia. Mamme avete presente il vostro bambino che si ammala di continuo? Provate a controllare il livello della vitamina D ed è assai probabile che vi dimenticherete cosa sia l'influenza.
Il infocita T per funzionare e partire all'attacco dell'antigene lavora in collaborazione con un particolare tipo di cellula che si definisce cellula APC, di cui le cellule dendritiche (CD) fanno parte. Una cellula APC ha in pratica la funzione di catturare l'antigene, mostrarlo bene  sulla sua  superficie e dare modo al linfocita T di studiarlo e promuovere la risposta immunitaria per esso. Senza vitamina D  le CD hanno un enorme leak di funzionamento.
Tra i linfociti T esiste una sottopopolazione che si chiama T Helper, che è in pratica il vigile urbano del sistema, principale produttore delle interleuchine, che sono in pratica il linguaggio con cui i nostri globuli bianchi comunicano. Le interleuchine sono decine, ma quella che ci interessa di più è l'interleuchina 12.
La vitamina D ha la capacità di intervenire sullo sviluppo delle cellule dendritiche e a livello di trascrizione genica sulla sintesi dell'IFN alfa e, grazie alla sua capacità di ridurre queste due sostanze, esplica la sua azione di controllo dell'immunità mediata di tipo TH1 in favore di quella TH2. Ovviamente la maggior parte delle patologie autoimmuni è mediata da un eccesso di TH1 e la sua down regolazione è in grado di dare grandissimi benefici ad ogni malattia che ha questa base immunologica.
Inoltre la vitamina D ha la capacità di favorire la maturazione dei monociti in macrofagi. I macrofagi sono in pratica dei "mangioni" che grazie alla loro struttura hanno la capacità di inglobare e distruggere una cellula nemica. La maggiore quantità di macrofagi efficaci garantisce al sistema immunitario difese molto agguerrite contro ogni invasore.
Quindi, riepilogando, la maggiore disponibilità di vitamina D serica porta ad una maggiore capacità di reagire alle infezioni e al contempo una inibizione dell'autoimmunità cellulo-mediata.

Polimorfismo del VDR
Voglio sottolineare questo aspetto che è molto importante: in moltissimi malati di Chron è presente un polimorfismo del recettore della vitamina D, si presenta cioè un recettore con una minore affinità, che ha più difficoltà nel legare la 1.25 OHD, causando cioè un sintomo di carenza anche in presenza di tassi adeguati nel sangue, figuriamoci nella situazione di grave carenza in cui si trova la media della popolazione.
Chiaramente per ovviare alla minore sensibilità del recettore, diventerà importante aumentare la quantità di vitamina D disponibile, in modo da generare una corretta risposta immunitaria.

Fattori limitanti la disponibilità di 1.25 OHD
La vitamina D subisce due tappe di attivazione prima di poter essere utilizzata dalle varie cellule dell'organismo, capire questi meccanismi è fondamentale per poter arrivare all'assunzione giornaliera adeguata.
Come spiegato benissimo da Leonardo nel suo precedente articolo, la vitamina D, intesa come colecalciferolo, al momento della sua produzione tramite raggi solari, oppure tramite l'assorbimento intestinale, subisce due idrossilazioni: la prima ad opera dell'enzima idrossilasi che converte la vitamina D in 25 OHD (che è quella che si va a ricercare nell'apposito esame) a livello epatico e la seconda a livello renale ad opera di due ulteriori idrossilasi che sono la 1α-idrossilasi e la 24-idrossilasi che trasformano rispettivamente la 25 OHD in 1.25 OHD, forma attiva, oppure in 24.25 OHD che è una forma inattiva. Ovviamente quest'ultimo è un meccanismo di controllo che serve per evitare sovraconcentrazioni che possono portare ad eccessivo assorbimento di calcio a livello renale.
Sottolineo questo passaggio proprio perché esistono diversi polimorfismi di questi enzimi. Ne sono stati individuati almeno 3 varianti e, a seconda della variante posseduta, si ritrova una diversa affinità col substrato, rendendo molto diversa la quantità di vitamina D introdotta necessaria ad un corretto dosaggio della forma attiva.
Ciò sta a significare che possono essere necessari dosaggi molto diversi da persona a persona proprio dovuto al differente pattern enzimatico presente.
Altro fattore importante è la sensibilità del VDR, come suddetto.

