domenica 29 giugno 2014

Rete medica, protocollo Coimbra e alimentazione


Il 1° ottobre 2011 nasceva questo blog.
Io, un malato cronico di rettocolite ulcerosa, con due ricoveri alle spalle e numerosi farmaci da far pagare al SSN, dopo due anni di cambio di stile di vita e avute numerose conferme cliniche e scientifiche sulla validità del mio percorso, ho deciso di divulgare tutto per evitare a più persone possibili il mio inutile e colpevole calvario. Strada facendo ho scoperto quanto siamo numerosi, anche perché sin dall'inizio ho scelto di non preoccuparmi solo delle persone con la mia patologia, ma del mondo della salute in genere. Prima di dar vita a questo spazio mi ero costruito una road map ideale da percorrere, ma mai avrei pensato di raggiungere anche solo il primo punto. Invece, il 10 settembre 2011 mi sono fatto coraggio e ho deciso di raccontare la mia storia a Gianroberto Casaleggio. Lui mi ha ascoltato e mi ha detto: "Bene, ti farò contattare dal mio staff per verificare il tutto e ti faremo un'intervista". E così è stato. In concomitanza con l'intervista ho pubblicato il mio primo articolo dove racconto la mia storia. Solo quel giorno ci sono state 90.000 visite e il numero di email che ho ricevuto per informazioni e richieste d'aiuto ha necessitato 3 giorni di lavoro giorno e notte per essere smaltito! Lì ho capito che purtroppo c'era bisogno di andare avanti e anche spediti.

Tra il blog, facebook e altri strumenti di comunicazione dedico da quasi tre anni l'80% del mio tempo libero a questo impegno. Giusto per curiosità ho calcolato una media di 30 ore a settimana che per 130 settimane (sarebbero 143, ma in vacanza ho molto rallentato, per fortuna :-) fa 3.900 ore! In questo calcolo ho compreso anche le ore di studio e di altri impegni collegati alla divulgazione.
Poi sono riuscito, con l'aiuto degli amici del gruppo facebook "Psoriasi fattori scatenanti", a organizzare due convegni sui temi a noi cari. Circa 100 persone da tutta Italia a ogni evento, un numero che le associazioni di malati più importanti si sognano! Ma il successo maggiore è legato alla crescente soddisfazione delle persone che si avvicinano a questo percorso nutrizionale e di integrazione, grazie al quale stanno riuscendo a ritrovare uno stato di salute ottimale e a diminuire o, in molti casi, a togliere i farmaci che prendevano. Altra grande soddisfazione è dovuta agli attestati di stima che ricevo da molti addetti ai lavori, che mi incitano ad andare avanti e spesso mi ringraziano per le preziose informazioni che gli faccio arrivare. A me sembra un paradosso, ma mi rendo conto che ho pubblicato informazioni davvero difficili da reperire. D'altronde, come dico sempre, quello che divulgo lo applico su me stesso e cerco sempre il meglio possibile per la mia salute.

Ma in questi cinque anni (da quando ho iniziato la Zona) non sempre è andato tutto liscio come l'olio, anzi. Ho avuto ben due ricadute, sempre documentate qui, e non è stato facile per me accettare il fatto che, nonostante i miei sforzi, non tutto andava per il meglio. Certo, in confronto al passato non c'era paragone, ma ero sicuro che mancasse un tassello fondamentale. Alla fine, come ho raccontato in articoli precedenti, l'illuminazione è arrivata: la vitamina D! L'immunoregolatore più importante che ci sia era fortemente carente nel mio corpo e questo spiegava senza ombra di dubbio quanto fosse improbabile che io potessi stare al meglio senza questa sostanza ormonale nella giusta quantità. Così mi sono imbattuto nel protocollo Coimbra, sono andato in Brasile, mi sono fatto visitare e ho realizzato l'intervista più importante della mia breve carriera di blogger. Non mi ritengo un esaltato, per cui posso dire con serenità che le informazioni all'interno di quel video cambieranno l'approccio della medicina alle malattie autoimmuni (e non solo) da qui ai prossimi 25 anni.

Ma cosa fare con tutto questo patrimonio tra le mani, adesso? Andiamo con ordine, perché le informazioni che seguono sono molto ma molto importanti.


