martedì 28 febbraio 2017

GranoSalus: la solita disinformazione allarmistica sul cibo




E’ assolutamente lecito che dei produttori italiani difendano il loro raccolto e tutto ciò che ne deriva. Io sono assolutamente dalla loro parte e vorrei maggiori tutele per loro e per i consumatori. La globalizzazione sta facendo danni enormi alla nostra economia, da anni, e i numeri sono lì a testimoniarlo. Però non sopporto in nessun modo chi usa dei fatti scientifici per creare allarmismo ingiustificato.
Vuoi dare addosso ai grandi marchi che importano frumento per speculare? Ok, ma fallo politicamente, giuridicamente o come ritieni più opportuno.
Fare articoli, poi ripresi da molti blog e testate giornalistiche, facendo intendere che ci stanno avvelenando non rende un servizio e cede il fianco a repliche nel merito assolutamente incontestabili.

Premesso che quando mi cucino della pasta uso solamente quella a lenta essiccatura e trafilata al bronzo per motivi di gusto (e non solo), per cui non compro nessuna di quelle in tabella, ciò che è importante sottolineare è il fatto che le sostanze rinvenute nelle marche analizzate a cura di GranoSalus rientrano ampiamente nei limiti di legge previsti.
La sostanza che più tende ad abbassare il limite di consumo è il DON, per cui il marchio peggiore richiederebbe di non mangiare più di 2kg di pasta al giorno (di quella marca) per tutti i giorni dell’anno. Ecco, a questi livelli direi che sono ben altri i problemi di salute ai quali si andrebbe incontro e l’eventuale intossicazione arriverebbe quando il soggetto è già morto di diabete, ictus o infarto 😀

Alla tabella in foto, ripresa dal sito ufficiale, ho aggiunto in rosso al terzo rigo i limiti di legge, e all’ultima colonna il consumo massimo che ogni marchio permetterebbe, rimanendo all’interno di detti limiti.
A differenza di quanto spiegato da altri, va ricordato che gli organi preposti, in seguito a numerose ricerche, stabiliscono un massimo di introito quotidiano di sostanze ritenute pericolose, considerandone un consumo anche per 365 giorni all’anno. Cioè, siamo all’interno di un “confine” per garantire il massimo della sicurezza, partendo da dati scientifici noti e universalmente accettati.

Per concludere, vorrei anche far notare che le sostanze a rischio in tabella, e tante altre qui non elencate, sono ovunque. In qualsiasi cibo di origine vegetale o animale. Per cui, questo allarmismo sulla pasta è solo marketing e non ha nulla di scientifico. Inoltre, non contribuisce in alcun modo a migliorare la situazione generale. Perché, per affrontare l’argomento “inquinanti”, bisogna prima di tutto capire che in natura sono sempre esistiti e sempre ci saranno, anche a prescindere dall’attività dell’uomo. Ciò che oggi possiamo e dobbiamo fare è valutare il miglior compromesso tra rischi e vantaggi di una produzione di massa, che garantisca sostentamento ai futuri 10 miliardi di esseri umani sulla Terra o, volendo rimanere nello stivale, a 60 milioni di persone.
Il primo passo è quello di superare i luoghi comuni, per i quali:

NATURALE = SANO
INDUSTRIALE = DANNOSO

La nostra improvvisa crescita demografica e il perentorio aumento dell’aspettativa di vita sono il frutto del progresso medico e agricolo. Giocate pure a fare i “naturalisti”, ma sappiate che fa abbastanza ridere vedere persone ancora in vita grazie al progresso che esprimono odio verso di esso.


http://www.granosalus.com/2017/02/26/lo-dicono-le-analisi-don-glifosate-e-cadmio-presenti-negli-spaghetti/