Vitamina D e Paratormone (PTH)
Il calcitriolo (1.25 OHD) e il paratormone tra di loro hanno una funzione antagonista.
Il PTH è prodotto dalle paratiroidi e interviene nel metabolismo del calcio, favorendo il rilascio del calcio osseo nei fluidi extracellulari nel caso venisse rilevato un tasso di calcio ematico insufficiente.
Insieme a ciò promuove la sintesi di 1.25 OHD a livello renale per aumentare l'assorbimento di calcio a livello renale e intestinale.
A sua volta la vitamina D inibisce la sintesi di PTH per evitare che si crei un circolo vizioso in cui i due ormoni continuino ad essere prodotti senza sosta, causando un cortocircuito nel fondamentale metabolismo del calcio.
Uno dei modi per valutare il corretto dosaggio di vitamina D è verificare che il PTH sia nel corretto range, né alto e né troppo basso.
Altro valore da tenere sotto controllo è la calciuria, che se eccessiva significa che ci troviamo in presenza di una ipercalcemia e rischiamo di intasare i filtri renali, un po' come succede con il calcare nel rubinetto di casa.

Conclusioni
Spero di aver chiarito un po' delle dinamiche che riguardano questa sostanza fondamentale e come essa si riveli così importante proprio per il nostro caso.
Molto sta cambiando nelle linee guida ufficiali sulla RDA della vitamina D. Se già due anni fa sentire parlare di integrazioni di 4/5000 ui al giorno erano considerate folli, adesso le stesse autorità iniziano a parlare di 10.000 ui al giorno come di dosaggi sicuri.
Sono convinto che sempre più la vitamina D sarà presa in considerazione proprio nelle patologie autoimmuni, sia come sostanza fondamentale che come prevenzione per decine di malattie, tumori compresi.
Mi auguro che voi che state leggendo siate riusciti a capire quanto sia importante questa vitamina nella salute globale e che corriate a misurare il vostro livello. Potrebbe risparmiarvi moltissimi fastidi.
Con affetto.
Paolo."

martedì 19 novembre 2013

Prevendita DVD


Ok, ho deciso. Mi sembra saggio seguire i vostri suggerimenti e, soprattutto, le vostre richieste.
Tutti coloro i quali vorrebbero essere a Milano sabato 30 novembre e non possono per motivi personali, quelli che possono permettersi solo il costo dell'ingresso (20 euro), ma non viaggio e alloggio, infine quelli che ci tengono a dare un loro contributo personale alla realizzazione dell'evento, per tutti voi c'è la possibilità di prenotare il DVD che verrà realizzato in occasione del convegno, con gli interventi di tutti i relatori e i miei brevi contributi. A me non piace l'idea di chiedere una donazione, per cui ho trovato giusto questo sistema. Il prezzo è sempre di 10 euro + 2 di spedizione, come il precedente DVD del convegno di Roma, che è anch'esso ancora disponibile.
Ad oggi abbiamo avuto già 60 iscrizioni, meglio della volta scorsa a Roma, considerando che mancano ancora un paio di settimane, per cui siamo felici di sentirvi così partecipi. Naturalmente non siamo soddisfatti, perché lo saremo solo quando riempiremo lo stadio Olimpico :-)
Scherzi a parte, vi ringrazio fin d'ora per il vostro contributo (in cambio di materiale "scottante"), perché ci permetterà anche di lavorare più sereni, sapendo che alla fine non ci rimetteremo soldi di tasca nostra. Quindi, prenotate, prenotate, prenotate!
Di seguito le modalità:

Il pagamento di € 12 di  può essere effettuato in due modi:

Bonifico bancario: Intestato a: GIAMPAOLO ANTOLINI, Iban IT27C0200811710000011169080, Causale: prevendita DVD convegno Milano
Ricarica Postepay: Intestata a: IACOPO PAOLUCCI, N°carta: 4023600650417241, Codice fiscale: PLCCPI83L07I921C

Inviate poi un'email con i vostri dati completi per la spedizione e una copia dell'attestazione dell'avvenuto pagamento a p.antolini.nielsen@gmail.com
Nel caso vogliate anche il primo DVD (totale € 22, cioè 10+10+2) o soltanto il primo di Roma (sempre € 12), specificatelo sempre nell'email. In caso contrario, sarete inseriti semplicemente nell'elenco di persone alle quali a gennaio verrà spedito il DVD di questo convegno di Milano.
Per chi non lo sa, questo era il programma con i relatori di Roma e questo di Milano.

