domenica 11 maggio 2014

Amici e nemici


Alcuni chiarimenti sul protocollo Coimbra in Italia sono assolutamente d'obbligo, arrivati a questo punto.
I motivi per cui ho fatto 20.000 km per andare in Brasile, sono i seguenti:
  1. per me stesso e la mia salute;
  2. intervistare il Dr. Coimbra per far conoscere il suo protocollo in Italia (e non solo);
  3. stabilire un contatto e una collaborazione direttamente con lui per tenere fuori gioco gli SQUALI.
Sui primi 2 punti non c'è molto da dire, mentre il 3° merita un approfondimento.
Dato che non vengo dalla "montagna del sapone", so benissimo quanto tutto questo discorso di curare le persone con malattie autoimmuni sia appetibile per medici e cliniche private. Ma il problema di queste persone è che dall'altra parte dell'oceano c'è un medico che non ama le speculazioni sul suo lavoro e che è disponibile a insegnare il suo protocollo ad altri professionisti in modo gratuito, ma SOLO se ha la garanzia che si terranno una serie di comportamenti.
Quindi, il mio ruolo è quello di fare da filtro e di garantire un certo approccio futuro, in difesa dei pazienti e del protocollo stesso.
Aggiungo che il Dr. Coimbra è letteralmente sommerso di lavoro, per cui ricevere continui stimoli da diverse persone non è affatto costruttivo. Lo so che in Italia è difficile fare le cose fatte bene e con ordine, soprattutto è lontano dalla nostra cultura il concetto di collaborazione e solidarietà, ma è proprio qui che c'è il nodo. O chiamatela barriera, se preferite. Saremo noi pazienti a difenderci e a proteggere il lavoro di Coimbra, qualunque interferenza non è gradita. Questa volta, ed è qui il cambiamento, i malati devono poter avere il potere di scegliere e di allontanare o non far avvicinare chi si vuole approfittare della loro condizione di salute per specularci sopra.
Per cui, come ho già pubblicato sul video dell'intervista a Coimbra, c'è un indirizzo email dedicato ai professionisti interessati al protocollo, da contattare per avere informazioni: coimbraprotocol@leonardorubini.org
E' inutile scrivere direttamente a Coimbra, per chi ha avuto il suo indirizzo email in qualsiasi modo. Ed è inutile anche per i pazienti che volessero andare da lui, perché purtroppo ha l'agenda totalmente piena e non ha più spazio per nuovi pazienti stranieri. Ho provato in tutti i modi a prendere appuntamenti per alcuni di voi, ma non c'è stato modo.
Detto questo, dopo questo chiarimento, ognuno è libero di fare come crede, ma anche io mi comporterò di conseguenza. Chi decide di scavalcare i pazienti che stanno lavorando a questo progetto, verrà fatto fuori da qualsiasi futura iniziativa.
Buon lavoro a tutti.

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