sabato 16 febbraio 2013

'na tazzulella 'e cafè

Sono stato a un seminario per conoscere un medico che usa l'alimentazione come principio base della medicina e che insegna ad altri medici questo approccio. Un altro di quei pazzi megalomani che si sono messi in testa l'idea di poter buttare giù Big Pharma, o per lo meno il suo fatturato, a colpi di verdura, frutta, carni sane e compagnia bella. A me sembra ci sia un aumento esponenziale di queste figure. Sarà che frequento assiduamente questo mondo da un po', ma ho come la sensazione che la verità stia venendo a galla e tra non molto non so cosa si dovranno inventare i venditori di fumo e i medici corrotti dal Sistema per riciclarsi. Comunque sia, nonostante durante questo seminario siano arrivate dure critiche alla Zona, o forse più a una presunta deriva commerciale di Barry Sears, mi ha fatto molto piacere constatare l'esistenza di un'associazione di medici che hanno come obiettivo quello di prevenire e curare le più comuni, e a volte anche gravi, malattie del nostro tempo. Tutto questo togliendo farmaci e mantenendo sempre un contatto profondo con la ricerca scientifica e con le regole che la bio-chimica e anche il buon senso hanno stabilito dalla notte dei tempi. Se devo fare una critica, ma sempre con un intento di confronto e, soprattutto, di approfondimento successivo, è a un eccessivo uso di cereali (anche se solo integrali). Sia chiaro, qualche tempo fa anche io pensavo che fossero un buon alimento (anche se sempre da consumare in modo saltuario e non quotidiano), ma una serie di studi, di esami e di esperienze dirette e indirette mi hanno notevolmente fatto ricredere. Quali saranno mai queste sostanze così importanti nei cereali integrali che non possiamo trovare in verdura e frutta e che, soprattutto, fanno valere il rischio di consumarli nonostante un'ormai comprovata epidemia di intolleranza al glutine (ma ancora più estesa la cosiddetta "gluten sensitivity")? Ma andiamo oltre e consideriamo esclusivamente i cereali integrali privi di glutine: esistono parecchi sospetti relativamente a una serie di antinutrienti colpevoli di provocare fenomeni di autoimmunità e di alterare la permeabilità intestinale. D'altra parte mi è piaciuto molto sentir parlare di alimentazione paleolitica (cioè precedente all'agricoltura), ma nonostante possa accettare che anche questi nostri lontani antenati potessero imbattersi in semi e granaglie come i cereali, faccio fatica a pensare a un loro consumo quotidiano di questi alimenti. Ad oggi la scienza è d'accordo sull'origine africana della nostra specie e non mi risultano rilevamenti significativi che indichino un'abitudine alla macinazione di cereali.
Detto questo, è mia abitudine comunque lasciare sempre spazio al dubbio, perché nella certezza si affoga ridendo.
Veniamo al titolo del post, perché al seminario è stato portato un esempio davvero degno di nota su un gesto comune e quotidiano per la maggior parte di noi, al quale diamo ben poco peso, anche perché le dipendenze, piccole o grandi che siano, hanno la peculiarità di allearsi con una parte ben precisa della nostra mente e, con lei, di confonderci e sminuire al momento opportuno: "Ma si, ma che vuoi che sia una tazzina di caffè? Me la sono pur meritata, ho mangiato in modo perfetto tutto il giorno!".
Lo so, vi stanno tremando i polsi, alcuni di voi vorrebbero cliccare sulla "x" in alto e chiudere questo blog all'istante "No, non mi puoi rompere i coglioni anche sul caffè!". Ecco, già questa reazione dovrebbe portarvi a riflettere e a cercare di capire che questa è una modalità simile a quella del tossico a cui viene negata la dose. Per cui, calma e un bel respiro. Come sempre qui si chiacchiera, si danno informazioni, poi ci vuole tempo per assimilarle e per cambiare abitudini. L'importante è capire certi meccanismi, il resto viene da sé.