lunedì 11 novembre 2013

Vitamina D e sua integrazione - Istruzioni per il non abuso


Premessa al post: ciao, sono Leonardo Rubini. Ho 40 anni e mi è stata diagnosticata la rettocolite ulcerosa quando ne avevo 24. Negli ultimi 4 anni ho seguito un percorso improntato sull'alimentazione e sul corretto stile di vita. La mia situazione è nettamente migliorata, anche se l'estate scorsa e anche questa ho avuto una ricaduta controllata con il cortisone (mentre tutti gli altri farmaci li avevo già sospesi da tempo e mi sono evitato il biologico). Non c'è nulla che mi induca a pensare di aver intrapreso la strada sbagliata e anche le vostre numerose testimonianze me lo dimostrano. Ci sono piuttosto da migliorare alcuni aspetti. Uno di questi è la vitamina D. Però ricordatevi sempre una cosa: io non sono un medico, non sono un ricercatore e non ho neanche una laurea. Sono un paziente autodidatta e tutto quello che scrivo è frutto dei miei studi e delle mie osservazioni. Non dimenticatelo mai. E per quanto goda della vostra stima, e spesso mi sorprenda leggere che avete più fiducia in me che in tanti dottori (cosa che purtroppo non faccio fatica a credere, visti anche i miei trascorsi), è mio dovere rammentarvi ogni tanto che il mio ruolo qui è solo quello di fare informazione. Cerco di divulgare nel modo più onesto, sereno e scientifico possibile ciò che accade nel mondo per quanto riguarda l'impegno che medici e ricercatori mettono per trovare soluzioni alle patologie più gravi e comuni, soprattutto evitando i soliti farmaci.
Non sottovalutate neanche la mia posizione: così come voi, anche io lotto e, in una certa misura, "spero", per quanto non sia mai stato uno dai facili entusiasmi e voglio sempre avere un riscontro di quello che leggo.
Chiarito questo, andiamo avanti e solo il tempo potrà dire se e quanto ho ragione sulla vitamina D.

Me lo aspettavo! Dopo la pubblicazione di questo mio post sulla vitamina D e, nello specifico, sul protocollo del medico brasiliano Dr. Cicero Coimbra che tratta malati di sclerosi multipla e di altre patologie autoimmuni con alte dosi di Vitamina D, si è scatenato uno tsunami di email e di messaggi privati sui social network per saperne di più. Ero molto indeciso se scrivere o meno questo post "tecnico" sulla supplementazione di vitamina D, ma siete davvero in tanti a chiedermi chiarimenti e a sentire l'urgenza di migliorare le proprie condizioni di salute, per cui ho pensato di risolvere la questione nel miglior modo possibile: mi limiterò a darvi delle informazioni ufficiali, sarete poi voi a farvi carico del coinvolgimento dei medici che vi seguono. Io non posso e non voglio assumermi responsabilità che non mi competono. Dico di più: il mio primo obiettivo è quello di ripristinare un rapporto sano e di fiducia tra medici e pazienti, e per fare questo tutti devono prendersi la loro parte di responsabilità. I medici devono tornare a una loro capacità individuale di giudizio autonomo e indipendente, devono sentire sulle loro spalle la responsabilità di essere sempre aggiornati e di ricercare la cura migliore per ciò di cui si occupano, senza essere schiacciati dagli interessi delle case farmaceutiche. Dall'altro lato, i pazienti devono diventare parte attiva, smetterla di vivere nel vittimismo e nella ricerca della soluzione fuori da loro stessi. Uscire dalla dipendenza psicologica del farmaco come deus ex machina e prendersi anche loro la responsabilità di capire e di pretendere che gli venga spiegato in modo chiaro ed esauriente come e perché gli viene somministrata una determinata terapia. Per capirci, quando i medici mi hanno detto che dovevo prendere mesalazina, cortisone, azatioprina, forse infliximab più avanti, ecc., io ho chiesto loro: "Ma perché mi date dei farmaci così ricchi di effetti collaterali senza conoscere le cause della mia malattia?". Ecco, intendo questo. Perché la loro risposta è stata ed è talmente vaga, che basta poco per metterli in crisi. Quindi, mettete in crisi il vostro medico, stringetelo all'angolo, fategli capire che volete di più. Questa è la vostra responsabilità! Per farlo, dovete informarvi il più possibile, non avete alternative. Ad oggi, questo blog ha superato le 350.000 visualizzazioni. Sono tantissime e sono il segno di un triste successo. Questo blog non dovrebbe semplicemente esistere. Ma i tempi sono quello che sono e qualcosa mi dice che ciò che sto provocando da due anni a questa parte avrà un seguito sempre maggiore. Non posso far altro che dare le mie energie migliori a questo progetto, ma, ripeto, con il preciso obiettivo di far tornare la classe medica nel suo ruolo: curare le persone al di fuori di qualsiasi interesse economico che non sia la giusta parcella che percepiscono o lo stipendio da dipendenti del SSN.

