mercoledì 16 dicembre 2015

La colite ulcerosa avrà una cura: ceppi batterici specifici in arrivo

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Come malato di rettocolite ulcerosa da 18 anni sono l'ultima persona che vorrebbe illudere gli altri relativamente a una cura per questa malattia. Anche perché non ho mai illuso me stesso. Ho affrontato gli ultimi 6 anni con strategie nutrizionali, integrative e di gestione dello stress, sapendo che nessuna sarebbe stata una cura vera e propria, ma solamente una modalità per portare (o tenere) in remissione la malattia il più a lungo possibile e con meno farmaci possibili.

Il mio stato di salute, paragonandolo ai precedenti 12 anni, è nettamente migliorato, nonostante 3 ricadute trattate con cortisone. Nessun nuovo ricovero e periodi lunghi di remissione, che prima erano impensabili. Ora, tolto il discorso "emozionale", che nessun farmaco potrà mai risolvere e che noi con le MICI sappiamo essere comunque un ostacolo da superare nel migliore dei modi, c'è tutta la parte fisiologica, biochimica e metabolica da riuscire ad affrontare con meno effetti collaterali possibili. Proprio da questa esigenza è nato questo blog. E il futuro sito sarà una naturale continuazione di questo lavoro, volendo ampliare le fonti di informazione e i professionisti che si dedicheranno a scrivere articoli per voi.

Fatta questa premessa, passiamo al sodo.
6 mesi fa vi proposi una breve intervista al prof. Monteleone, ideatore del farmaco Morgensen, che promette di essere un preparato in grado di trattare (non curare) le MICI con pochissimi effetti collaterali. E già questo sarebbe un notevole passo avanti.
Addirittura 3 anni fa vi parlai del trapianto fecale e di come questo fosse una terapia promettente per risolvere (in alcuni casi) la malattia in modo pressoché definitivo. Poi vi ho aggiornato sulla terapia adottata al gemelli di Roma per curare il C.difficile e della sperimentazione per la rettocolite ulcerosa.
Negli ultimi tempi sono arrivate le prime pillole a triplo strato per colonizzare positivamente il colon senza usare il colonscopio. Una procedura sperimentale che non ha ancora un protocollo standard e che stanno sviluppando in vari Paesi, tra i quali il Canada.

La notizia di oggi è che la statunitense Seres Therapeutics ha sviluppato il secondo farmaco probiotico, che ha l'obiettivo di colonizzare l'intestino e ripristinarne la normale funzionalità, anche in pazienti con malattie croniche intestinali. Il primo farmaco (SER-109) ha dato finora ottimi risultati sul C.difficile. Adesso parte uno studio di fase 1B proprio sulla rettocolite ulcerosa, utilizzando il SER-287.
"Siamo lieti di avviare questo processo e far progredire il nostro secondo candidato terapeutico per il microbioma nella nostra clinica. Lo sviluppo del SER-287 è supportato da un crescente corpo di prove che suggeriscono che la colite ulcerosa è caratterizzata da uno squilibrio di batteri (disbiosi) nell'intestino e che il trattamento della disbiosi può portare a un effetto clinicamente significativo. SER-287 rappresenta potenzialmente un nuovo metodo per il trattamento della colite ulcerosa, e siamo entusiasti di considerare che il SER-287 potrebbe dare uno sviluppo significativo per i pazienti che hanno bisogno di trattamenti più efficaci, non immunosoppressivi, per questa condizione molto difficile."Roger Pomerantz, MD, Presidente e Amministratore Delegato di Seres.
SER-287 è una capsula orale sviluppata utilizzando le piattaforme terapeutiche del microbioma della Seres. Si tratta di un candidato terapeutico di origine biologica (da non confondere coi farmaci biologici), costituito da una spora batterica ecologica complessa e diversificata.
Chi vuole, qui trova il trial appena pubblicato, che vedrà la sua conslusione a giugno 2017, avendo coinvolto 55 soggetti con colite ulcerosa medio-moderata.

Questo e altri segnali mi fanno pensare che da qui a 5 anni avremo molto probabilmente una vera e propria cura per la rettocolite ulcerosa, la quale, guarda caso, avrà come focus centrale la cura dell'intestino, intervenendo sugli squilibri dei ceppi batterici. Come ho sempre affermato, lo stile di vita rimane determinante per la nostra salute e, purtroppo, ancora una volta i gastroenterologi fanno una figura poco degna di fronte all'ennesima conferma su quale sia la giusta direzione da far intraprendere ai pazienti. Segnalo che ancora oggi ai convegni si continua a spingere sull'uso dei biologici e degli immunosoppressori. Evidentemente hanno fondi di magazzino o brevetti da dover sfruttare fino all'ultimo. Peccato che ne facciamo noi le spese di questo assurdo giochino!

Per quanto mi riguarda, benedico il kefir di latte fatto in casa (quello pronto al supermercato è pastorizzato, per cui la maggior parte dei ceppi batterici benefici sono spariti), che ho avuto in regalo da un amico medico e che mi aiuta veramente tanto nel tenere l'intestino in salute. A questo, aggiungo i crauti fermentati, sempre in casa, e altri preparati probiotici, tipo il kombucha. Cercate su internet queste informazione e ne IL MIO NEGOZIO c'è anche qualche utensile per prepararli, tipo la fermentatrice. Per chi conosce la materia, anticipo una domanda e rispondo così: il kefir di acqua non era male, ma quello di latte mi è molto più utile. Non c'è paragone, nel mio caso.
E ricordatevi sempre che non siamo tutti uguali, per cui certe soluzioni vanno testate con calma, per vedere se sono adatte a noi.
 Spero di avervi dato tante belle notizie utili con questo articolo. A presto.

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