Cari medici di ogni specializzazione, con una particolare attenzione ai neurologi, immunologi e gatroenterologi, questa è la vostra occasione per rivoluzionare in modo risolutivo l'approccio alle terapie finora adottato. Quello che i farmaci che avete prescritto con tanta generosità hanno fatto è semplicemente di imitare in modo decisamente goffo l'azione della vitamina D sul nostro sistema immunitario. Anzi, nella maggior parte dei casi queste medicine sono servite a peggiorare solo la situazione, perché non sono assolutamente in grado di aiutare il sistema immunitario a regolarsi, ma lo deprimono e creano numerosi effetti collaterali anche gravi. Se quello che sto scrivendo vi sembra un'eresia è semplicemente perché non avete letto gli studi sull'argomento che ho letto io finora. E a me sembra un'eresia che voi non l'abbiate fatto. La leggenda sulla tossicità della vitamina D è crollata da tempo (addirittura 40.000UI al giorno per lunghi periodi non hanno creato problemi) e provo un misto di comicità e rabbia quando sento alcuni di voi parlare ancora dell'utilità della vitamina D solo per le ossa. Siete indietro di almeno 20 anni. O vi aggiornate oppure cambiate lavoro, a voi la scelta.
Partecipare a questo simposio è semplice (anche se sarà in lingua portoghese, ma posso dirvi che è facilmente comprensibile. Ho intervistato il Dr. Coimbra senza avere quasi mai bisogno della traduttrice che era presente), basta inviare un'emai a questo indirizzo: istituto.eventos@gmail.com

Ma ora veniamo all'annuncio vero e proprio: c'è già un medico italiano che, oltre a seguire il simposio, farà tre giorni di affiancamento con il Dr. Coimbra per imparare il suo protocollo. Questo si svolgerà tra il 20 e il 22 agosto. Ho il compito di trovare ancora uno o due medici, non di più, dato che sarebbe complicato seguirne altri, visto che dovrà essere tradotto tutto dal portoghese all'inglese. Chi non sa l'inglese, come sopra, ha sbagliato lavoro. Nell'arco della prossima settimana avverrà la selezione e sarà fatta solo e soltanto nell'interesse dei futuri pazienti. Arrivisti, interessati solo ai soldi, "cambiatori" di metodi secondo la moda, vecchi tromboni e professionisti poco disposti al bene del prossimo sono invitati a non farsi avanti. Perderemmo tutti del tempo prezioso, dato che andare in Brasile non significa automaticamente avere dei pazienti dopo, visto che il comportamento dei medici sarà continuamente monitorato da noi pazienti e chi farà male rimarrà senza, com'è giusto che sia in un sistema che funziona. Al contrario, medici in buona fede, che sapete da tempo quanto la farmacologia sia solo un gran business e applicate terapie alternative per aiutare i vostri pazienti al meglio possibile, scrivete un'email con allegato il vostro curriculum vitae a coimbraprotocol@leonardorubini.org
Ricordo che i tre giorni di affiancamento sono totalmente gratuiti, tanto per farvi capire chi è il Dr. Coimbra. Spero troveremo medici all'altezza. Per ora posso solo dire che il primo medico selezionato per questa fantastica avventura ispira la massima fiducia e sono sicuro che farà un gran bel lavoro.

