giovedì 22 febbraio 2018

Il Lazio per un turismo "esperienziale". Non solo Roma


Anche se sono nato a Roma, riconosco il territorio laziale come formidabile. Un'esperienza che non ha nulla da invidiare ad altre Regioni. Ed è un peccato che al turista, soprattutto straniero, non venga data l'opportunità di vivere certe emozioni.

Il Lazio non è certamente un territorio avaro di attrattività, e la contrazione della spesa media dei turisti stranieri negli ultimi anni è il segnale evidente che le carenze rilevate nella redditività delle imprese sono da ricercare sul lato dell’offerta di esperienza turistica. Il patrimonio culturale non si esaurisce di certo con la sola capitale, potendo contare su una ricchezza di luoghi iconici e storici e su siti archeologici che, come detto, sorgono anche nelle aree interne. È altresì rilevante il patrimonio naturalistico, che richiama una domanda di turismo legato al godimento delle bellezze paesaggistiche, e configurabile in un piano di sviluppo della promozione dell’enogastronomia e della valorizzazione dei prodotti tipici per quel tipo d’utenza che vede nella vacanza un momento distensivo; o, in alternativa, inquadrabile in un progetto di sostegno di percorsi naturalistici impegnativi dedicati agli escursionisti e a quell’utenza che cerca il soddisfacimento del bisogno di una vacanza avventurosa o sportiva. Allo scopo di diffondere la conoscenza di questa attrattività che può esprimere il territorio regionale e che vede nei bacini di prossimità un mercato di sbocco notevole, sarà necessario proseguire il percorso intrapreso di identificazione e tipizzazione del territorio con un marchio regionale che identifichi i luoghi oltre i prodotti tipici, sulla falsariga di quanto sperimentato in altre regioni, con la realizzazione di marchi che identifichino i “prodotti topici” di fianco ai “prodotti tipici”.

Sarà utile istituire, con la definizione del prossimo Piano Triennale del Turismo che andrà adottato entro l’estate, un “tavolo permanente del turismo” che accompagni un confronto costante con i rappresentanti degli operatori di settore e che si riunisca periodicamente a scadenze prefissate con il vertice politico regionale; esso avrà il fine di modulare in itinere l’offerta e la pianificazione territoriale, concentrando le risorse sugli esperimenti che dimostrano di produrre un ritorno e al contempo interrompendo o rimodulando gli investimenti che tradiscono le aspettative prefigurate nella fase programmatoria. Uno strumento che dovrà costituire un superamento e un avanzamento di quello che si è prodotto con la realizzazione del portale visitlazio.com, attraverso l’ideazione e la promozione di percorsi tematici che accompagnino i visitatori raccontando storie e suscitando emozioni. Con la collaborazione di agenzie specializzate che non dovranno limitarsi al focus sulle destinazioni e sui servizi e le attività accessibili in uno specifico luogo, ma che mettano al centro del piano di promozione le storie e i personaggi del passato, elaborando filoni narrativi che ridisegnino il territorio consentendo agli utenti che manifestano esigenze di fruizione diverse di trovare sempre un percorso confacente ai propri desideri, e che propongano conseguentemente pacchetti turistici personalizzati in accoglimento a quella domanda di turismo “esperienziale” che si sta delineando anche a livello internazionale. Questo progetto di ridefinizione delle mappe concettuali che guidano la scelta del visitatore e di proposte di percorsi personalizzati potrà essere realizzato internamente con le risorse dell’Agenzia regionale del Turismo, che vanta competenze quantitativamente e qualitativamente consistenti. Il Lazio potrà e dovrà essere comunicato ad ogni potenziale visitatore come meta ideale per il turismo religioso, sportivo, naturalistico, enogastronomico, culturale, realizzando legami tra le macroaree compatibili per il target definito e cercando di intercettare quel 97% del totale che limita la sua visita alla capitale e alla provincia. La realizzazione di questi percorsi personalizzati dovrà partire dall’analisi della domanda: chi viene nel Lazio e perché? Quali sono le aspettative, il tempo di permanenza medio, la spesa media, le mete prescelte da coloro i quali utilizzano la regione solo come hub? La risposta a queste domande consentirà di intercettare i passanti, costruendo ove possibile un’offerta che li incentivi a valutare l’opportunità di non spostarsi e a capitalizzare finalmente quella formidabile mole di turisti che si limitano a visitare Roma o a toccare il suolo laziale per mere ragioni logistiche.

Leggi a questo link l'intero punto programmatico dedicato al turismo nella Regione Lazio.


Il nostro programma completo per la Regione Lazio è a questo link.

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