giovedì 13 agosto 2015

Sindrome metabolica e dieta paleolitica

La sindrome metabolica, molto brevemente, rappresenta una situazione clinica ad alto rischio cardiovascolare. Affinché un paziente possa essere incluso in questo stato, è necessario che lo stesso presenti nel proprio quadro clinico almeno 2 dei seguenti disturbi:
  • glicemia a digiuno oltre 100 mg/dl;
  • ipertensione arteriosa oltre 130/85 mm Hg;
  • ipertriglicideremia con un valore oltre i 150 mg/dl;
  • colesterolo HDL inferiore ai 40 mg/dl nei maschi e a 50 mg/dl nelle femmine.
Il tutto, corredato da una circonferenza vita superiore a 94 cm per gli uomini e a 80 cm per le donne, se di etnia Europide. Un'altra variabile che ha la sua importanza è l'età: sopra i 45 anni per il sesso maschile e oltre i 55 per quello femminile.

Perché tutta questa attenzione nei confronti di questi parametri? Be', la morte per malattie cardiache è ancora oggi in testa alle classifiche, per cui qualunque persona che ci tenga un minimo alla propria salute dovrebbe conoscere questi dati. Se poi viene anche da una famiglia con una predisposizione alle malattie cardiache, allora è un suicida se non fa un minimo di prevenzione.

E qual è il modo migliore per fare prevenzione? Ovviamente, lo stile di vita. Il Dr. Barry Sears ha costruito la sua dieta Zona proprio sulla necessità di evitarsi un infarto, dato che molti suoi famigliari erano prematuramente scomparsi a causa di questo evento. Ed è tutt'oggi in vita.

Sono consapevole del fatto che non tutti sposano con favore certi regimi alimentari, ma permettetemi di dirvi che accettereste con ancora meno entusiasmo un bypass coronarico o qualcosa di peggio. Quindi, pensateci prima e sappiate che chi fa questo cambiamento nutrizionale, quasi sempre si trova bene. Sappiate, inoltre, che è appena stata pubblicata un'interessante meta-analisi con criterio di revisione sistematica su studi randomizzati e controllati (RCT), che indaga sull'efficacia della nutrizione paleo nella sindrome metabolica. L'autore è Eric Manheimer, che lavora nel Gruppo Cochrane, considerato tra i più affidabili in questo genere di studi. La rivista che ha pubblicato è tra le più prestigiose in ambito nutrizionale, The American Journal of Clinical Nutrition (AJCN).

  • Breve digressione sugli studi scientifici in ambito nutrizionale.

    Solitamente, abbiamo tre tipi di studi:

    1) osservazionale, molto debole, a meno di grandi numeri, ma difficilmente prova una relazione di causa-effetto;

    2) prospettico, buon metodo, ma manca la randomizzazione, che garantisce più affidabilità. Si perdono, così, delle variabili fondamentali;

    3) randomized control trial (RCT), il migliore, ma molto raro nella nutrizione. Per questo, spesso, si fanno delle meta-analisi, che hanno un grado di affidabilità buono.
E cosa ci dice questa meta-analisi, con criterio di revisione sistematica su studi randomizzati e controllati (RCT), sulla dieta paleo nella sindrome metabolica?
Nel breve termine, questo approccio nutrizionale, messo a confronto con altre 4 diete ispirate alle classiche linee guida, ha dato i risultati migliori sulla diminuzione della circonferenza della vita, sull'abbassamento dei trigliceridi, sul riequilibrio della pressione arteriosa sistolica, sulla pressione diastolica, un aumento del colesterolo HDL (cosiddetto "buono") e un miglioramento della glicemia a digiuno.

Ergo, se avete la sindrome metabolica, sicuramente vi gioverà essere seguiti da un medico o biologo nutrizionista che applica questo metodo, fino a quando i vostri parametri non saranno tornati nella norma. Dopo di che, molto probabilmente vi andrà di continuare su quella strada, visti i risultati, oppure preferirete una "versione light" della dieta paleo, che comunque vi permetterà di mantenervi in salute e di prevenire brutti episodi.

E' giusto sottolineare che la meta-analisi in questione ha come riferimento 159 pazienti, si riferisce a tempi brevi di durata e suggerisce un approfondimento per valutare al meglio gli effetti sulla salute della nutrizione paleolitica.

La mia personale considerazione è di non credere mai ad alcuna "bibbia" sulla nutrizione o pensare che esistano "guru" infallibili. C'è sempre di mezzo la vostra salute e, nel lungo periodo, la cosa più importante da imparare è quale sia il migliore stile di vita per voi stessi.
Dopo anni che vivo e respiro in questo ambito, anche io mi sto costruendo la mia personale dieta, sempre confrontandomi con chi di dovere, ma avendo imparato ad ascoltare molto di più il mio corpo e i segnali che manda. Ma di questo vi parlerò meglio prossimamente. Per ora, godetevi questa ottima notizia, perché uno studio del genere pubblicato su AJCN è un'arma in più per i medici che lottano insieme ai pazienti affinché certe problematiche di salute vengano risolte con meno medicine e con più buon senso!

Nessun commento:

Posta un commento

Verranno esclusi tutti i commenti off-topic, volgari e privi del rispetto necessario per un sereno confronto sul tema discusso. Chiedo un po' di pazienza per la loro pubblicazione, dato che li modero personalmente e non sono sempre davanti al pc.