sabato 23 novembre 2013

Vitamina D per i secchioni



Come promesso, ecco un interessante approfondimento sulla vitamina D da parte del dott. Paolo Antolini, biochimico.
Ne approfitto per ricordarvi che sabato prossimo, 30 novembre, si svolgerà ad Assago (Milano), presso l'Holiday Inn, un interessante convegno organizzato da noi pazienti, nel quale si parlerà anche di vitamina D. Avete due modi per partecipare e sostenere questa importante iniziativa:

  1. a questo link trovate il programma e le modalità per partecipare;
  2. a quest'altro link trovate invece le indicazioni per sostenere il nostro lavoro, prenotando il DVD.
E adesso, buona lettura.



"Dopo aver scritto un ottimo articolo su questa fondamentale vitamina, il buon Leonardo mi ha chiesto di approfondire ulteriormente l'argomento per cercare di scavare il più a fondo possibile il ruolo e il funzionamento dell'ORMONE D in tutte le dinamiche che ci riguardano più da vicino, cioè la patologia autoimmune.
Premetto che il pezzo sarà piuttosto tecnico, pure se cercherò di renderlo comprensibile anche alla "casalinga di Voghera". Per capire a fondo come la vitamina D può rivelarsi un prezioso alleato, occorre conoscere i vari componenti del sistema immunitario e come interagiscono tra loro, proprio perchè il colecalciferolo è una sostanza immunomodulatrice. Immunomodulazione significa capacità di agire sul funzionamento  del sistema immunitario, di modificare cioè il suo funzionamento e la sua capacità di risposta verso le aggressioni esterne e nel nostro caso contro il self.
Più che un articolo ci si potrebbe scrivere un libro, ma veniamo ai punti salienti. Individuiamo nella prima parte i protagonisti della risposta immunitaria, soprattutto quelli che vengono influenzati dalla vitamina D, e vediamo come essi modificano il loro comportamento in assenza o in presenza della vitamina.
Il sistema immunitario è molto ben organizzato, è composto da numerosi tipi di cellule diverse che sono in grado di produrre e secernere centinaia di sostanze che portano alla morte della cellula bersaglio, e un sistema così complicato prevede una struttura a piramide dove alcune cellule controllano e si coordinano per adattare l'esercito immunitario a rispondere nella maniera più efficace ai più disparati tipi di attacchi esterni. Sappiamo anche che qualche volta il nostro sistema fa cilecca e non è più in grado di distinguere il self dal non-self causando tutta la catena di patologie che ci affliggono.
In tutto questo complicato sistema la vitamina D entra in maniera determinante proprio nel sistema di comunicazione tra i vari componenti del sistema, up-regolando o down-regolando la moltiplicazione, l'attivazione o lo spegnimento dei nostri soldati difensori.
Il timo, i linfociti T, le cellule dendritiche, le cellule APC, oltre che ogni cellula del nostro organismo, presentano sulla loro membrana un recettore per la vitamina D (VDR), capace di legarsi alla forma attiva della vitamina D, che per brevità chiameremo da ora in poi 1.25 OHD.
La nostra specie si è evoluta in una grande abbondanza di vitamina D, i nostri antenati passavano all'aperto la maggior parte della loro giornata e grazie alla sintesi solare avevano valori altissimi di forma attiva nel sangue. Tra l'altro non utilizzavano nemmeno creme solari che oggi impediscono ai raggi ultravioletti di promuovere la sintesi della vitamina D...
La epidemiologica carenza di vitamina D ritengo sia una delle più importanti cause dell'aumento così preponderante delle patologie autoimmuni avvenute in questi ultimi 50 anni proprio per la perdita di capacità della coordinazione immunitaria, che in pratica fa funzionare la complessa macchina. Come stare nel caotico traffico di Roma con i semafori spenti...
Il nostro sistema per poter essere così adattabile ad ogni forma di aggressione è composto da cellule pluripotenziali che, a seconda degli stimoli che ricevono, possono evolversi in una forma o in un'altra e di conseguenza tutta la cascata immunitaria che ne deriva può cambiare radicalmente.

