lunedì 12 febbraio 2018

La Sanità nel Lazio: come uccidere una Regione


L’operazione è perfettamente riuscita, ma il paziente è morto.

I proclami elettorali che sono seguiti alla certificazione da parte del Consiglio dei Ministri del raggiungimento degli obiettivi di riequilibrio finanziario e contabile, che da dieci anni imponevano il “pilota automatico” alla programmazione sanitaria regionale, e le conseguenti promesse di nuovi investimenti e spese per l’assunzione di personale medico recentemente annunciate da Zingaretti, stridono al cospetto dei dati ufficiali sulle performance misurate in ambito sanitario. I numeri reali rappresentano un’offerta di servizi alla salute totalmente inadeguata – per usare un eufemismo – e lesiva del prestigio di una regione che resta comunque la seconda realtà territoriale del paese per popolazione, contando 5.897.526 di residenti e per PIL con 182,6 miliardi di euro.

Negli ultimi otto anni il comparto sanitario ha perso 45.000 unità tra personale medico e infermieristico, 15.000 solo tra il 2014 e il 2016 (fonte Ragioneria Generale dello Stato). Questo arretramento progressivo e inesorabile è il frutto di politiche di contenimento della spesa che sono rivolte evidentemente a virare verso un modello sanitario sempre più “statunitense”, con una polarizzazione dell’offerta che promuove un sistema pubblico rivolto agli indigenti e un parallelo sistema di erogazione privata che offre il diritto alla cura tempestiva e qualitativa previo pagamento.

Sul lungo periodo Riconquistare l’Italia considera necessario rivedere il processo che ha consegnato autonomia programmatoria e organizzativa nel campo sanitario alle Regioni. Lo Stato che ha abdicato ai compiti di programmazione della spesa e gestione del servizio sanitario nazionale ha prodotto crescenti disparità territoriali, divergenze progressive e non le convergenze auspicate. È necessario fare il punto della situazione, tirare le somme di quanto fatto e quanto ottenuto negli ultimi venticinque anni e avviare una stagione di controriforme che pongano di nuovo al vertice dell’ordinamento la Costituzione Italiana e non i Trattati europei. È un passo ineludibile se si vuole riportare il Paese su un orizzonte di crescita economica socialmente sostenibile.

Leggi la nostra proposta completa:

http://riconquistarelitalia.it/sanita-programma-di-riconquistare-litalia-per-la-regione-lazio/


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