mercoledì 23 dicembre 2015

Il mito degli antiossidanti buoni e dei radicali liberi cattivi


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Stavo leggendo un interessante articolo sulla prestigiosa rivista Nature che parla di 5 miti duri a morire, molto diffusi anche e soprattutto in ambiente medico, e ho deciso di tradurvi la parte relativa agli integratori di antiossidanti. Come potete immaginare da soli, toccare questo settore significa pestare i piedi a colossi di produttori di integratori che fatturano ogni anno cifre da capogiro. Ma così come esiste Big Pharma, che spesso impone certi farmaci per un mero interesse economico, dall'altra parte c'è chi fa lo stesso gioco, ma spingendo sul mercato per vendere prodotti "naturali". Poi, su quale sia la differenza tra naturale e non naturale, ne possiamo parlare in un altro post. Integratori a parte, uno degli esempi più eclatanti di vendita di preparati inutili e costosi (anche se in questo caso non dannosi) è quello degli omeopatici. Rimedi fatti con acqua e zucchero, il cui principio attivo è inesistente, che si basano su una teoria della memoria dell'acqua che rimarrà nella storia delle bufale scientifiche nei secoli a venire, per come è stata adattata all'omeopatia.
Ma andiamo al punto dell'articolo e, augurandovi buone feste, vi do appuntamento a metà gennaio. A meno di eventi straordinari, me ne starò dietro le quinte a fare un lungo lavoro di rinnovamento, così che questo bruco di blog, che vi ha accompagnati per più di 4 anni, si trasformi in una meravigliosa farfalla di sito, dando vita a un punto di riferimento di informazione scientifica più ricco ed eterogeneo. E non approfittate di questo articolo per non mangiare frutta e verdura, che rimangono degli alimenti essenziali per la vostra salute. Non ci provate!


"Nel mese di dicembre del 1945, la moglie del chimico Denham Harman lo ha stimolato dopo aver letto un articolo sulla rivista "Ladies' Home Journal" dal titolo "Domani potresti essere più giovane". Questo ha suscitato il suo interesse sull'invecchiamento e, anni dopo, come ricercatore associato presso l'Università della California, Berkeley, Harman ha avuto un pensiero "improvviso", come poi ricordò. L'invecchiamento, ha proposto, è causato dai radicali liberi, molecole reattive che si accumulano nel corpo come sottoprodotti del metabolismo e portano a danni cellulari.

Gli scienziati si sono radunati intorno alla teoria dei radicali liberi e l'invecchiamento, da cui il corollario che gli antiossidanti, molecole che neutralizzano i radicali liberi, sono buoni per la salute umana. Dal 1990, molte persone hanno preso integratori di antiossidanti, come la vitamina C e il β-carotene. Si tratta di "una delle poche teorie scientifiche ad aver raggiunto il grande pubblico: la gravità, la relatività e che i radicali liberi sono causa dell'invecchiamento, quindi bisogna prendere antiossidanti", afferma Siegfried Hekimi, biologo presso la McGill University di Montreal, Canada.

Eppure, nei primi anni 2000 gli scienziati, cercando di ricostruire la teoria, hanno incontrato risultati sconcertanti: topi geneticamente modificati per produrre un eccesso di radicali liberi vivevano quanto quelli normali
(rif. 1) e quelli progettati per una sovrapproduzione di antiossidanti non vivevano più a lungo di quelli normali (rif. 2). E' stato il primo di una serie di dati negativi, che inizialmente si sono rivelati essere difficili da pubblicare. La teoria dei radicali liberi "è stata come una sorta di creatura che stavamo cercando di uccidere. Abbiamo continuato a sparargli proiettili addosso e non ne voleva sapere di morire", dice David Gems dell'University College di Londra, che ha iniziato a pubblicare i suoi risultati negativi nel 2003 (rif. 3). Poi, uno studio sugli esseri umani (rif. 4) ha dimostrato che gli integratori di antiossidanti annullano gli effetti salutari dati dall'esercizio fisico e un altro li ha associati a una maggiore mortalità (rif. 5). 
Nessuno di questi risultati ha rallentato il mercato globale di vendita di antiossidanti, che spazia da prodotti alimentari e bevande fino agli additivi per mangimi animali. Questo è destinato a crescere da $ 2,1 miliardi nel 2013 a $ 3,1 miliardi nel 2020. "E' un racket enorme", dice Gems. "La ragione per la quale la nozione di ossidazione e invecchiamento continua a girare è perché è perpetuata da persone che ci fanno soldi."

