venerdì 18 luglio 2014

Farmaci chemioterapici per la colite ulcerosa???


Ricevo e pubblico questa email firmata.

"Ciao Leonardo, sono la mamma di Marisa (nome di fantasia, ndr) di 37 anni. Forse ti ho già scritto in un'altra occasione. Marisa si è ammalata tre anni fa circa di colite ulcerosa. Per fortuna non è stato necessario operarla e ora sta abbastanza bene. La sua cura è la "mercaptopurina". Recentemente ha subito l'asportazione di due nei uno sulla gamba e l'altro sulla spalla. Neanche a dirlo tutti e due maligni. Per quello della gamba le hanno "dovuto" togliere il linfonodo sentinella uno all'inguine ed un altro sulla coscia creando delle ferite di circa 10 cm. Comunque sono risultati negativi così ci siamo messi il cuore in pace. Lei stessa ha sentito recentemente su facebook nel gruppo dei malati di crohn ecc. che ad altri è successa la stessa cosa a seguito della cura con questi immunosoppressori. E' in cura in ospedale  ma non viene preso molto in considerazione il fatto dei nei con la rcu. Tra reparti praticamente non si consultano. Vorrei convincerla, prima di una ricaduta, a seguire la Paleo dieta. Noi tutti seguiamo già a grandi linee quella del dott. Mozzi. Mia figlia convive da anni con un bravissimo ragazzo che si adopera e si interessa molto di capire le cause di queste malattie. Penserebbero anche ad avere un bambino e il dottore dell'ospedale ha detto che non ci sono problemi!? Scusa Leonardo della lungaggine, ma spero di averti fatto un quadro della situazione per poterci consigliare un medico-naturopata-nutrizionista che faccia al caso di mia figlia. Grazie mille e vai avanti così."

Ma leggiamo qualcosa di questo farmaco (fonte wikipedia):

Effetti indesiderati

Alcuni degli effetti indesiderati causati dalla mercaptopurina comprendono la diarrea, la nausea, il vomito, la perdita dell'appetito, il dolore distomaco/addominale, l'astenia, le chiazze cutanee, lo scurimento della pelle, o la perdita di capelli. Le reazioni avverse gravi includono le ferite della bocca, la febbre, il mal di golaemorragia facile, macchie rosse sulla pelle, l'ingiallimento degli occhi o della pelle, minzionedolorosa o difficile e urina scura. Gli effetti secondari improbabili ma gravi includono: feci di colorito nerastro (feci picee) che contengono sangue digerito (melena), ed ematuria (sangue nell'urina). I sintomi della reazione allergica alla mercaptopurina includono l'eruzione cutanea,pruritogonfiorevertigine, difficoltà nel respirare.
La mercaptopurina causa anche la mielosoppressione (soppressione della produzione dei globuli bianchi e dei globuli rossi). Può essere anche tossica al midollo osseo. I pazienti a cui è stata somministrata la mercaptopurina devono, quindi, realizzare conteggi settimanali dei globuli bianchi presenti nel sangue. Quando si verifica dopo questi conteggi un calo non spiegato e anormalmente grande dei globuli bianchi, il paziente deve smettere di prendere il farmaco almeno temporaneamente. Le persone che mostrano mielosoppressione o tossicità contro il midollo osseo durante l’uso della mercaptopurina devono essere esaminate per verificare la mancanza dell’enzima Tiopurina S-metiltransferasi (TPMT). I pazienti con la mancanza di TPMT sono molto più suscettibili allo sviluppo di una pericolosa mielosoppressione. Può essere possibile continuare la somministrazione di mercaptopurina a tali pazienti, ma ad una dose più bassa.

