venerdì 19 dicembre 2014

La nostra ONLUS non prenderà soldi da Big Pharma!


Faccio una semplice proposta di legge: se parliamo di ONLUS, né i membri, né essa stessa, possono percepire in modo diretto o indiretto contributi o sponsorizzazioni da parte di case farmaceutiche. Di più, qualsiasi associazione, che si occupa di malati, che abbia vantaggi fiscali o di altro genere dallo Stato o da altri Enti pubblici deve rientrare in questa restrizione.
Questa mia riflessione viene da lontano, da quando ho capito che molte associazioni di malati sono dei veri e propri "cavalli di Troia" di Big Pharma e servono semplicemente a fare il gioco di questi colossi industriali. Non è un caso che parlino solo ed esclusivamente di farmaci e che respingano in toto, o quasi, tutte le alternative possibili, anche di fronte alle evidenze scientifiche! La bibliografia che collega le maggiori patologie alla leaky gut, alla disbiosi, alla carenza di vitamina D, allo squilibrio nel rapporto tra omega-3 e omega-6, ecc. è infinita, ma loro non ne vogliono sapere e le uniche proposte che fanno sono i farmaci biologici, gli immunosoppressori, i corticosteroidi e così via.
Sono personalmente schifato dai presidenti di queste associazioni, dai loro membri del direttivo e da tutti coloro i quali reggono in piedi questo gioco. Voi siete parte del cancro, non ho idea di come possiate guardarvi allo specchio e poggiare la testa sul cuscino la sera!



Come direbbe Crozza/Razzi: "Amico mio, fatte li cazzi tuoi! Fatti un'associazione per malati. Ti fai dare i soldi da chi produce i medicinali per quella malattia e poi organizzi i convegni per parlarne bene. Dammi retta, i malati ci cascano e si fidano e tu ti fai la bella vita coi viaggi pagati e un lauto stipendio... Che ti frega? Tanto dovranno morire pure loro prima o poi, mica so' immortali! Però tu intanto campi bene!"

Facciamo l'esempio della Novartis, seguendo questo interessante articolo di Chiara Daina su Il Fatto Quotidiano: "Novartis, generosità o secondi fini?"
"Massaggiare l’opinione pubblica, addolcire medici e pazienti, può essere pericoloso. È un po' come se la Toyota pagasse ai 18enni il corso di scuola guida o la Barilla ci regalasse piatti di pasta nei ristoranti. Così sarò più tentata a comprarmi un’auto Toyota e al supermercato comprare gli spaghetti Barilla. Sulla salute però non è giusto lucrare."

Ma vediamo come la Novartis (ed è solo un'azienda tra le tante che si muove in questo modo) ha sponsorizzato ben 115 associazioni di malati in Italia nel 2013. Ecco  le più significative:
  • Somma delle varie associazioni che si occupano di Leucemia - circa € 413.000
  • AISM (Sclerosi Multipla) - circa € 200.000
  • Associazione Piera Cutino (sulla Talassemia) - circa € 190.000
  • Somma delle altre varie associazioni che si occupano di Talassemia - circa € 71.000
  • Liberi dalla Meningite - circa € 110.000
  • Diabete Italia - circa € 100.000
  • Federasma - circa € 60.000
  • Somma delle varie associazioni che si occupano di Parkinson - circa € 30.000
  • A.DI.PSO (Psoriasi) - circa €  15.000
L'associazione che sto per far nascere, e che diventerà una ONLUS, avrà nel suo Statuto certamente questo divieto di prendere soldi, in modo diretto o indiretto, dalle case farmaceutiche, compresi i membri che ne fanno parte. Ci occuperemo principalmente del protocollo Coimbra ad alte dosi di vitamina D, ma non trascureremo di certo la nutrizione, nonché altre importanti integrazioni e terapie alternative che presentino solide basi scientifiche.
Volete sapere il nome che ho scelto? Ve lo dico la prossima volta :-)

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