mercoledì 10 giugno 2015

Ora i pazienti si finanziano gli studi da soli! Cannabis nella sclerosi multipla

Sono appena tornato dal convegno di Venezia, organizzato dal gruppo facebook sulla psoriasi, nel quale è stato presentato il loro libro, di cui ho curato la prefazione. Per la prima volta, ho avuto l'occasione di essere relatore ed è stato molto emozionante farlo di fronte a circa 200 persone.

In questa occasione, ho avuto il piacere di conoscere Simone Fagherazzi, un giovane medico che mi è venuto a trovare per raccontarmi dello studio sull'utilizzo della cannabis nella sclerosi multipla che partirà ad agosto. Così l'ho intervistato e ho deciso di proporvi subito le sue parole, dato che cercano pazienti da inserire nella ricerca, che si svolgerà in Spagna, e fondi per sostenere le spese. Simone collabora con la dottoressa Viola Brugnatelli, neuroscienziata, che spero di conoscere e intervistare presto.
Scusate se non vi parlo subito della fantastica esperienza di Venezia, ma ho deciso di dare la precedenza a questo progetto, dato che i tempi sono abbastanza stretti.

Lo studio è esclusivamente dedicato ai pazienti di sclerosi multipla in forma RR, con punti di disabilità inferiore o uguale a 6. La partecipazione allo studio include: pazienti di SM che hanno la possibilità di partecipare per 8 settimane in Spagna e pazienti di SM che rimangono a casa e fungono da controllo. Accettare il disegno dello studio è necessario per la partecipazione e, pertanto, la compliance con l'assegnazione casuale alla terapia cannabinoide e il doppio cieco sono imprescindibili.

Tutti i probabili candidati, mandino le informazioni a therawstudy@gmail.com riportando:

- dati personali (nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico, ecc.);
- breve storia della patologia e delle terapie effettuate;
- breve accenno al proprio stile di vita (dieta, sport, integratori assunti, ecc.).

Seguirà colloquio telefonico con il Dr. Fagherazzi.

Vi ricordate quando vi ho parlato di Citizen Science? Sono quei progetti che nascono "dal basso", cioè dall'iniziativa di pazienti e cittadini, per cui si riesce a bypassare i grandi interessi delle Case farmaceutiche, che spesso non vanno proprio di comune accordo con gli interessi dei malati.
Ecco, ora avete l'opportunità concreta di aiutarci a realizzare un sogno, cioè verificare fino a che punto la cannabis terapeutica (in questo caso specifico, una qualità selezionata molto pregiata, che presenta il 20% di cannabidiolo e solo l'1% di THC!) può aiutare i pazienti malati di sclerosi multipla a bloccare la patologia e a favorire una remissione della sintomatologia.

E' una vera e propria rivoluzione, dalla quale non potrà che uscirne fuori qualcosa di buono e di concreto. Prendetela pure come una prova generale, per quello che spero sarà uno studio pilota italiano sulle alte dosi di vitamina D.
Tra pochi giorni verrà lanciata la raccolta fondi. Per ora, un riferimento è la pagina facebook dedicata, in attesa che venga reso operativo anche il loro sito internet.

Ora vi lascio all'intervista. Buona visione!

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