Questo stesso medico (di cui per ora preferisco tenere il nome nel massimo riserbo) ha sposato con entusiasmo l'iniziativa che sto promuovendo di un corso di formazione per medici qui in Italia sulla nutrizione e integrazione, basato sull'immensa mole di dati e di studi raccolti finora da me e da altri. Il concetto è semplice: se un'ottima percentuale di coloro i quali stanno seguendo un determinato percorso stanno sempre meglio, direi che è arrivato il momento di farne un metodo e creare così una rete medica in grado di applicarlo. Ovviamente non sarò io a insegnarlo, ma ci saranno docenti di alto livello, tra cui medici, biochimici e altri professionisti. Chiarisco da subito che non ho nessuna autorizzazione a divulgare il protocollo Coimbra in un ambito formativo, a meno che il Dr. Coimbra non sia d'accordo e magari voglia lui stesso contribuire di persona. Ma questo, ad oggi, è assolutamente prematuro, per cui non posso prometterlo. Naturalmente sono previste delle lezioni sui principi fondanti gli alti dosaggi di vitamina D, oltre alla nutrizione di tipo paleo e altre integrazioni utili. Mi viene in mente, per esempio, quanto sia importante approfondire argomenti come la stanchezza surrenale e aiutare i medici a trattarla con cognizione di causa, così che chi soffre di questo genere di problemi non debba più fare il giro degli ospedali e degli studi privati, perdendo tempo e tanto denaro.
E' quasi scontato dirlo, ma sottolinearlo è bene, che i circa 12 medici che parteciperanno a questo corso saranno poi i medici di riferimento dei migliaia di pazienti che da anni non sanno dove sbattere la testa e non vedono l'ora di avere un punto di riferimento valido. Praticamente è il sogno che porto avanti da anni e non riceverò più centinaia di email e di messaggi privati con richieste di aiuto!!!
Sarà mia cura distribuire sul territorio i professionisti che verranno formati, in modo tale da non creare accavallamenti inutili, tipo 5 medici su Roma e nessuno nelle regioni del sud. Questo è nell'interesse tanto dei pazienti quanto dei medici.
Per quanto riguarda questo progetto, le richieste di adesione vanno inviate a formazione@leonardorubini.org
Se tutto va bene, a settembre si parte. Io direi che non c'è tempo da perdere, per il bene di tutti.

Ah, l'ultima tappa della mia personale road map sarebbe il libro... be', in un prossimo post vi racconterò volentieri il mio progetto.
STAY TUNED

giovedì 26 giugno 2014

Fine della guerra ai grassi


La prestigiosa rivista TIME finalmente pubblica un'inchiesta sugli ultimi 40 anni di linee guida nazionali, che hanno visto un medioevale divieto sull'uso dei grassi e un'incosciente spinta all'abuso di carboidrati. Il risultato è stato un drammatico aumento delle malattie cardiache e delle patologie croniche e autoimmuni. Credo sia stata un'epoca nella quale si è svolto il più imponente esperimento sugli esseri umani a livello alimentare, con dei risultati disastrosi. Se vogliamo vedere il lato positivo, possiamo dire che ora sappiamo cosa non bisogna fare per avere una qualità di vita dal punto di vista della salute: mangiare cibi industriali, cereali a tutte le ore, grassi vegetali di scarsa qualità e idrogenati, zuccheri come se piovesse, bibite come i soft drinks, ecc.
Insomma, è stato confermato quello che scrivo su questo blog da circa 3 anni. Vi avevo spiegato il mito del colesterolo e di quanto siano i carboidrati ad alto carico glicemico i veri nemici, non i cibi contenenti colesterolo come le uova, per esempio.
Ma vediamo qualche dato insieme: dal 1977 al 2012, negli USA il consumo di uova è calato del 9%, la carne del 37% e il latte intero del 72%, per cui c'è stato uno spostamento di calorie molto consistente dai grassi saturi ai carboidrati.


La conseguenza, com'è noto, è stata quella di far aumentare le malattie e mettere in seria crisi il sistema sanitario americano. Chi ci ha guadagnato, e anche parecchio, sono le multinazionali del cibo che hanno prodotto veri Frankenstein a bassissimo costo, spacciati per sani e nutrienti, e venduti a tutti a prezzi concorrenziali, oltre a Big Pharma che ha accolto a braccia aperte l'esponenziale aumento di richiesta di farmaci di ogni categoria per correggere degli errori alimentari macroscopici. Ancora oggi, fior di medici e primari non hanno chiaro che un eccessivo stimolo dell'ormone insulina provoca uno stato infiammatorio. Dico di più, questi "professionisti" si ostinano a dichiarare che il cibo non c'entra nulla con la malattia. Come nel mio caso, se tu hai una rettocolite ulcerosa, secondo loro puoi mangiare quello che vuoi, basta che prendi le medicine però, eh!!!

