mercoledì 23 dicembre 2015

Il mito degli antiossidanti buoni e dei radicali liberi cattivi


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Stavo leggendo un interessante articolo sulla prestigiosa rivista Nature che parla di 5 miti duri a morire, molto diffusi anche e soprattutto in ambiente medico, e ho deciso di tradurvi la parte relativa agli integratori di antiossidanti. Come potete immaginare da soli, toccare questo settore significa pestare i piedi a colossi di produttori di integratori che fatturano ogni anno cifre da capogiro. Ma così come esiste Big Pharma, che spesso impone certi farmaci per un mero interesse economico, dall'altra parte c'è chi fa lo stesso gioco, ma spingendo sul mercato per vendere prodotti "naturali". Poi, su quale sia la differenza tra naturale e non naturale, ne possiamo parlare in un altro post. Integratori a parte, uno degli esempi più eclatanti di vendita di preparati inutili e costosi (anche se in questo caso non dannosi) è quello degli omeopatici. Rimedi fatti con acqua e zucchero, il cui principio attivo è inesistente, che si basano su una teoria della memoria dell'acqua che rimarrà nella storia delle bufale scientifiche nei secoli a venire, per come è stata adattata all'omeopatia.
Ma andiamo al punto dell'articolo e, augurandovi buone feste, vi do appuntamento a metà gennaio. A meno di eventi straordinari, me ne starò dietro le quinte a fare un lungo lavoro di rinnovamento, così che questo bruco di blog, che vi ha accompagnati per più di 4 anni, si trasformi in una meravigliosa farfalla di sito, dando vita a un punto di riferimento di informazione scientifica più ricco ed eterogeneo. E non approfittate di questo articolo per non mangiare frutta e verdura, che rimangono degli alimenti essenziali per la vostra salute. Non ci provate!


"Nel mese di dicembre del 1945, la moglie del chimico Denham Harman lo ha stimolato dopo aver letto un articolo sulla rivista "Ladies' Home Journal" dal titolo "Domani potresti essere più giovane". Questo ha suscitato il suo interesse sull'invecchiamento e, anni dopo, come ricercatore associato presso l'Università della California, Berkeley, Harman ha avuto un pensiero "improvviso", come poi ricordò. L'invecchiamento, ha proposto, è causato dai radicali liberi, molecole reattive che si accumulano nel corpo come sottoprodotti del metabolismo e portano a danni cellulari.

Gli scienziati si sono radunati intorno alla teoria dei radicali liberi e l'invecchiamento, da cui il corollario che gli antiossidanti, molecole che neutralizzano i radicali liberi, sono buoni per la salute umana. Dal 1990, molte persone hanno preso integratori di antiossidanti, come la vitamina C e il β-carotene. Si tratta di "una delle poche teorie scientifiche ad aver raggiunto il grande pubblico: la gravità, la relatività e che i radicali liberi sono causa dell'invecchiamento, quindi bisogna prendere antiossidanti", afferma Siegfried Hekimi, biologo presso la McGill University di Montreal, Canada.

Eppure, nei primi anni 2000 gli scienziati, cercando di ricostruire la teoria, hanno incontrato risultati sconcertanti: topi geneticamente modificati per produrre un eccesso di radicali liberi vivevano quanto quelli normali
(rif. 1) e quelli progettati per una sovrapproduzione di antiossidanti non vivevano più a lungo di quelli normali (rif. 2). E' stato il primo di una serie di dati negativi, che inizialmente si sono rivelati essere difficili da pubblicare. La teoria dei radicali liberi "è stata come una sorta di creatura che stavamo cercando di uccidere. Abbiamo continuato a sparargli proiettili addosso e non ne voleva sapere di morire", dice David Gems dell'University College di Londra, che ha iniziato a pubblicare i suoi risultati negativi nel 2003 (rif. 3). Poi, uno studio sugli esseri umani (rif. 4) ha dimostrato che gli integratori di antiossidanti annullano gli effetti salutari dati dall'esercizio fisico e un altro li ha associati a una maggiore mortalità (rif. 5). 
Nessuno di questi risultati ha rallentato il mercato globale di vendita di antiossidanti, che spazia da prodotti alimentari e bevande fino agli additivi per mangimi animali. Questo è destinato a crescere da $ 2,1 miliardi nel 2013 a $ 3,1 miliardi nel 2020. "E' un racket enorme", dice Gems. "La ragione per la quale la nozione di ossidazione e invecchiamento continua a girare è perché è perpetuata da persone che ci fanno soldi."

Oggi, la maggior parte dei ricercatori che lavorano in materia di invecchiamento, concorda sul fatto che i radicali liberi possono causare danni cellulari, ma che questa sembra essere una parte normale della reazione del corpo allo stress. Tuttavia, in questo campo si sono sprecati tempo e risorse, di conseguenza. E questa idea tiene bloccate pubblicazioni sui possibili benefici dei radicali liberi, come spiega Michael Ristow, un ricercatore sul metabolismo presso lo
Swiss Federal Institute of Technology di Zurigo, Svizzera. "Vi è un corpus significativo di prove fermo in cassetti e hard disk che supporta questo principio, ma non lo stanno mettendo a disposizione", dice. "Anche questo è un grosso problema."

Alcuni ricercatori mettono in discussione anche l'ipotesi più ampia e cioè che un danno molecolare di qualsiasi tipo provochi l'invecchiamento. "C'è un punto interrogativo se sia veramente il caso di tirare tutto fuori", afferma Gems.
Il problema, dice, è che "la gente non sa da che parte andare, adesso".


Riferimenti bibliografici:
  1. Doonan, R. et al. Genes Dev. 22, 32363241 (2008). PubMed
  2. Pérez, V. I. et al. Aging Cell 8, 7375 (2009). PubMed
  3. Keaney, M. & Gems, D. Free Radic. Biol. Med. 34, 277282 (2003). PubMed
  4. Ristow, M. et al. Proc. Natl Acad. Sci. USA 106, 86658670 (2009). PubMed
  5. Bjelakovic, G., Nikolova, D. & Gluud, C. J. Am. Med. Assoc. 310, 11781179 (2013). Articolo

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