mercoledì 2 dicembre 2015

Il dr. Paolo Giordo non è più nella mia lista di medici che seguono il protocollo Coimbra


##### AGGIORNAMENTO IMPORTANTE #####

Roma, 03.12.2015 - ore 5:20

Sono in piedi dalle 3:30, gli eventi di ieri mi hanno scosso. Sto dando l'anima per una corretta divulgazione del protocollo Coimbra in Italia e, possibilmente, in Europa. Non accetto medici che edulcorano un metodo perfezionato in 13 anni di clinica e tanti altri anni di ricerca. Ringrazio di cuore la dottoressa Rita Sinigaglia Coimbra per essermi stata di supporto in queste ore difficili.
Rita, il messaggio per te e per Cicero è che noi qui non molliamo neanche un centimetro. Se i medici vogliono conoscere e si appassionano al protocollo Coimbra, bene, altrimenti facciano altro, nessuno li obbliga.

Ecco, ero in questi pensieri, quando ho aperto la mia casella di posta e ho trovato la risposta del dr. Giordo alla mia email di ieri. È una vittoria per tutti, la mia stima per quest'uomo non è mai stata in discussione, ma dovevo difendere il protocollo sopra ogni cosa. Vediamo cosa succederà nei prossimi 6 mesi e quali saranno i vostri feedback.
Piangere di felicità fa un gran bene al cuore, ma anche al colon. Ora mi duole meno di ieri sera :-)
Leggete e buona giornata a tutti.

"Caro Leo,
ho riflettuto sulla tua lettera anche se mi ha rattristato ma, al di là dei sentimenti che sono un fatto personale, ho compreso alcune cose. Dapprima mi sono passati in mente i tanti giorni passati a studiare, al viaggio in Brasile per me straordinario, alle tante persone che ho cercato di aiutare senza mai risparmiarmi per essere sempre presente a qualunque consiglio, conforto, esortazione, senza mai staccare il telefono anche nei pochissimi giorni di ferie. Ma poi ho anche riflettuto sulla mia prudenza iniziale nel dare dosi elevate di vitamina D. Sono tranquillamente arrivato alle dosi terapeutiche di 1000 UI per kg, ma spesso ho tentennato nel dare le mega dosi.

Adesso il polverone (forse eccessivo da parte di alcuni) che si è scatenato e che mi è stato riferito (come sai non ho Facebook) mi ha indotto a riflettere e, dopo aver risentito Coimbra, mi sono apertamente deciso ad utilizzare anche le mega dosi (quando servono) senza aver paura di nuocere ad alcuno. Coimbra è stato chiaro: se la situazione lo richiede si devono usare megadosi sino a quando il paziente non ha il PTH al minimo del range e la sua sintomatologia è a posto, problemi di stress esclusi. Quello è il suo dosaggio ideale, da mantenere nel tempo.

Ho anche cercato altre possibilità terapeutiche, in accordo con la vitamina D, l'ultima delle quali il galattosio, che già qualche mio paziente assume con gran beneficio e per il quale mi sono messo in contatto con il prof. Morelli di Genova. Non voglio tralasciare nulla di ciò che possa aiutare la gente. Per questo motivo prometto che sono da subito disponibile all'uso delle megadosi, anche perché la vitamina D è la strada che ho intrapreso con convinzione e che non intendo assolutamente lasciare insieme alla nostra grande "famiglia".

Ti ringrazio Leo anche per quello che hai detto e so che non è stato facile per te, dato il rapporto che ci lega. Ma abbiamo un interesse superiore che è quello di diffondere una metodica efficace ed economica e per questo sono pronto ad un ulteriore salto di qualità del mio operato. Ringrazio anche quei pazienti che stasera mi hanno manifestato la loro solidarietà e mi scuso con quei pochi che non ho saputo aiutare nei tempi e nei modi dovuti. Grazie a tutti.
Paolo Giordo"

##### FINE AGGIORNAMENTO #####
 

Questo è un post che non avrei mai e poi mai voluto scrivere. Ma io ho una responsabilità immensa verso di voi e la trasparenza e chiarezza sono alla base del nostro rapporto. Chi ha seguito la questione, sa già di cosa sto parlando, per cui vi riporto la mia email di questa mattina al dr. Giordo, che è conseguente all'ultimo caso riportato nella foto, la famosa goccia che fa traboccare il vaso:

"Io non so per quale motivo tu continui a non dare la giusta importanza alla vitamina D. Coimbra lo ha detto in tutte le salse che il protocollo si compone per il 95% di vitamina D. 95% non 40% od 80%. Per questo sono sorpreso che tu, ancora oggi, mi scrivi: "Il messaggio che passa è che solo un dosaggio elevato di vitamina D possa essere terapeutico mentre tutti sappiamo che il miglioramento dipende da un insieme di fattori." Questo significa che non hai compreso i principi alla base del protocollo Coimbra. E parlo di integrazione, non di gestione dello stress.

