giovedì 5 giugno 2014

Vitamina D e autoimmunità: da ipotesi a certezza


Ormai gli studi sulla vitamina D si possono contare sulla punta delle dita di una sola mano, considerando però che ogni dito ne vale 1.000! La mole di ricerche è impressionante e ogni anno praticamente raddoppiano. Così come le richieste che i medici fanno per i loro pazienti sulla misurazione di questo importantissimo valore (che, ripeto sempre, andrebbe misurato insieme al paratormone intatto, così come ben spiegato nell'intervista che ho fatto al Dr. Coimbra pochi mesi fa). Infatti, si registrano 8 volte più richieste di analisi della vitamina D in Australia, con un aumento da 1.265 nel 2001 a 10.499 nel 2010. E ancora, a San Francisco i test della vitamina D sono aumentati di 20 volte tra il 2006 e il 2009. In Ontario, Canada, di 25 volte tra il 2004 e il 2010 (qui la fonte dei dati). Questi incrementi suggeriscono una maggiore consapevolezza all'interno della comunità medica per quanto riguarda l'importanza della vitamina D per l'assistenza sanitaria efficace.
Il dato meraviglioso è che tutto questo interesse intorno alla vitamina D è più che fondato e non mi stupirei della nascita di iniziative di ricerca anche in Italia in tempi relativamente brevi. Uno degli ultimi studi pubblicati ci ribadisce il legame tra carenza di vitamina D e ricadute nel morbo di Crohn. Ecco un estratto di un interessante articolo a riguardo, a firma Emilia Vaccaro, dove si parla dello studio sopra citato: "Bassi livelli di vitamina D nel siero sono associati con la gravità della malattia in pazienti con morbo di Crohn.", "La carenza di vitamina D è comune nei pazienti con malattia di Crohn (CD).", "I risultati hanno mostrato che cellule T del sangue periferico di pazienti con malattia attiva mostravano una più alta espressione del recettore della vitamina D rispetto alle cellule dei pazienti in remissione. Con l’aggiunta della vitamina D, la proporzione di cellule CD25hi CD4 + aumentava nei pazienti con CD."
Ora, senza entrare troppo in dettagli tecnici da ricercatori di laboratorio, il succo del discorso è molto semplice e ve lo riassumo in pochi punti:
  • la vitamina D è l'immunomodulatore più importante che abbiamo;
  • la vitamina D non è mai tossica, semmai lo è un eccesso di calcio accumulato;
  • la carenza di vitamina D nella popolazione è stata definita una pandemia (nel gruppo facebook dove parliamo di questi argomenti abbiamo registrato un 92% di persone con livelli inferiori a 30 ng/ml!), per questo tutti dovrebbero misurarsela;
Grafico di Nicola Alberighi
  • 10.000UI al giorno sono considerate un dosaggio sicuro (sempre dopo parere medico);
  • avere 80, 100, 200 ng/ml di vitamina D inattiva nel sangue - la 25(OH)D3 - non è sinonimo di livelli adeguati. Per questo va misurato anche il paratormone intatto. Se quest'ultimo valore è basso, allora ci sarà abbastanza vitamina D attiva nel sangue, altrimenti si hanno dei gravi problemi di metabolismo della vitamina D e/o resistenza dei recettori. Per cui, come dico sempre, hai una tanica piena di benzina in macchina, ma il serbatoio vuoto!
  • Il tutto va monitorato da un medico competente, che vi farà misurare i due valori menzionati sopra, più calcio, fosforo e altri valori di riferimento che servono a essere sicuri che il paziente non subirà alcun effetto collaterale. Ma questo discorso vale per gli alti dosaggi, perché con 10.000UI non serve tutto questo controllo;
  • ricordo infine che per produrre 10.000UI in modo naturale, basta una mezz'oretta al sole in costume, nelle ore centrali, senza alcuna crema con filtri UV. Questo se siete giovani adulti e di razza bianca. Per un nero ci vuole molto di più, così come servono 3 ore di esposizione a un bianco, se è vestito in maniche corte e ha solo braccia e testa scoperte!
Tutto chiaro? Bene.
Vi lascio con un ultimo aggiornamento (chi mi segue su facebook già sa): sono in attesa di una conferma dal Brasile sulle date nelle quali verrà formato un medico italiano (forse due) dal dr. Coimbra sul suo protocollo ad alte dosi di vitamina D. Questo vuol dire che entro la fine dell'anno potremmo avere un medico qui in Italia in grado di aiutare pazienti con malattie autoimmuni anche gravi, come sclerosi multipla, diabete di tipo 1, ecc.
Insomma, col mio viaggio in Brasile, e relativa intervista, l'ho fatta proprio grossa!

