giovedì 18 febbraio 2016

Prime crepe sulla dieta paleo



Gli studi relativi a una certa predisposizione genetica, nati con Boyd Eaton e successivamente portati avanti da Loren Cordain, che volevano dimostrare una sorta di sostanziale "congelamento" del nostro DNA dal paleolitico a oggi, hanno appena subito un duro colpo. La loro tesi comincia a essere smentita da recenti studi, che dimostrano che il nostro DNA è invece cambiato e, di conseguenza, la teoria alla base della dieta paleo viene meno.
È una notizia epocale in questo ambito, che, statene certi, molti di quelli che ci si trovano dentro faranno di tutto per ammorbidire e far passare in secondo piano, ma c'era da aspettarselo. Aggiungo che questo è solo l'inizio, visto che le evidenze maggiori a sfavore arriveranno, secondo me, dalla mappatura genetica del microbioma. Cioè, se il DNA umano prevede comunque tempi abbastanza lunghi per modificarsi e adattarsi a nuove condizioni alimentari, quelli dei microbi e funghi che ospitiamo nel nostro intestino sono invece molto più rapidi. E sono questi ultimi ad avere un ruolo fondamentale nella digestione, nell'assorbimento e nella capacità di tollerare più o meno determinati cibi, insieme agli enzimi.

Il 6 giugno 2015, al convegno di Venezia, presentavo la mia relazione "La divulgazione scientifica ai tempi di internet".
Uno dei concetti che ho voluto esprimere è stato quello di essere cauti e di non prendere posizioni troppo intransigenti in campo nutrizionale. Detto da uno che intransigente lo è stato per alcuni anni, forse assume un valore aggiunto.
Venendo dal mondo paleo, che tuttora frequento e stimo (a parte i fanatici esaltati; ma quelli sono ovunque), posso dire di avere un'idea abbastanza chiara sull'argomento. In alcuni ambiti è sfuggito il controllo della situazione e sono stati assunti atteggiamenti da setta, tipo certi vegani. Ci sono persone che ti criticano se impani il petto di pollo con la farina di riso. Se poi provi a dire che la storia del glutine "assassino" è una bufala, apriti cielo! Ma, giustamente, ognuno ha i suoi tempi e fa il suo percorso. Quelli che non reggo sono i blogger esaltati, che confondono la loro realtà personale col mondo intero e pretendono che ciò che ha funzionato per loro, sia universale. Va be', ci sono passato anche io in quella fase, ma quando c'è stato da aprire gli occhi, l'ho fatto e basta. Se vuoi fare comunicazione scientifica devi essere intellettualmente onesto ed essere in grado di cambiare posizione in base alle nuove evidenze che arrivano. Altrimenti fai il guru... cosa che lascio volentieri agli altri.
Ma adesso entriamo nella notizia dell'anno.

Nel 1985, Eaton e Konner hanno scritto che la costituzione genetica umana è cambiata relativamente poco, da circa 40.000 anni fa, in relazione a quella degli esseri umani moderni, Homo sapiens sapiens.
Questi autori hanno spiegato che i corpi umani sono stati plasmati dal lungo periodo come cacciatori-raccoglitori, più che dal breve arco di tempo successivo all'avvento dell'agricoltura. La carne, probabilmente abbondante, così come frutta e verdura, era a disposizione, mentre pane, cereali, latte e formaggi non lo erano.
Tre decenni più tardi, che nell'ambito accademico è un tempo lunghissimo, abbiamo visto proliferare non solo diete paleo, con numerosi bestseller, ma anche l'esercizio paleo, il dormire paleo e i servizi igienici paleo. Sono tutti elementi basati sul presupposto che i nostri corpi sono più adatti alle abitudini dell'era paleo che a quella attuale.
Ma mentre la dieta "uomo delle caverne" è diventata la dieta più ricercata su Google nel 2013 e 2014, i biologi evoluzionisti, con molta meno pubblicità, stavano usando tecniche avanzate di analisi del DNA, a volte su ossa antiche, per notare che la premessa paleo originale è lontana dal punto: in realtà, a quanto pare, ci siamo evoluti. Il nostro DNA è cambiato!

