giovedì 5 novembre 2015

C'è del marcio in Norvegia

Da qualche tempo girava voce che in Norvegia ci sarebbero state delle difficoltà per importare vitamine. A me sembrava alquanto strano, considerando il loro leggendario livello di civiltà e cultura.
Invece, dal 1° ottobre è fatto divieto a tutti i cittadini norvegesi di acquistare dall'estero qualsiasi integratore. L'eventuale pacco verrà distrutto alla dogana.

Tra i numerosi pazienti che seguono il protocollo Coimbra (alte dosi di vitamina D) c'è una ragazza italiana che vive in quel Paese. E, naturalmente, non trova nessun medico disposto a prescriverle (ma, in realtà, si tratterebbe di avallare una terapia già stabilita da un medico italiano) quei dosaggi. Una vera tragedia! Immaginate di avere una bruttissima patologia e di non potervi curare a causa di una legge miope e priva di buon senso. Infatti, i cittadini norvegesi possono acquistare integratori nei negozi specializzati, prendendo prodotti con dosaggi massimi ridicoli. Un esempio è proprio la vitamina D, il cui limite è di 800 Unità Internazionali (UI) per capsula; quando in Italia il limite è 2.500UI e in Inghilterra e USA 10.000UI. Non solo, ma se una persona si mette al sole in costume per 30 minuti, il suo corpo sintetizzerà 10.000UI naturalmente. Questo per farvi capire l'assurdità dell'iniziativa legislativa che lede il diritto di libertà terapeutica.

Guardate questa tabella per farvi un'idea (clicca sull'immagine per ingrandirla):
Arrivati a questo punto, sia per mia iniziativa personale, ma soprattutto per il ruolo di presidente della neonata associazione "Per la Vi.D.A.", ho acquistato un biglietto aereo per Oslo e ho scritto al Ministro della Sanità Bent Høie, per richiedere un'intervista.
Risposta? Nessuna!

Ma non mi sono assolutamente demoralizzato, per cui ho contattato alcuni norvegesi su facebook e sono riuscito a incontrare un medico e una paziente, che mi hanno raccontato meglio la situazione in questa breve intervista. Ma prima di proporvela, ci tengo anche a non creare allarmismi. Non credo che questa iniziativa legislativa sarà destinata a propagarsi nel resto d'Europa, anche se purtroppo non posso proprio escluderlo. Come dice la paziente italiana che vive lì: "Secondo me c'è troppa confusione intorno a questo divieto e poca informazione. Il problema è un altro, ossia il mancato riconoscimento dell'uso di alcune vitamine nella cura di molte patologie, alcune di esse molto gravi. Il vero pericolo è la mancanza di informazione, di cultura scientifica e di capacità mediche. Se il mio medico credesse nel protocollo Coimbra, potrei tranquillamente importare o trasportare le confezioni necessarie per un anno di cura. Ma il protocollo Coimbra non è riconosciuto in Norvegia, come non lo è in Italia, e questo crea un profondo divario tra ricchi e poveri. Chi se lo può permettere apre una casella postale in Svezia, se le fa inviare da BigVits e si fa una bella vacanza a Stoccolma, prende le sue vitamine per poi rientrare legalmente in Norvegia. Chi non ha possibilità economiche pagherà il prezzo più alto. Vorrei solo cercare di tranquillizzarvi. Io non credo che il caso Norvegia sia l'inizio della fine. Credo solo che questo Paese sia troppo ottuso e troppo di destra per lasciare la libertà di scelta. E questo è per me il grande problema: la macanza di libertà. Ci sarebbe molto da dire e sicuramente facebook non è la sede giusta. Capisco quanto sia importante per voi, come lo è per me, potermi curare come voglio, appoggiata da veri medici. Ma, e questo solo per banalizzare un po', vorrei far presente che in questo Paese non si possono importare migliaia di cose, anche le più banali.....".

Cosa possiamo fare noi? Seguite questo link e, usando google traduttore, firmate la loro petizione per difendere la libertà di scelta terapeutica, ripristinando la possibilità di acquistare integratori dall'estero.

Ecco a voi l'intervista, ricordandovi che per supportare il mio lavoro di indagine, studio e divulgazione, ho stretto accordi con dei partner commerciali attentamente selezionati e in linea con la filosofia che porto avanti da più di 4 anni con il mio lavoro. Il primo, di cui sono più che fiero, è la Lem carni, dalla quale potete acquistare carne grassfed al pascolo 100% ERBA, certificata dalla facoltà di Veterinaria dell'Università di Bologna. Cliccando qui troverete le istruzioni per iscrivervi e usufruire delle offerte. Per quanto mi riguarda, sempre trasparenza e nessuna ulteriore richiesta di donazioni. Vi do un servizio utile, per chi è interessato. Questo è quanto.
Buona visione :-)

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