Oggi, la maggior parte dei ricercatori che lavorano in materia di invecchiamento, concorda sul fatto che i radicali liberi possono causare danni cellulari, ma che questa sembra essere una parte normale della reazione del corpo allo stress. Tuttavia, in questo campo si sono sprecati tempo e risorse, di conseguenza. E questa idea tiene bloccate pubblicazioni sui possibili benefici dei radicali liberi, come spiega Michael Ristow, un ricercatore sul metabolismo presso lo
Swiss Federal Institute of Technology di Zurigo, Svizzera. "Vi è un corpus significativo di prove fermo in cassetti e hard disk che supporta questo principio, ma non lo stanno mettendo a disposizione", dice. "Anche questo è un grosso problema."

Alcuni ricercatori mettono in discussione anche l'ipotesi più ampia e cioè che un danno molecolare di qualsiasi tipo provochi l'invecchiamento. "C'è un punto interrogativo se sia veramente il caso di tirare tutto fuori", afferma Gems.
Il problema, dice, è che "la gente non sa da che parte andare, adesso".


Riferimenti bibliografici:
  1. Doonan, R. et al. Genes Dev. 22, 32363241 (2008). PubMed
  2. Pérez, V. I. et al. Aging Cell 8, 7375 (2009). PubMed
  3. Keaney, M. & Gems, D. Free Radic. Biol. Med. 34, 277282 (2003). PubMed
  4. Ristow, M. et al. Proc. Natl Acad. Sci. USA 106, 86658670 (2009). PubMed
  5. Bjelakovic, G., Nikolova, D. & Gluud, C. J. Am. Med. Assoc. 310, 11781179 (2013). Articolo

giovedì 17 dicembre 2015

Vitamina D e morbo di Crohn

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Giusto l'altro giorno ho pubblicato un post decisamente di buon augurio per il trattamento della rettocolite ulcerosa, con un farmaco probiotico in fase di sperimentazione. E, giustamente, molti di voi mi hanno chiesto: "Ma per il morbo di Crohn non c'è nulla?"

Così, oggi vi propongo questo studio pilota molto interessante, che ha coinvolto 34 pazienti, i quali sono stati assegnati in modo casuale a due gruppi: al primo sono state date solamente 1.000UI al giorno di vitamina D, mentre al secondo le più ragionevoli 10.000UI. A distanza di un anno, il risultato è stato molto incoraggiante: nel primo gruppo la recidiva si è presentata nel 37,5% dei casi, mentre nel secondo la percentuale è stata pari a zero! Nessuna ricaduta!

Sia chiaro, è uno studio pilota ed è durato solamente un anno, ma conferma ciò che già sapevamo: la vitamina D ha un'importanza determinante nel trattamento delle malattie autoimmuni.

"Nei pazienti con malattia di Crohn in remissione, abbiamo ipotizzato che dosi più elevate di vitamina D potessero migliorare più efficacemente i livelli di 25-idrossivitamina D e sarebbero stati ben tollerati, senza effetti collaterali di ipercalcemia".
Dichiarazione dei ricercatori che hanno realizzato lo studio.

Visto il periodo cinematografico, CHE LA FORZA SIA CON VOI :-)

mercoledì 16 dicembre 2015

La colite ulcerosa avrà una cura: ceppi batterici specifici in arrivo

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Come malato di rettocolite ulcerosa da 18 anni sono l'ultima persona che vorrebbe illudere gli altri relativamente a una cura per questa malattia. Anche perché non ho mai illuso me stesso. Ho affrontato gli ultimi 6 anni con strategie nutrizionali, integrative e di gestione dello stress, sapendo che nessuna sarebbe stata una cura vera e propria, ma solamente una modalità per portare (o tenere) in remissione la malattia il più a lungo possibile e con meno farmaci possibili.

Il mio stato di salute, paragonandolo ai precedenti 12 anni, è nettamente migliorato, nonostante 3 ricadute trattate con cortisone. Nessun nuovo ricovero e periodi lunghi di remissione, che prima erano impensabili. Ora, tolto il discorso "emozionale", che nessun farmaco potrà mai risolvere e che noi con le MICI sappiamo essere comunque un ostacolo da superare nel migliore dei modi, c'è tutta la parte fisiologica, biochimica e metabolica da riuscire ad affrontare con meno effetti collaterali possibili. Proprio da questa esigenza è nato questo blog. E il futuro sito sarà una naturale continuazione di questo lavoro, volendo ampliare le fonti di informazione e i professionisti che si dedicheranno a scrivere articoli per voi.