Che poi tu sia un professionista, che io rispetto in pieno anche umanamente, una persona con la quale ho un legame d'affetto e di simpatia, è tutto un altro discorso. Non ho dubbi su questo, ma su come tu abbia recepito e deciso di applicare il protocollo Coimbra invece sì. Inutile dirti che questo mi rammarica parecchio. Ti sono arrivate parecchie critiche in passato e ti ho sempre difeso. Tu le hai raccolte in parte e, anche in questo caso, noto che fai resistenza. Lo posso capire, sempre umanamente, ma professionalmente non va bene. I pazienti commentano in pubblico (per fortuna), altrimenti lo farebbero lo stesso in segreto e noi non ne sapremmo nulla, trovandoci poi le conseguenze addosso quando è troppo tardi.

Quali sono le conseguenze? Che una buona parte non ha i miglioramenti che dovrebbe avere col protocollo applicato al 100% e dirà in giro che "Il protocollo Coimbra non funziona". Quindi, stiamo bruciando il protocollo Coimbra in Italia. Tu hai tutto il diritto di non dare i mega dosaggi che dà normalmente Coimbra (e quest'ultimo caso ne è un esempio lampante). Avresti mai dato 160.000 UI a quel paziente? Non stava migliorando e rischiava di peggiorare. Anche un'altra paziente ha dato lo stesso feedback: "Oltre il 20% di UI in confronto al peso non le dà Giordo". Ma dove hai preso questi numeri e riferimenti? Coimbra non ne ha mai parlato. Mai. Lui spiega che va portato il PTH al minimo del range e che va fatto dando il dosaggio di vitamina D idoneo per farlo. 50.000, 100.000, 180.000? Non importa, quello che conta è che il PTH non si abbassi troppo sotto il minimo e i valori del calcio nel sangue e urine siano a posto. PTH e sintomatologia sono gli unici veri riferimenti e se hai un paziente che ha il PTH ancora alto e non sta bene e tu gli dici che più del 20% sopra il peso non si potrà andare, e che comunque col tempo migliorerà, stai stravolgendo il protocollo Coimbra. Questo è "Il protocollo Giordo", che va benissimo, ma non è Coimbra.

Ora, io ci metto la faccia e l'associazione è nata per divulgare il protocollo Coimbra in Italia e, possibilmente, in Europa. Per quanto mi riguarda, non ho più intenzione di mandarti altri pazienti. Non posso consigliare un medico che applica il protocollo al 60%. Se voglio dare un futuro a questa terapia devo per forza essere rigido e chiaro. E' qualcosa di molto più importante di me e di te. So che ci rimarrai male e la mia scelta ti deluderà, ma è figlia di 14 mesi di osservazioni e considerazioni. Mi sono rifiutato finora, ma qui rischiamo che ci esploda una bomba in mano. Ai pazienti, io devo massima chiarezza e rispetto, prima di tutto perché loro sono in una condizione di debolezza e poi perché sono io stesso un paziente e non posso non mettermi nei panni di chi ha estremo bisogno di un trattamento e si ritrova a spendere soldi e tempo per non risolvere nulla. Lo so che hai tanti pazienti che stanno giovando comunque del tuo sistema, ma cosa devo rispondere a quelli che hanno una tale resistenza alla vitamina D da non poter avere miglioramenti con quella formula tutta tua delle "1.000UI per kg di peso + 20%"? Coimbra ha pazienti che prendono "1.000UI per kg di peso x 3". C'è chi prende 180.000UI (perché ne necessita) e da te ne prenderebbe al massimo 100.000. Non può funzionare così.

Non so cosa decideranno di fare nei vari gruppi facebook, nei vari siti od ovunque ci sia l'elenco di medici che applicano il protocollo Coimbra in Italia. Io parlo per me e seguo la mia coscienza. Posso dire che il dr. Giordo dà dosaggi alti di vitamina D, ma non applica il protocollo Coimbra al 100%. Magari, un domani, avrai avuto ragione tu. Per ora, dopo 13 anni e migliaia di pazienti, la ragione ce l'ha Coimbra. E io seguo Coimbra. Ho promesso protezione e rispetto a lui e a tutti i pazienti quel giorno di marzo del 2014. Indietro non ci torno.

Ti auguro buon lavoro e ti ringrazio per quanto hai potuto fare finora, dando comunque una mano in questa fase del percorso. Naturalmente, la mia personalissima decisione è aperta a futuri cambiamenti, con l'augurio che si creeranno le condizioni per fare marcia indietro.

Leonardo Rubini."

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