Fatta questa doverosa (doppia) premessa, fatevi questa benedetta analisi della vitamina D, ricordando che l'esame da fare è il 25(OH)D. Il vostro medico valuterà la carenza o meno del livello nel sangue, ma siate anche voi attivi in questo e leggetevi le nuove linee guida nazionali a riguardo. Guardatevi anche questa intervista del prof. Rossini dell'Università di Verona che spiega le nuove linee guida. Ma attenzione! Chi ha una patologia autoimmune, molto probabilmente ha una necessità di Vitamina D più alta di una persona sana. C'è una carenza implicita nella metabolizzazione di questo ormone (la vitamina D è un ormone) e sono richiesti livelli più alti nel sangue per ovviare a ricadute. Il Vitamin D Council dà delle indicazioni molto interessanti a riguardo (se non sapete l'inglese, usate google traduttore. Vedrete che capirete quasi tutto. Siate attivi!). E' interessante sottolineare che il prof. Rossini parla di integrazione da 2.000-4.000 UI al giorno e accenna al fatto che fino a 10.000 UI si è in sicurezza. Sono livelli decisamente più alti del passato.

La dose giornaliera da prendere va stabilita con il vostro medico, in base alla vostra situazione clinica e ai livelli riscontrati nel sangue. Sicuramente bisogna fare un monitoraggio dopo 3 mesi per vedere come e quanto è cresciuta la vitamina D nel circolo ematico, così come bisogna monitorare altri valori, tipo il PTH, la calciuria, la calcemia, ecc. Ma queste cose il vostro medico le sa e, se non le sa, cambiate medico! Bisogna essere chiari, senza troppi problemi, perché la salute è la nostra. A questo proposito, ribadisco che la tossicità della vitamina D è legata a una eventuale ipercalcemia, per cui non è la vitamina D stessa che può essere tossica, ma un eccessivo assorbimento di calcio. Per questo vanno monitorati una serie di valori per stare in sicurezza. Perché la sicurezza viene prima di tutto e non vi mettete in testa che più vitamina D prendete e meglio state. Non è così. Le cose si fanno col cervello e seguiti da un professionista, sempre.

Per inciso, mangiate bene! In questo blog c'è materiale sufficiente per capire cosa intendo. Non pensate che basti avere la vitamina D in ordine per essere al sicuro. Lo stile di vita sano va inteso sempre a 360°.

Vi ricordo che sabato 30 novembre sarò a Milano (Holiday Inn di Assago) per un convegno dove parleremo anche di vitamina D. In meno di due settimane abbiamo avuto già più di 60 adesioni! Vi consiglio di esserci, perché sarà un evento ricco di informazioni utili. Qui trovate tutte le indicazioni. Ne approfitto per rassicurare molti di voi che già mi hanno scritto che darebbero un occhio della testa per esserci e, soprattutto, per contribuire alla riuscita dell'evento. Già, perché è tutto autofinanziato (cioè noi anticipiamo i soldi di tasca nostra!). Non a caso chiediamo solo 20 euro per esserci, quando ce ne vorrebbero almeno 100 per una conferenza di questo livello (oppure gratis se organizzata da case farmaceutiche. Ma a quale prezzo per l'indipendenza?!). Quindi, abbiamo pensato anche a voi che non avreste problemi a contribuire con 20 euro, ma che non avete i soldi per il viaggio e per l'eventuale pernottamento, e che volete comunque vedere il convegno, o comunque aiutarci a realizzarlo. Come per il primo a Roma, anche in questa seconda occasione realizzeremo un DVD. Stiamo decidendo in questi giorni se lanciare una prevendita oppure no. Ma sarà comunque disponibile per tutti a partire da gennaio. Questo non vi scoraggi dal venire di persona, perché interagire e poter fare domande è molto più importante che visionare del materiale, anche se comunque interessante. Sarà inoltre un'occasione per conoscerci e per incontrare persone che stanno seguendo un percorso simile al vostro. Usciamo dalla virtualità e facciamo gruppo, saremo più forti!

P.S.: vi ho detto tutto quello che potevo sull'integrazione di vitamina D. Siate comprensivi e non chiedetemi oltre, mi mettereste solo in difficoltà. Mi sto impegnando per sensibilizzare chi di dovere sull'argomento, per cui sarebbe controproducente un mio uscire dal ruolo di semplice divulgatore e di blogger. E a proposito di informazione, guardate questa intervista al papà di Davide, un ragazzo di 31 anni che dalla nascita soffre di crisi epilettiche (fino a 50 al mese) e solo ora è riuscito a scendere a 1-5 crisi grazie anche alla supplementazione di vitamina D.

domenica 3 novembre 2013

Quando non basta l'ABC..... c'è D+



A volte dimentichiamo di farci le domande più semplici, tipo: "Possiamo vivere senza il sole?".
Ecco, avere una carenza di vitamina D equivale a farlo!

