mercoledì 14 febbraio 2018

Rimborsopoli e altre sciocchezze


Il macigno che sta schiacciando la Costituzione italiana, e con essa la nostra economia e il nostro stato sociale, nasce col trattato di Maastricht; ma da quel 7 febbraio 1992 non si parla d'altro che di corruzione e di costi della politica.

È come se dal 31 ottobre 1922 si fosse discusso delle amanti di Mussolini.


Permettetemi di spendere poche righe per questo gossip politico delle "restituzioni non restituite". Lo chiamo "gossip" perché la politica di una nazione, e relativo dibattito, deve vertere su altre tematiche e non sugli spiccioli che cadono di tasca a gente che si è ritrovata in mano il numero vincente della lotteria, venendo eletta in Parlamento. E parlo di spiccioli a ragion veduta, perché per un bilancio statale lo sono.

Da una ricerca nel web (quello che non perdona), risulta irraggiungibile l'URL originale del sito di Beppe Grillo (errore 404 - la pagina richiesta non esiste):
http://www.beppegrillo.it/movimento/codice_comportamento_parlamentare.php
Ma sicuramente è un problema tecnico momentaneo oppure non sono capace io di fare ricerche in rete. Va be', comunque sul sito della Camera c'è depositato lo Statuto del M5S (2016) con allegato a margine il famoso "Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento". Che, nella parte di attuale gossip politico, recita (i neretti sono miei):
L'indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili, il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all'assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l'esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo.
Quindi, oltre al fatto che a breve ogni parlamentare pentastellato dovrebbe restituire in modo completo l'assegno di fine mandato di circa 40.000 euro (giornalisti di Novella 3000, avete drizzato le antenne?!), appare evidente che qui il problema non è relativo ai soldi, ma a una incapacità di dare seguito a un proprio codice di comportamento e al non saper tenere sotto controllo per 5 anni i propri parlamentari. Sono presupposti inconciliabili con il governare un Paese importante come l'Italia e che denotano pressappochismo, nonché semplice marketing politico. Certo, questo se fossimo nella posizione di poterci scrivere le regole economiche sulle quali costruire e migliorare la nostra nazione; ma così non è. Per ciò, nonostante il clamore mediatico, oggi sulle restituzioni mancate del M5S, ieri sulle politiche renziane e l'altro ieri sui bunga bunga di Berlusconi, capite bene che le fondamenta dell'attuale pessima situazione non vengono neanche lontanamente scalfite. Possiamo "permetterci" politici di basso rango perché tanto le decisioni vere le prendono altri fuori dall'Italia. Arlecchino o Pulcinella poco importa. Chi comanda è Mangiafuoco e non ha a cuore i nostri interessi.

Da qui, da questi presupposti, nasce il Fronte Sovranista Italiano (FSI), dopo più di 4 anni di Associazione Riconquistare la Sovranità (ARS), che promuove la lista Riconquistare l'Italia per le prossime elezioni regionali che si svolgeranno negli anni a venire, della quale faccio parte qui nel Lazio, circoscrizione di Roma. Nasce, appunto, da una premessa tanto ovvia quanto indispensabile: nessuna forza politica può incidere sulla vita del proprio Paese senza avere in mano gli strumenti fondamentali, che sono la moneta e l'autonomia legislativa sui temi chiave. Va da sé che questo presuppone la disintegrazione dell'Unione Europea, che coi suoi trattati (ratificati da politici traditori) è in evidente e netto contrasto con la nostra Costituzione. Quella che noi vogliamo ripristinare nella sua forma migliore, quella del 1948! Non siamo per un'altra Europa, siamo per un'Italia che persegua il proprio interesse, nel rispetto degli altri Paesi e con accordi su ogni utile argomento, facendo pesare la propria forza, ma senza alcuna mira colonizzatrice. I confini vanno rispettati, tanto i nostri quanto quelli degli altri.

Per questo, vi invito non solo a dare il vostro voto alla nostra lista per le elezioni regionali nel Lazio del 4 marzo, ma ad approfondire chi siamo e cosa proponiamo, partendo da questa premessa al programma per le regionali, che mano a mano vi sto illustrando:


In questo post vi ho parlato della nostra proposta per la Sanità nel Lazio. Al prossimo vi spiegherò la nostra idea per i trasporti e la viabilità.
In conclusione, vi ricordo che il voto disgiunto ha un senso ben preciso. Sappiamo che si può votare per un candidato Presidente e, sulla stessa scheda, dare una preferenza di lista. Usatelo bene! Cominciamo a contarci e a capire quanti abitanti del Lazio vogliono, desiderano e scelgono la sovranità del popolo italiano!

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