martedì 14 ottobre 2014

Coimbra è sotto attacco!


L'ho detto sin dall'inizio, questo approccio terapeutico, basato su alte dosi di vitamina D per le malattie autoimmuni, scatenerà delle reazioni molto forti da parte dell'establishment medico e farmaceutico, e così infatti sta accadendo in Brasile. Tempo 24 mesi e qui in Italia/Europa accadrà la stessa cosa. Per questo, è fondamentale che fin da subito ci sia una presa di coscienza assoluta da parte di tutti voi. Stiamo parlando del classico scontro Davide-Golia, cerchiamo di arrivarci preparati e di fare in modo che l'epilogo sia lo stesso disegnato sopra dall'immenso Caravaggio!

Segue il messaggio che ieri mi ha scritto il Dr. Coimbra e che vi ho tradotto. Firmate l'appello indicato verso la fine e fate girare il più possibile queste preziose informazioni. Vi voglio ricordare che stiamo parlando di noi malati da una parte (che con questo protocollo riescono ad avere benefici incredibili che nessun farmaco è in grado di garantire e con una percentuale e gravità degli effetti collaterali praticamente inesistente, oltre a dei costi irrisori) e dall'altra un gigante finanziario ed economico in grado di dettare legge e imporre le proprie volontà ai Governi di tutto il mondo che fattura ogni anno quanto una nazione!


"Cari amici,
attualmente c'è un movimento, soprattutto in Brasile, sponsorizzato da alcuni neurologi che pretendono di rappresentare il pensiero di tutti i membri dell'Accademia Brasiliana di Neurologia (ABN). A quanto pare, si stanno mobilitando per impedire (o far vietare) il proseguimento dell'attuazione del protocollo con alte dosi di vitamina D per il trattamento delle malattie autoimmuni in generale, con particolare attenzione per la sclerosi multipla.
Menzogne​​, oltre a indicazioni di reati di minaccia, usurpazione di funzioni pubbliche e diffamazione sono stati trasmessi al pubblico da enti noti, come VejaOnLine, il cui link si può trovare qui.

Da parte dei mezzi di comunicazione non c'è stata alcuna attenzione ai fondamenti dell'etica giornalistica in questo testo (come "sentire l'altra parte"), nonostante sia ben evidente la foto della persona su cui sono ricadute le critiche, le accuse e le minacce.
Solo per citare un esempio, la frase "Un trattamento che non ha alcuna prova scientifica deve essere utilizzato solo in un contesto di ricerca" contiene un'affermazione difficile da sostenere ("non ha alcuna prova scientifica") e un'altra che è chiaramente falsa ("deve essere utilizzato solo in un contesto di ricerca"), in base alla legislazione attuale in materia, sia a livello nazionale che internazionale.

Le prove scientifiche: i vantaggi relativi all'assunzione di vitamina D per i pazienti con sclerosi multipla e malattie demielinizzanti autoimmuni sono stati pubblicati dal 1980 e comprendono anche studi randomizzati in doppio cieco (anche con l'uso di dosi modeste rispetto a quelle che utilizziamo, le quali sono su misura per ogni paziente in base alla risposta di laboratorio):


Le pubblicazioni si accumulano e dimostrano che il criterio di Bradford Hill per stabilire una relazione causale tra due eventi associati (in questo caso, l'evento "A": deficit/resistenza agli effetti biologici della vitamina D, e l'evento "B": l'insorgenza e la progressione della sclerosi multipla), sono quasi, se non tutti, criteri di causalità già dimostrati:


Per quanto riguarda il criterio di Bradford Hill, considerato come il metodo sperimentale più importante, si riduce o addirittura si compensa parzialmente il fattore "A" (deficit/resistenza vitamina D) e si verifica come risultato un miglioramento relativo alla progressione della sclerosi multipla. Questo criterio è soddisfatto anche da studi controllati con placebo, in doppio cieco e randomizzati:



Pertanto, la presunta mancanza di "prove scientifiche" può essere vista come una semplice dichiarazione di carattere dogmatico, perché così coloro che la affermano possono continuare a credere, o voler credere, in quel modo oppure hanno un bisogno instancabile di confermare a tempo indeterminato che l'evidenza continua a essere insufficiente (nonostante il numero e la qualità delle pubblicazioni che si stanno accumulando). Nel fare tali dichiarazioni, utilizzano il prestigio del nome dell'istituzione che rappresentano (cercando, in questo modo, di legittimare se stessi) presentandosi come arbitri della scienza, come se tutti coloro che sono titolari di un pensiero contrario avessero una minore capacità di valutare i risultati e le implicazioni di pubblicazioni scientifiche che si accumulano, provenienti da diversi Paesi e da diverse migliaia di gruppi di ricerca.

"Deve essere utilizzato solo in un contesto di ricerca": anche se fosse vera l'affermazione di assenza di "prova scientifica", la legislazione vigente (nel 1983 la "Dichiarazione di Helsinki" - da WMA, World Medical Association - è stata incorporata nell'etica medica brasiliana) dà pieno supporto legale ed etico ai medici che praticano il protocollo per il trattamento in questione, sotto l'egida di uno dei precetti fondamentali della pratica medica: il Principio di Carità: "fate al vostro paziente tutto il bene che è possibile fare"):


In questa risoluzione (n° 1098 CFM, 30 giugno 1983) si legge chiaramente:
"Nel trattamento di un paziente, il medico deve essere libero di utilizzare una nuova diagnosi e una nuova modalità terapeutica, se a suo giudizio esse offrono la speranza di salvare la vita, ristabilire la salute o alleviare la sofferenza."

Tutte le successive riedizioni della Dichiarazione di Helsinki hanno enfatizzato, approfondito e specificato ulteriormente nel dettaglio questo stesso problema (attualmente chiarito al punto numero 37):


"Nel trattamento di un determinato paziente, nel caso in cui gli interventi comprovati, o altri interventi noti, si siano rivelati inefficaci, il medico, dopo aver chiesto il parere di un esperto, con il consenso informato del paziente, o di un suo rappresentante legalmente autorizzato, può utilizzare una terapia non comprovata se a suo giudizio offre la speranza di salvare la vita, ristabilire la salute o alleviare la sofferenza. Questa dovrebbe poi diventare oggetto di ricerca, progettata per valutare la sua sicurezza ed efficacia. In ogni modo, le nuove informazioni devono essere registrate e, se è il caso, rese accessibili al pubblico. "

I pazienti che beneficiano di un trattamento con alte dosi di vitamina D si stanno mobilitando in difesa del loro diritto di scegliere i propri medici e come vogliono essere trattati. Firmare la seguente petizione è molto importante:


Suggerisco (questo è lo scopo fondamentale di questo post) che se i destinatari sanno di pazienti che hanno avuto benefici con questo trattamento (che essi stessi ritengono innegabili), di passare il link "citizengo" appena indicato alle parti interessate, in modo che possano sostenere il movimento, aggiungendo la loro firma e quella della loro famiglia e degli amici.

Un grande abbraccio a tutti."

Cicero G Coimbra, MD, PHD
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Internal Medicine and Neurology
Lab of Neuropathology & Neuroprotection, head
Associate Professor of Neurology and Neuroscience
Federal University of São Paulo - UNIFESP
Rua Pedro de Toledo 781 - 7th floor
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Private Office:
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9 commenti:

  1. Dove si firma qui? Micoli Barbara

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  2. Nn riesco a firmare mettendo la mia foto

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  3. adriana birgau16 ottobre 2014 03:06

    Nn riesco firmare

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  4. pizzolante vincenzo6 novembre 2014 17:54

    firmato e condiviso

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