Solo durante l'ultimo anno, importanti riviste scientifiche hanno pubblicato la prova di cambiamenti genetici negli esseri umani nel corso degli ultimi 10.000 anni, periodo di transizione, come risposta del genere umano all'avvento dell'agricoltura.
Due varianti genetiche relativamente recenti hanno aiutato gli esseri umani a sopravvivere durante le carenze tipiche del periodo agricolo; un altro cambiamento genetico sembra aver aiutato a combattere le carie dentali che sono sorte con i nuovi alimenti; un altro ha modificato il modo nel quale gli esseri umani digeriscono i grassi; decine di altri aiutano a combattere le malattie comseguenti al fatto di vivere in densità più elevate.
Queste nuove scoperte ampliano, ai già noti adattamenti alla dieta, il concetto di cambiamento del genere umano. Dopo l'addomesticamento degli animali per la mungitura, molti esseri umani si sono evoluti per digerire il latte. Gli esseri umani sembrano aver anche sviluppato modi migliori per digerire gli amidi caratteristici delle diete agricole.

"E mi fa impazzire quando chi segue la paleo dieta dice che abbiamo smesso di evolverci. Non lo abbiamo fatto!"

Questo dichiara Anne C. Stone, professoressa di evoluzione umana presso l'Arizona State University, che ha dimostrato che i geni legati alla digestione dell'amido sembra siano cambiati in numero, apparentemente in risposta alla coltivazione.

"Le nostre diete sono cambiate radicalmente negli ultimi 10.000 anni e, in risposta, siamo cambiati anche noi."

Quando Eaton e Konner hanno scritto negli anni '80, il genoma umano non era stato ancora completamente sequenziato ed era di gran lunga più difficile da rilevare la prova della recente evoluzione umana.

"Nelle popolazioni in cui l'amido era uno dei principali componenti della dieta, essendo in grado di estrarre il maggior numero di calorie possibile nel minor tempo possibile, è probabile che sia stato un salvavita per i bambini che hanno sofferto di attacchi di malattia intestinale",

ha detto la Stone riferendosi alla variazione genetica acquisita.
In un articolo apparso nel mese di dicembre sulla rivista Nature, gli scienziati hanno esaminato il DNA di più di 200 esseri umani antichi eurasiatici. L'età variava da 8.000 a circa 2.000 anni fa, un arco di tempo che include sia gli antichi cacciatori-raccoglitori, che i primi agricoltori.
Analizzando il DNA da quei resti antichi, gli scienziati hanno notato migliaia di punti diversi nei quali ci sono stati cambiamenti del DNA, che non sembrano essere stati casuali. Cioè, le modifiche non sembrano essere semplicemente un caso di deriva genetica, ma un segno che la specie umana si è effettivamente adattata ai nuovi aspetti del suo ambiente.

"Gli europei di 4000 anni fa erano diversi in importanti aspetti dagli europei di oggi, pur avendo discendenza complessiva simile",

hanno concluso gli autori.
Insomma, siamo nel campo delle ipotesi e ci stiamo navigando dentro da 30 anni. È bene essere consapevoli che non è il caso di fare scelte radicali che richiedono privazione di alimenti, senza che ci sia nulla di scientificamente certo alla base. Provate, sperimentate, variate, ma usate sempre il buon senso ed evitate soprattutto i guru dei miei stivali. Gente che nella vita ha poche gioie e raccogliere adepti privi di capacità critica è una di quelle.

giovedì 4 febbraio 2016

Aggiornamento importante sul nuovo farmaco per le MICI


Ho scritto al Prof. Monteleone, gastroenterologo e ricercatore presso Tor Vergata, nonché inventore del nuovo farmaco Morgensen di cui vi ho parlato in questo post, per avere notizie sulla fase 3 dello studio che coinvolge questa nuova molecola. Sapete bene che non sono un amante dei farmaci, ma se leggete l'articolo linkato sopra capirete che si tratta di un approccio promettente e povero di effetti collaterali. Il professore ne parla anche in questa intervista a Medicina33.

La fase 3 è l'ultimo step prima di poter mettere in commercio un medicinale. Richiede il coinvolgimento di numerosi pazienti, soprattutto per stabilire i dosaggi più idonei e meno invasivi. Da qui all'uscita sul mercato ci vorranno non meno di 3 anni, ma potrebbe essere una svolta per chi ha il Crohn o la RCU. Sia chiaro, la genesi di queste malattie rimane sconosciuta, per cui si tratta sempre di migliorare il trattamento dei sintomi, senza devastare il sistema immunitario.
Ma vi lascio alla sua risposta:

Gent.mo Leonardo,

la fase 3 dello studio è iniziata per ora in Canada ed è prevista l’apertura di 500 centri in tutto il mondo, inclusi quelli italiani, nei prossimi mesi. Nel nostro centro dovrebbe, tra qualche settimana, iniziare uno studio aggiuntivo da condurre su soli 16 pazienti. La fase sperimentale nella Colite Ulcerosa dovrebbe essere attivata nel giro di qualche mese ma per il momento non è prevista l’apertura di centri in Italia.

Buona giornata 
giovanni