Avvertenze

La mercaptopurina può abbassare la capacità dell’organismo di combattere le infezioni. Chi assume la mercaptopurina deve avere il consenso del medico per ricevere le immunizzazioni e levaccinazioni. Inoltre è suggerito che durante l’uso del farmaco si eviti la presenza di persone che hanno recentemente ricevuto il vaccino orale di poliomielite.
L’uso di questo farmaco non è generalmente consigliato durante la gravidanza, ma ciò è stato dibattuto e alcuni studi attuali indicano che le donne incinte che usano il farmaco non presentano aumenti nelle anomalie fetali. Tuttavia, le donne che ricevono la mercaptopurina durante il primo trimestre della gravidanza hanno una maggiore incidenza aborto. Davis e altri, nel 1999, hanno dimostrato che la mercaptopurina, comparato al metotrexato, era inefficace come singolo agente abortivo; le donne che hanno ricevuto soltanto la mercaptopurina durante lo studio hanno presentato attività cardiaca fetale due settimane dopo la somministrazione del farmaco. [5]
La mercaptopurina causa alcuni cambiamenti nei cromosomi in animali ed in esseri umani. Nei ratti, questi cambiamenti hanno provocato delle mutazioni mortali. Il farmaco ha, quindi, il potenziale di causare cancro negli umani.


Scusate, ma c'è qualcosa che non mi torna: viene prescritto un farmaco potenzialmente tossico, utilizzato nel trattamento delle leucemie, per trattare un'infiammazione cronica intestinale? E tutto ciò che infiamma l'intestino nell'alimentazione non viene considerato? E gli agenti esterni che "provocano" il sistema immunitario non vengono eliminati? E il sistema immunitario stesso non viene indagato sulla sua capacità regolatrice? Quindi stiamo dando agenti chemioterapici a soggetti la cui vitamina D non è neanche presa in considerazione? Praticamente è come tagliare via i piedi a una persona alla quale si sono addormentati, invece di riattivargli la circolazione sanguigna! Questa è vera e propria negligenza medica, come spiega Coimbra rispondendo a una mia domanda sulla sperimentazione. E le conseguenze per questi medici potrebbero essere anche di tipo giuridico, così come ci spiegano i ricercatori dell'U.O Geriatria II Facoltà di Medicina e Chirurgia. Sapienza Università Roma. Az Osp S.Andrea: "In conclusione, se l’obiettivo che ognuno di noi medici ha è quello non solo di non nuocere ai nostri pazienti ma anche di guarirli, omettere di trattare una situazione come la carenza di vitamina D con una supplementazione che si è dimostrata sicura, tollerata e a basso costo, non è solo una superficialità ma può diventare una vera e propria omissione di cui potremmo dover rispondere nei prossimi anni non solo a livello di coscienza personale ma anche a livello legale."
Non penso di esagerare dicendo che Josef Mengele avrebbe qualcosa da imparare da queste pratiche mediche del Nuovo Medio Evo!

domenica 6 luglio 2014

Il protocollo Coimbra spiegato a una bambina


Oggi ero con degli amici ai quali spiegavo come sto affrontando la mia patologia senza farmaci e attenendomi comunque a ciò che di meglio ha prodotto finora la ricerca scientifica, facendomi seguire da medici qualificati e tenendomi costantemente in contatto con altri pazienti per confrontarci. A un certo punto, la figlia di una coppia di amici, adorabile e particolarmente intelligente, mi ha domandato per quale motivo prendessi tutte quelle "palline col sole" (la vitamina D). Lei ha 5 anni e 3 mesi e ha capito il protocollo Coimbra in 5 minuti. Adesso, con questo post, voglio capire se dobbiamo far iscrivere la bimba all'università oppure se effettivamente il concetto è di facile comprensione.

Spiegazione alla bimba: per annaffiare i fiori che ho a casa mi servono 5 litri d'acqua, solo che quelli che metto nel secchio me li perdo un po' per strada, dato che ha dei buchi. Non ne voglio comprare uno nuovo, perché questo me lo hanno regalato mamma e papà e non voglio cambiarlo per nessun motivo al mondo, per cui approfitto del fatto che può contenere molto più di 5 litri e mi limito a mettere più acqua. Insieme a un esperto ho imparato a mettere nel mio secchio bucato la quantità d'acqua necessaria ad annaffiare tutti i miei fiori e il gioco è fatto!
Il bello è che i bambini ti voglio bene anche se sei un secchio bucato :-)

