sabato 4 aprile 2015

Dialoghi in libertà

Come un fulmine a ciel sereno, stanotte un amico ha avuto un'ischemia. Operato d'urgenza, ora sta bene, ma questo mi ha portato a fare delle riflessioni, dalle quali è nato questo dialogo tra me (IO) e la mia malattia cronica (MC).

MC: "Ehy, ciao. Eccoci qua! Sono quasi 18 anni che siamo insieme. A novembre sarò maggiorenne. Dici che è arrivata l'ora di lasciarmi andare oppure hai ancora bisogno di me?"

IO: "Buffo! E io che ho sempre pensato che fossi tu ad aver bisogno di me..."

MC: "Lo so, ma il nostro è uno strano rapporto. Vedi, non mi sarei mai sognata di entrare nella tua vita se non ti avessi trovato completamente disorientato, spento e privo di consapevolezza. E sei anche stato fortunato! C'era la possibilità che arrivasse una Malattia Acuta a trovarti e non so mica come sarebbe andata a finire! Infarto, ictus, tumore fulminante... invece io ti ho dato tutto il tempo di ragionare, di capire e di mettere a posto le cose."

IO: "Hai proprio ragione! Io andavo dritto per la mia strada, sicuro di fare bene... e poi sei arrivata tu. Certo, mi ci sono voluti anni per accettarti e capire il senso della tua presenza, ma poi la mia vita è migliorata. Ho capito che il mio corpo non è un involucro, ma ha delle esigenze ben precise. E sono le mie, di nessun altro. Conoscendole, ho cominciato a imparare che anche la mia anima ne ha e che pure le emozioni devono trovare un loro luogo di appartenenza nel mio universo.
Si, mi sono evoluto parecchio da quando ci sei tu... e sono quasi 18 anni! Forse sono io quello che si deve allontanare adesso, perché sono io a essere venuto dalle tue parti, in realtà. Il tuo luogo va mantenuto intatto, resta un avviso. Non puoi spostare le sabbie mobili, devi solo starne alla larga."

MC: "Si, Leo, è così. Hai capito bene e non mi offendo se ti allontani ancora "minorenne". Vai e goditi la vita, quella che ti appartiene da sempre, ma che non riuscivi a vedere dall'alto delle tue sciocche certezze. Ora sei un uomo e di me ti è sufficiente un'ombra lontana, quella che ti spingerà sempre a rivolgerti verso il sole.
È dal letame che viene su il cibo più nutriente, non te lo scordare mai, amico mio!"