Fatta questa premessa, passiamo al sodo.
6 mesi fa vi proposi una breve intervista al prof. Monteleone, ideatore del farmaco Morgensen, che promette di essere un preparato in grado di trattare (non curare) le MICI con pochissimi effetti collaterali. E già questo sarebbe un notevole passo avanti.
Addirittura 3 anni fa vi parlai del trapianto fecale e di come questo fosse una terapia promettente per risolvere (in alcuni casi) la malattia in modo pressoché definitivo. Poi vi ho aggiornato sulla terapia adottata al gemelli di Roma per curare il C.difficile e della sperimentazione per la rettocolite ulcerosa.
Negli ultimi tempi sono arrivate le prime pillole a triplo strato per colonizzare positivamente il colon senza usare il colonscopio. Una procedura sperimentale che non ha ancora un protocollo standard e che stanno sviluppando in vari Paesi, tra i quali il Canada.

La notizia di oggi è che la statunitense Seres Therapeutics ha sviluppato il secondo farmaco probiotico, che ha l'obiettivo di colonizzare l'intestino e ripristinarne la normale funzionalità, anche in pazienti con malattie croniche intestinali. Il primo farmaco (SER-109) ha dato finora ottimi risultati sul C.difficile. Adesso parte uno studio di fase 1B proprio sulla rettocolite ulcerosa, utilizzando il SER-287.
"Siamo lieti di avviare questo processo e far progredire il nostro secondo candidato terapeutico per il microbioma nella nostra clinica. Lo sviluppo del SER-287 è supportato da un crescente corpo di prove che suggeriscono che la colite ulcerosa è caratterizzata da uno squilibrio di batteri (disbiosi) nell'intestino e che il trattamento della disbiosi può portare a un effetto clinicamente significativo. SER-287 rappresenta potenzialmente un nuovo metodo per il trattamento della colite ulcerosa, e siamo entusiasti di considerare che il SER-287 potrebbe dare uno sviluppo significativo per i pazienti che hanno bisogno di trattamenti più efficaci, non immunosoppressivi, per questa condizione molto difficile."Roger Pomerantz, MD, Presidente e Amministratore Delegato di Seres.
SER-287 è una capsula orale sviluppata utilizzando le piattaforme terapeutiche del microbioma della Seres. Si tratta di un candidato terapeutico di origine biologica (da non confondere coi farmaci biologici), costituito da una spora batterica ecologica complessa e diversificata.
Chi vuole, qui trova il trial appena pubblicato, che vedrà la sua conslusione a giugno 2017, avendo coinvolto 55 soggetti con colite ulcerosa medio-moderata.

Questo e altri segnali mi fanno pensare che da qui a 5 anni avremo molto probabilmente una vera e propria cura per la rettocolite ulcerosa, la quale, guarda caso, avrà come focus centrale la cura dell'intestino, intervenendo sugli squilibri dei ceppi batterici. Come ho sempre affermato, lo stile di vita rimane determinante per la nostra salute e, purtroppo, ancora una volta i gastroenterologi fanno una figura poco degna di fronte all'ennesima conferma su quale sia la giusta direzione da far intraprendere ai pazienti. Segnalo che ancora oggi ai convegni si continua a spingere sull'uso dei biologici e degli immunosoppressori. Evidentemente hanno fondi di magazzino o brevetti da dover sfruttare fino all'ultimo. Peccato che ne facciamo noi le spese di questo assurdo giochino!

Per quanto mi riguarda, benedico il kefir di latte fatto in casa (quello pronto al supermercato è pastorizzato, per cui la maggior parte dei ceppi batterici benefici sono spariti), che ho avuto in regalo da un amico medico e che mi aiuta veramente tanto nel tenere l'intestino in salute. A questo, aggiungo i crauti fermentati, sempre in casa, e altri preparati probiotici, tipo il kombucha. Cercate su internet queste informazione e ne IL MIO NEGOZIO c'è anche qualche utensile per prepararli, tipo la fermentatrice. Per chi conosce la materia, anticipo una domanda e rispondo così: il kefir di acqua non era male, ma quello di latte mi è molto più utile. Non c'è paragone, nel mio caso.
E ricordatevi sempre che non siamo tutti uguali, per cui certe soluzioni vanno testate con calma, per vedere se sono adatte a noi.
 Spero di avervi dato tante belle notizie utili con questo articolo. A presto.