Linfociti T - Cellule dendritiche - Macrofagi
Il linfocita T è una delle cellule più importanti del sistema, è  il responsabile dell'immunità cellulo-mediata, quella di tipo adattivo.
Nasce nel midollo osseo come cellula non differenziata, ma viene poi mandato nel timo per la sua conversione in linfocita T nudo, cioè vergine al contatto con l'antigene.
Sia il timo che la cellula in sé sono avidissimi di vitamina D, in mancanza della quale la creazione e la maturazione del linfocita maturo diventa assai più complicato, e di conseguenza il sistema immunitario perde enormemente di efficacia. Mamme avete presente il vostro bambino che si ammala di continuo? Provate a controllare il livello della vitamina D ed è assai probabile che vi dimenticherete cosa sia l'influenza.
Il infocita T per funzionare e partire all'attacco dell'antigene lavora in collaborazione con un particolare tipo di cellula che si definisce cellula APC, di cui le cellule dendritiche (CD) fanno parte. Una cellula APC ha in pratica la funzione di catturare l'antigene, mostrarlo bene  sulla sua  superficie e dare modo al linfocita T di studiarlo e promuovere la risposta immunitaria per esso. Senza vitamina D  le CD hanno un enorme leak di funzionamento.
Tra i linfociti T esiste una sottopopolazione che si chiama T Helper, che è in pratica il vigile urbano del sistema, principale produttore delle interleuchine, che sono in pratica il linguaggio con cui i nostri globuli bianchi comunicano. Le interleuchine sono decine, ma quella che ci interessa di più è l'interleuchina 12.
La vitamina D ha la capacità di intervenire sullo sviluppo delle cellule dendritiche e a livello di trascrizione genica sulla sintesi dell'IFN alfa e, grazie alla sua capacità di ridurre queste due sostanze, esplica la sua azione di controllo dell'immunità mediata di tipo TH1 in favore di quella TH2. Ovviamente la maggior parte delle patologie autoimmuni è mediata da un eccesso di TH1 e la sua down regolazione è in grado di dare grandissimi benefici ad ogni malattia che ha questa base immunologica.
Inoltre la vitamina D ha la capacità di favorire la maturazione dei monociti in macrofagi. I macrofagi sono in pratica dei "mangioni" che grazie alla loro struttura hanno la capacità di inglobare e distruggere una cellula nemica. La maggiore quantità di macrofagi efficaci garantisce al sistema immunitario difese molto agguerrite contro ogni invasore.
Quindi, riepilogando, la maggiore disponibilità di vitamina D serica porta ad una maggiore capacità di reagire alle infezioni e al contempo una inibizione dell'autoimmunità cellulo-mediata.

Polimorfismo del VDR
Voglio sottolineare questo aspetto che è molto importante: in moltissimi malati di Chron è presente un polimorfismo del recettore della vitamina D, si presenta cioè un recettore con una minore affinità, che ha più difficoltà nel legare la 1.25 OHD, causando cioè un sintomo di carenza anche in presenza di tassi adeguati nel sangue, figuriamoci nella situazione di grave carenza in cui si trova la media della popolazione.
Chiaramente per ovviare alla minore sensibilità del recettore, diventerà importante aumentare la quantità di vitamina D disponibile, in modo da generare una corretta risposta immunitaria.

Fattori limitanti la disponibilità di 1.25 OHD
La vitamina D subisce due tappe di attivazione prima di poter essere utilizzata dalle varie cellule dell'organismo, capire questi meccanismi è fondamentale per poter arrivare all'assunzione giornaliera adeguata.
Come spiegato benissimo da Leonardo nel suo precedente articolo, la vitamina D, intesa come colecalciferolo, al momento della sua produzione tramite raggi solari, oppure tramite l'assorbimento intestinale, subisce due idrossilazioni: la prima ad opera dell'enzima idrossilasi che converte la vitamina D in 25 OHD (che è quella che si va a ricercare nell'apposito esame) a livello epatico e la seconda a livello renale ad opera di due ulteriori idrossilasi che sono la 1α-idrossilasi e la 24-idrossilasi che trasformano rispettivamente la 25 OHD in 1.25 OHD, forma attiva, oppure in 24.25 OHD che è una forma inattiva. Ovviamente quest'ultimo è un meccanismo di controllo che serve per evitare sovraconcentrazioni che possono portare ad eccessivo assorbimento di calcio a livello renale.
Sottolineo questo passaggio proprio perché esistono diversi polimorfismi di questi enzimi. Ne sono stati individuati almeno 3 varianti e, a seconda della variante posseduta, si ritrova una diversa affinità col substrato, rendendo molto diversa la quantità di vitamina D introdotta necessaria ad un corretto dosaggio della forma attiva.
Ciò sta a significare che possono essere necessari dosaggi molto diversi da persona a persona proprio dovuto al differente pattern enzimatico presente.
Altro fattore importante è la sensibilità del VDR, come suddetto.

Vitamina D e Paratormone (PTH)
Il calcitriolo (1.25 OHD) e il paratormone tra di loro hanno una funzione antagonista.
Il PTH è prodotto dalle paratiroidi e interviene nel metabolismo del calcio, favorendo il rilascio del calcio osseo nei fluidi extracellulari nel caso venisse rilevato un tasso di calcio ematico insufficiente.
Insieme a ciò promuove la sintesi di 1.25 OHD a livello renale per aumentare l'assorbimento di calcio a livello renale e intestinale.
A sua volta la vitamina D inibisce la sintesi di PTH per evitare che si crei un circolo vizioso in cui i due ormoni continuino ad essere prodotti senza sosta, causando un cortocircuito nel fondamentale metabolismo del calcio.
Uno dei modi per valutare il corretto dosaggio di vitamina D è verificare che il PTH sia nel corretto range, né alto e né troppo basso.
Altro valore da tenere sotto controllo è la calciuria, che se eccessiva significa che ci troviamo in presenza di una ipercalcemia e rischiamo di intasare i filtri renali, un po' come succede con il calcare nel rubinetto di casa.

