mercoledì 23 aprile 2014

Introduzione al MAP, batterio legato a varie patologie


A volte ricevo email molto interessanti e questa è una di quelle. Molto sinceramente vi dico che non ho avuto modo di approfondire l'argomento, per cui ve la giro con l'invito a verificare voi stessi queste informazioni.
Premetto subito un mio punto di vista, però: è ormai chiaro ed evidente che non solo siamo circondati dai batteri, ma che c'è una convivenza con essi dalla nostra nascita. In linea di massima, non ritengo la presenza di certi batteri potenzialmente patogeni un problema, ma la loro eventuale quantità in eccesso. E' una questione di equilibrio, sostanzialmente, tra batteri "buoni" e batteri "cattivi". Tutti hanno una loro funzione e ciò di cui ci dovremmo preoccupare è di mantenerne determinate proporzioni e, ancor più, di avere un sistema immunitario efficiente. Non credo molto nella strada dei vaccini, nel senso che si continua a perdere di vista il nocciolo del problema: quando una casa ha troppe crepe, non basta una mano di vernice, ma va ristrutturata.
Aggiungo che il problema dei bovini e del loro latte è il modo nel quale crescono negli allevamenti intensivi. Per capirci, le tribù africane dei Masai convivono col loro bestiame, ne mangiano le carni e ne bevono il sangue, a volte misto al latte, come si può vedere in questo documentario. Si ammalano di Crohn o di altre patologie? No. Per cui, basta dare addosso alle proteine animali, bisogna mettersi in testa che quello che non va è come viene prodotto il cibo, come ho spiegato in questo articolo.
Buona lettura.
P.S.: ci sono ONLUS che fanno un ottimo lavoro e mi auguro che sia presto possibile collaborare con loro.

"Ciao Leonardo,
 
Mi presento. Ho 30 anni e ho la malattia di Crohn. Sono solo una paziente che ama informarsi. Ho seguito con grande interesse il video che hai fatto su Youtube http://www.youtube.com/watch?v=WC-fIgnas-U per quanto riguarda il recente servizio su Elisir che parla delle malattie infiammatorie croniche intestinali. Ciò che dici ha risuonato profondamente con me, così tanto che mi pareva di aver fatto il video di persona. Quindi ho dato un'occhiata al tuo sito, e prevedibilmente mi trovi d’accordo su molte cose, specialmente sulla parte dove è giusto seguire una terapia farmacologica quando è necessaria, ma non è giusto che ai trattamenti alternativi non venga data alcuna visibilità. Specialmente quando hanno una possibilità di essere efficaci (vedi D3) ma non vengono promossi perché le vitamine non si possono patentare. Ho scarsa fede nella ONLUS che si occupa delle nostre malattie: viene sponsorizzata da case farmaceutiche che producono biologici, e la loro informazione inevitabilmente ne può risentire.
 
Appurato che siamo in una situazione scandalosa, vengo alla ragione per cui ti ho contattato. Sto chiedendo il tuo aiuto.
 
Da tempo si parla della possibilità che la malattia di Crohn, in associazione alla predisposizione genetica, possa essere attivata da un batterio. Il batterio in questione si chiama MAP (Mycobacterium Avium subsp. Paratubercolosis) e nei bovini provoca la paratubercolosi, una malattia infiammatoria cronica intestinale che si localizza nell’ileo terminale. Il batterio può vivere nel terreno, nei fiumi, persino nell’aria, è stato trovato nel latte, resiste ai corretti standard di pastorizzazione ed ovviamente persiste nella carne bovina.  A molti scienziati non sono sfuggite le similitudini con la malattia di Crohn, e si è cominciato a cercare. Cosa si è concluso? Che il MAP è proprio lì, nelle biopsie dei malati di Crohn, e si trova sempre più spesso. Che il sistema immunitario reagisce al MAP, crea anticorpi, e lo fa particolarmente nei malati di Crohn. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23658774  Se la malattia di Crohn ha una componente “prevalentemente” genetica, come mai si sono provati un sacco di immunosoppressori ma solo infliximab e derivati sembrano funzionare su una percentuale consistente di malati? Forse perché si è verificato come, incidentalmente, siano efficaci contro il MAP? http://www.pulsus.com/cddw2010/abs/114.htm E così anche l’azatioprina, e la mercaptopurina http://www.johnes.org/handouts/files/Shin_6MP.pdf
 
Ci sono così tanti studi clinici rilevanti che faccio fatica a darteli tutti, francamente. L’evidenza contro la causalità del MAP è pesantissima. Ma per te, in Italia, se ne parla? NO. La maggior parte dei malati di Crohn non sa nulla, e non viene informata. Innanzitutto perché ci farebbe inevitabilmente porre domande su cosa mangiamo, e soprattutto, su come la malattia di Crohn potrebbe essere una tragedia evitabile per molte persone.
 