mercoledì 2 dicembre 2015

Il dr. Paolo Giordo non è più nella mia lista di medici che seguono il protocollo Coimbra


##### AGGIORNAMENTO IMPORTANTE #####

Roma, 03.12.2015 - ore 5:20

Sono in piedi dalle 3:30, gli eventi di ieri mi hanno scosso. Sto dando l'anima per una corretta divulgazione del protocollo Coimbra in Italia e, possibilmente, in Europa. Non accetto medici che edulcorano un metodo perfezionato in 13 anni di clinica e tanti altri anni di ricerca. Ringrazio di cuore la dottoressa Rita Sinigaglia Coimbra per essermi stata di supporto in queste ore difficili.
Rita, il messaggio per te e per Cicero è che noi qui non molliamo neanche un centimetro. Se i medici vogliono conoscere e si appassionano al protocollo Coimbra, bene, altrimenti facciano altro, nessuno li obbliga.

Ecco, ero in questi pensieri, quando ho aperto la mia casella di posta e ho trovato la risposta del dr. Giordo alla mia email di ieri. È una vittoria per tutti, la mia stima per quest'uomo non è mai stata in discussione, ma dovevo difendere il protocollo sopra ogni cosa. Vediamo cosa succederà nei prossimi 6 mesi e quali saranno i vostri feedback.
Piangere di felicità fa un gran bene al cuore, ma anche al colon. Ora mi duole meno di ieri sera :-)
Leggete e buona giornata a tutti.

"Caro Leo,
ho riflettuto sulla tua lettera anche se mi ha rattristato ma, al di là dei sentimenti che sono un fatto personale, ho compreso alcune cose. Dapprima mi sono passati in mente i tanti giorni passati a studiare, al viaggio in Brasile per me straordinario, alle tante persone che ho cercato di aiutare senza mai risparmiarmi per essere sempre presente a qualunque consiglio, conforto, esortazione, senza mai staccare il telefono anche nei pochissimi giorni di ferie. Ma poi ho anche riflettuto sulla mia prudenza iniziale nel dare dosi elevate di vitamina D. Sono tranquillamente arrivato alle dosi terapeutiche di 1000 UI per kg, ma spesso ho tentennato nel dare le mega dosi.

Adesso il polverone (forse eccessivo da parte di alcuni) che si è scatenato e che mi è stato riferito (come sai non ho Facebook) mi ha indotto a riflettere e, dopo aver risentito Coimbra, mi sono apertamente deciso ad utilizzare anche le mega dosi (quando servono) senza aver paura di nuocere ad alcuno. Coimbra è stato chiaro: se la situazione lo richiede si devono usare megadosi sino a quando il paziente non ha il PTH al minimo del range e la sua sintomatologia è a posto, problemi di stress esclusi. Quello è il suo dosaggio ideale, da mantenere nel tempo.

Ho anche cercato altre possibilità terapeutiche, in accordo con la vitamina D, l'ultima delle quali il galattosio, che già qualche mio paziente assume con gran beneficio e per il quale mi sono messo in contatto con il prof. Morelli di Genova. Non voglio tralasciare nulla di ciò che possa aiutare la gente. Per questo motivo prometto che sono da subito disponibile all'uso delle megadosi, anche perché la vitamina D è la strada che ho intrapreso con convinzione e che non intendo assolutamente lasciare insieme alla nostra grande "famiglia".

Ti ringrazio Leo anche per quello che hai detto e so che non è stato facile per te, dato il rapporto che ci lega. Ma abbiamo un interesse superiore che è quello di diffondere una metodica efficace ed economica e per questo sono pronto ad un ulteriore salto di qualità del mio operato. Ringrazio anche quei pazienti che stasera mi hanno manifestato la loro solidarietà e mi scuso con quei pochi che non ho saputo aiutare nei tempi e nei modi dovuti. Grazie a tutti.
Paolo Giordo"

##### FINE AGGIORNAMENTO #####
 

Questo è un post che non avrei mai e poi mai voluto scrivere. Ma io ho una responsabilità immensa verso di voi e la trasparenza e chiarezza sono alla base del nostro rapporto. Chi ha seguito la questione, sa già di cosa sto parlando, per cui vi riporto la mia email di questa mattina al dr. Giordo, che è conseguente all'ultimo caso riportato nella foto, la famosa goccia che fa traboccare il vaso:

"Io non so per quale motivo tu continui a non dare la giusta importanza alla vitamina D. Coimbra lo ha detto in tutte le salse che il protocollo si compone per il 95% di vitamina D. 95% non 40% od 80%. Per questo sono sorpreso che tu, ancora oggi, mi scrivi: "Il messaggio che passa è che solo un dosaggio elevato di vitamina D possa essere terapeutico mentre tutti sappiamo che il miglioramento dipende da un insieme di fattori." Questo significa che non hai compreso i principi alla base del protocollo Coimbra. E parlo di integrazione, non di gestione dello stress.

Che poi tu sia un professionista, che io rispetto in pieno anche umanamente, una persona con la quale ho un legame d'affetto e di simpatia, è tutto un altro discorso. Non ho dubbi su questo, ma su come tu abbia recepito e deciso di applicare il protocollo Coimbra invece sì. Inutile dirti che questo mi rammarica parecchio. Ti sono arrivate parecchie critiche in passato e ti ho sempre difeso. Tu le hai raccolte in parte e, anche in questo caso, noto che fai resistenza. Lo posso capire, sempre umanamente, ma professionalmente non va bene. I pazienti commentano in pubblico (per fortuna), altrimenti lo farebbero lo stesso in segreto e noi non ne sapremmo nulla, trovandoci poi le conseguenze addosso quando è troppo tardi.

Quali sono le conseguenze? Che una buona parte non ha i miglioramenti che dovrebbe avere col protocollo applicato al 100% e dirà in giro che "Il protocollo Coimbra non funziona". Quindi, stiamo bruciando il protocollo Coimbra in Italia. Tu hai tutto il diritto di non dare i mega dosaggi che dà normalmente Coimbra (e quest'ultimo caso ne è un esempio lampante). Avresti mai dato 160.000 UI a quel paziente? Non stava migliorando e rischiava di peggiorare. Anche un'altra paziente ha dato lo stesso feedback: "Oltre il 20% di UI in confronto al peso non le dà Giordo". Ma dove hai preso questi numeri e riferimenti? Coimbra non ne ha mai parlato. Mai. Lui spiega che va portato il PTH al minimo del range e che va fatto dando il dosaggio di vitamina D idoneo per farlo. 50.000, 100.000, 180.000? Non importa, quello che conta è che il PTH non si abbassi troppo sotto il minimo e i valori del calcio nel sangue e urine siano a posto. PTH e sintomatologia sono gli unici veri riferimenti e se hai un paziente che ha il PTH ancora alto e non sta bene e tu gli dici che più del 20% sopra il peso non si potrà andare, e che comunque col tempo migliorerà, stai stravolgendo il protocollo Coimbra. Questo è "Il protocollo Giordo", che va benissimo, ma non è Coimbra.

Ora, io ci metto la faccia e l'associazione è nata per divulgare il protocollo Coimbra in Italia e, possibilmente, in Europa. Per quanto mi riguarda, non ho più intenzione di mandarti altri pazienti. Non posso consigliare un medico che applica il protocollo al 60%. Se voglio dare un futuro a questa terapia devo per forza essere rigido e chiaro. E' qualcosa di molto più importante di me e di te. So che ci rimarrai male e la mia scelta ti deluderà, ma è figlia di 14 mesi di osservazioni e considerazioni. Mi sono rifiutato finora, ma qui rischiamo che ci esploda una bomba in mano. Ai pazienti, io devo massima chiarezza e rispetto, prima di tutto perché loro sono in una condizione di debolezza e poi perché sono io stesso un paziente e non posso non mettermi nei panni di chi ha estremo bisogno di un trattamento e si ritrova a spendere soldi e tempo per non risolvere nulla. Lo so che hai tanti pazienti che stanno giovando comunque del tuo sistema, ma cosa devo rispondere a quelli che hanno una tale resistenza alla vitamina D da non poter avere miglioramenti con quella formula tutta tua delle "1.000UI per kg di peso + 20%"? Coimbra ha pazienti che prendono "1.000UI per kg di peso x 3". C'è chi prende 180.000UI (perché ne necessita) e da te ne prenderebbe al massimo 100.000. Non può funzionare così.