Non so da dove cominciare, davvero. Sono emozionato, sono felice, sono entusiasta! In fondo a questo post vedrete un video e capirete perché.
Parto dal titolo e poi faccio un passo indietro.....

Cosa intendo per ABC?
Attività fisica;
Benessere mentale;
Cibo.

Cosa intendo per D+?
D = vitamina D;
+ = altri integratori (omega 3, magnesio, vitamina K2, ecc.)

E ora il passo indietro.
L'estate scorsa ho avuto una ricaduta della mia rettocolite ulcerosa e, in quel caso, il fattore stress giocò un ruolo sicuramente fondamentale. Detto questo, ad aprile dello stesso anno avevo misurato la mia vitamina D nel sangue, constatando un valore assolutamente scarso: 22 ng/ml. Questo esame si chiama 25(OH)D e vi consiglio di appuntarvelo e di andarlo a fare subito, tutti!
All'epoca feci un tentativo molto vago di integrare questa carenza, anche perché mi sentivo molto protetto dall'alimentazione e non stavo male. Poi arrivarono l'estate, lo stress e la ricaduta. A quel punto la carenza di vitamina D era passata in secondo piano e mi concentrai sul tema comunque interessante della gestione del benessere mentale.
Comunque sia, a maggio dell'anno scorso venni contattato da una ragazza, A., che non finirò mai di ringraziare per tutte le informazioni che mi sta dando e che, indirettamente, arriveranno a voi nei mesi a seguire. Lei ha una brutta malattia, la sclerosi multipla, e, come me, non si è mai arresa ai pareri dei medici, per cui ha deciso di intraprendere la sua battaglia con l'unico mezzo disponibile: la ricerca di informazioni. All'epoca mi raccontò di essere venuta a conoscenza di un medico brasiliano, che applica un protocollo basato su altissime dosi di vitamina D per trattare la sclerosi multipla, e non solo, attraverso un libro di Jeff Bowles. Il nome del medico brasiliano è Cicero Galli Coimbra. Naturalmente mi interessai subito alla questione, ma come detto prima, non la collegai in modo così importante al mio problema e alla mia carenza dimostrata dalle analisi.

NOTA: le linee guida dicono che sotto i 10 ng/ml la vitamina D è carente, sotto 20 insufficiente e sopra i 30 auspicabile. Be', ovviamente le cose non stanno affatto così! I maggiori esperti mondiali di vitamina D consigliano valori molto più alti e, nel caso di malattie autoimmuni, tendono a portare i livelli di D3 tranquillamente oltre i 160 ng/ml.

Anche considerando i parametri ufficiali per i livelli ottimali di vitamina D, non diedi troppo peso alla questione e tirai dritto. Non l'avessi mai fatto! (A quanto pare le mie ricadute sono molto utili a me e a voi in termini di informazioni preziose. Facciamo un patto però, questa è l'ultima volta!) Così, a fine agosto di quest'anno ho avuto di nuovo una ricaduta. Ho provato a fare dei cambiamenti nella mia strategia alimentare, ho provato a migliorare la mia flora batterica con clismi di probiotici, ho avviato un proficuo dialogo con l'ospedale Gemelli per far partire la terapia fecale in Italia anche per le malattie infiammatorie croniche intestinali..... insomma, non mi sono di certo arreso di fronte al nuovo scivolone. Ma le settimane sono passate e miglioramenti non ce ne sono stati. Alla fine ho dovuto per forza inserire il cortisone nella mia solita dose d'impatto di 50mg per venirne a capo.
Poi, un giorno, mi si è accesa la lampadina e mi sono ricordato della ragazza con la sclerosi multipla e di quella terapia con alte dosi di vitamina D. Così l'ho contattata e mi ha raccontato che le cose per lei andavano alla grande, che non aveva nuove lesioni e che il suo stato di salute era migliorato notevolmente. Nessuna ricaduta per lei ed era stata in Brasile per farsi visitare personalmente dal Dr. Coimbra. Aveva avuto modo di entrare in contatto con tantissime persone che seguono questo trattamento e di continuare a comunicare con loro tramite facebook. E' importante dire che le testimonianze valide su una patologia come questa sono a distanza di anni dall'inizio della cura e vanno comprovate con riscontri oggettivi, come la risonanza magnetica. Per questo A. è in attesa di prove tangibili e, per ora, vuole giustamente rimanere in disparte. Non c'è nulla di peggio di dare false speranze, anche se i 1.500 pazienti del Dr. Coimbra in 10 anni di attività e con un 95% di casi dimostrati di miglioramento sono decisamente un fatto concreto!
Così, A., molto gentilmente, mi gira una serie di informazioni e di articoli scientifici, dandomi la possibilità di cominciare a studiare seriamente il tema. Ciò che ne esce fuori è sconvolgente: la relazione tra stati patologici e carenza di vitamina D è inequivocabile. Lascio ai più interessati di voi una ricerca dettagliata su siti come PubMed e Scirus, anche se a questo link ho stilato un rapido elenco di studi da visionare. Ovviamente faccio di nuovo l'analisi della 25(OH)D e ottengo un pessimo 27 ng/ml. Appena letto il valore sono saltato dalla gioia! Perché? Perché è una conferma, perché adesso so con certezza che manca una gamba al tavolo e che non poteva stare in piedi solo su 3. Bastava poco per farlo cadere.