Fortunatamente, al mondo esiste ancora qualche persona decente. Contro il MAP c’è un vaccino. Il dr. J.H. Taylor, professionista da tempo noto nel campo della ricerca sul MAP, sta cercando finanziamenti per metterlo nella pratica. Il governo inglese glieli ha rifiutati su basi inspiegabili e quindi, per il momento, si sta arrangiando con donazioni di malati e famiglie di malati. Ma arranca. Le sue teorie, nonostante siano ben argomentate, non sono benvolute. Danno fastidio a molte persone. Per approfondire, ti consiglio un articolo:
 
 
Il dr. Taylor viene ostracizzato per ovvie ragioni: sai che problema enorme per le case farmaceutiche se questo vaccino dovesse rivelarsi efficace? La loro impresa verrebbe distrutta dal giorno alla notte. Il ruolo delle ONLUS verrebbe fortemente ridimensionato. La credibilità dell’industria lattiero casearia se ne andrebbe a quel paese, così come quella degli allevatori. Il governo dovrebbe prendere contromisure. Troppi poteri forti, troppe lobby, meglio far soffrire qualche malato.
 
Non ti mento. Di fatto, ti sto pregando. Ti chiedo se ti è possibile dare visibilità alla storia del dr. Taylor. Io sto facendo di tutto, ma non ho un briciolo del tuo carisma. E sono sola. Ho tantissima paura. Ho visto troppe persone totalmente distrutte dalla malattia di Crohn, che sopravvivono. Non vivono. E non sanno nulla, assolutamente nulla di come potrebbe esistere una cura per loro. Perché nessuno ne parla, a nessuno conviene, e vengono lasciati soffrire. Quando la teoria del MAP affiora, la medicina ufficiale la liquida come “vecchia” solamente perché se ne parla da anni. Afferma che il MAP non è stato trovato in abbastanza persone, quando negli ultimi anni le tecniche di rilevamento si sono evolute moltissimo, e ora viene trovato quasi sempre. Questa evidenza? Ignorata, sepolta. Oppure ci si ostina ad argomentare come non sia completamente provato come il MAP possa essere patogeno per l’essere umano, quando ha fatto ammalare quasi ogni mammifero con cui è venuto in contatto.
 
Leonardo, io ti lascio un indirizzo email e la loro pagina Facebook. Sia il dr. Taylor che sua figlia, anche lei dottoressa, sono estremamente disponibili. Qualunque domanda tu voglia porre loro, probabilmente ti risponderanno (in inglese).
 
 
Una serie di video di approfondimento, se dovessi volere (sempre in inglese):
 
Qualunque sia l’opinione che ti sei formato, ti ringrazio del tempo che mi hai concesso.
Cordialmente."

giovedì 17 aprile 2014

Il re è nudo!


Questo è l'inizio della fine della farmacologia come unica possibilità di cura. Non è più la sola opzione che abbiamo e questa intervista ve lo mostrerà senza ombra di dubbio.
Cari Comitati Etici, che non permettete lo svolgimento di studi osservazionali su queste terapie, sappiate che o cominciate ad autorizzarli e a rendere trasparente tutto il processo che c'è dietro alle vostre discutibili decisioni oppure verrete sommersi dalla voglia di vivere di milioni di malati nel mondo.

Avere perplessità su un tipo di protocollo piuttosto che un altro è lecito e anche utile, ma il mio contributo di oggi non si vuole fermare a questi aspetti, bensì arrivare a dare un ulteriore contributo all'abbattimento del gigantesco muro che ogni malato ha di fronte a sé quando entra in un ospedale e si rivolge a un medico. Se non bastava il piccone, ora vi presento una vera e propria palla da demolizione.
Già non era più sopportabile sentire medici che insistono nel dire che l'alimentazione non c'entra nulla con le nostre patologie, adesso questo gruppo nutrito di bugiardi o di ignoranti si troverà ancora più in difficoltà nel negare il fatto che altre strade esistono e che le vesti degli interessi economici intorno alle malattie si stanno inesorabilmente stracciando. Il re è nudo e questa intervista lo indica in modo inequivocabile.

Prima del video,eccovi il link del gruppo facebook che si occupa del protocollo Coimbra in Italia.

Il video dura quasi un'ora e mezza, ma vi posso garantire che neanche un minuto sarà sprecato. Per vostra comodità, vi riporto i link a tutte le domande che ho fatto al Dr. Coimbra e, mi raccomando, attivate i sottotitoli.