Non so cosa decideranno di fare nei vari gruppi facebook, nei vari siti od ovunque ci sia l'elenco di medici che applicano il protocollo Coimbra in Italia. Io parlo per me e seguo la mia coscienza. Posso dire che il dr. Giordo dà dosaggi alti di vitamina D, ma non applica il protocollo Coimbra al 100%. Magari, un domani, avrai avuto ragione tu. Per ora, dopo 13 anni e migliaia di pazienti, la ragione ce l'ha Coimbra. E io seguo Coimbra. Ho promesso protezione e rispetto a lui e a tutti i pazienti quel giorno di marzo del 2014. Indietro non ci torno.

Ti auguro buon lavoro e ti ringrazio per quanto hai potuto fare finora, dando comunque una mano in questa fase del percorso. Naturalmente, la mia personalissima decisione è aperta a futuri cambiamenti, con l'augurio che si creeranno le condizioni per fare marcia indietro.

Leonardo Rubini."

martedì 1 dicembre 2015

Truffa degli oli scadenti, ecco come prevenirla

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E' di pochi giorni fa la notizia della truffa di alcune aziende che vendono olio extravergine d'oliva nei supermercati. Una decina d'aziende, per ora ridotte a sette, che avrebbero messo in commercio olio d'oliva non extravergine, facendolo pagare almeno il 30% in più del suo valore. Una parte dell'inchiesta sembra essere ora passata anche sul penale, come ci spiega un articolo de Il Corriere della Sera, dato che
"...i più recenti accertamenti dei Nas e dei laboratori dell’Agenzia dei Monopoli hanno rilevato che il problema sarebbe a livello di produzione. Non quindi una semplice questione di etichettatura delle bottiglie. I sospetti, per ora non verificati, si riferiscono alla provenienza della materia prima dell’olio. Da dove vengono le olive degli oli definiti italiani? Anche per questo motivo la procura torinese ha aggiunto al reato di frode in commercio quello che punisce la vendita di prodotti industriali con segni mendaci previsto dall’articolo 517 del codice penale. Un reato punito fino a due anni di reclusione per «chiunque pone in vendita o mette altrimenti in circolazione opere dell'ingegno o prodotti industriali, con nomi, marchi o segni distintivi nazionali o esteri, atti a indurre in inganno il compratore sull'origine, provenienza o qualità dell'opera o del prodotto»".
Ma chi è rimasto sorpreso da questo evento? Tra gli addetti ai lavori davvero in pochi, anzi nessuno. Da anni si vocifera su queste pratiche e qualcuno ha fatto fare anche analisi privatamente. Ma come ci spiega Luca Mangoni, esperto assaggiatore e collaboratore della famosa guida mondiale FLOS OLEI, che raccoglie i migliori 500 oli mondiali e la cui presentazione si è svolta sabato 28 novembre a Roma, presso il prestigioso hotel Excelsior di Via Veneto, come dicevo ci spiega alcuni interessanti meccanismi e ci illustra una normativa europea che prevederebbe l'analisi degli oli sia in laboratorio che attraverso un panel di esperti assaggiatori, ai quali non potrebbe mai sfuggire una sofisticazione. Prima all'olfatto e poi al gusto, la truffa sarebbe subito evidente. Per cui, noi ci chiediamo: "Perché questi esperti non vengono messi in campo e la loro professionalità non è già al servizio e a difesa di noi consumatori?"

Voglio chiudere con una considerazione, che poi troverete anche nel video: dobbiamo essere consumatori più attenti, dobbiamo puntare alla qualità. Sono più di quattro anni che vi parlo di nutrizione, alla cui base ci sono ovviamente gli alimenti. Ecco, per nutrirsi bene, bisogna trovare dentro al cibo i nutrienti in una certa quantità e qualità. Pagare il 20% in più la carne, l'olio, la frutta, la pasta, le verdure, ecc., ma assicurandosi che siano di qualità, significa RISPARMIARE! Perché? Semplice. Cuocete una bistecca del supermercato e una grassfed e poi ditemi quanto pesavano entrambe prima e dopo la cottura (quantità). Poi assaggiatele e descrivetemi le differenze di sapore (qualità). Voi dovete nutrirvi, non dovete semplicemente mangiare. E gli amminoacidi, i grassi essenziali, i minerali, le vitamine, ecc. sono in maggiore concentrazione nei cibi di qualità.

SPENDETE QUALCOSA IN PIU' PER MANGIARE E RISPARMIERETE SULLE MEDICINE!

Buona visione.

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