Ma accenniamo qualche nozione sulla vitamina D, così capiamo meglio quanto sia fondamentale.
Prima di tutto non è una vitamina, ma un ormone. Venne erroneamente chiamata così perché si era scoperto che il consumo di olio di fegato di merluzzo, ricco di questa sostanza, era utile in malattie come il rachitismo. Così si pensò che facesse parte di quel mondo.
In realtà la vera fonte di vitamina D è il sole, che, irradiandosi sulla nostra pelle, stimola una reazione chimica che porta alla formazione di questo ormone. Il tutto grazie al tanto vituperato colesterolo, di cui vi ho raccontato la favoletta qui e qui, senza il quale non solo saremmo morti, ma non avremmo neanche vitamina D nel sangue! Ma ecco uno schema esemplificativo tratto dal libro di Michel Holick, ad oggi il maggior esperto di Vitamina D al mondo.


Cliccate sull'immagine per ingrandirla e vedrete che, oltre alle fonti alimentari, in realtà il 90% di vitamina D si forma attraverso il precursore provitamina D3 (7-deidrocolesterolo) presente sulla nostra pelle, che assorbe solo la gamma "B" dei raggi ultravioletti (raggi UVB) per creare così la previtamina D3. Ed ecco formarsi vitamina D proprio attraverso le cellule della pelle. Non è fantastico?! A questo punto entra nel circolo sanguigno, ma prima di poter mettere in atto tutte le sue funzioni come ormone deve seguire due processi: il primo attraverso il fegato e il secondo nei reni. Così si passa dalla formula 25-vitamina D alla forma attiva chiamata 1,25-vitamina D. Una delle scoperte più importanti fatte da Holick è nella capacità di trasformazione dalla prima alla seconda versione attraverso altri canali che non siano i reni, cioè in aree legate alla prostata, al seno, al cervello, alla paratiroide e alle cellule immunitarie. L'uomo è in grado di formare vitamina D attiva attraverso il suo corpo e il risultato è un ormone immediatamente disponibile all'occorrenza che nasce e muore in quella stessa area di utilizzo. Come vedete dalla figura, la 1,25-vitamina D che si forma attraverso i reni ha delle funzioni (regolazione della pressione, produzione di insulina, ecc.), mentre quella che si crea attraverso le cellule distribuite nel nostro corpo ne assume altre relative all'area interessata (regolazione della replicazione cellulare, regolazione della produzione del paratormone, efficienza del cervello, regolazione della capacità immunologica, prevenzione delle malattie autoimmuni, ecc.).
Evito di entrare troppo nei dettagli e di essere eccessivamente tecnico, anche perché non ne sono all'altezza fino in fondo. Mi interessa che capiate e che non ci siano dubbi su quanto vi sto spiegando e su quanto il video che seguirà rappresenti uno spartiacque nella prevenzione e cura delle malattie da qui al prossimo futuro.

Adesso vi faccio un breve riassunto della storia della vitamina D dal punto di vista evolutivo (alla fine, sempre lì si va a finire!).
Seguendo il mio blog, ormai dovreste sapere che ogni aspetto della nostra vita è drammaticamente influenzato da ciò che la Natura ha saputo scolpire nel nostro DNA nell'arco di milioni di anni. Ogni lettera del breve alfabeto che vi ho proposto (A, B, C e D) va sempre riferita a questo concetto.

