domenica 6 luglio 2014

Il protocollo Coimbra spiegato a una bambina


Oggi ero con degli amici ai quali spiegavo come sto affrontando la mia patologia senza farmaci e attenendomi comunque a ciò che di meglio ha prodotto finora la ricerca scientifica, facendomi seguire da medici qualificati e tenendomi costantemente in contatto con altri pazienti per confrontarci. A un certo punto, la figlia di una coppia di amici, adorabile e particolarmente intelligente, mi ha domandato per quale motivo prendessi tutte quelle "palline col sole" (la vitamina D). Lei ha 5 anni e 3 mesi e ha capito il protocollo Coimbra in 5 minuti. Adesso, con questo post, voglio capire se dobbiamo far iscrivere la bimba all'università oppure se effettivamente il concetto è di facile comprensione.

Spiegazione alla bimba: per annaffiare i fiori che ho a casa mi servono 5 litri d'acqua, solo che quelli che metto nel secchio me li perdo un po' per strada, dato che ha dei buchi. Non ne voglio comprare uno nuovo, perché questo me lo hanno regalato mamma e papà e non voglio cambiarlo per nessun motivo al mondo, per cui approfitto del fatto che può contenere molto più di 5 litri e mi limito a mettere più acqua. Insieme a un esperto ho imparato a mettere nel mio secchio bucato la quantità d'acqua necessaria ad annaffiare tutti i miei fiori e il gioco è fatto!
Il bello è che i bambini ti voglio bene anche se sei un secchio bucato :-)

Premessa (che non ho fatto alla bimba, ma ai genitori): chi ha una malattia autoimmune ha una carenza forte e/o una resistenza alla vitamina D, cioè quella inattiva a disposizione nel sangue non si attiva a sufficienza.
Se il problema è solo la carenza, allora potrebbe bastare un dosaggio minimo di 10.000UI al giorno oppure un'esposizione regolare tutti i giorni utili dell'anno al sole nel modo corretto per sintetizzarla e farne una scorta per i mesi invernali. Anche se c'è da dire che, sopra al parallelo corrispondente all'isola di Lampedusa, l'incidenza del sole durante l'anno non è tale da garantire adeguati livelli di vitamina D nel sangue.
Se invece il problema è legato a una resistenza nel metabolismo della vitamina D (recettori della vitamina D che non funzionano a dovere, problemi ai reni o al fegato tali da ostacolare uno o più passaggi necessari ad attivare la vitamina D, ecc.), allora non avete alternative se non di seguire un alto dosaggio di vitamina D, in modo da averne poi a sufficienza in forma attiva.

Quel secchio è il vostro personale metabolismo della vitamina D. Molti non hanno alcun problema, ma tantissimi si. Ci può essere un solo buco o decine, e ognuno rappresenta un ostacolo per la vostra salute, dato che la vitamina D (nella sua forma attiva) è il più importante immunoregolatore che abbiamo e in sua carenza il sistema immunitario non riesce a risolvere i problemi anche gravi che deve affrontare. L'acqua che all'inizio caricate nel secchio è la vostra vitamina D inattiva, quella che finisce nei vasi è la vitamina D attiva. Il protocollo Coimbra è in grado di fare in modo che, comunque sia, tutte le piante vengano annaffiate, sempre, compensando i "buchi nel secchio".
Un medico che conosce bene il protocollo saprà leggere le vostre analisi, considererà una serie di parametri che vi riguardano e vi darà un dosaggio idoneo. Dopo 3 mesi vedrà i cambiamenti e vi stabilizzerà col dosaggio giusto. Ecco perché non esiste la preoccupazione degli effetti collaterali, semplicemente perché l'unica vitamina D potenzialmente pericolosa è quella attiva, in grado di provocare un'ipercalcemia e di, tra le varie conseguenze, "bruciarvi" i reni e farvi rischiare la dialisi a vita. Ma io non conosco nessuno che, essendo sotto controllo medico, abbia mai avuto problemi. Il vostro secchio può essere riempito d'acqua fin dove è necessario affinché voi arriviate in balcone coi 5 litri necessari. Sappiate solo che non potete farlo da soli, perché i rischi esistono nel caso le cose vengano fatte senza la dovuta e consapevole conoscenza della scienza medica.

Ricordo che tutti dovrebbero misurarsi la vitamina D nel sangue, possibilmente insieme al paratormone intatto, ma che questi articoli che scrivo sono destinati principalmente a chi ha sviluppato una malattia autoimmune, tenendo sempre ben presente che non averla oggi non significa non rischiare di averla domani.
Chi è in salute approfitti del sole, sapendo che il migliore è quello delle ore centrali (11-17 o quando la nostra ombra è più corta della nostra altezza), al contrario di quello che dicono i dermatologi poco informati ed essendo questo in linea con ciò che affermano gli studi scientifici e gli esperti mondiali. Vi servono gli UV-B per sintetizzare la vitamina D e non dovete preoccuparvi dei danni alla pelle (a meno che non abbiate patologie specifiche), perché non ci dovete stare ore. I primi giorni è sufficiente mezz'ora senza nessuna protezione, poi decidete voi se mettervi all'ombra oppure se usare una crema protettiva. Io preferisco l'ombra oppure 5g di vitamina C sciolta in mezzo litro d'acqua e spruzzata sulla pelle con un erogatore (cosa che potete fare tranquillamente anche prima di esporvi, senza compromettere la sintesi della vitamina D). Non dovete mai scottarvi, perché quello è il modo per farvi venire dei tumori alla pelle. Guardando le statistiche, appare estremamente evidente come nella popolazione il rischio tumore della pelle sia una percentuale irrisoria in confronto al rischio cancro di qualsiasi genere nelle persone con carenza di vitamina D. Come dire: volendo vincere alla roulette e non arricchirvi per forza, puntate sul numero 2 o su tutti i numeri pari?

Adesso andate a riempire il vostro secchio col sole e sappiate che, anche coi buchi, funzionerà tutto bene lo stesso. Basta aspettare settembre, quando i due medici coi quali sono in contatto torneranno dal Brasile e cominceranno ad applicare il protocollo Coimbra in Italia.
Viver a vida!!!

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