Allora, dò per scontato che chi segue il mio blog sappia già che tutta una serie di "alimenti" sono banditi (merendine, biscotti, patatine, bibite, ecc.). Non ne parliamo neppure! Così come altri abomini della natura, come gli edulcoranti (che mettono per dolcificare senza zucchero), come per esempio l'aspartame. Detto questo, chi prende abitualmente uno, due, tre o più caffè al giorno nella maggior parte dei casi lo zucchera. Raffinato, di canna, fruttosio, non cambia molto e il ragionamento che adesso stiamo facendo sul caffè ovviamente vale per tutti i casi simili. Qual'è il problema? A parte il caffè di per sé, che alcuni additano come non ottimale per la salute e che, nel caso di malattie autoimmuni, andrebbe assolutamente bandito, almeno fino al ritorno a una condizione ottimale, come spiega un endocrinologo americano su questo articolo, dove associa caffè e gluten sensitivity, c'è soprattutto il discorso legato allo zucchero. Ora vi spiego perché, ma voi dovete però promettermi che se siete consumatori di caffè zuccherato il prossimo provate a berlo amaro. Perché? Perché scoprirete che a voi il caffè fa cagare! Non è il caffè che vi piace, ma lo zucchero nel caffè. Non siete convinti? Ok, allora provate e poi fatemi sapere. Aspetto i vostri commenti.
Il corpo umano è una macchina davvero perfetta, in grado di sopravvivere alle condizioni più estreme, perfino in un regime alimentare totalmente privo di proteine animali! Ho detto "sopravvivere", cioè riuscire a mantenere un equilibrio accettabile per un tempo determinato (ognuno ha il suo e dipende anche da fattori esterni, come stress e ambiente), ma non VIVERE ALLA GRANDE! Per cui i nostri organi sono in grado di assorbire parecchi colpi, come per esempio quello di ingerire sei grammi (una bustina) circa di zucchero con un caffè caldo, i quali entreranno in circolo in meno di cinque minuti. Qual'è il problema? Be', sapete quanti grammi di glucosio (che è uno zucchero) sono presenti in cinque litri di sangue? Più o meno due grammi! Certo, poi ci sono le scorte, non sto dicendo che nell'intero corpo abbiamo solo due grammi di glucosio, ma in circolo si. E cosa volete che faccia il nostro povero corpo di fronte a questa improvvisa invasione di zucchero a rapido assorbimento? Mette immediatamente in circolo l'insulina per immagazzinare velocemente questo eccesso. Sai com'è?! Con troppi zuccheri nel sangue si muore! Ma roba di poco, non è che ci vuole una giornata intera! E' tipo veleno.
E così l'insulina ci salva la vita! Ok, per questa volta è andata, FIUUUUU! Ma che succede se ogni giorno e più volte al giorno compiamo questo gesto? Secondo voi l'insulina lavora gratis? Voi lo fareste? Non volete per caso essere pagati, giustamente? E allora pagate l'insulina, sfruttatori che non siete altro! Lei vuole essere remunerata in divertimento, è fatta così. Le piace buttare giù la glicemia e farvi venire fame poco dopo che lei si è messa all'opera, per esempio. Poi le piace riempirvi le cellule di lipidi e farvi così ingrassare. Non solo, ma se la fate lavorare troppo, sapete lei che fà? Diventa furba, si mette d'accordo con altri organi e così si crea una bella insulino-resistenza. Così poi ce ne vuole sempre di più per fare quello per cui prima ne bastava la metà. Voi insistete? E allora lei vuole invitare altre sue simili dall'esterno, cosa che avviene quando un diabetico è obbligato a farsi le punture di insulina. Lei adesso è tutta felice: è vero che ha lavorato duro, però ora è piena di amiche, vi ha riempiti di grasso ma, paradosso, non riesce più ad abbassare la glicemia come dovrebbe. Bel casino, vero? Be', con chi ve la volete prendere? Mica con l'insulina, spero! Abolite lo zucchero, tanto per cominciare. Non vi serve, sono calorie vuote, prive di nutrienti. Serve solo a darvi una sensazione di appagamento, come un premio. Ma a che prezzo? La vostra vita è così triste da avere bisogno di zucchero per renderla accettabile? Se così fosse, prendete provvedimenti. Non è mai troppo tardi per dare una svolta.
Bene, credo di avervi dato parecchi spunti di riflessione. Ricordatevi che il dubbio è alla base dell'essere vivi. Dubito, cogito ergo sum, diceva Cartesio. Se vi ho spinti ad approfondire, questa è già una grande vittoria. Ma lo sarà soprattutto se il vostro prossimo caffè sarà amaro!