Ancora dati: i malati di diabete sono cresciuti del 157% tra il 1980 e il 2011. Inoltre, 1 americano su 10 oggi ha una patologia per la quale fa uso di farmaci, il che costa circa 245 miliardi di dollari l'anno. La beffa è che le linee guida caratterizzate dalla famosa piramide alimentare con alla base i cereali erano nate per combattere la prima causa di morte, cioè la malattia cardiaca. Ma il primato è ancora saldamente nelle sue mani! Allora ci tengo a ribadire un concetto: l'uomo è un cacciatore-raccoglitore, abituato a pasti ricchi di nutrienti e sazianti. La sua attività ancestrale lo portava a consumare molte energie, per cui non passava il suo tempo a mangiare. Per capirci, una mucca inizia a ruminare la mattina e finisce la sera, ed è un erbivoro. Un ghepardo dedica poche ore a settimana alla caccia, mangia quello che cattura con fatica e per il resto del tempo riposa, gioca e socializza, ed è un carnivoro. Noi siamo onnivori, la cui base evolutiva ci ha portati a prediligere grassi, carni e alcuni vegetali. Per noi i grassi e le proteine animali sono altamente sazianti, se ci aggiungete verdure abbondanti vivrete nel benessere costante. Mentre chi mangia spesso carboidrati di tutti i tipi, ma soprattutto quelli industriali, avrà sempre fame, peso eccessivo e/o problemi di salute. Quindi, dovete smetterla di preoccuparvi delle calorie, perché non siamo delle stufe, ma dovete porre l'attenzione alla qualità e tipologia del cibo che ingerite, perché siamo dei laboratori biochimici. Gli enzimi e i batteri presenti nel nostro sistema digerente la fanno da padroni, sono loro che comandano. Gli zuccheri fanno aumentare i batteri patogeni (sto semplificando), per cui cercate di dare da mangiare i giusti alimenti al vostro microbiota, perché sarà poi lui a nutrire voi. Il microbioma umano conta un numero di cellule 10 volte superiore all'individuo che lo ospita e i batteri contano 100 volte più geni del nostro genoma eucariote, tanto per capirci, e la nostra salute passa da lì.
I grassi non fanno ingrassare e sono essenziali per la salute umana. Scegliete quelli giusti e da fonti affidabili.

I grassi sono come la verità, che prima o poi viene a galla!

giovedì 12 giugno 2014

martedì 10 giugno 2014

Per Le Iene è ora di riposarsi un po'


Care Iene,
questa intervista ve la dedico con tutto il cuore, sperando che un giorno ci incontreremo.
Firmato, il vostro affezionatissimo avvoltoio.