Premessa (che non ho fatto alla bimba, ma ai genitori): chi ha una malattia autoimmune ha una carenza forte e/o una resistenza alla vitamina D, cioè quella inattiva a disposizione nel sangue non si attiva a sufficienza.
Se il problema è solo la carenza, allora potrebbe bastare un dosaggio minimo di 10.000UI al giorno oppure un'esposizione regolare tutti i giorni utili dell'anno al sole nel modo corretto per sintetizzarla e farne una scorta per i mesi invernali. Anche se c'è da dire che, sopra al parallelo corrispondente all'isola di Lampedusa, l'incidenza del sole durante l'anno non è tale da garantire adeguati livelli di vitamina D nel sangue.
Se invece il problema è legato a una resistenza nel metabolismo della vitamina D (recettori della vitamina D che non funzionano a dovere, problemi ai reni o al fegato tali da ostacolare uno o più passaggi necessari ad attivare la vitamina D, ecc.), allora non avete alternative se non di seguire un alto dosaggio di vitamina D, in modo da averne poi a sufficienza in forma attiva.

Quel secchio è il vostro personale metabolismo della vitamina D. Molti non hanno alcun problema, ma tantissimi si. Ci può essere un solo buco o decine, e ognuno rappresenta un ostacolo per la vostra salute, dato che la vitamina D (nella sua forma attiva) è il più importante immunoregolatore che abbiamo e in sua carenza il sistema immunitario non riesce a risolvere i problemi anche gravi che deve affrontare. L'acqua che all'inizio caricate nel secchio è la vostra vitamina D inattiva, quella che finisce nei vasi è la vitamina D attiva. Il protocollo Coimbra è in grado di fare in modo che, comunque sia, tutte le piante vengano annaffiate, sempre, compensando i "buchi nel secchio".
Un medico che conosce bene il protocollo saprà leggere le vostre analisi, considererà una serie di parametri che vi riguardano e vi darà un dosaggio idoneo. Dopo 3 mesi vedrà i cambiamenti e vi stabilizzerà col dosaggio giusto. Ecco perché non esiste la preoccupazione degli effetti collaterali, semplicemente perché l'unica vitamina D potenzialmente pericolosa è quella attiva, in grado di provocare un'ipercalcemia e di, tra le varie conseguenze, "bruciarvi" i reni e farvi rischiare la dialisi a vita. Ma io non conosco nessuno che, essendo sotto controllo medico, abbia mai avuto problemi. Il vostro secchio può essere riempito d'acqua fin dove è necessario affinché voi arriviate in balcone coi 5 litri necessari. Sappiate solo che non potete farlo da soli, perché i rischi esistono nel caso le cose vengano fatte senza la dovuta e consapevole conoscenza della scienza medica.

Ricordo che tutti dovrebbero misurarsi la vitamina D nel sangue, possibilmente insieme al paratormone intatto, ma che questi articoli che scrivo sono destinati principalmente a chi ha sviluppato una malattia autoimmune, tenendo sempre ben presente che non averla oggi non significa non rischiare di averla domani.
Chi è in salute approfitti del sole, sapendo che il migliore è quello delle ore centrali (11-17 o quando la nostra ombra è più corta della nostra altezza), al contrario di quello che dicono i dermatologi poco informati ed essendo questo in linea con ciò che affermano gli studi scientifici e gli esperti mondiali. Vi servono gli UV-B per sintetizzare la vitamina D e non dovete preoccuparvi dei danni alla pelle (a meno che non abbiate patologie specifiche), perché non ci dovete stare ore. I primi giorni è sufficiente mezz'ora senza nessuna protezione, poi decidete voi se mettervi all'ombra oppure se usare una crema protettiva. Io preferisco l'ombra oppure 5g di vitamina C sciolta in mezzo litro d'acqua e spruzzata sulla pelle con un erogatore (cosa che potete fare tranquillamente anche prima di esporvi, senza compromettere la sintesi della vitamina D). Non dovete mai scottarvi, perché quello è il modo per farvi venire dei tumori alla pelle. Guardando le statistiche, appare estremamente evidente come nella popolazione il rischio tumore della pelle sia una percentuale irrisoria in confronto al rischio cancro di qualsiasi genere nelle persone con carenza di vitamina D. Come dire: volendo vincere alla roulette e non arricchirvi per forza, puntate sul numero 2 o su tutti i numeri pari?

Adesso andate a riempire il vostro secchio col sole e sappiate che, anche coi buchi, funzionerà tutto bene lo stesso. Basta aspettare settembre, quando i due medici coi quali sono in contatto torneranno dal Brasile e cominceranno ad applicare il protocollo Coimbra in Italia.
Viver a vida!!!