W la libertà terapeutica informata e scientificamente fondata!

7 commenti:

  1. Ciao Leonardo, sai dirmi perchè se è così importante alzare il livello di Vitamina d ATTIVA nel sangue, il dottor Coimbra non utilizza la forma attiva ( Calcitriolo 1,25(OH)2D)) come integratore anzichè la forma inattiva ad alto dosaggio?

    Leonardo

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  2. LeonardoRubini6 giugno 2014 13:06

    perché è un farmaco molto difficile da dosare, che il nostro corpo ha molta più difficoltà a gestire. Ad alti dosaggi, il rischio di ipercalcemia (e non solo) sarebbe frequente...

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  3. Quindi che tu sappia il protocollo Coimbra prevede solo Vitamina D in capsule oppure vengono utilizzate le forme liquide sistemiche ed intramuscolare?

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  4. LeonardoRubini8 giugno 2014 23:36

    D3 in capsule.

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  5. Ciao Leonardo, complimenti per il tuo sito, veramente interessante. Sono nuovo, avendo scoperto il tuo blog solo oggi. Inoltre, a seguito di esami del sangue, eseguiti parte per routine, parte per una stanchezza cronica, é risultata una carenza di Vit.D, che potrei anche indicare, se riuscissi ad alzarmi dalla sedia, per cercare le analisi. Scherzo. Le ho smarrite tra le carte e la ricerca, per ora, é risultata vana. Le cause della mia carenza possono essere imputate ad anni di assenza dalle spiagge del Mondo. Diciamo che sono circa 15 anni che non vado al mare, perché, come affermava Francesco Salvi, ero troppo impegnato a non andare in montagna. Indipendentemente dalla correlazione tra i sintomi e la carenza, da un paio di mesi assumo Colecalciferolo gocce orali pari a 10.000 UI/ml, 35 gocce in unica somministrazione settimanale. Devo aggiungere che la mia pelle tollera poco il Sole. Inoltre, per malattia infettiva (encefalite infettiva, la cui eziologia é rimasta ignota) ho trascorso due mesi in Neurologia, dei quali 35 sotto antibiotico in vena, con manifestazioni esantematiche, dopo i primi 25 giorni di terapia. Se mi espongo al sole o eseguo la RMN di controllo,
    oggi divenuta biennale, si evidenziano le stesse macchie iperemiche
    di quei giorni (2009/2010). E' evidente che espormi al Sole mi risulta
    interdetto. Considerate le premesse, vorrei chiederti cosa pensi della
    mia integrazione, che proseguirà a tempo indeterminato, o almeno fino a settembre, quando é previsto un ulteriore esame del sangue.
    Ti ringrazio e ti invio un cordiale saluto.

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  6. LeonardoRubini28 luglio 2014 21:51

    Se guardi con attenzione l'intervista che ho fatto a Coimbra scoprirai che la tua integrazione è abbondantemente insufficiente per una persona sana, figuriamoci nel tuo caso... comunque sia, a fine agosto renderò noti i nomi dei due medici italiani che andranno in Brasile a imparare il protocollo Coimbra. Detto questo, sicuramente un'alimentazione di tipo PaleoZona è una base fondamentale per un percorso atto a migliorare le proprie condizioni fisiche a 360°.
    Per qualsiasi cosa, scrivimi a rubini.leonardo@gmail.com

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  7. Grazie per la pronta replica. Non mancherò di guardare l'intervista che hai fatto a Coimbra e di
    riferire all'indirizzo indicato.

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