Attività fisica
Siamo dei camminatori instancabili, l'attività aerobica continua non fa per noi, abbiamo dovuto sviluppare caratteristiche affini alla caccia e alla fuga, quindi esplosioni di potenza con sforzi brevi e intensi. Correre un'ora per allenarci non è quindi il massimo, molto meglio 20 minuti di sforzo intenso, dopo un minimo di riscaldamento.

Benessere mentale
Lo stress è un fattore inevitabile per tutti gli animali del pianeta, il problema è che è diventato cronico per noi. Per motivi di sopravvivenza, abbiamo una capacità fenomenale di risposta agli stimoli. Fight or flight (lotta o fuggi) è il nostro motto e il metabolismo dà il massimo di se stesso quando viene chiamato a reagire. Una preda da catturare, un leone dal quale fuggire. Ma erano eventi rari e di breve durata, per cui gestibilissimi. La fregatura è che un automobilista che ci taglia la strada o un collega che ci infastidisce creano la stessa reazione. Allora viviamo "a bagno" nel cortisolo e sono guai. Lo stress uccide letteralmente e imparare a gestirlo è fondamentale. In questo bell'articolo viene spiegato come già vivere lo stress con un pensiero positivo sia un'ottima strategia per non subirne le conseguenze.

Cibo
Qui aggiungo poco. "Noi siamo ciò che mangiamo" vi dovrebbe bastare. Dico solo che dovete mettere 10.000 anni di storia recente (dalla scoperta dell'agricoltura) nella dimensione evolutiva che gli compete, per cui alimenti come cereali, latticini e legumi sono poco adatti al nostro DNA e sono i primi da eliminare in una strategia nutrizionale di tipo terapeutico. Quei 100 secoli rappresentano circa 5 minuti in un orologio di 24 ore, che è da quando siamo comparsi sulla terra. Ed è nella stessa prospettiva che dovete inquadrare la vitamina D. Anzi, ancora di più. Vediamo perché.

Vitamina D
E' un immuno-modulatore che risale alla notte dei tempi ed è fondamentale per l'assorbimento del calcio e la formazione delle ossa. Parliamo di circa 500 milioni di anni fa. Dagli studi di Holick se ne è trovata traccia in un fitoplancton già esistente a quei tempi. Poi, 350 milioni di anni fa circa, si sono formate le prime specie fuori dagli oceani e hanno dovuto affrontare subito un problema, dato che lì fuori le quantità di calcio erano e sono risibili in confronto a quelle presenti nell'acqua salata e disponibili nel fitoplancton e zooplancton di cui si nutrivano: come formare dunque calcio per lo scheletro e il resto? Nel terreno e nelle piante ce n'è, ma non abbastanza. Ed ecco che si perfeziona il meccanismo che porta alla formazione di vitamina D, con tutte le caratteristiche che vi ho accennato e che permette una serie di funzioni importanti, tra cui l'assorbimento del calcio, appunto.
Problema dell'essere umano moderno: l'Homo sapiens nasce e si avventura fuori dall'Africa circa 500.000 anni fa, ma prima di esso ci sono milioni di anni di evoluzione, circa 7 se risaliamo alle scimmie ancestrali, durante i quali la vitamina D, e il suo metabolismo, ha stabilito delle regole ben chiare. Noi siamo inevitabilmente soggetti a quelle regole, che tra l'altro rendono più difficile la creazione di vitamina D nelle popolazioni che vivono a nord di Lampedusa (non ho scritto Milano, ma Lampedusa!). A questo aggiungiamo che lo stile di vita moderno ci porta a vivere al chiuso, che da qualche decennio l'industria cosmetica ha dichiarato guerra ai raggi UVB con le creme protettive (un fattore di protezione da 8 in su riduce l'assorbimento di vitamina D dal 90% in poi. Un disastro!) e che le persone con determinate patologie hanno una capacità di formazione della vitamina D decisamente carente, soprattutto se con problemi intestinali.
Visto che la vitamina D è coinvolta nel 20% delle funzioni delle cellule del nostro organismo e che ha a che fare con tutte loro, come si può affrontare una patologia in presenza di una grave carenza di vitamina D? Non si può! Una soluzione è quella di decidere di cambiare latitudine e di passare le proprie giornate al sole (facendo sempre attenzione a non scottarsi, preferendo esposizioni rapide e intense nelle ore centrali ricche di UVB e povere di UVA e dedicando comunque sempre attenzione a cibo, stress e attività fisica). Ma se si ha comunque una patologia che rema contro l'assorbimento della vitamina D e ne riduce la sua capacità, anche questa soluzione può non bastare. Rimane solamente la supplementazione. Per quanto io vivrei esclusivamente di soluzioni naturali, la realtà mi ha dimostrato tutt'altro. E quando tu non rispetti A, B, C, D e +, succede che sei costretto ad arrivare alla lettera "F", cioè ai farmaci. Cortisone, immunosoppressori, farmaci biologici, ecc.
In questo senso, il mio appello è davvero molto semplice e spero che l'1% dei medici lo ascolterà e deciderà di approfondire scientificamente la questione, perché il tutto non si riduce a questo mio articolo e al video che ne segue, ma all'esperienza di altri medici, ricercatori e pazienti: prima di dare Farmaci ai vostri pazienti (a meno di situazioni di emergenza), occupatevi del loro bisogno di Attività fisica, Benessere mentale, Cibo, vitamina D ed eventuali altri integratori. Grazie.
Mi rendo conto che per fare questo, dovreste essere voi i primi a seguire queste regole. Per cui lancio un appello anche ai pazienti: prima di affidarvi a un medico, osservatelo, guardatelo in faccia, usate i riferimenti che vi ho dato. Se ha un'aria malconcia lui, è difficile che sappia come aiutare voi.
Battute a parte (ma neanche tanto!), vi dico che potrei scrivere ancora per qualche giorno per approfondire bene l'argomento della vitamina D. Per ora mi fermo qui. Magari chiederò aiuto a un "biochimico a caso" di divertirsi con il suo "angolo del secchione" e farvi raccontare da lui aspetti ancora più entusiasmanti di questo spettacolo della natura che è la vitamina D!