Conclusioni
Spero di aver chiarito un po' delle dinamiche che riguardano questa sostanza fondamentale e come essa si riveli così importante proprio per il nostro caso.
Molto sta cambiando nelle linee guida ufficiali sulla RDA della vitamina D. Se già due anni fa sentire parlare di integrazioni di 4/5000 ui al giorno erano considerate folli, adesso le stesse autorità iniziano a parlare di 10.000 ui al giorno come di dosaggi sicuri.
Sono convinto che sempre più la vitamina D sarà presa in considerazione proprio nelle patologie autoimmuni, sia come sostanza fondamentale che come prevenzione per decine di malattie, tumori compresi.
Mi auguro che voi che state leggendo siate riusciti a capire quanto sia importante questa vitamina nella salute globale e che corriate a misurare il vostro livello. Potrebbe risparmiarvi moltissimi fastidi.
Con affetto.
Paolo."

4 commenti:

  1. Daniela Francia12 dicembre 2013 10:19

    mando un link ad un pdf molto interessante sulla vit D ma anche sui benefici della luce soalre.E' in Inglese ma si puo' sempre tradurre.Il sito www.naturalnews.com e' molto interessante e Mike Adams si e' guarito dal diabete con la dieta.http://www.naturalnews.com/specialreports/sunlight.pdf

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  2. Raccolta articoli e studi protocollo del neurologo brasiliano Dr. Cícero Galli Coimbra per la MS con vitamina D ad altissimo dosaggio.
    https://objetodignidade.wordpress.com/category/cicero-galli-coimbra-dr-phd-md-neurologista-neurocirurgiao-neurocientista-professor-na-unifesp-e-fundador-do-instituto-de-autoimunidade/cicero-galli-coimbra-medicos-que-utilizam-o-protocolo-de-tratamento-do-dr-cicero-com-a-vitamina-d/
    Video del del neurologo brasiliano Dr. Cícero Galli Coimbra
    http://cristinasalesmedicinaintegrativa.blogspot.it/2013/06/videos-dr-cicero-coimbra.html
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24191393
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20427749
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18289005
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11115787
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=vitamin+D+multiple+sclerosis
    http://www.livestrong.com/article/466567-maximum-safe-dosage-of-vitamin-d3-for-multiple-sclerosis/
    http://ms.about.com/od/treatments/a/How-Much-Vitamin-D-Is-Safe-To-Take-For-People-With-Multiple-Sclerosis.htm

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  3. Renato Pontefice10 febbraio 2014 21:41

    ritirato referto delle analisi (varie, ma in particolare, 25-OHD).
    Risultato...24,04 (ng/mL). I range riportati vanno dai 30 ai 60. Quindi
    valore basso!


    Sinceramente me lo aspettavo. Credo molto in questa cosa. Troppe cose coincidono:

    - Mio esordio SM marzo (1998) a seguito di una fortissima influenza (febbre a 40, che da dieci anni non vedevo. Nemmno a 37)

    - esordio RCU marzo/Aprile 2006

    - se prendo influenza ( meno che quest' anno che mi è venuta a
    settembre) io la prendo a Febbraio/narzo.
    Tant' è che questo mese...non
    mi piace per niente. Io lo chiamo "falso".
    E, per ultimo...soffro di allergia ai pollini di Cipresso...che, guarda caso..si manifesta fra marzo e Aprile...



    Insomma, o questo quadrimestre per me è "dannato" oppure...oppure c' è
    una ragione. La ragione è esattamente (credo) questa: in questi mesi,
    siamo al top della lontananza dalla insolazione. Siamo al punto più
    lontano da quando abbiamo potuto immagazzinare la
    vit. D
    .


    Se tre indizzi fanno una prova...ci siamo!


    Infine, il discorso "emotivo/pscicologico" secondo me, continua ad avere
    il suo peso. Nel senso che: sotto stress, produco un sacco di
    Glicocorticoidi che in "tempi normali" potrebbe non dare particolari disturbi, ma
    in tempi di "vache magre (leggi mediatore del sistema immunitario -
    quello che ho capito essere la vit. D - ) il sistema "allopatico" va in
    tilt.


    Renato

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  4. per rendere la pelle sana ed idonea ad essere esposta al SOLE ESTIVO, la mia esperienza personale e non solo, é di utilizzare, per il massimo rendimento terapeutico, a digiuno !, olio di oliva, denso giallo oro al frantoio, da olive mature, polpa viola fino al nòcciolo, Ginkgo Biloba, foglie gialle e mai verdi, semi di lino , portulaca in insalata , Succhi centrifugati di àloe arborescens e/o Cladodi opuntia cactus, dette pale di fico d'india, polvere di osso di seppia e/o di gusci crostacei marini o Perle di ostriche, con pelle esposta senza scottatura e, addirittura, senza arrossamento alcuno, se si utilizzano n°50-100 olive mature, polpa viola, fresche e/o disidratate in aria , a strato unico o, in forno ventilato, max 40°centigrati e poi, conservate sotto vuoto, senza trattamento alcuno !

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