venerdì 8 maggio 2015

Il problema del latte e degli studi osservazionali


A ottobre 2014, il British Medical Journal ha pubblicato un importante studio su un ampio numero di soggetti (più di 100.000) di entrambi i sessi, notando che un alto consumo di latte è correlato con maggiore mortalità e nessuna particolare protezione verso la frattura dell'anca.

Approfitto di questa occasione per proporvi delle osservazioni sul tema "scienza e nutrizione", sottolineando i limiti enormi che questi studi portano con sé.

1) Gli studi osservazionali non creano alcun rapporto di causa-effetto. Possono, al massimo, ipotizzare una correlazione e invitare la comunità scientifica ad approfondire il tema con studi specifici più affidabili, come per esempio uno studio prospettico randomizzato.

2) In questo studio si parla di ALTO consumo, per cui non viene messo in discussione un consumo moderato o basso.

3) Lo studio si riferisce a un'etnia specifica (scandinava), per cui non sappiamo come reagirebbero altre popolazioni.

4) Non sappiamo di che qualità fosse questo latte: intero, scremato, da vacche al pascolo o da allevamenti intensivi, integrato con vitamina A o D, crudo o pastorizzato, ecc.

5) Sulla mancata protezione verso la frattura dell'anca, magari chi aveva già un'osteoporosi ha deciso di aumentare il consumo di latte per porvi rimedio, quindi erano soggetti già a rischio.

6) In ultimo, non abbiamo idea di come le persone bevevano il latte. Con il caffè? Zuccherato? In associazione coi pasti?

Come vedete, approfondendo gli argomenti, diventa molto difficile mettere un punto e decretare la pericolosità o la salubrità di un singolo alimento. E gli studi osservazionali non aiutano affatto in questo compito.
Come sempre, l'esperienza personale degli individui e quella dei medici sui loro pazienti dal punto di vista clinico, se considerata in modo obiettivo e senza preconcetti, è quella che può darci le risposte più importanti e utili.

So che questo blog ha da sempre sconsigliato l'uso di certi alimenti, come il latte e derivati, ma non posso non tenere conto di osservazioni, riflessioni ed esperienze che negli anni si affacciano. D'altronde, leonardorubini.org nasce per cercare di supportare persone con malattie infiammatorie croniche intestinali e, nel tempo, si sta avventurando nel mare più grande dell'informazione sulla salute a 360°. Se voglio crescere, non posso farlo coi paraocchi e, credendo nel metodo scientifico, non voglio disattenderlo solo per delle prese di posizione. Critico spesso i vegetariani per questo, per cui non posso avere lo stesso comportamento. Se la scienza non ha bocciato in modo univoco il latte (e poi, ripeto, la qualità conta!), non posso farlo io. Posso solo invitarvi a toglierlo per un periodo, se avete problemi di salute, e vedere se migliorate, magari sempre seguiti da un medico, biologo o nutrizionista.

Nessun commento:

Posta un commento

Verranno esclusi tutti i commenti off-topic, volgari e privi del rispetto necessario per un sereno confronto sul tema discusso. Chiedo un po' di pazienza per la loro pubblicazione, dato che li modero personalmente e non sono sempre davanti al pc.