NOTA: la vitamina D non è tossica. Esistono rari casi di intolleranza e situazioni cliniche nelle quali bisogna prestare particolare attenzione alla sua integrazione, soprattutto ad alte dosi, ma questo è dovuto all'eccessivo assorbimento di calcio che buoni livelli di vitamina D nel sangue comporta. Questo il Dr. Coimbra lo spiega e anche Holick lo dice chiaramente nel suo libro. Non a caso, chi segue il protocollo del Dr. Coimbra non può mangiare latticini ed è auspicabile un'ulteriore integrazione di vitamina K2 che serve a portare il calcio nelle ossa, piuttosto che lasciarlo in giro a far danni. Rimane il fatto che con gli integratori non si scherza e che, in questo caso, se si fanno le cose da soli si rischia di buttare i reni e vivere il resto della propria vita attaccati a un macchinario per la dialisi. Vi ho avvisati.....

...adesso mettetevi comodi, questo video è l'inizio di tutto ciò che di bello verrà.
Un abbraccio.
P.S.: ringrazio di cuore Jorge Luiz che ha tradotto dal portoghese all'italiano. Lui sta per iniziare il trattamento che è descritto nel video, anche se non ha una sclerosi multipla diagnosticata, ma una mielite traversa con infiammazione del midollo osseo. Se volete, potete contattarlo anche via email jorgekattah@bol.com.br




Riferimenti utili per chi volesse informazioni su questo trattamento (in lingua straniera, ma con google traduttore ve la caverete bene):


Bibliografia sulla vitamina D


  • Carenza di vitamina D associata alla colite ulcerosa. Clicca qui.
  • Carenza di vitamina D e miglioramento del Crohn con supplementazione. Clicca qui.
  • Studio su vitamina D e malattie infiammatorie croniche intestinali. Clicca qui.
  • Aumento della vitamina D influisce positivamente sull'espressione dei geni. Clicca qui.
  • Un aumento dei livelli di vitamina D riduce il rischio di sclerosi multipla. Clicca qui.
  • Alti livelli di vitamina D sono associati a una minore incidenza di sclerosi multipla. Clicca qui.
  • Incidenza dei raggi UVB sull'aumento della vitamina D e conseguente miglioramento nella gestione di malattie come la sclerosi multipla, il diabete mellito e l'artrite reumatoide. Clicca qui.
  • Sito internet del Dr. Holick dove troverete numerosi articoli che correlano la vitamina D alle malattie autoimmuni. Clicca qui.
  • Punto della situazione tra carenza di vitamina D e malattie cardiovascolari. Clicca qui.
  • Studio che correla bassi livelli di vitamina D con la malattia coronarica. Clicca qui.
  • Vitamina D e incidenza sull'epatite B. Clicca qui.
  • Ruolo dei recettori della vitamina D sull'integrità della barriera della mucosa intestinale. Clicca qui-
  • L'elenco è infinito. Inserite anche voi nei commenti articoli validi, così li aggiungo.