giovedì 5 giugno 2014

Vitamina D e autoimmunità: da ipotesi a certezza


Ormai gli studi sulla vitamina D si possono contare sulla punta delle dita di una sola mano, considerando però che ogni dito ne vale 1.000! La mole di ricerche è impressionante e ogni anno praticamente raddoppiano. Così come le richieste che i medici fanno per i loro pazienti sulla misurazione di questo importantissimo valore (che, ripeto sempre, andrebbe misurato insieme al paratormone intatto, così come ben spiegato nell'intervista che ho fatto al Dr. Coimbra pochi mesi fa). Infatti, si registrano 8 volte più richieste di analisi della vitamina D in Australia, con un aumento da 1.265 nel 2001 a 10.499 nel 2010. E ancora, a San Francisco i test della vitamina D sono aumentati di 20 volte tra il 2006 e il 2009. In Ontario, Canada, di 25 volte tra il 2004 e il 2010 (qui la fonte dei dati). Questi incrementi suggeriscono una maggiore consapevolezza all'interno della comunità medica per quanto riguarda l'importanza della vitamina D per l'assistenza sanitaria efficace.
Il dato meraviglioso è che tutto questo interesse intorno alla vitamina D è più che fondato e non mi stupirei della nascita di iniziative di ricerca anche in Italia in tempi relativamente brevi. Uno degli ultimi studi pubblicati ci ribadisce il legame tra carenza di vitamina D e ricadute nel morbo di Crohn. Ecco un estratto di un interessante articolo a riguardo, a firma Emilia Vaccaro, dove si parla dello studio sopra citato: "Bassi livelli di vitamina D nel siero sono associati con la gravità della malattia in pazienti con morbo di Crohn.", "La carenza di vitamina D è comune nei pazienti con malattia di Crohn (CD).", "I risultati hanno mostrato che cellule T del sangue periferico di pazienti con malattia attiva mostravano una più alta espressione del recettore della vitamina D rispetto alle cellule dei pazienti in remissione. Con l’aggiunta della vitamina D, la proporzione di cellule CD25hi CD4 + aumentava nei pazienti con CD."
Ora, senza entrare troppo in dettagli tecnici da ricercatori di laboratorio, il succo del discorso è molto semplice e ve lo riassumo in pochi punti:
  • la vitamina D è l'immunomodulatore più importante che abbiamo;
  • la vitamina D non è mai tossica, semmai lo è un eccesso di calcio accumulato;
  • la carenza di vitamina D nella popolazione è stata definita una pandemia (nel gruppo facebook dove parliamo di questi argomenti abbiamo registrato un 92% di persone con livelli inferiori a 30 ng/ml!), per questo tutti dovrebbero misurarsela;
Grafico di Nicola Alberighi
  • 10.000UI al giorno sono considerate un dosaggio sicuro (sempre dopo parere medico);
  • avere 80, 100, 200 ng/ml di vitamina D inattiva nel sangue - la 25(OH)D3 - non è sinonimo di livelli adeguati. Per questo va misurato anche il paratormone intatto. Se quest'ultimo valore è basso, allora ci sarà abbastanza vitamina D attiva nel sangue, altrimenti si hanno dei gravi problemi di metabolismo della vitamina D e/o resistenza dei recettori. Per cui, come dico sempre, hai una tanica piena di benzina in macchina, ma il serbatoio vuoto!
  • Il tutto va monitorato da un medico competente, che vi farà misurare i due valori menzionati sopra, più calcio, fosforo e altri valori di riferimento che servono a essere sicuri che il paziente non subirà alcun effetto collaterale. Ma questo discorso vale per gli alti dosaggi, perché con 10.000UI non serve tutto questo controllo;
  • ricordo infine che per produrre 10.000UI in modo naturale, basta una mezz'oretta al sole in costume, nelle ore centrali, senza alcuna crema con filtri UV. Questo se siete giovani adulti e di razza bianca. Per un nero ci vuole molto di più, così come servono 3 ore di esposizione a un bianco, se è vestito in maniche corte e ha solo braccia e testa scoperte!
Tutto chiaro? Bene.
Vi lascio con un ultimo aggiornamento (chi mi segue su facebook già sa): sono in attesa di una conferma dal Brasile sulle date nelle quali verrà formato un medico italiano (forse due) dal dr. Coimbra sul suo protocollo ad alte dosi di vitamina D. Questo vuol dire che entro la fine dell'anno potremmo avere un medico qui in Italia in grado di aiutare pazienti con malattie autoimmuni anche gravi, come sclerosi multipla, diabete di tipo 1, ecc.
Insomma, col mio viaggio in Brasile, e relativa intervista, l'ho fatta proprio grossa!

W la libertà terapeutica informata e scientificamente fondata!

lunedì 2 giugno 2014

10 ore per la vita


Titolo forte per un evento imperdibile!
D'altronde la mia salvezza, e quella di molti di voi, è partita proprio da un cambio di alimentazione di tipo Zona e PaleoZona.
In quasi 3 anni di blog avrò suggerito 3-4 eventi ai quali partecipare, perché so che per molti è un sacrificio farlo e poi perché ce ne sono davvero pochi ai quali vale la pena andare. Finora siete rimasti sempre soddisfatti delle preziose informazioni ricevute in queste sporadiche occasioni. Bene, il 7 e l'8 giugno a Pescara l'occasione è "golosa"! Io sarò in prima fila e spero di avere modo di incontrare parecchi di voi.
Come vedete dalla locandina, i relatori sono di primo livello e ce ne sarà per tutti i gusti: sportivi in cerca di prestazioni atletiche migliori grazie a una "benzina" da 10 isoottani, persone sovrappeso in cerca della linea giusta per superare indenni la prova costume, pazienti delle più svariate patologie che cercano un valido alleato per diminuire o addirittura eliminare il loro bisogno di farmaci e chi più ne ha più ne metta.
Vi consiglio di mettervi in contatto oggi stesso con l'organizzazione dell'evento, perché i posti e i giorni rimasti sono davvero pochi.
Ci vediamo a Pescara. E che il sole ci accompagni per fare una scorpacciata di vitamina D!