venerdì 4 settembre 2015

Bassi livelli di vitamina D e sclerosi multipla? Il rapporto di correlazione è stato dimostrato!


Questo piccione porta una buona novella. In realtà, sono anni che ne porta, ma raramente viene letto il contenuto della sua borsetta. Speriamo che, almeno questa volta, qualcuno si degnerà di non sparare al piccione, ma di accoglierlo.

Il 25 agosto, su PLOS Medicine, è stato pubblicato uno studio di massimo interesse che ha dimostrato la correlazione  tra la carenza di vitamina D e la sclerosi multipla. L'incipit dello studio è molto semplice: "Gli studi osservazionali hanno dimostrato un'associazione tra bassi livelli di vitamina D e il rischio di sclerosi multipla (SM); tuttavia, non è chiaro se questa relazione è causale. Abbiamo intrapreso uno studio con randomizzazione mendeliana (MR) per valutare se un basso livello di vitamina D influenza geneticamente il rischio di sclerosi multipla."

Ci sono subito tre importanti aspetti da cogliere:
  1. gli studi osservazionali sono indicativi;
  2.  per dimostrare un rapporto di causa-effetto servono studi disegnati in altro modo;
  3. infatti, la randomizzazione mendeliana è una metodologia che tiene conto dell'effetto delle varianti genetiche sulla malattia. Diversamente dallo studio dei fenotipi, quello del genoma e delle sue varianti aiuta a discriminare i fattori influenti da quelli confondenti che sono associati alla malattia.
Quindi, in questo studio, abbiamo soggetti con diverse versioni di un gene. Stiamo parlando di ben 15.000 casi studiati, a fronte di circa 24.000 controlli. E la conclusione è decisamente chiara: "Un livello di 25OHD [vitamina D, ndr] geneticamente basso è fortemente associato con una maggiore suscettibilità alla sclerosi multipla. Il fatto che un livello sufficiente di vitamina D possa ritardare o prevenire l'insorgenza della SM merita ulteriori indagini a lungo termine con studi clinici controllati randomizzati."

Cosa significa tutto questo? Ve lo spiega lo stesso editore nel suo riassunto: "Questi risultati dimostrano che, tra i partecipanti all'International Multiple Sclerosis Genetics Consortium study, i quali erano di origine europea, un livello geneticamente basso di 25OHD è fortemente associato con una maggiore suscettibilità alla SM (...omissis...) questi risultati forniscono un forte razionale per intraprendere studi randomizzati controllati per verificare se la supplementazione di vitamina D può prevenire l'insorgenza e/o la progressione della sclerosi multipla."

E cosa sto facendo su questo blog da quasi due anni? Vi sto spiegando che la carenza di vitamina D è implicata in tutte le malattie autoimmuni e che anche i soggetti sani devono avere un livello nel sangue abbondante (intorno ai 100 ng/ml). Quindi, dopo esservi guardati questa fondamentale intervista al dr. Coimbra, che ha ideato il suo protocollo ad alte dosi di vitamina D (da 20.000 a 180.000 UI al giorno) per le malattie autoimmuni e che vede circa 4.000 pazienti seguiti negli ultimi 13 anni, andate a misurarvi con un'analisi del sangue quanta poca vitamina D avete in circolo. Ne va della vostra salute!

Infine, cosa potete fare voi? Una cosa semplice: stampate questo studio e portatelo dal vostro neurologo. Poi, se riuscite, fategli vedere l'intervista che ho fatto al dr. Coimbra. Vuoi vedere che l'anno prossimo riusciamo a far partire uno studio pilota sulle alte dosi (quelle vere!) di vitamina D nella sclerosi multipla?!

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